martedì 21 ottobre 2014

NON È UN DISONORE!


"Ecco, bene, professore! 
Fateli convinti,
 una buona volta, 
che l'essere autore di poesie dialettali 
non è un disonore 
per nessun galantuomo".

Vitaliano Brancati, Gli anni perduti



Salvo Ferlito: incipit del testo di presentazione 

Brochure della mostra di Giuseppe Alletto

lunedì 20 ottobre 2014

L'ERESIA CHE NON TIRA... TURISTI


Quest'anno la "Via dei tesori", organizzata da alcuni anni dall'Università palermitana, prevede escursioni fuori porta, in alcuni comuni del palermitano, del trapanese, dell'agrigentino, uno di questi, legato al tema dell'eresia, è Racalmuto: l'escursione dovrebbe ricongiungere idealmente lo Steri di Palermo, dove è stato detenuto l'eretico racalmutese Fra Diego La Matina, immortalato nel racconto Morte dell'Inquisitore (1964) dal concittadino Sciascia, e Racalmuto, paese di origine sia di Fra Diego sia di Sciascia. 
Non è tirato in ballo, invece, come dovrebbe, un altro racalmutese, Giuseppe Pedalino di Rosa, che nel 1929 ha dedicato all'eretico Fra Diego un poemetto di un centinaio di ottave, anticipando talune intuizioni sciasciane.

Il percorso, almeno secondo l'iniziale andamento, meritava ben altra affluenza, meritava sicuramente "centinaia" di visitatori invece delle poche decine intervenute... 

Qualche giornale col lapsus calato in entusiastici resoconti ha espresso involontariamente lo stesso auspicio!

Eretici o non eretici, Dio sa quale manna sanno essere i turisti.




Sul carattere di Fra Diego:

...di libbra s'imbriacà stu bonu frati.
Lu libbru, caru amicu, è lu vilenu...

...di marmaru, inutili a piegari
tantu tinaci e forti di pinzeri.


Versi dedicati alla grotta dove si rifugio Fra Diego:

Asilu unni riposa ogni cuncettu
di la menti in affannu e tribulata...
Tu sì ricordu di lu pinzamentu
chi travagliava dda cuscenza viva.



Pizzo Di Blasco (Giuseppe Pedalino Di Rosa), Fra Decu
Cfr. Piero Carbone, Eretici a Regalpetra, Prefazione di Claude Ambroise, 1997.














Foto dello Steri di Palermo ©pierocarbone




Sotto: screen capture
dalla Guida pubblicata dall'Università di Palermo











venerdì 17 ottobre 2014

I POETI PREFERISCON LE FARFALLE

Il titolo della silloge  Na farfalla mi vasau lu nasu, con le traduzioni di Marco Scalabrino, richiama, per naturale associazione di idee e di immagini, il modo di dire Far saltare la mosca al naso il cui significato di

• Provocare irritazione, 
dar fastidio; 
esasperare inducendo all'ira, 
come può fare una mosca che insiste a posarsi ripetutamente sul naso di qualcuno (Dizionario HOEPLI)

nulla ha a che fare con le farfalle dei poeti. Per fortuna.
Metamorfosi della poesia!
Come la farfalla che volteggia nella poesia di Arthur L. Clements... (http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/10/una-farfalla-sul-naso.html)


Parimenti,  il naso del titolo richiama l'altro modo di dire Farla sotto il naso, ma nella poesia di Nat Scammacca il naso è quello di un cane che, nonostante il rischio di un'aggressione, non impedisce a un viandante di passargli accanto, mentre,  tutto  preso dai suoi pensieri, volteggia con la fantasia e si pone problemi esistenziali e cosmici interrogativi.

Cui semu nuatri?
Zoccu sapemu
e zoccu nun sapemu
nnamentri chi l'universu gira
senza fini
e si capuzza
nziccumatu
a nudda banna.

da What do we know? / Zoccu sapemu? 
Traduzione di Marco Scalabrino






Quarta di copertina. Dalla Prefazione


Ricambio la dedica



giovedì 16 ottobre 2014

COMPRENDO IL DIRETTORE DI "MALGRADO TUTTO", PUR "CON POCO SENSO DELL'UMORISMO"





Intanto, a scanso di equivoci, preciso che scrivo questo post fuor di metafora (non c'è alcuna metafora)  e senza alcuna venatura umoristica (anche a volerlo non ne sussisterebbe la ragione ché poca, qualcuno, me ne riconosce).

Con tali premesse, non capisco dove il direttore di “Malgrado tutto” Egidio Terrana  abbia trovato e letto un pensiero, una frase, un rigo appena da fargli sostenere con sicurezza che Carbone, con “poco senso dell'umorismo”,  sia caduto in un equivoco, “con tutte le scarpe”;  Taverna, anch'egli citato, saprà ben rispondere per sé;  l'equivoco sarebbe stato quello  di sospettare  che dietro “Colpi di Spillo” ci potesse essere la collaboratrice del giornale  Anna Maria Scicolone, una ipotesi o tesi opposta a quella che invece, pur avendola letta sul web, avevo per i fatti miei maturato e che ho ribadito a chiare lettere su facebook appena qualche ora prima che il Direttore di “Malgrado Tutto” pubblicasse il suo articolo: sicuramente gli sarà sfuggita (può capitare!).

Per non fare torto ai lettori di “Malgrado Tutto”, che potrebbero attribuire poco graziosamente una erronea interpretazione al Direttore, voglio imputare l’inesattezza semplicemente e innocentemente ad una sua svista;  fatta così salva la sua correttezza e la sua obiettività: requisiti assodati per un serio giornalista, come dev'essere.
Altrimenti, per chiarire un equivoco,  ci perderemmo  ancora di più in annosi e amletici dilemmi, miei e suoi: scrivo chiaro o scrivo oscuro? si comprende o non si comprende? sto stravolgendo o non sto stravolgendo?

Tra l’altro, l’equivoco, a cui il Direttore si riferisce, dovuto ad una telefonata “sgherzosa” (la "g" è mia, tanto per tentare di scherzare un po'),  l'equivoco, dicevo,  non poteva essere ingenerato in me per la semplice ragione di non avere seguito la citata trasmissione in streaming perdendomi ahimé quanto detto nella trasmissione stessa,  inclusa la divertente e a quanto pare galeotta telefonata.


Per non incorrere in malaugurati errori di trascrizione, riporto con la tecnica dello screen shot sia le parole del Direttore sia le mie: i lettori da loro stessi capiranno quello che c’è da capire. 




Il brano fotografato è tratto dall'articolo di Egidio Terrana





Foto di Alfonso Chiazzese  

mercoledì 15 ottobre 2014

PENSIERI... E GATTI




"Pensò a tutto questo e si sedette sulla panchina dove sonnecchiava la guardia notturna, e si lasciò andare ai suoi pensieri".

Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira, cap. III, "La Biblioteca di Repubblica", Mediasat 2003.











ph pierocarbone