venerdì 12 settembre 2014

L'ACQUA DI LA VITA. Da "Pensamenti"





L’acqua di la vita

Vulavanu quaètri a pilu d’acqua
ccu l’unni e li marusi arrabbiati.

Lu celu accupusu lampiava,
lu mari di fezza arrivuddriva.

L’unna chi si partiva di luntanu
s’unchjava ca faciva appaurìri.

Contra li scogli po’ s’arrizzulava,
faciva la scumazza e si nchjarìva.

Porticello, 1983




Piero Carbone, Pensamenti, Coppola editore, Trapani 2008


Foto propria

giovedì 11 settembre 2014

LE STRADE DEGLI SCRITTORI E QUELLE DEI GIORNALISTI






nota su fb 11 settembre 2014 alle ore 11.58

Premesso che ognuno è libero di classificare le notizie “lente” o “rock”come ha fatto Celentano in una famosa trasmissione, per i giornali una tale classificazione è rischiosa se le notizie“rock” vengono enfatizzate e quelle ritenute “lente” vengono ignorate, specialmente se le "lente" possono risultare oggettivamente importanti e utili per i cittadini lettori. A mo’ di esempio riporto una sequenza di fatti e considerazioni.

1. Un Senatore della Repubblica segnala alcune  "lesioni" sul viadotto di una superstrada in costruzione che sarà attraversata, a opera ultimata, da centinaia di migliaia di autoveicoli;

2. alcuni giornali cartacei e online ne danno la notizia;

3. altri, no, o perlomeno nulla si legge in prima pagina con eguale risonanza (ma non è “rock” una notizia che riguarda la salutee la sicurezza stradale dei cittadini?)

4. in particolare, rientra nel punto 3 un giornale che finora ha aggiornato i lettori sull'avanzamento dei lavori con toni entusiastici e avveniristici, con tanto di foto superpatinate;

5. l'impresa in qualche modo collegata ha in precedenza finanziato iniziative culturali e incarichi che ha visto coinvolti e interessati la stessa testata e alcuni giornalisti di codesto giornale on line che non dà notizia dell'allarme del senatore della Repubblica (o forse la notizia si trova in qualche sottorubrica poco visibile perché non si dica che la notizia è stata ignorata?);

6. in precedenza, questo giornale, che oggi sottovaluta la suddetta notizia del ponte lesionato, ha tentato di mettere a tacere, con tanto di ostracismo mediatico in effigie e "in verbis", chi si è permesso di fare critiche o rettificare il suddetto giornale on line circa notizie inesatte vissute in prima persona;

7. alla luce dei recenti fatti documentati da un senatore della Repubblica ovvero “come ti gestisco le notizie lente e quelle rock”, le considerazioni e le conclusioni sui comportamenti nel presente e nel passato ognuno le trarrà da sé (o vuoi vedere che alla fine della giostra la “colpa” sarà di chi subisce le notizie inesatte e non invece di chi le dà!);

8. nelle more di altre notizie, di ogni riparazione e/o chiarimento rasserenante si potrebbero utilizzare vie di comunicazioni alternative di mare o di aria;

9. ma non tutti possono permettersele.



http://www.lasicilia.it/articolo/quel-viadotto-sulla-statale-640-appena-costruito-gi-lesionato

http://agrigentoweb.it/2014/09/09/statale-640-ruvolo-lesioni-a-un-viadotto_160836?utm_source=twitterfeed&utm_medium=facebook

http://www.trs98.it/?p=113533

http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/sopralluogo-ruvolo-statale-640-agrigento-caltanissetta.html


http://www.grandangoloagrigento.it/allarme-del-senatore-ruvolo-ponte-della-640-gia-lesionato-prima-della-consegna/

http://www.scoopsquare.com/post/it/2014/09/09/15/3566946-ponte-lesionato-prima-della-consegna.html

mercoledì 10 settembre 2014

NINO PROVENZANO E "LU PUETA CANTA PI TUTTI / THE POET SINGS FOR ALL" SU "ARBA SICULA"

Sul numero XXXV della rivista bilingue "Arba Sicula" Nino Provenzano ha recensito il mio libro di poesie dialettali Lu Pueta canta pi tutti / The Poet Sings for All tradotte in inglese da Gaetano Cipolla. Un sentito grazie a Nino Provenzano per l'attenzione critica e al direttore di "Arba Sicula" il prof. Gaetano Cipolla.













Foto propria: Salita del Raffo 1988

martedì 9 settembre 2014

COME VENGONO SCELTI I LIBRI FINALISTI AL PREMIO RACALMARE-SCIASCIA #Grotte#Agnello#Malerba#



Nota parzialmente già pubblicata su fb
8 settembre 2014 alle ore 13.29



Il link dell'intervista sotto citata:








Intervistato dal giornalista Mediaset Paolo Liguori, Gaspare Agnello ci fa sapere che il libro dell'ergastolano Giuseppe Grassonelli e del giornalista del Tg5 Carmelo Sardo non era neanche nella rosa dei finalisti, ce n'erano altri i cui autori però in caso di vincita non avrebbero partecipato alla cerimonia di premiazione; a questo punto, scatta il criterio sciasciano al 100% (?!), il Presidente, che è un  altro giornalista Mediaset, propone di inserire il mondadoriano Malerba perché l'autore, o almeno uno dei due (quello in libertà insomma), sarebbe intervenuto alla cerimonia di premiazione.

Questo è il Premio Racalmare voluto da Sciascia? O, se non erro, un anno è stato attribuito ad un autore assente!

Ma allora il criterio di un premio letterario è, dev'essere, la presenza o la scrittura?

Immaginiamo la selezione: - Tizio non viene. - Scartato. - Ma ha scritto un buon libro?- E lui perché non viene?. Avanti un altro. - Caio? - Viene. - Mandiamolo in finale. - Ma ha scritto un libro che... - Però ci assicura la presenza. Dobbiamo fare spettacolo. Inseriamolo. Gli assenti vanno sempre scartati

E così di presenza in presenza si promuove la buona letteratura!

Letteratura e trasporti, letteratura e mobilità, un buon binomio!

Implicitamente, una tale pantomima, per un commentatore che ha commentato l'edizione di quest'anno e che si rifugia dietro uno pseudonimo, sarebbe molto sciasciana, insomma, tutto "apposto".
Il suddetto commentatore che si rifugia dietro uno pseudonimo, con una bella faccia tosta e molta ignoranza, critica, con tono irridente per giunta, pur senza fare nomi, chi ha fatto notare che in ben altro modo lo Scrittore di Racalmuto intendeva il Premio Racalmare. Sarebbe bastato consultare i giornali degli anni dei mesi e dei giorni in cui Sciascia ha presieduto le cerimonie di Premiazione delle varie edizioni per leggere le sue, dico le "sue", dichiarazioni.

Eccetto che da diffidente giornalista, se giornalista è il suddetto commentatore che si nasconde dietro uno pseudonimo, diffida di ciò che riportano i giornali!

Ma questa è un'altra storia.

Se giornalista è, lo/a compiangiamo: non credere nell'autenticità della propria professione. Cavoli suoi!

Il risvolto inquietante di tutta questa storia è che non avremmo mai saputo del criterio con cui vengono selezionati i libri al Premio Racalmare-Sciascia se un giurato, a cui va riconosciuta una buona dose di coraggio e di coerenza, non si fosse dimesso e per difendersi dagli attacchi, anche sleali e sprezzanti, dovuti alle dimissioni, non avesse fatto venir fuori la verità!

Nella realtà, la conclusione di una tale vicenda sarà quella di una grande abbuffata di pubblicità per tutti, a scapito del rispetto delle parole, se le parole hanno un senso, utilizzate nella letteratura, nella critica letteraria, nel giornalismo, senza che nessuno paghi pegno: i lustrini e i vantaggi della pubblicità fanno passare sopra tante cose.
Anche così si uccide un premio: per eccesso di successo dovuto a ragioni spurie.



P. S.
Un mio precedente commento su fb sul premio Racalmare-Sciascia:


SCIASCIA E I PREMI LETTERARI
Sciascia solitamente era contro i Premi letterari, tuttavia ne avrebbe voluto uno così: un Premio diverso, appartato, di provincia, quasi silenzioso e quindi libero da mode, camarille, interessi, cordate e raccomandazioni: solo qualità letteraria.


Links correlati:
http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/17:11/4540752

http://fattiemisfatti.tgcom24.it/wpmu/2014/09/02/corte-suprema/

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/08/mi-associo-chi-si-dissocia.html