sabato 24 maggio 2014

ANNUNCIO MISTERIOSO


Un po' di mistero non guasta





Su apposita indicazione sono venuti ad intervistarmi alcuni giovani universitari su un argomento di grande attualità: è stato un piacere conoscerli: bravi, preparati. 
Un segno di stima da parte di chi li ha a me indirizzati, che ricambio.
Argomento? Top secret. 

Ma appena il lavoro sarà pronto, avremo il piacere di condividerlo. Gli specializzandi infatti sono d'accordo. 
Se poi si potesse avere la presenza anche del Professore che li ha indirizzati sul detto argomento, sarebbe un'occasione di riflessione ancora più ricca!

giovedì 22 maggio 2014

AMARCORD CON GAETANO RESTIVO




Con Leonardo Sciascia. Racalmuto, Sede del consiglio comunale, 1980





La conversazione, in realtà più diffusa, con Gaetano ha avuto luogo qualche mese addietro su "Sali d'Argento", il gruppo Facebook che si ripropone di raccogliere le foto storiche di Racalmuto  e dei racalmutesi in vista di un Archivio fotografico digitale.





Gaetano Restivo

Intervengo su invito del caro amico Piero Carbone.

La prima ' recita ' fu nel Luglio del 1978, guidata da Eugenio Napoleone Messana - che ebbe poi, purtroppo, morte improvvisa appena due settimane dopo la prima...

Negli anni a seguire, grazie al prof. Nicolò Macaluso e a Piero Carbone, continuò a far parte della ' fiesta '; e continua tuttora. Il primo anno fu una sorta di evento. Eugenio Napoleone Messana era tornato da poco a Racalmuto ad insegnare alla scuola media. Ricordo che mise in piedi un gruppo teatrale scolastico. Era nata da poco la prima Pro Loco, c'era un certo fervore in paese, fervore che, all'inizio, prescindeva dalla presenza più costante di Leonardo Sciascia in paese.

Come fu e come non fu, la memoria mi tradisce, si pensò di ripristinare la recita per la festa, forse per iniziativa di qualcuno della Pro Loco e se ne parlò con 'Geniu, perché adattasse in siciliano la versione del Caruselli, mi pare. Ne fuentusiasta e in due tre settimane il testo era pronto. Ricordo una serata al Circolo di Cultura dove 'Geniu, per la prima volta, lesse quanto aveva magnificamente scritto. " Talia Firnandu quantu curtisii..."

Eravamo un centinaio e tutti con la bocca aperta. In quei versi c'era il paese, le sue memorie, la sua storia, la sua gente, martoriata dal duro lavoro e dalla povertà. E dall'emigrazione...Era fine Maggio mi pare. Bisognava scegliere gli, parola grossa, attori.
Quelli di noi già vicini alla Pro Loco si fecero avanti. Era il momento in cui ci siamo sentiti veramente racalmutesi, parte di una cosa importante per il nostro paese. Che entusiasmo !

Le prove le facevamo ogni sera alle sette a casa di 'Geniu, in cucina. Mandarla a memoria fu una questione di ore - per anni, e tuttora, chi ha partecipato è ancora in grado di recitarla quasi per intero a memoria. Ogni sera dalle 7 alle 9 lì a recitare, con 'Genio che ci guidava. Faceva persino lo spadaccino...

La prima volta io ero Fernando, lo scudiero di Piero Carbone, che interpretava Eugenio, Principe di Castronovo. E con Piero, mi sento sempre ancora un pò, tuttora, Fernando... Ricordo una foto del palco della prima recita in cui si vede, dietro, la testa pelata di 'Geniu, con barba e baffi, lì a fare da suggeritore.
Dopo la recita si doveva fare, come è d'uso da noi, un incontro per festeggiare, che poi sarebbe stato uno schiticchiu. Non ce ne fu il tempo, per l'improvvisa scomparsa di 'Geniu, che velò di malinconia quell'estate.

Per chi ha passato gli ...anta, e comincia a pensare a quello che mio zio Nicolò La Rocca chiamava ' sunset ' - anche se, con figli piccoli, si è costretti a vivere per almeno altri vent'anni... - ripensare quell'estate, e le successive, dà molta malinconia...
Ma Racalmuto ha bisogno di guardare anche avanti. 

E "Sali d'argento" ha mostrato che in tanti, pur guardando al passato, vogliono un futuro migliore, ' più verdi pascoli ' insomma...





Piero Carbone

Tamì, mi fai ricordare che dopo la prima recita del 1978 messa su dal prof Messana, che subito dopo venne meno, assieme, tu ed io, proponemmo al prof Macaluso di assumere la regia, se ti ricordi lo fermammo e glielo chiedemmo davanti alla Matrice, egli accettò e per alcuni anni, finché ci fu padre Mattina curò la recita per conto della Pro Loco, poi lasciò quando ci fu il cambio di reggenza al Monte, nel frattempo io ero più disponibile perché da poco laureato e curai la regia fino al 1988. 
Dovresti conservare una copia in carta velina del testo battuto a macchina con inchiostro rosso della Recita da parte di Eugenio Messana. 

Piccole cose, lo so, ma affettivamente grandi.



***





La foto, se non ricordo male, è di Alfonso Chiazzese.

mercoledì 21 maggio 2014

TE LE CANTO IN DIALETTO



Ieri, in occasione della presentazione, nell'ex convento di Sant'Antonino di Palermo, del libro di Roberto Sottile, Il dialetto nella canzone italiana degli ultimi venti anni, Aracne editrice, Roma 2013, è stato un bel ritrovarsi. Tra amici del dialetto: studiosi, autori, ascoltatori, interessati uditori. 



Con la presenza di cantanti e gruppi musicali si è in parte materializzato quanto si legge nel libro (vuol dire che aggiorneremo il vecchio detto ovvero "tra il dire e il fare c'è di mezzo il cantare!): 




“Il variegato e ampio panorama della canzone neodialettale disegna un quadro dinamico e sfaccettato, all’interno del quale il codice locale – più o meno arcaicizzante, più o meno italianeggiante, più o meno mescidato all’italiano o ad altre lingue, più o meno “destrutturato” (cfr. Berruto 2006) – emerge nel riuso artistico quale straordinaria possibilità espressiva utile ad ampliare il “potenziale di variazione” (Moretti 2006) e a soddisfare l”attesa di poesia” alla quale sono chiamate a rispondere tutte le canzoni”. (Incipit dell'Introduzione)





























Cronaca dell'evento










Un grazie agli artefici di questo inedito avvenimento:


Roberto Sottile, Mari D'Agostino, Grazia La Paglia, Giuseppe Paternostro, Vincenzo Pinello, Angela Castiglione, Liborio Barbarino, Francesco Giunta, Ezio Noto, Peppe Qbeta, Biagio Di Gesaro, Alessandra Macellaro La Franca, Pietro Mendolia Malanova, Cannatella Giovanni, Moffo Schimmenti, Francesco Anselmo, Nicola Pollina, Nanni Cicatello