giovedì 17 aprile 2014

SPORTIVAMENTE



Quando l'amico Marco Scalabrino mi ha invitato a partecipare alla manifestazione "L'arte incontra lo sport" mi è venuto in mente, chissà perché, il favoleggiare di giocatori di cui in paese, ancor prima delle corrusche squadre dette degli "Indiani" e dei "Pizzara",  si narravano mirabilia, ma che io conoscevo e incontravo sotto quotidiane  spoglie di operai, commercianti, artigiani o di... emigrati. 


E sempre ho fatto fatica ad accostare le due facce di una stessa personalità come le due metà di un'unica moneta. Non c'era simmetria, non combaciavano. Epiche gesta e saracinesche di negozi da alzare a mane e abbassare a sera, virtuosismi calcistici e sale da estrarre in miniera.


Ho sempre riflettuto su queste "incongruenze", sempre riluttante a riconoscere che la dura legge della vita potesse infrangere i sogni più ambiziosi e le previsioni più rosee. 


Di questo ho scritto nella poesia che l'occasione del prossimo reading trapanese mi ha suggerito. 






Parziale anticipazione della poesia


Maluviersu si chiamava, lu palluni
ci abballava notti e juornu nni lu sangu.

Lu circavanu pi farici un cuntrattu
e ijttari l’antri squatri nni lu fangu.

Un ancilu pariva ca vulava,
jucava cu lu suli e cu la luna...

***
Maloverso si chiamava, il pallone
gli danzava notte e giorno nel suo sangue.

Lo cercavano per fargli un contratto
e gettare altre squadre nel fango.

Un angelo sembrava che volava,
giocava con il sole e con la luna...

mercoledì 16 aprile 2014

DOMANDA PRO SCIASCIA

Non l'avranno fatto sicuramente in mala fede ma appunto rifacendomi alla loro buona fede, cercando di interpretare il pensiero di quanti hanno creduto nell'alto e disinteressato magistero assurto a testimonianza di indubbio valore del  grande Scrittore nostro concittadino, faccio una domanda a voce alta per la quale sicuramente coloro che si dichiarano sciasciani professi mi saranno grati se in essa coglieranno elementi di utile riflessione, nel comune intendimento di valorizzare ancor più fedelmente il senso di un grande insegnamento e di una grande testimonianza.

Ma è giusto vendere spazi pubblicitari esibendo Sciascia?
Riducendo un pensiero, una testimonianza,  in merce?







martedì 15 aprile 2014

DI PAOLO O DI APOLLO?

Smaragdos accetta il suggerimento di san Paolo. 
Ma gli resta un dubbio.






A coloro che dicono "Io sono di Paolo" oppure "Io sono di Apollo", san Paolo raccomanda di non essere né di Paolo né di Apollo, ma seguaci di Gesù Cristo. 

Con una precisazione piccola piccola: una volta stabilito chi è Gesù il Cristo. 

Spesso, però, religiosamente o laicamente parlando, e penso a tante incertezze e a tante diatribe, proprio su questo non si è concordi: su chi sia il Cristo.

E allora? 





Per evitare di non scegliere con la scusa di non potere scegliere il Cristo, non resta che scegliere o Paolo o Apollo. Azz!


Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito

domenica 13 aprile 2014

"AMICI DELLA FONDAZIONE LEONARDO SCIASCIA - FRA DIEGO LA MATINA". Una proposta

La Fondazione "Leonardo Sciascia" di Racalmuto è in difficoltà. In una fase di stallo. Ma non è solo una questione di finanziamenti. In passato ne ha avuti in abbondanza. Un comitato scientifico ormai decimato. Un consiglio d'amministrazione anche per questioni anagrafiche da rinnovare. 
E intorno?
Acritici e interessati sostenitori della prima ora. 
Tardive prese di distanza nella fase calante.
Assenze incomprensibili di rappresentanti istituzionali negli ultimi avvenimenti. Presenze improvvisate.
Troppi silenzi. 
E dove è andato a finire lo stuolo di sperticati-sostenitori-ad-ogni-costo direttori non-direttori collaboratori politici giornalisti artisti intellettuali scrittori ospiti non-ospiti radicati transeunti?
Tutto langue.







Quello che importa a questo punto è il futuro. Andare avanti. Emendarsi ed emendare: non è mai troppo tardi. Tesaurizzare gli errori del passato. Realizzare il progetto iniziale e perseguire le finalità desiderate e preventivate: statutarie. 
Cambiare lo Statuto, se occorre.






Verrebbe da costituire il gruppo senza scopo di lucro e di cariche 



"Amici della Fondazione

Leonardo Sciascia - Fra Diego La Matina"

per monitorare, coadiuvare e spronare dall'esterno un'istituzione investita fin dal suo sorgere di tante aspettative che attendono di essere onorate. 

O forse è un sogno credere al progetto iniziale, alle enfatizzate aspettative, per proiettarsi lontano?












sabato 12 aprile 2014

IL DOLCE CURARO


Certi elogi, certi "abbracci", sono come il curaro: hanno la funzione di immobilizzare. 
Per "agire" meglio. 
Ma che morsi, se la preda smaltisce il veleno!





Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito.