giovedì 27 giugno 2013

A LA PIAZZETTA COMU CI FINISCI?


FONTANA SÌ,  FONTANA NO


Con piacere vedo riaccendersi sulla rete un dibattito sulla Piazzetta di Racalmuto e che richiama criteri estetici, storici, urbanistici sulla sua ragion d'essere.
Sono convinto che un civile confronto di idee, di esperienze e di competenze possa contribuire ad una più oculata, ponderata, opportuna amministrazione della cosa pubblica, della nostra eredità storica, dei beni culturali.

Oggi tocca alla posticcia fontana della Piazzetta e domani mi auguro si accendano i riflettori su altri beni architettonici e urbanistici come ad esempio l'ottocentesca pescheria rimossa chissà perché o la preservazione dei portali in pietra di antiche costruzioni o le edicole di campagna...
Qualche anno fa avevo pubblicato le mie riflessioni in proposito, le voglio collegare alle riflessioni e ai commenti attuali pubblicati su fb e che riporto qui di seguito.

Sunaru a Ciccanninu li rintuocchi:
mi parsiru li cuorpi di la morti.
A la Piazzetta comu ci finisci?
Ci misiru la vasca cu li pisci.







Angelo Cutaia:
A Racalmuto si sta ripristinando la copertina del muretto della recinzione della fontana alla Piazzetta. Non sarebbe stato più semplice eliminare la offensiva recinzione con tutto il muretto e creare dei gradini di accesso? Chi ha notato che c'è un cancelletto per nani, il quale impedisce di accedere al minuscolo marciapiede che circonda la vasca della fontana? Come dire che chi ha realizzato la fontana non ha ritenuto i cittadini degni di sedersi sul sedile della fontana! Oggi, ignari di tutto questo, a 42 anni dal misfatto, siamo ancora al punto di partenza. E nessuno dice niente! sono demoralizzato.


    • 20 persone hanno mostrato apprezzamento per la questione solllevata da Angelo Cutaia, altri hanno così commentato.



      Calogero Buscarino Da tempo anche io penso che quel muretto e' ridicolo e andrebbe definitivamente tolto

    • Giovanni Salvo Non e' difficile pensare ...a volte nel nostro paesino risulta piu' complicato fare comprendere.

    • Luigi Cipolla si comuni nun cinne' iammu circannu muretti!?!?

    • Sergio Scimè ... Angelo, condivido !!!

    • Lillo SferrazzaPapa Purtroppo caro Angelo, quella fontana è nata male in tutti i sensi: primo perchè è stata voluta da una persona allora molto influente politicamente e tecnicamente a discapito della bella piazzetta luogo di ritrovo serale di lavoratori della terra (compreso mio padre). La piazzetta per un secolo luogo di scambi di opinioni, di manodopera dei braccianti e a volte di transazioni; secondo per la rappresentazione dei soggetti che la compongono, i quali li trovo fuori da ogni contesto architettonico. Dopo questa parentesi, vorrei dirti che la tua osservazione è oculata e attenta e sono pienamente d'accordo con l'idea di poter rendere fruibile almeno quello spazio, visto che della piazzetta i nostri figli non avranno alcun ricordo.

    • Salvatore Picone ...un passo avanti e cento indietro: questa è Racalmuto.

    • Sergio Scimè ...non parliamo più, diranno che siamo la corrente "negativista"; esiste Racalmutese che non ama Racalmuto? ... si cresce se c'è dialogo, apertura, condivisione. Chi gestisce la cosa pubblica ha l'obbligo di ascoltare tutte le proposte, non può fare finta di nulla. Ma cosa dicono i "positivisti" della fontana della piazzetta? ... quelli del tutto bello e stupendo. La libertà è un valore molto bello, la libertà non si vende a nessuno.

    • Alessandro Giudice Che la fontana sia stata un'idea giusta o meno credo sia inutile discutere , è li e non si può certo distruggere. Sono in sintonia con Angelo Cutaia , il muretto e relative recinzioni andrebbero eliminate , rendere lo spazio fruibile sarebbe un modo per valorizzare la fontana e quindi la piazzetta.

    • Giovanni Salvo In realta' condivido l'opinione di chi sostiene che quella fontana fuori contesto rappresenta un monumento al cattivo gusto e a ben altro..

      Angelo Cutaia Di Racalmuto la fontana andrebbe finalmente eliminata (venduta all'asta), o trasferita. In questi quarantadue anni dove sono stati gli architetti paesaggisti? quelli che vorrebbero cristallizzare il centro storico? non è mai troppo tardi per rimediare ad un guasto urbanistico, quale è la fontana in calcestruzzo e per di più baroccheggiante. Il male minore sarebbe togliere quella ridicola recinzione, rendere fruibile almeno la vasca dei pesci, e diminuire il forte disturbo ambientale, in attesa di tempi migliori. Ovviamente salverei la palma, cresciuta spontaneamente.




      • Nicolo Cottone MA QUESTA FONTANA E' A PIAZZA CARIBALDI PALERMO
      • Alessandra Alesi Ma davvero vogliono toglierla???

      • Oriana Cammilli toglierla? ma siamo impazziti!! non sono dentro il problema, credo pero che orribile sia la recinzione ..L'hanno imprigionata e non c'è possibilità alcuna di fruizione.... spesso le fontane posso divenire luogo di incontro.. basta un bel gradino...

      • Giovanni Salvo Pur non condividendo la fontana ne per la sua contestualizzazione ne per il ricordo della sua posa, legata a periodi di grande prepotenza e malaffare ....oggi preferirei chirdermi, per il mio paese: delinquenza si - delinquenza no.

      • Liotta Ettore Sarebbe ora di restituire ai racalmutesi la spendida piazzetta in cui , tra l`altro, durante la festa del Monte era allestito il palco per una delle due bande musicali chiamate per l'occasione.
        Forse nessuno a Racalmuto ha mai accettato la costruzione 
        di questa fontana che crea solo una sensazione di caos.
        Analogo doveroso ripensamento ci sarebbe da fare a San Pasquali dove e' stato posto un insulso monumento e tolta una storica fontana, questa si da ripristinare, delimitata da pilastrini collegati da un tondino in ferro battuto.

      • Piero Carbone @Nicolò Cottone: Non è la fontana storica di Piazza Rivoluzione a Palermo ma quella collocata a Racalmuto negli Anni Settanta in quella che era la "Piazzetta"  così  denominata per antonomasia.

        Lillo Mendola E' discutibile anche dal punto di vista ornamentale,meglio ricreare l'originario spazio "di la chiazzetta" punto di socializzazione nei precedenti 50 anni dove tutti convergevamo anche per ascoltare comizi,recite,concerti e perché no gustare un buon gelato a "piezzu".

        Rita Grazia Mattina Io sono nata e questa fontana gia' esisteva, ormai parte integrante del paese. In molte vecchie cartoline lei e' li: Ci sono tante Chiese storiche che stanno cadendo a pezzi e qui si parla di distruggere la fontana... scusatemi signori... ma state scherzando!

        Antonino Lapaglia Cunctator lasciamo la fontana e leviamo la cancellata....

        Piero Carbone D'accordo, ma tanto per cominciare.

      Roberto Salvo Questa fontana è un pugno negli occhi, bisognerebbe rifare la "piazzetta" e lastricare il corso con "basuli di lava" come era. Prima che non ci sia più nessuno che li ricorda.


      • Rita Grazia Mattina La vasca cu li pisci e' ddra'e nun parla. Sta bona di saluti e si voli giustiziarla. Lu riestu di paisi jetta vuci ,e' maluvivu e nuddru ca s'adarma a mintici na flebu di saluti. Signuri mei ,ammeci di arruzzulari pirchi' un pinzati ,prima ,a edificari?
      • Rita Grazia Mattina " Cu pussedi un tesoru e nun lu sapi, e' chiu' poviru di chiddru ca nun l'avi !
      • Rita Grazia Mattina " il tesoro e' la nostra storia". Edificare ,restaurare,prima di pensare a demolire !

        Roberto Salvo Miegliu n'amicu a la piazzetta, ca centu unzi na sacchetta. Potremmo ridirlo 







      La questione della Piazzetta in un precedente post

    Molto sentita è la questione del ripristino della Piazzetta secondo l'antica conformazione, lo si può evincere dai numerosi ed appassionati commenti in coda al post pubblicato
    il 9 maggio 2012 su:
    http://castrumracalmuto.blogspot.it/2012/05/la-piazzetta-e-le-nuove-agora.html




    Ringrazio  Angelo Cutaia per avere messo a disposizione la foto recente e la cartolina antica 

mercoledì 26 giugno 2013

UN'AMOREVOLE TESTIMONE AL CASTELLUCCIO








 AL CASTELLUCCIO
 UNA DOMENICA D'ESTATE

LA DENSA SINTESI DELL'EVENTO NELL'ARTICOLO DI ANNA MARIA SCICOLONE

Anna Maria ha seguito e promosso amorevolmente l'evento fin dalla vigilia! 
Da non racalmutese, quasi quasi ci ha adottati. Con piacere ripropongo  il suo articolo.
Non me ne vogliano i lettori del blog per questa insistenza, ma gli è che l'amore per l'arte e per le nostre "pietre" ha mosso un gruppo di volontari a mettere su un'iniziativa senza alcun supporto istituzionale o economico, anche i servizi fotografici e i filmati per fissare i ricordi sono amatoriali, per cui siamo grati a quanti nel mondo dell'informazione hanno voluto riconoscere e apprezzare l'impresa controcorrente di un manipolo di sognatori.  P. C.


Locandina di una precedente mostra

Una domenica d'estate al Castelluccio
di
Anna Maria Scicolone

Un tuffo nel passato del XIII secolo, tra melodie e ricordi, suggestioni e testimonianze. È quanto è avvenuto ieri al Castelluccio, che ha eccezionalmente riaperto al pubblico per una serata dedicata all’arte, alla poesia, alla storia, al valore della memoria, con esposizioni, conferenze e momenti musicali. 
Dopo aver percorso la strada, purtroppo dissestata, che collega Racalmuto a Montedoro,  arrivare al Castelluccio, che svetta maestoso sulla collina, è come approdare nel Medioevo. 



Poco distante alla costruzione ci sono ancora i resti della cappella, a testimonianza di un vissuto che rischia di andare perduto per sempre.  Il castello era punto di riferimento di un sistema di controllo militare, quando le segnalazioni alle altre torri del circondario avvenivano di giorno con gli specchietti e di notte con il fuoco, ma era anche centro di gestione del feudo, con i suoi grandi magazzini di grano. 




Fu anche sede di un appartamento signorile, completo di quattro bagni, in epoca chiaramontana. Seguirono secoli di abbandono, finché negli anni Novanta non si avanzò l’idea di un progetto di recupero, che purtroppo fu dopo tempo abbandonato al suo destino, senza alcun finanziamento. 



Ma l’ingegnere Angelo Cutaia, colti ormai il rammarico e la costernazione dei proprietari, decise di acquistarlo e di avviare a sue spese il consolidamento, per evitarne il crollo. Il Castelluccio – come ha spiegato ieri lo stesso Cutaia nel corso della sua conferenza  sui castelli di Racalmuto nell’ambito dell’architettura militare sveva – rappresenta un unicum, giacché altre costruzioni gemelle, in Sicilia, sono ormai rase al suolo o diroccate. 
Ritrovarsi in questo luogo, che domina il panorama ed è punto di riferimento costante per gli abitanti di Racalmuto, di Montedoro e di Canicattì, è stato come lanciare un segnale di speranza che si possa un giorno completare il restauro e far diventare il Castelluccio un Centro culturale permanente.

Ad aprire la serata è stato proprio Cutaia, sottolineando che questo incontro ha inteso “celebrare il riappropriarsi della gente di Racalmuto (e non solo) del proprio territorio e della propria identità”. 
Piero Carbone, poeta e saggista, con Cutaia coordinatore  e ideatore della serata, ha rammentato ai presenti l’importanza del Castelluccio nella vita degli abitanti della zona, i quali lo osservano al primo risveglio e alla sera prima di andare a dormire, quasi come un rito propiziatorio, e ne fanno una sorta di emblema: “Il Castelluccio ci dona un panorama meraviglioso – ha affermato Carbone -, noi lo contraccambiamo con altre visioni, attraverso diverse forme artistiche”. 


  
Ad immergere subito i presenti in un clima di rievocazioni storiche è stato il Coro Filarmonico “Terzo Millennio”, diretto dal maestro Domenico Mannella, che ha fatto rivivere lo spirito antico del Castelluccio con un primo emozionante brano dei Carmina Burana. 



È stata invitata, quindi ad intervenire Anne Chadwick, che con la collaborazione di Gabriella Testa ha tradotto dall’originale, conservato in una biblioteca di Manchester, un brano di Sicilian ways and days, di Louise Hamilton Caico, vissuta tra il 1861 e il 1927, la quale descrisse luoghi e usanze dei siciliani di fine Ottocento. 
Anne Chadwick, prima di leggere in inglese il brano, che tratta proprio dei luoghi del Castelluccio, ha affermato di aver letto con entusiasmo e interesse questo libro, sentendosi vicina all’autrice, piombata, come lei stessa nel 1957, in una realtà profondamente diversa, a tratti dura, eppure ricca di fascino. 
Ha anche precisato di non aver letto le cronache di una donna sofisticata e con la “puzza sotto il naso”, ma di una persona molto evoluta, curiosa e appassionata, alla ricerca di esperienze che potessero distrarla dalla monotonia quotidiana.



È seguito l'intervento di Calogero Messana, di Montedoro, che ha collezionato da raccolte pubbliche e private  oltre 600 fotografie scattate da Louise in quegli anni e dalla stessa sviluppate nella sua camera oscura: foto piccolissime, come si usava allora, ma ad altissima definizione. 
L’intera collezione offre uno spaccato straordinario della vita di quel periodo e rappresenta, come ha sottolineato lo stesso Messana, "una documentazione unica della vita quotidiana popolare di quegli anni".


È stata quindi la volta di un intermezzo poetico con Piero Carbone, il quale ha declamato alcuni versi dedicati al Castelluccio e ai sentimenti che ispira in lui, contagiando di sensazioni anche i numerosi racalmutesi presenti.

…Ancora, bieddru miu, ca n capu a stari
comu n'aquila cu l'uocchji grifagni
chi accuvacciata n capu l'ova av'a cuvari….



È seguita l’esecuzione di altri brani dei Carmina Burana, ed è quindi  intervenuto anche il maestro Mannella, il quale ha spiegato ai presenti l’emozione di eseguire i canti contemporanei all’epoca del Castelluccio, proprio all’interno di questo luogo che visse chissà quali e quanti eventi, utilizzandone l’acustica straordinaria. 



In chiusura, Piero Carbone ha invitato i presenti a visitare le mostre, al piano inferiore, non prima di aver ringraziato gli artisti, qualificandoli come figli della stessa “Scuola di Racalmuto”: lo scultore Giuseppe Agnello, reduce dall’inaugurazione, appena sabato scorso, di una mostra alla Torre Carlo V di  Porto Empedocle, nonché Sergio Amato,  Nicolò Rizzo, Dimitri Agnello, Alfonso Rizzo e Simone Stuto.

Pubblicato su “Malgrado tutto”



lunedì 24 giugno 2013

SIAMO STATI AL CASTELLUCCIO. Un grazie.



GRAZIE,
 GRAZIE COL CUORE E CON LA MENTE A QUANTI IERI HANNO PARTECIPATO
 ALLA FESTA DELLA MEMORIA STORICA, DELLA CULTURA E DELL' DELL'ARTE 
AL CASTELLUCCIO DI RACALMUTO, 
A QUANTI L'HANNO RESA POSSIBILE
 CON GENEROSA E DISINTERESSATA DISPONIBILITA' 
A QUANTI HANNO DATO RILIEVO ALLA NOTIZIA CON ARTICOLI FOTO TESTIMONIANZE. 
GRAZIE AD ANGELO CUTAIA GRAN CASTELLANO
PER AVERE APERTO LE PORTE 
DEL PALAZZO-FORTEZZA DEL XIII SECOLO 
IMMERSO NELLA NATURA. 
NEL CASTELLUCCIO
 ANCORA ALEGGIANO LE NOTE DEI MEDIEVALI CARMINA BURANA
 ESEGUITE DA UN CORO CHE CI HA FATTO SENTIRE ALL'ARENA DI VERONA.
ERAVAMO AL CASTELLUCCIO.
CI BASTA.



Coro "Terzo Millennio".
 Postato su facebook da Anna Maria Scicolone

Le foto
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COMMENTI SULL'INIZIATIVA

Sulla bacheca facebook di angelo Cutaia da parte di
Lina Pellitteri Bravo Angelo. Sono felice x tutti coloro che avranno la possibilità di visitare il castelluccio: è un "brano"storico e architettonico di ineguagliabile valore... Immerso un un contesto paesaggistico incantevole. Occasione per fare un viaggio nella storia della Sicilia partendo dall'interno della Sicilia