martedì 9 aprile 2013

VIBRAZIONI PER LA NASCITA DI UNA POETESSA







1. Margherita Trupiano intervista Anna Maria Scicolone

Quell'invito sembrava una stravaganza, non invitava alla presentazione del tal libro del tal dei tali come fan solitamente tutti ma invitava "la S. V.alla condivisione di alcuni sentimenti di Un silenzio bianco".  Accattivante. Anche se tutto da verificare. Forse un po' eccessivo, nella pretesa di amalgamare in un'esperienza comune tante persone in parte estranee fra loro, accomunate dalla condivisa conoscenza o amicizia con l'autrice del "silenzio bianco". 

Adagiata sulle colline di Villaggio Mosè, dalla parte dei maestosi ulivi ultracentenari, tra i templi e il mare, la magica e splendida location, la Casa del Musical del gran patron Marco Savatteri autore compositore regista, predisponeva a inediti presagi sull'incontro promesso. Tanta bella gente. Artisti. Amanti dell'arte. Il gotha del giornalismo agrigentino: da poter consacrare o dannare incipienti esordi letterari. E un clima di curiosa cordialità: molti andavano per omaggiare l'amica o la collega giornalista che aveva scritto un libro; un libro di poesie, chi non può? 


Nell'attesa di una benevola verifica, le note del pianoforte hanno demarcato il tempo d'inizio. 

Egidio, con ferma professionalità e un tono colloquiale, chiamava, invitava, dava spazio al prefatore, alla musicologa, alla lettrice, al giornalista-intervistatore, al disegnatore, facendoli sentire protagonisti, in realtà lì per testimoniare stima, ognuno con la propria specificità artistica,  alla giornalista-poetessa, quasi in un cenacolo o corte virtuosa di creativi. "Man mano che leggevo il libro sentivo un calore, la temperatura che aumentava nella stanza" è stata una delle prime testimonianze. 

2. Da dx: Angela Bellia, Ilenia Costanza, Gaetano Savatteri, Anna Maria

Poi qualcuno, tra una poesia recitata e un ondulato interludio di note pronunciò la parola "vibrazioni". 

Quasi, per scaramanzia, da evocare; in effetti, non impunemente invocate, hanno impresso al "clima" un soffio di festosa compartecipazione. 
Ilenia Costanza legge Parole trascorrendo con tornita voce dall'emotività al magistrale controllo: "Le parole arrivano, prima o poi... / Te ne porterò ancora / di parole e di amori".

Nell'immaginario la giornalista mutava pelle e ci si lasciava andare sulle suggestioni delle sue "confessioni" con parole nuove. Assecondati da altre parole da Un silenzio bianco: "Arriverà senza preavviso l'anelato silenzio"

La linea di confine è oltrepassata: l'ascolto induce ciascuno a ripiegamenti interiori, a rivivere i propri silenzi e a riempirli di personali slanci crucci pensamenti. 
Il tris recitativo volge all'epilogo: "Grazie della tua gelida indifferenza. / Della ferocia delle parole, / delle sferzate di verità. [...] Grazie, amore, grazie, amore, / grazie sul serio, / perché, se è vero tutto questo, / il mio amore è stato grande davvero" (Grazie).


3. In collegamento telefonico da Sartirana Lomellina con il pittore Franco Fasulo

Alla fine è scoppiata, come una liberazione, la gioia di avere vissuto un reale momento di autentico abbandono poetico. Ci siamo sentiti tutti più amici, tra di noi così come lo eravamo già dell'autrice di quelle evocative, coinvolgenti, meditative parole. Con alcuni lo si è diventati nel prosieguo, quasi un felice strascico, nelle modalità dei social network. 
Tutti, penso, ci siamo immedesimati nella danzante esegesi di Angela Bellia, dismessi gli abiti della pianista e indossati quelli dell'amica interprete:

Per Anna

di Angela Bellia


Agrigento, 6 aprile 2013

Nulla esiste che non possa essere curato con le parole … lo ricorda Antifonte.

Anna Maria vive con le parole, si prende cura delle parole e le parole si prendono cura di lei. Nell’opera Anna aggiunge al suo silenzio bianco sonorità cariche di speranza, attraverso evocazioni sonore, immagini musicali, onomatopee, opposizioni sonore, analogie musicali:

Vi propongo di esplorarle insieme e di coglierne l’essenza:

Evocazioni sonore. Le troviamo in
La penna nel cuore: il cuore che scalpita e la penna che urla

e ancora nel Testamento: urlare la mia rabbia

e poi in Un silenzio bianco: gli sciami di api ronzeranno in festa

Immagini musicali
Nel Teatro: Tu fermi la musica,
MAESTRO
con un solo gesto all’orchestra
            e, distratto,
         lasci morire il tempo
         nel golfo mistico,
         sull’eco della mia risata

e poi

in Un silenzio bianco: Non ci saranno spade
    infuocate degli angeli
    ad indicarci la strada,
    né squilli di tromba
                     ad annunciare il nostro destino

in La strada: Rallenti
    per non incespicare
    e così ritrovi il ritmo,
    musicista ubriaco,
    artista dei passi perduti,
    cadenzati da un metronomo
    incorporato all’altezza
    di uno sterno vagante.


Onomatopee
Nel Teatro: Zigrinare dei tacchi a spillo […] Tic, tic, tic
e sono io la stella questo è il mio show […] clap, clap, clap (applausi)

Opposizioni sonore
In Lasciatemi in pace: Urlo e poi…non ho voce
In Preghiera: Il mio urlo e poi…affronti il silenzio
In A te: acqua muta e poi…la mia ira

Analogie musicali
In Teatro: Sulle tue note
sono il mio canto garrulo
di uccello impagliato
[…] carme stonato

In Parole: Un posto c’è
          dove le nostre voci
          mute, sole
          prendono forma
          nel canto frenetico
          di uccelli impazziti

Infine in Un silenzio bianco: Sarà ancora la preghiera,
                     come un canto dolcissimo,
                     che attraverserà le vigne


Anna Maria, cara, generosa e insperata amica, ti dedico ogni singola nota di questa sera e con i tuoi versi di Un nuovo amore che meglio esprimono la speranza, la ricerca, la tensione verso nuove possibilità, ti auguro che

Nel tuo mare,
non più immoto,
trovi parole e note
per accompagnare
il viaggio
con melodie nuove".


***


4. Egidio intervista il disegnatore Marco Nicotra

Le sonorità evidenziate, con rabdomantica sensibilità, da Angela Bellia, richiamano altre assonanze, rimandano a lontani echi e a citazioni implicite, quasi in sottofondo, a piogge dannunziane, a colazioni prevertiane, alle voyelles di Rimbaud:

A noir
E blanc
I rouge
U vert
O bleu: voyelles
Je dirai quelque jour vos naissances latentes.

A nera, E bianca, I rossa, Uverde, O bleu: vocali,
io vi drò un giorno le vostre origini nascoste.


La tavolozza di Anna Maria: 

Ogni raggio colpisce 
e rimbalza:  
"E’ giallo grano…" 
“…è rosso-pomodoro!” 
“E’ viola melanzana…” 
“…è rosa / melograno!” 
“No, è bianco zagara!”  
“adesso è un iris  blu
  tra le rocce”   
"Guarda, amore, guarda!" (Mistero). 



Cromatismi. Vibrazioni. La poesia, quando è poesia, è vibrazione e suscita vibrazioni: cromatiche, poetiche, sonore, emotive, meditative, relazionali. Come un diapason.
Tutto ciò ha creato un clima rivelatosi pronubo di nuove amicizie, generate da un'occasione feconda: 



5.


ha pubblicato qualcosa sull
P.C.
Grazie per l'amicizia in facebook. Ieri sei stata bravissima: la voce trascorreva dall'emotività al magistrale controllo.

Ilenia Costanza
Troppo buono. Grazie

Totò Costanza
Ti assicuro che ha detto la verità.

6.



ha pubblicato qualcosa sulP.C.P.C.P.C.
P.C
Grazie per l'amicizia in facebook ma ieri, nella comune e reale amicizia con Anna Maria, ti ho apprezzata non solo virtualmente sia per l'esecuzione musicale fatta di note ma anche per quella orale fatta di musicali, vivide parole.
  • Angela Bellia
    Ti ringrazio anche per aver indirizzato e dato chiavi di lettura del meraviglioso e sofferto mondo di Anna Maria. A presto, Angela

  • P.C.
    Mi piacerebbe ospitare nel post del mio blog che dedicherò all'evento la tua "carrellata" di onomatopee metafore opposizioni introdotte dalla tua dedica ad Anna Maria. Se vuoi.
  • Angela Bellia
    Certo! 


    *

  P.C.
  • Grazie per l'amicizia in facebook, l'atmosfera di ieri ci ha fatti sentire sodali nella comune stima per la comune amica Anna Maria.

    Margherita Trupiano
    Una bellissima iniziativa nella quale ha trionfato l'emozione, ma ancor più, il comune sentire di una platea accomunata da sensazioni e vibrazioni di anime...a presto Piero




    7. Locandina alla Casa del musical




P.C.
Grazie, Marco. Anna Maria ha scelto bene, una magica e splendida location, la casa del musical. 
Marco Savatteri
Grazie a Lei Professore! È stato un onore per me condividere la Casa del Musical per un pomeriggio così speciale. Felice di aver fatto la Sua conoscenza ! A presto

E altre gradite, nuove amicizie con Vincenzo Camilleri, Giuseppe Cipolla, Dario Broccio, Marco Nicotra...
Nonché il piacere delle amicizie antiche: Stelio Zaccaria, Giovanna Lauricella, Giacomo Sorce, Anna Maria Di Nolfo...

8. Locandina alla casa del musical

Foto n. 5 di Salvatore Picone
Foto 6 di Giovanna Lauricella
Foto nn. 1,2,3,4,7,8 proprie









domenica 7 aprile 2013

I RAGAZZI E LA RECITA DI PIAZZA. CHI SE L'IMMAGINAVA!

Chi se l'immaginava trentacinque anni fa che la "Recita della venuta della Madonna del Monte" concepita per la rappresentazione in piazza durante i festeggiamenti sarebbe stata recitata e fruita come una vera e propria opera teatrale, non in piazza, durante la confusione e la gioiosa concitazione di una rutilante festa ma in una sala, con gli attori vestiti semplicemente in nero e il pubblico comodamente seduto. E assorto! 

Ieri, l'incontro con i ragazzi al castello chiaramontano è andato benissimo, i ragazzi sono stati bravi, i professori e le professoresse li hanno ben preparati. A tutti va un sentito ringraziamento.
Dopo la rappresentazione, si parlava della Recita e di altri fatti di trenta e più anni fa. Per i racalmutesi significano tanto. Da commuoversi. 

Poiché ero coinvolto in prima persona, riporto la cronaca dell'evento redatta da uno dei professori coadiuvatori del progetto nonché amministratore del blog regalpetralibera a cui con piacere e per correttezza rimando per il video della manifestazione. 
Successivamente inserirò altre foto nonché le domande, pertinenti ed esaustive, che i ragazzi hanno rivolto a me e alla signora Isabella Martorana nipote di Eugenio Napoleone Messana.


Questa foto è ripresa dal blog Regalpetralibera




"Gli studenti di terza media dell'Istituto "Pietro D'Asaro" di Racalmuto, sabato 6 aprile 2013, nella sala del Castello Chiaramontano, hanno letto la recita  "La Vinuta di la Madonna di lu Munti" scritto da Eugenio Napoleone Messana, Nicolò Macaluso e Piero Carbone. Il progetto scolastico rientra tra gli appuntamenti "Incontro con l'autore" programmati ed organizzati dai docenti di lettere nelle ore curriculari: Tirone Maria, Edy Leone, Di Sano Rosaria, Fantauzzo Carmela, Milazzo Angela, Scimè Sergio.

Accompagnati dal  prof. Domenico Mannella i ragazzi hanno cantato delle canzoni in dialetto racalmutese. All'incontro erano presenti: Piero Carbone, la signora Rosa Pitruzzella moglie di Nicolò Macaluso e la prof.ssa Isabella Martorana nipote di Eugenio Napoleone Messana."

                                                                                                                    Sergio Scimè




Per il video clicca il link:

http://regalpetraliberaracalmuto.blogspot.it/2013/04/racalmuto-gli-studenti-e-la-vinuta-di.html#more





Ragazzi che hanno recitato:

Capitano Mattia -     Eugenio Gioeni
Marchese Davide-    Ercole III
Tirone Giuseppe -    Fernando
Vella Diego -           Ambrogio
Gagliardo Fortunato - Arsenio
Carrara Gabriele -    Giacinto
Carbone Sabrina -   Contessa
Elsa Scimè, Volpe Ludovica, Grillo Nicole - damigelle
Giorgia Mantione -   Popolana

 





Riporto le domande dei ragazzi, fattemi pervenire gentilmente, dalla professoressa Edy Leone, alle quali è stato risposto oralmente al termine della "Recita". Mi riprometto di rispondere anche per iscritto in un prossimo post appositamente dedicato.

1.Cosa ha provato quando il professore Nicolò Macaluso le ha chiesto di collaborare con lui per scrivere la recita “La vinuta di la Madonna di lu Munti”?
2.Come mai avete deciso di inserire nel testo le figure femminili?
3.Secondo lei il comportamento del conte di volere a tutti i costi la Madonna a Racalmuto è corretto?
4.Quale funzione ha la popolana nella recita?
5.Ha accettato subito l’incarico di collaborare alla scrittura di questo testo? Perché?
6.Ha in cantiere di scrivere qualche libro sulle tradizioni di Racalmuto ?
7.Cosa possiamo fare noi per mantenere vive le tradizioni racalmutesi e in particolare la festa del Monte ?
8.Cosa pensa lei riguardo la fede Racalmutese nei confronti della Madonna?
9.Questo libro secondo lei, cosa lascerà alle generazioni future?
10.Cosa significa e cosa ha significato per lei la leggenda della Madonna del Monte?
11.Cosa è stato per lei la collaborazione con Eugenio Napoleone Messana e Nicolò Macaluso?

Per la Professoressa Isabella Martorana
1.Che ricordi ha di Eugenio Napoleone Messana, in particolare di quando era impegnato a scrivere questa leggenda?
2. Cosa possiamo fare noi per mantenere vive le tradizioni racalmutesi e in particolare la festa del Monte ?











  • I nomi dei ragazzi che hanno rivolto le domande:
    domanda 1 Gabriele Carrara, 2 Carola Messina, 3 Gabriele Miccichè, 4 Cino Davide, 5 Maria Grazia Alaimo, 6 Carbone Sabrina, 7 Mattia Capitano, 8 Nicole Grillo, 9 Giorgia Mantione, 10 Davide Marchese, 11 Ludovica Volpe.
    1 Elsa Scimè, 2 Mattia Capitano.
    Baldassarre Alisea ha fatto una domanda estemporanea.










































Successivo articolo su "Malgrado tutto": mi fa piacere che l'iniziativa ideata e voluta dalle professoresse della scuola media di Racalmuto ne suggerisca altre per valorizzare il patrimonio della nostra memoria 


I ragazzi di Racalmuto e la venuta della Madonna del Monte - Malgrado Tutto Web | Sito Ufficiale

venerdì 5 aprile 2013

RACCONTARE ASTRATTAMENTE


Testimonianza per Maria Anna D'Agostino Mattiello




   Se la pittura astratta della prima metà del Novecento e l’avanguardia del secondo dopoguerra rifiutano la forma a favore, potremmo dire, del colore in sé, c’è chi, pur riferendosi a quelle scuole di pensiero, intraprende un personale cammino di ricerca artistica e piega quei modi di fare pittura alle proprie esigenze interiori.

   E’ così che in Maria Anna D’Agostino Mattiello notiamo un’apparente contraddizione: quella di indicare alcuni suoi quadri con titoli molto formali, descrittivi o narrativi addirittura,  per poi svolgerli astrattamente.

   Creano scontate aspettative titoli come “Popoli e costumi”, “Veliero”, “Cuore”, “Missionari”, “Lento cammino”, “Esuli”. Ma la D’Agostino non è una illustratrice, anzi, l’argomento annunciato è un pretesto, il punto di partenza di un processo astrattivo che la porta nel mare aperto del colore ove il cielo il mare i gabbiani sono calchi convenzionali ma vuoti, invisibili, in attesa di essere colmati  e resi visibili dalla scelta dell’artista, da una mano che brandisce  pennelli bene intrisi o trascina la spatola carica  di intenzionali impasti. Perché altrimenti la serie dei volti monocromi, gialli, azzurri, rosa, e i missionari biancoceleste, e il veliero di un rossonero materico? La pittura pensata diventa pittura vissuta.


     Più consona  pertanto appare la scelta di altri temi meno concreti, quali “Torpore”, “Conforto”, “Libertà”, “Divinazione”. Ma anche qui, perché la Libertà è un rossointenso assediato dal blunero  e il Torpore un cordone scuro che si distacca da uno sfondo chiaro di bianchi variamente venati e di gialli e arancioni  quasi allegri? 
     In ogni caso, come sostiene Wittgenstein nei suoi Pensieri diversi , e ben s’attaglia alla libera pittura della D’Agostino, “i colori stimolano alla filosofia. (…) I colori sembrano presentarci un enigma, un enigma che ci stimola – senza inquietarci”.   

Palermo, 2001