mercoledì 10 giugno 2020

GRAZIE, JOE. L'amicizia che procede è una bella poesia


Grazie a Joe Baiardo,  per aver condiviso su fb la copertina del mio libro con un lusinghiero commento: un gesto di grande stima che mi onora grandemente (e mi carica di responsabilità).




Anticipo,
 in suo onore e dei tanti canadesi che hanno a cuore la Sicilia
 e il suo cuore che è il dialetto,
 una poesia della prossima raccolta, 
pensando al carretto artistico che hanno voluto esporre ad Hamilton
 in un luogo prestigioso, presso LIUNA Station.

Il carretto e il carrettiere, 
una figura simbolica che prefigura la vita in cammino, 
nella placida notte come nel chiaro giorno,
un cammino che ci si augura sempre gradevole e proficuo. 


fannu ancora maraviglia


Lustru di luna, va lu carrittieri
Lustru di luna c’è e va cantannu
Lustru di luna, va pi li trazzeri
Comu la vita, un torna mai darrieri.

Scrusciu di rota e scrusciu di catina
Scrusciu di notti e scrusciu d’ammatina
Scrusciu ch’è mutu,  scrusciu nun ci nn’era
Si c’era azziddru di cori e di pinzera.

Lu cavaddru ccu la zzotta
Si durmiva s’addriviglia
Un carrettu e un carrittieri
Fannu ancora maraviglia

Realizzato con il contributo artistico di Dino Agrò


Chiaro di luna, va il carrettiere
Chiaro di luna c’è, e va cantando
Chiaro di  luna, va per le trazzere
Come la vita, non torna mai indietro

Fragore di ruote, fragore di catena
Fragore di notte, fragore di mattina
Fragore ch’è muto, fragore non c’era
Se c’era cruccio di cuore o di pensieri.

Il cavallo con la frusta
Se dormiva, poi era sveglio
Un carretto e un carrettiere
Fanno ancora meraviglia.

Piero Carbone



lunedì 8 giugno 2020

PER AVER LIBERATO IL POPOLO DAL COLERA. Inno di Giuseppe Messana (1816-1843)

Inno a Maria Santissima del Monte

Per aver liberato il Popolo di Racalmuto dal Flagello del Cholera 

Produzione di Giuseppe Messana (1837)




1.



Anima nostra sicut passer erepta est de laqueo venantium
Laqueus contritus est, et nos liberati sumus. Psal, 123. V.6.

Quale uccello la nostra vita sfuggì
al laccio dei cacciatori.
Il laccio s'infranse e noi fummo salvi.




   Piombò dall’alto, gravido,
Il più crudel de’ mali,
E ripiegando l’ali
Sovra la terra;

   Di Racalmuto il popolo
Assal tormendo; e forte
Apportator di morte
Più, che la guerra.

   Chi mai ridir le querule 
Voci di pianto, e lutto?
Ove tu guardi, tutto,
Tutto è dolore.

   Ovunque senti i gemiti
Delle famiglie offese
E ingombrano il paese
Tema, ed orrore.

   Già del fratel la perdita
Quegli piangeva, e questi
In modi crudi, e mesti
Il padre estinto.

   Ah! di pupilli, ed orfani
Di dolorose madri
D’inconfortati padri
Il suolo è cinto.

   Le tombe, che dormivano
Mute, serrate, e chiuse
Ad ingojar dischiuse,
Aperte stanno

   Tombe!... oh di quanti gemiti
Sarete causa e siete!
Quanti tornar vedrete
Pieni d’affanno!

   Qui la sorella misera,
In questo crudo avello
A piangere il fratello
Verrà pietosa.

   Qui verserà sue lagrime
Il padre intenerito,
Il tenero marito
L’onesta Sposa.

   Tutto era pianto! L’aere
Parea mostrarsi oscura
Sembrava la natura
Su nero velo.

   Lo stesso sol, cui destansi
Anche le selve, e i boschi
A passi lenti, e foschi
Solcava il cielo.

   Sacra del Monte Imagine
Unica nostra speme
a che su queste arene
Restar volesti?

   Non fosti tu, che i rigidi
Tori rendendo inerti
Questa, con modi aperti
Terra scegliesti?

   Se ci abbandoni... oh miseri!
Che mai sarà di noi?
Se tu ajutar non vuoi
Chi darci ajuto?

   Chi raffrena l’orribile
Morbo, che tutto inchina?
Senza di te, Regina
Tutto è perduto.

   Così l’oppresso popolo
Mesto dicea pregando,
Quando Maria chiamando
Il morbo rio;

   Co’ sacri piè premendolo
In lui le luci affisse,
E disprezzandol disse
< Fuggi, e fuggio.

   Come sovente all’Africo
Loa procella che mugge
In un momento fugge
Ad altro Polo;

   In cotal modo, rapida
Con ali ratte e preste
Se ne fuggio la peste
Da questo suolo.

   De! come darti laudi
Alma Maria del Monte
Viva di grazie Fonte
Nostra Regina?

   Deh! come grazie rendere
Or data c’hai la calma
Al Trono tuo quell’Alma
Che a te s’inchina?

   L’umana lingua è debole
Ad esaltarti, o bella
Del Monte Madre, o Stella
Di grazie piena!

   Delle tue grazie il numero
Degli astri è assai maggiore,
Vince del Mar l’umore,
La stessa arena.

   Qual mente audace esprimere
Stolta! verrà non vinta
Di quante grazie cinta
Vivi nel Cielo?

   Chi gli occhi puote immergere
Negli alti raggi tuoi
Senza offuscarlo poi
Arcano velo?

   Tu sei la Stella fulgida,
Che squarcia il nembo oscuro
Il farmaco sicuro
Delle ferite.

   Tu il porto sei de’ Naufraghi,
Il fine de’ lamenti,
Scorta delle gementi
Alme smarrite.

   Io veggo Te nel fulgido
Astro del Ciel maggiore
Senza del cui splendore
Il suolo è muto.

   Tu la Colomba candida,
Che la salvezza apporta,
L’Arca del Ciel la Porta
Il nostro ajuto.

   O voi, cui morbi pallidi
Noja fatal, dolore
Oppimon l’alma, il cuore
Con voci alterne;

   Con pura fè, con fervido
Cuore correte al Monte
Inesauribil fonte
Immagini
1. ph ©piero carbone
2. ph ©Giuseppe Bellavia Messana





sabato 6 giugno 2020

MA QUELLO NON FU ARREDO URBANO. Fu qualcos'altro. Fu ancestrale cogitazione?

Ex fontana con abbeveratoio nel quartiere "Guardia" a Racalmuto nel 2007
 scambiata per qualcos'altro e ripiena di terra con erbe aromatiche e piante di alto fusto.

Anticamente vi scorreva l'acqua della sorgente "Malati" e assolveva alla funzione di abbeveratoio
 per animali che venivano condotti o con cui ci si recava in campagna al mattino 
e all'imbrunire si faceva ritorno in paese, assetati.

Oggi, nel 2020, si dibatte se spostarla altrove o... ripristinarla.




    • COMMENTI - RAGIONAMENTI I - PROPOSTE
      ...  da fb
  • Giuseppe Guagliano Contrariamente a quanto non avveniva con la precedente amministrazione, nell'attuale, esiste un certo spazio e una certa agibilità nell'accogliere proposte e sostenere delle discussioni costruttive!
    Si è parlato, ed è stato proposto di posizionare: -La fontana di p.zza F. Crispi nell'ampio slargo della "Sciurera" (quartiere Guardia).
    -Di spostare la storica fontana sempre della "Guardia" (quella accanto al supermercato,) restaurarla e posizionarla al Serrone di fronte la chiesa ria-attivando lo scorrimento dell'acqua!
    -Quella oggetto di questa discussione (nel tratto di passeggio all'uscita del paese verso l'edicola del "Padreterno") la si potrebbe posizionare (senza marciapiede) nel parco dietro il Supermercato!
    E chiaro che questa compagine politica è favorevole ad accogliere e discutere ogni proposta, da qualsiasi parte provenga!
    2
  • Ettore Liotta Ed è così che si cancella la storia. Spostare la storica fontana di la Guardia cancellerebbe la nostra memoria, il nostro immaginario, il collegamento con lo storico mulino oggi sostituito da "moderni" appartamenti, un legame col passato che tale deve rimanere.... Meglio un risanamento conservativo affidato a chi lo sa fare senza protagonismo.
Giuseppe Guagliano Ettore Liotta 
Scusa, tu pensi che si possa parlare di identitá da preservare dopo che l'intero quartiere della Guardia, con mulino annesso, é stato svenduto miseramente alla squallida speculazione edilizia?
Come tanti altri quartieri e monumenti del 
paese!
Su tutti l'antico e bellissimo convento con il chiostro del cimitero!
La logica funzionale degli abbeveratoi, una volta, era quella di realizzarli nelle periferie dei paesi.
Oggi il Serrone rappresenta la periferia prossima!
La valorizzazione e il ripristino funzionale della fontana penso sarebbe una buona cosa!

  • Ettore Liotta Giuseppe Guagliano Sinceramente non si capisce la logica e la razionalità dell’idea dello spostamento al Serrone solo perché prima la fontana era al confine del paese, mentre ora che il confine si è allargato, andrebbe riposizionata e a questa condizione pensare ad un recupero per valorizzarla.
    Ciò sembra più la logica del depauperamento del centro storico che della sua valorizzazione.
    La fontana manifesta oggi tutta la disattenzione avuta nei decenni passati tanto da far venire l’idea dello spostamento come liberazione da una architettura con evidente degrado. Anzi il degrado in cui è stata lasciata per decenni è stato, forse, funzionale a suggerirci, subliminalmente, la sua eliminazione per recuperare decoro ad un angolo di paese. 
    Invece secondo me, il recupero e la valorizzazione della fontana della Guardia, lasciandola al suo posto, potrebbero farla diventare un monumento alla memoria del passato del nostro paese, indirettamente supportando la bellezza di quelle più antiche del Raffo e della Fontana. Ripeto, ben' inteso facendo l'adeguato recupero. Quanto da me prima scritto potrebbe dare qualche suggerimento per attenuare il degrado che circonda la fontana: in primis, approvando e facendo rispettare un piano colore nel centro storico, insieme a tanti altri provvedimenti... Mi permetto di chiamare qui Piero Carbone da Racalmuto a partecipare alla discussione ed a manifestare il suo pensiero in proposito dato il suo attaccamento alla storia di Racalmuto.
    1
  • Piero Carbone da Racalmuto Condivido le osservazioni di Ettore, che ringrazio per l'amore che mi riconosce ai luoghi d'acqua e non solo del paese. Contribuisco con un'immagine. Era il 2007, la giunta di cui ho fatto parte si è prodigata per liberare l'abbeveratoio di la Guardia da un uso "improprio". Ma dopo che ne è seguito? Degrado e pietosa noncuranza. Nel corso degli anni ho riflettuto: il problema non è solo quello di togliere...


  • Giuseppe Guagliano Secondo questo ragionamento l'esistenza stessa del concetto di archeologia museale dovrebbe essere illogico e irrazionale, poiché si occupa di raccoglie reperti scavati e traslati in posti diversi da quelli propri.
    Sarebbe piú logico, allora, che tutto
     rimanesse al proprio posto a testimonianza di quello che rappresentano!
    E forse sarebbe pure giusto!
    Ma sappiamo che questo non sempre é possibile!
    Quello che conta, a mio avviso, é riuscire dare dignitá e possibilmente nuova vita.
    Il mio vuole essere un estremo e pragmatico tentativo di difesa del monumento preda dell'abbandono e del degrado!
  • Ettore Liotta Si è proprio così. Niente giustifica uno spostamento, a meno che lasciare le opere nel loro posto ne pregiudichi la loro conservazione. A Siviglia durante la costruzione del Metropol Parasol hanno rinvenuto dei resti romani, ebbene, come deve essere, li hanno lasciato dove rinvenuti , valorizzandoli e permettendo a tutti di vederli. Certo che se avessero rinvenuto qualche anfora o delle monete antiche, le avrebbero portate in un museo. Comunque vedo che la fontana viene già chiamata monumento, mi fa piacere. Mi fa piacere anche che la si voglia valorizzare. Ecco, un ultimo sforzo la si lasci dove si trova e si valorizzi questo monumento del passato, con adeguati, molteplici, finalizzati provvedimenti...
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  • Piero Carbone da Racalmuto si potrebbe incanalare l'acqua della sorgente "Malati" a monte di qualche centinaio di metri e rivivrebbero così due fontane e non una. Forse anticamente era così. (Purché non si reiterino fantasiosi e cemenentizi pseudorestauri molto colorati).
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Piero Carbone da Racalmuto le fontane "storiche" alias "brivaturi" non sono birilli...
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ph ©piero carbone


IN DIALESSI CON ANCESTRALI COMPONENTI NATURALI
acqua terra pietre vegetazione fecondità... smemoratezza





5. LE ACQUE E IL SIMBOLISMO ACQUATICO
60. Le Acque e i Germi. 61. Cosmogonie acquatiche. 62. Hylogenie. 63. L'‘Acqua della Vita’. 64. Il simbolismo dell'immersione. 65. Il Battesimo. 66. La sete del morto. 67. Fonti miracolose e oracolari. 68. Epifanie acquatiche e divinità delle acque. 69. Le Ninfe. 70. Poseidone, Aegir, eccetera. 71. Animali ed emblemi acquatici. 72. Simbolismo del diluvio. 73. Sintesi.
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6. LE PIETRE SACRE: EPIFANIE, SEGNI E FORME.
74. Cratofanie litiche. 75. Megaliti funerari. 76. Pietre fecondatrici. 77. La ‘scivolata’. 78. Pietre forate, ‘pietre del fulmine’. 79. Meteoriti e betili. 80. Epifanie e simbolismi litici. 81. Pietra sacra, "omphalos", ‘Centro del Mondo’. 82. Segni e forme.

7. LA TERRA, LA DONNA, E LA FECONDITA'.
83. La Terra-Madre. 84. La coppia primordiale Cielo-Terra. 85. Struttura delle ierofanie telluriche. 86. Maternità ctonia. 87. Discendenza tellurica. 88. Rigenerazione. 89. Homo-Humus. 90. Solidarietà cosmobiologica. 91. Gleba e Donna. 92. La donna e l'agricoltura. 93. Donna e solco. 94. Sintesi.

8. LA VEGETAZIONE. SIMBOLI E RITI DI RINNOVAMENTO.
95. Saggio di classificazione. 96. L'Albero Sacro. 97. Albero microcosmo. 98. Albero-abitazione della divinità. 99. Albero cosmico. 100. L'albero ‘rovesciato’. 101. Yggdrasil. 102. Epifanie vegetali. 103. Grandi Dee e vegetazione. 104. Simbolismo iconografico. 105. Grande Dea - Albero della Vita. 106. L'Albero della Scienza. 107. I custodi dell'Albero della Vita. 108. Mostri e grifi. 109. L'Albero e la Croce. 110. Ringiovanimento e immortalità. 111. L'archetipo dei semplici. 112. Albero-"Axis Mundi". 113. Discendenza mitica da una specie vegetale. 114. Trasformazione in pianta. 115. Relazioni fra uomo e pianta. 116. L'albero rigeneratore. 117. Il matrimonio degli alberi. 118. Il Maggio. 119. Il Re e la Regina. 120. Sessualità e vegetazione. 121. I Rappresentanti della Vegetazione. 122. Lotte rituali. 123. Simbolismo cosmico. 124. Sintesi.