domenica 17 maggio 2020

LI PAROLI SU VACANTI. Grazie a Gaetano Cipolla per la traduzione

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SE SI PARLA DELLA FESTA DEL MONTE. Una nota pubblicata sui social



SE SI PARLA DELLA FESTA DEL MONTE

PIERO CARBONE DA RACALMUTO·DOMENICA 17 MAGGIO 2020·2 MINUTI


Alcuni, in tempi di coronavirus (ma non è una giustificazione), hanno parlato pubblicamente della Festa del Monte di Racalmuto.
Hanno dimenticato di invitare e nominare tanti protagonisti della Festa negli anni, impoverendola. E il Sindaco Lillo Sardo che ha firmato il gemellaggio con Hamilton mentre intervistavano il sindaco di Hamilton, e Domenico Mannella compositore dell'Inno per il Cinquantenario mente si parladva del Cinquantenario, e il gemellaggio con Castronovo mentre si parlava di gemellaggi in nome della Madonna del Monte, e la Recita che replicano anche ad Hamilton tra gli emigrati e replicavano a New York nel 1920 e nel 1924, e il Cinquantenario nella sua articolazione, nei suoi preparativi e nei suoi coinvolgimenti, e le rievocazioni e i rappresentanti di antichi mestieri mentre parlavano di un museo dei mestieri antichi dei nostri emigrati al tempo in cui si andava con i carretti e di un doppio museo a loro dedicato, etc. etc. etc. Troppa autoreferenzialità. Al solito!

Alla mia precisazione qualcuno ha fatto seguire il commento secondo cui qualcosa in piu' si poteva in effetti dire.

E io chioso:
Qualcosa? E che è un fatto privato? Un graziosa concessione? Una passerella di private vanità? Un'occasione di presenzialismo? Non si può pretendere da amministratori, da cultori di storia patria o da giornalisti di rappresentare un aspetto importante del paese, le sue tradizioni, la sua "cultura" ( alla Taylor per intenderci), con superficialità, supponenza e ignoranza. 

Non si può parlare di una cosa ignorando chi l'ha fatta o vi ha contribuito a farla. 
E per la Festa del Monte c'è stato sempre un Comitato. 
E l'apporto di tanti cittadini, appassionati, con i oro saperi e il loro cuore. 
Nel 1978 una Pro Loco che l'ha risollevata poiché ormai languente e ridotta al lumicino e ha contribuito a rivitalizzarla e ad essere quella che ancora oggi è. 
Diciamo che non è neanche professionale rappresentarla o raccontarla in modo disossato della sua carne e del suo sangue. 
E le nuove generazioni o i lontani che non sanno vanno resi edotti e correttamente informati. Altrimenti si toglie nella pretesa o presunzione di voler dare importanza o riconoscere valore alla galassia della nostra Festa del Monte.

Non lo dico io ma "su ciò di cui non si è in grado di parlare, si deve tacere". Lo diceva Ludwig Wittgenstein. Scusate se è poco.

venerdì 15 maggio 2020

DI TUTTO VOLA. Quando il vento spira


Chi vientu forti hiuhia stamatina
Scrùscinu callareddri strati strati
Volanu pampini comu parpagliuna
Sporti di plastica parinu palluna.

Ogni cosa ca penni campanìa
Si strazza ogni bannera e pinnulìa.
Nun regna paci nni li finistruna
Di tuttu vola, anchi li… piduna.



Che vento forte soffia stamattina
cicalecciano latte per le strade
Volano foglie come farfalloni
sporte di plastica sembrano palloni.

Ogni cosa che pende altalena
si strappa ogni bandiera e si ripiega.
Non c'è proprio pace sui balconi
Di tutto vola, anche i calzettoni.

©piero carbone




giovedì 14 maggio 2020

PROPOSTA DI CITTADINANZA ONORARIA ALLE FIGLIE DI LUIGI INFANTINO, MONICA E MARIA ELENA. In occasione del centenario

Contributo di idee in vista dei prossimi centenari eccellenti 
a Racalmuto



Credo che, in occasione del centenario del tenore racalmutese Luigi Infantino che cadrà il 24 aprile 2021, uno dei modi per onorare la sua memoria e il suo valore consisterebbe nel concedere la cittadinanza onoraria alle figlie  Monica e Maria Elena avute rispettivamente dall'attrice toscana Sarah Ferrati e dal soprano bulgaro Raina Nicolova. 


Un gesto pregno di significati, volto alla riappropriazione del passato in proiezione di sviluppi futuri. 
Dinamiche e attive, culturalmente e artisticamente, le eventuali "racalmutesi" onorarie Monica e Maria Elena rappresenterebbero il naturale, direi biologico e radicato, sacrario della memoria paterna e la sua proiezione ai posteri e nel mondo.  Piero Carbone





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