martedì 10 dicembre 2019

DA CUSTONACI AL MONDO. "Colomba Legend" del regista Rosario Neri, stasera a Palermo

Colomba Legend
 il film (leggero?) che lancia messaggi  (pesanti?)



Questa sera alle ore 21,15 al Cinema Aurora di Palermo sarà proiettato il film di Rosario Neri Colomba Legend che è in concorso al David di Donatello. 



Il film è stato presentato la scorsa settimana nel seguitissimo programma di Gigi Marzullo Cinematografo riscuotendo un successo strepitoso sia dalla critica, sia dal pubblico. 


I commenti del pubblico in uscita dalla sala cinematografica si leggevano già nelle espressioni divertenti del viso. 


Vito Colomba è un cavatore- regista di Custonaci che 20 anni fa, con pochi mezzi di fortuna e con pochi amici tentò di girare un film western dal titolo: “Quattro carogne a Malopasso” che ora è diventato Colomba Legend con la regia di Rosario Neri. 


Il film è una sorta di sequel dell’opera prima e unica di Colomba reso celebre anni fa dal Costanzo Show e dalla Giallapa’s Band. 
Il film è prodotto dalla Lorebea Film di Maurizio Macelloni . Vent’anni fa la critica prese in giro il film con un atteggiamento scherzoso e irriverente e fece di Vito Colomba a sua insaputa un personaggio nazionale, creandogli una apposita trasmissione dal titolo: Lezioni di regia. 

Come al solito era nello spirito di Costanzo promuovere i suoi amici e deridere gli altri, i personaggi come Vito Colomba un appassionato di cinema che con grandi sacrifici e i suoi pochi soldi riuscì a realizzare il suo sogno. 

Vito Colomba è un cavatore di marmo nelle montagne di Custonaci nel trapanese, un operaio che ha un cuore che batte per il cinematografo d’antan, quello del lenzuolo bianco e degli attori non professionisti. 
Colomba prende sempre appunti, viene spesso rimproverato dal capomastro. 
Alla fine degli anni 80 compra una telecamera amatoriale e con degli amici, ogni fine settimana lavora alle riprese del suo film. 
Da sottolineare infine, che il programma Stracult di Raitre di Marco Giusti si ricorda un giorno di “Quatro carogne a Malopasso” e gli viene riconosciuto un premio. 

Sento di scrivere un sentimento che provo: l’attenzione che ha avuto Rosario Neri nel rivalutare, nel rispettare il lavoro di Vito Colomba, un cavatore di marmo, gli restituisce la dignità del suo lavoro e rimette nella giusta la luce la sua sana passione per la settima arte. Un amore forte con tutto il cuore e a cui ha dedicato la sua vita. 

Questa è già una motivazione alta, per la quale questo film meriterebbe un riconoscimento internazionale come quello che ha avuto Tommaso Bordonaro quando ha scritto il libro La Spartenza molto amato da Natalia Ginsburg e della cui storia Salvo Cuccia ha tratto un prezioso docufilm . 

Ma andiamo alla presentazione di Trapani. Ieri pomeriggio. Ieri il film è stato presentato al Cinema Arlecchino di Trapani alla presenza del sindaco di Custonaci Giuseppe Morfino e dello scrittore Giacomo Pilati che conosce bene la storia ed ha introdotto il film in una sala gremita. 

La critica paragona Colomba Legend al film di Ciprì e Maresco Il ritorno di Cagliostro. Sostiene che in alcuni momenti ne ricalca ambienti ed atmosfere. Con Rosario Neri il film d’Autore ritorna alla magia di un cinema d’altri tempi. E’ intervenuto lo stesso Vito Colomba che si è emozionato più volte. Da segnalare i siparietti del duo CiccioPiras – Rino Marchese, l’interpretazione di Francesco Russo nella parte di Billy Nelson Junior e la memorabile interpretazione di Maurizio Bologna nei panni di un francescano sui generis.

Nel film Colomba Legend c’è la fotografia di Rosario Neri unica al mondo e viene ricostruito una specie di vecchio canyon americano tra il monte Cofano e la grotta Mangiapane di Custonaci, un modo per raccontare le bellezze della Sicilia e per ricordare che questo cinema è quello che può rilanciare la nostra isola nel mondo tra poesia e arte.

lunedì 9 dicembre 2019

PIERA LO LEGGIO CANTA “DECI, CIENTU CITALENI” A PALMA DI MONTECHIARO. Paolo Alongi alla chitarra



DECI, CIENTU CITALENI
Dieci, cento lanternine
Ricordando salinai e zolfatai.
Parole di Piero Carbone - Musica di Domenico Mannella

I
Dieci, cento  lanternine 
Vanno mute in processione.
Non c’è santo da pregare,
Vanno tutte a lavorare.

Non son stelle vaghe al buio
Che procedono ubriache.
Salinai, zolfatai,
Vanno tutti nei carnai

II
Li baciarono nel letto
Madre, figli, mogli in sonno. 
Vanno adagio alla miniera,
Nella testa nube nera.

All’inferno se ne vanno.
Se ne vanno a sepoltura.
Son piccini adulti scalzi
Inzuppati di sventura.

III
Luce c’è di acetilene,
Incomincia ad alitare.
Le fiammelle negli abissi
Già si spengon nelle fosse.

Il ragazzo sputa sangue.
Il padrone spadroneggia.
Fumo sale, non incenso, 
Chi non prega, santi oltraggia.

IV
Per campare la famiglia,
Quattro soldi maledetti,
Se la morte traditora
Non li schiaccia o se l’inghiotte.

Tutti morti come cristi.
Viene il prete per pregare.
Le mogliere con tenaglie
Strappan  chiodi dalle bare

Versi da recitare sul sottofondo dell’ultima strofa sussurrata quasi a bocca chiusa:

ZOLFO ZOLFO ZOLFO
I
Zolfo zolfo zolfo, lacrime di sale
Dall’alba a notte sempre a faticare.
II
Zolfo zolfo zolfo, sangue di cristiani,
Conigli inconigliati nelle tane.
III
Spersi nelle budella della terra
Bruciavan i polmoni di lamenti.
IV
Cantavano a colpi di piccone,
Allora, ma ora chi li sente?







venerdì 6 dicembre 2019

GIANA GUAIANA CANTA "COMU FANNU A RACALÒ"




COMU FANNU A RACALÒ
Cantata da Giana Guaiana alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento sabato 26 giugno 2010 per la presentazione del libro di poesie "Venti di sicilinconia",
Medinova, Premio Martoglio 2009, inserita nella manifestazione POESIA E ACCOGLIENZA patrocinata dall'Assessorato Provinciale alla Cultura
Testo e musica ©Piero Carbone
I
Sapiti comu fannu a Racalò?
Scrìvinu li nomi ntre un rregistru
di li politici all’elezzioni.
D’ognunu fannu un bellu tabbutu
e lu sàrbanu sutta un catarratu.
Rit. :
Fannu accussì a Racalò.
Dicinu no no no no.
II
Ogni tantu nni piglianu quarcunu
e lu portanu tutti n prucissioni:
la banna, li tammùra, la simenza.
Arrivati a Pizzu donn’Elia
l’arrizzolanu sutta ppi la via.
Rit.
III
Santa e arrisanta, s’arrizzola,
si spascia in milli piezzi e menu mali
ca la cascia è vacanti e nuddru vola.
Contra li trunchi, li rocchi e purrazzi
vannu a sbattiri tavuli e lapazzi.
Rit.
IV
Di lu rregistru scancèllanu nomu,
a carricatura battinu mani.
Ah, chi santu, prigatu nginucchiuni!
Mentri lu parrinu lu binidici,
cu sputa all’ariu, cu jetta li vuci.
Rit.
V
La curpa? Prestu prestu vi lu dicu.
Duoppu vutati, canciaru partitu.
Furbi, galantuomini o facciuoli?
Stu cancia e scancia unn’è democrazia,
è na pigliata… n giru. A ttia e a mmia.
Rit.
Recitato:
Fannu accussì a Racalò!
*
TRADUZIONE
I
Sapete come fanno a Racalò?
Scrivono il nome su un registro
dei politici a tempo di elezioni.
Di ognuno fanno una bella cassa da morto
e la conservano sotto una botola.
Ritornello:
Fanno così a Racalò.
Dicono no no no no
II
Ogni tanto ne prendono qualcuna
e la portano tutti in processione:
la banda, i tamburi, i semi salati.
Arrivati a Pizzo Don Elia
lo fanno ruzzolare là sotto lungo la via.
Rit.
III
Salta e rimbalza mentre precipita
si sfascia in mille pezzi e meno male
che la cassa è vuota e nessuno vola via.
Conro i tronchi, le pietre e gli asfodeli
vanno a sbattere tavole e tavolame.
Rit.
IV
Dal registro cancellano il nome,
a sfottò battono le mani.
Altro che santo invocato in gionocchio!
Mentre il prete benedice,
chi sputa in aria, chi emette grida.
Rit.
La colpa? Presto ve lo dico.
Dopo essere stati votati, hanno cambiato partito.
Furbi, galantuomini o opportunisti?
Questo cambia e scambia non è democrazia,
è una presa... in giro. A te e a me.
Recitato: Fanno così a Racalò!

giovedì 5 dicembre 2019

GIANA GUAIANA CANTA "CU SI LA PO SARPARI". Testo e musica di Piero Carbone



Agrigento, Fabbriche Chiaramontane, 26 giugno 2010. * TESTO CU SI LA PO SARPARI Titolo alternativo: La vita è na timpesta I Cu si la po sarpari si la sarpa. La vita è na timpesta e iu la varca: furtuna è furtuna è furtuna è sarbarisi la vita. Tri jorna di ripuosu, l’antru mari, sempri la stessa varca Rit.: e po’… (6 volte) Tri jorna di ripuosu, l’antru mari, sempri la stessa varca e po’… II L’amuri e li nnimici di na vota su armali d’intra un puzzu addrummisciuti: furtuna è furtuna è furtuna è si duorminu cuieti. Sannò si l’addrivigli l’arraggiati si ièttanu ppi ttia Rit.: e po’… (6 volte) Sannò si l’addrivigli l’arraggiati si ièttanu ppi ttia e po’… III Cu si la po sarpari si la sarpa. La vita è na timpesta e iu la varca: furtuna è furtuna è furtuna è sarbarisi la vita. Tri jorna di ripuosu, l’antru mari, sempri la stessa varca Rit.: e po’… Tri jorna di ripuosu, l’antru mari, sempri la stessa varca e po’… ricuminciari (recitato).





martedì 3 dicembre 2019

GIANA GUAIANA CANTA "QUANTU PONTI"



QUANTU PONTI Testo e musica di Piero Carbone * Canzone eseguita ad Agrigento, Fabbriche Chiaramontane, 26 Giugno 2010, in occasione della presentazione del libro di poesie in siciliano "Venti di sicilinconia", Edizioni Medinova, Premio Martoglio 2009 Video amatoriale di Laura Carbone TESTO Titolo: QUANTU PONTI Titolo alternativo: La vucca mi siccà diciennu “amici” I Quantu ponti e quanti hiumi aju passatu ca pi forza nun cadivu ntre un gaddruni. Mi sarbaru la spiranza e l’illusioni di l’aiutu, di l’aiutu di l’amici. La vucca mi siccà diciennu “amici”. Nni li burraschi li chiamu e un sientu vuci. II Nni lu cori di la notti m’addrivigliu arridiennu m’addrivigliu e pienzu a ttia. E ti viju comu quannu a quinnici anni t’annacavi comu varca n capu l’unni. Lu mari s’asciucà lu suonnu vinni e la luna si nni jì all’antri banni. III E tu ascunta stu viulinu (o chitarra) ca ti sona mentri duormi, na canzuna, di luntanu, di vicinu nun lu vidi e nun lu sienti, iu fuvu un sunaturi ca si penti. Ascunta li campani; lu viulinu jì a sunari contradanzi e sirinati, chianciennu, ntre un paisi ddra vicinu.