venerdì 25 gennaio 2019

A SCIACCA SI FA LETTERATURA. Accursio Soldano, con Aulino editore e il Comune di Sciacca, promuove incontri e coups de foudre


COMUNICATO STAMPA COMUNE DI SCIACCA




QUATTRO APPUNTAMENTI DA NON PERDERE

Quattro appuntamenti, di letteratura, musica, dialogo, confronto con scrittori, l'ultimo venerdì di ogni mese, da gennaio ad aprile. Una iniziativa denominata “Coup de quatre – quattro autori da collezione”, promossa in sinergia tra il Comune di Sciacca e la Aulino editore.

Il primo incontro si svolgerà domani, venerdì 25 gennaio alle ore 18, nella Sala Blasco del Palazzo Municipale. Protagonista sarà il maestro, musicista e scrittore Giuseppe Maurizio Piscopo, autore del libro "Il vecchio che rubava i bambin", racconto sulle dicerie popolari e i cunti.

Converseranno con Piscopo l’assessore alla Cultura Gisella Mondino e lo scrittore e poeta Piero Carbone. Sarà presente anche Simona Zangla, disegnatrice che vanta collaborazioni con la Disney e per la Giunti, autrice di un’illustrazione de Il vecchio che rubava i bambini. Leggeranno alcuni passi del racconto Pippo Graffeo e Antonella Ciaccio. Alla fine, il maestro Giuseppe Maurizio Piscopo, accompagnandosi con la sua fisarmonica, canterà antiche filastrocche per i bambini e non solo.

Gli altri appuntamenti con “Coup de quatre” di febbraio, marzo e aprile, avranno sempre questa formula, tra approfondimento, scoperta e arte con un confronto diretto, quando l’occasione lo richiederà, fra artisti saccensi e gli autori. Gli organizzatori hanno pensato a Joe Prestia, regista, filmaker e speaker radiofonico, per presentare lo scrittore e documentarista romano Roberto Moliterni (Premio Eri Rai La Giara); al maestro Accursio Cortese per dialogare con la musicista classica e scrittrice Anna Rollando, ipotizzando anche un’esibizione dei due musicisti al pianoforte e viola. Con il sociologo Francesco Pira e la scrittrice Valentina Di Salvo, dialogherà il sindaco Francesca Valenti.









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giovedì 24 gennaio 2019

L'EDITORE FAZI, REPECHAGES, RISCOPERTE E IL ROMANZO "MADONNA COL CAPPOTTO DI PELLICCIA". Grazie per la copia in premio


È arrivato. Grazie.
Non resta che leggerlo e verificare il commento inviato:

Le riscoperte sono una resurrezione strappata all'oblio nella partita a scacchi con l'ineluttabile casualità, imponderabile sempre, qualche volta giusta. Vedremo.



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Fazi Editore su Facebook:

Cari amici, i due vincitori di «Madonna col cappotto di pelliccia» sono Flavia Bellagamba e Piero Carbone da Racalmuto... Grazie di aver partecipato e buona serata!




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il concorso

ATENE ERA GLI ATENIESI. GLI ATENIESI ERANO ATENE





ELENA
L'hai visto tu di persona? O te l'hanno raccontato?

TEUCRO
Con questi occhi, proprio come vedo te.

ELENA
Bada, potrebbe essersi trattato di un miraggio, di uno scherzo degli dei.

TEUCRO
Basta così, passiamo ad altro.



Da Euripide,  Elena, in pdf




ph ©pero carbone (Notte dei licei, Palermo 2019)

mercoledì 23 gennaio 2019

A SCIACCA "IL VECCHIO CHE RUBAVA I BAMBINI". Presentazione del "coup de foudre" n. 17 di Giuseppe Maurizio Piscopo


 Comune di Sciacca, Sala Blasco
25 Gennaio 2019,  ore 18,00






Afferma Maurizio Piscopo: 
"Ho scritto questo racconto al termine della mia carriera di maestro. 
Oggi la società sta diventando veramente più cattiva, il nuovo Vangelo è quello di maltrattare gli emigranti, umiliare i poveri, incolparli di tutti i problemi del mondo. 
Come maestro ho sentito il dovere di gridare ai genitori di non creare inutili paure ai bambini, di aiutarli a crescere dicendo loro la verità e farli camminare con le loro gambe".


Il racconto è racchiuso in un pugno di pagine, poco più di una decina, ma le motivazioni dichiarate e i messaggi lanciati dall'autore potrebbero impegnare tomi ben più ponderosi. 

In particolare colpisce il destino del protagonista condizionato dalle chiacchiere di paese sul suo conto, salvo poi scoprire che la realtà è tutt'altra e di segno opposto. 
Il vecchio, contrariamente alla diceria, non rubava i bambini, anzi, li aiutava regalando loro libri e  sani insegnamenti. 
E allora perché condannare un innocente a vivere con una immaginaria maschera terribile e disonorevole? 
E' un'ingiustizia imperdonabile  per l'autore quella bugia a cui ricorrevano i genitori per ammonire i figli per le marachelle e il poco studio: "Attenti a quel vecchio, state lontani. E' uno senza cuore che nel sacco infila i bambini cattivi, li porta via e nessuno li rivedrà mai più". 

Non c'è alcun ripiego umoristico, seppure amaro e tragico, come nella Patente pirandelliana. La diceria è un'ngiustizia bella e buona senza scuse e senza appello. "Anche nel Vangelo c'è scritto di non giudicare". Perfino quello che potrebbe sembrare un ammiccamento alla comicità di Nino Martoglio smorfiando i casi della vita  traducendoli in numeri da giocare al lotto, nel caso del vecchio a cui si è incendiata la falegnameria rivela un insensibile cinismo  nei suoi confronti : "fuoco 8, San Giuseppe 19, popolazione 32, spavento 90".



La "parabola" di Piscopo sulla diceria, pur nella sua semplicità, è uno stimolo per autonomi rimandi anche attuali o attualizzanti, basti pensare al metodo Boffo utilizzato dai giornalisti per denigrare calunniosamente qualcuno, o, scorrendo qualche secolo addietro,  ai famosi untori della peste manzoniana o, per approdare al mondo classico, al caso di Elena che avrebbe scatenato la guerra di Troia per avere abbandonato il marito spartano Menelao e avere seguito Paride sennonché Euripide, in una sua tragedia, ci dice che Elena rimase fedele al marito Menelao per tutto il tempo dell'assedio alla città di Troia durato dieci anni non essendo mai andata con Paride.

Elena in carne ed ossa, ci dice Euripide, è rimata nascosta e illibata in Egitto mentre quella che avevano visto dalle parti di Troia era una bambola fatta di aria, costruita dalla cattiveria di qualche dea invidiosa, insomma non era Elena, quella vera, ma aveva semplicemente le sue forme. E allora perché tanti lutti? tanto sangue? tante distruzioni di uomini e cose? 
In fondo si trattava di aria colorata. Eppure, tanto può una infondata diceria. 



Nel Vecchio che rubava i bambini non  si adombrano tragici e luttuosi interrogativi perché l'ingiusta diceria, non scevra da conseguenze e sofferenze personali, viene riscattata dal comportamento  e dalla vita stessa di chi l'aveva subita, anche se "nei paesi, certe volte, la gente è cattiva, ignorante, crudele". 

Il vecchio, con la sua fluente barba bianca,  viene descritto quasi come una figura ieratica. Un saggio che si trasmuta da vittima in esempio di tolleranza e di umanità.

"Nel sacco aveva infilato la sola ricchezza che possedeva: tutti i libri che si erano salvati dall'incendio e che ricordavano sua vita passata, quelli che gli avevano permesso di apprendere l'alfabeto, consentito di capire il mondo e non l'avevano mai tradito né umiliato. Come fanno, a volte, gli uomini! E oltre ai suoi, aveva recuperato i libri che la gente buttava nella spazzatura, quelli chiusi nelle soffitte o accatastati nelle bancarelle. Li aveva raccolti perché i libri non hanno scadenza, sono sempre utili".
Come questo racconto che, nella sua brevità e leggerezza, adombra grandi insegnamenti nella loro essenzialità.
Un colpo di fulmine, insomma, un coup de foudre, che nella sua brevità temporale, fende  per un attimo l'invadente oscurità. P. C.




Giuseppe Maurizio Piscopo Il vecchio che rubava i bambini
Aulino Editore, Sciacca 2019. 
"Coup de foudre" collana curata dal giornalista e scrittore Accursio Soldano. 
Libri a tiratura limitata: vengono stampate soltanto 40 copie. 
Converseranno con l'Autore: Piero Carbone, Gisella Mondino e Simona Zangla. 
Letture di Antonella Ciaccio e Pippo Graffeo.

Saranno presenti i bambini di una classe della scuola elementare di Sciacca. 
Alla fine il maestro Piscopo, 
accompagnandosi con la fisarmonica,
eseguirà musiche popolari. 







lunedì 21 gennaio 2019

L'INVITO AVVELENATO DEL PROF. SILVANO NIGRO A RACALMUTO. Minimali per il trentennale



TRENTENNALE DELLA MORTE DI SCIASCIA. INIZIATIVE

Invitano il prof. Salvatore Silvano Nigro a Racalmuto al Circolo Unione per metterlo contro la Fondazione Sciascia. Che vergogna! Calcoli a tavolino. L'esimio Critico, che fu amico di Sciascia, c'è cascato! 



ph ©piero carbone 
(Palazzo Sant'Elia, 19 gennaio 2019, "Altre stanze")