lunedì 10 settembre 2018

DIARIO SENESE - Inizio dalla fine: da un ringraziamento particolare alla dolcissima Dagmar Reichardt






E grazie a Dagmar Reichardt, docente di Italianistica nonché Professor for Media Industry, Music Management & Festivals alla Latvian Academy of Culture di Riga, in Lettonia, per la ricca e straordinaria esperienza senese che ho potuto fare grazie all’invito per partecipare al Congresso dell’AIPI - Associazione Internazionale Professori di Italiano, dove lei ha curato il secondo Panel: "Polifonia musicale. Le vie delle melodie italiane in un mondo tranculturale".


È commovente pensare a Dagmar e a tutti questi studiosi come appassionati ambasciatori di italianità. 
Dagmar innamorata in particolare della Sicilia, dei suoi autori prediletti, tra cui Verga, Bonaviri, Freni... Ammiratrice di Etta Scollo, dell'arte siciliana nelle sue poliedriche sfaccettature... 





SEZIONE 2 - “Polifonia musicale –
Le vie delle melodie italiane in un mondo transculturale”
Coordinano:
Dagmar Reichardt (Accademia di Cultura Lettone di Riga)
Donatella Brioschi (Istituto Italiano di Cultura di Amburgo)
Domenica Elisa Cicala (Università Cattolica di Eichstätt - Ingolstadt)
Mariella Martini-Merschmann (Hochschule für Musik und Theater di Amburgo)
Tutor d’aula: Valentina Carbonara

RELATORI: 28                       AULA: 8 (primo piano)


Questa sezione è dedicata al linguaggio verbale e non-verbale della musica creata e ideata nell’ambiente italofono e alle sue circolazioni mediatiche, dinamiche d’interscambio e alle crocevie dei suoi adattamenti polifonici e interdisciplinari in Italia e nel mondo. 

Analizzeremo come e quando questi modelli musicali fungono da strumento di comunicazione e transfer culturale facendo da ponte polifonico tra l’Italia e altre culture, geografie, etnie, tradizioni popolari, arti, società e sistemi politico-economici affini o contrastanti che siano, indagandone i cambiamenti storici, estetici, artistici, linguistici, didattici, morfologici e fenomenologici.

Il filo conduttore metodologico è costituito dai teoremi postmoderni della transculturalità (Glissant, Welsch, Bauman) che verranno applicati a tutti i casi studiati indipendentemente dal periodo storico prescelto. 
Focalizzando aspetti di polilogo (Backthin), ibridità (Bhabha), code switching, intermedialità e gli interstizi tra suono acustico e performance visiva, tra mondo analogo (libretti, teatro o spettacolo) e mondo digitale (video, YouTube, archivi online, social media ecc.), tra produzione artistica e didattica dell’italiano in classe verranno rispettati tutti i generi musicali proposti: dalla composizione ed esecuzione strumentale, orchestrale, corale, lirica e dal canto classico alla musica del mondo o musica elettronica di oggi, alle correnti del pop, folk, jazz, disco, punk, heavy metal, house, rap, hip hop ecc. 

Si potranno indagare i linguaggi musicali utilizzati da cantautori, nel cinema, in vari formati (festival, tv, colonne sonore, music-clip, sala concerti ecc.) o nella pubblicità, nella politica culturale, nell’Arte-Terapia o nelle rappresentazioni letterarie e transmediali – sia sul piano artistico-creativo che critico, musicologico e antropologico, sempre cercando di individuare le zone di contatto e intersezione tra musica, linguistica, le relazioni testo-suono-teatralità o la didattica e altri sistemi ancora. 

Alla fine cercheremo di trarre una mappatura network che rappresenti la musica italiana come un canale tradizionale, sempre attuale e in ogni caso eccezionalmente eloquente che non solo diffonde la cultura e mentalità dal Paese del bel canto nel mondo globalizzato, ma che da sempre è riuscito a formulare un linguaggio universale al di là di confini, culture e nazioni, e a combinare, fondere e unire in un’unica melodia, un ritmo o un pezzo sinfonico di almeno tre diversi codici sonori diversi appartenenti a culture e/o discipline che canonicamente vengono trattate separatamente.





venerdì 7 settembre 2018

ANNUNCI SACRI PER ASSOCIAZIONI DI IDEE

Quando facevo il chierichetto è capitato anche a me tra una messa e l'altra di rispondere al telefono, erano telefonate domenicali e dalla cornetta la richiesta sovente verteva sull'orario della messe, anzi, della messa cosiddetta di mezzogiorno, detta così perché in genere si celebrava a mezzogiorno ma l'orario poteva oscillare dalla 10 anche all'una, era insomma la seconda messa o ultima della mattinata della domenica.
Nell'avviso fotografato, le ore si estendono e si moltiplicano e  nella messa domenicale rientra anche quella del sabato. Valido fino a primo settembre.

Tutto a posto, i conti logici e cronologici quadranono per disposizioni dall'alto, e diritto canonico permettendo.






mercoledì 5 settembre 2018

UNA POESIA FERRAGOSTANA. Ancora si ci pienzu m'arricriju

ancora si ci pienzu m’arricriju


A tuoccu li palummi mi vularu
Ad una ad una tutti si nni jeru

Li pinni lisci a tutti accarizzavu
Avivanu lu pizzu tuttu d’oru

Nun eranu palummi ma disìu
Ancora si ci pienzu m’arricriju


Ferragosto 2018


...quando ci penso eccome! se ne godo

A nugolo colombe si sono involate
Ad una ad una sono andate via

Le penne ho lisciato a ciascheduna
Avevano il becco tutto d'oro

Non erano colombe ma desiderio
Quando ci penso eccome! se ne godo.

©piero carbone

lunedì 3 settembre 2018

FATTI DI GESSO: LU CUBULUNI. Foto e nota del milocchese Giuseppe Pasquale Palumbo



Milena, Monte Campanella - "Cubuluni " 
Particolare struttura in gesso utilizzata in campagna
 per riparo di persone e animali 
durante le fasi di lavorazione e raccolta dei prodotti della terra.



Altri Post sono stati dedicati al gesso e si possono reperire nel Blog attraverso i tags: 
gesso, gessai, issu, issara, carcara, calcara, calcare


En passant un cubbuluni viene citato nel racconto:
Una volta Marta, un'altra volta Maria




IL TERMINE CUBBULUNI O CUBULUNI



domenica 2 settembre 2018

POESIA E MUSICA A SANTA MARGHERITA BELICE PER IL PREMIO "SALVA LA TUA LINGUA LOCALE - PILLOLE DI DIALETTO" - II EDIZIONE


L'intensa programmazione culturale nella terra del Gattopardo si è conclusa il primo settembre con la seconda edizione del Premio nazionale "Salva la tua lingua locale - Pillole di dialetto" organizzato dalla Pro Loco Gattopardo Belìce presieduta dalla dinamicissima Erina Montalbano, facente parte dell'UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco Italiane).

La poesia vincitrice sarà premiata in un'apposta cerimonia al Quirinale. 

Diversi gli autori che hanno declamato poesie e racconti rigorosamente in dialetto siciliano. 

Animazione musicale a cura del Duo Pippo Barrile e Giana Guaiana. 

Io ho recitato Lu mari si l'agliutti, che è stata interpretata dal Duo Barrile & Guaiana. 
La canzone è stata eseguita per la prima volta da Giana nel giugno del 2010 alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento. 

La manifestazione si potrà visionare integralmente sulla pagina Facebook
 IL FUTURO DIPENDE DA TE 
 al seguente Link:




Presentazione del Premio:


























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Ph ©Laura Carbone