Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
martedì 3 luglio 2018
STATUTO DELLA FONDAZIONE "LEONARDO SCIASCIA" DI RACALMUTO. Approvato con D.P.R.S. n. 8/UL 11 dicembre 1991 (G.U.R.S. 28 marzo 1992, n. 18)
lunedì 2 luglio 2018
SEMPRE APERTA "LA BOTTEGA DELL'ARMENO". Grazie a Medat Shafik con la sua tecnica mista e materiali riciclati
Casualmente l'avevo vista nel 2015 a Palazzo Sant'Elia, assieme ad altre mostre per le quali ero andato in visita con gli studenti, l'avevo anche fotografata, quasi per gioco visto che mi sembrava un gioco, magari una provocazione "artistica"; l'altro giorno, il 29 giugno, in margine ad un avvenimento culturale che lì si celebrava sul tema del camminare a piedi lungo percorsi inediti della Sicilia, mi ha fatto piacere rincontrarla a Palazzo Riso, in mostra permanente istituzionalizzata, con motivazioni ben ponderate, serie insomma, da imbastirci un discorso critico.
Ho ripescato le antiche foto assumendo anch'esse, per riflesso da feedback, importanza documentale di un percorso espositivo di un'opera carsicamente seria.
Si trattava e si tratta della "Bottega dell'armeno" , tecnica mista, di Medat Shafik.
P. C.
Palazzo Riso - Foto del 29 giugno 2018
relative all'allestimento del 2016
Palazzo Sant'Elia - Foto del 3 novembre 2015
relative all'allestimento del 2015
ph ©piero carbone
domenica 1 luglio 2018
PROPOSTA, PROVOCAZIONE, PROGETTO O PENSAMENTO? Fotograficamente esponendo a... Jinan - Roma - Grotte - Palermo
Per una Proposta ai Sindaci di Grotte e Palermo
Ai rispettivi Assessori alla Cultura
In omaggio all'importanza della iniziativa e alle origini grottesi di Athos Collura ma di formazione palermitana nonché al maestro Renzo suo padre, direttore per un ventennio della Galleria d'Arte Moderna di Palermo, sarebbe interessante e stimolante poter riproporre la mostra a Grotte e a Palermo dopo l'esposizione a Jinan in Cina per la Biennale 2018 e a Roma.
Tra l'altro sarebbe un omaggio alla pioniera fotografa, irlandese approdata a Montedoro, Louise Hamilton Caico, trasferitasi a Palermo, che tra la fine dell'Ottocento e i primi del secolo scorso, venne avventurosamente a fotografare nelle nostre contrade e a viverci.
E chissà che le foto della Hamilton Caico, tramite il maestro Athos Collura, non possano un giorno essere esposte a Jinan, in Cina, in un dialogo sino-italiano a tutto campo nel segno dell'Ottava Arte, la Fotografia.
Palermo greca
Palermo araba
Palermo ebraica
Palermo fenicia
LE QUATTRO P E IL LOGO DI PALERMO 2018
Capitale italiana della cultura
Dalla bacheca fb del Sindaco Orlando
Quattro P raccontano Palermo. Arabo, ebraico, fenicio e greco. La P di Palermo declinata nelle lingue di chi ha gettato le fondamenta della città. A sottolineare ancora una volta, il ruolo di capitale non solo italiana, ma del Mediterraneo, simbolo di accoglienza di culture diverse. Quattro P, perché quattro sono i Canti del Teatro del Sole, quattro le sante; quattro le lingue sulla stele della Zisa.
Arabo, ebraico, fenicio e greco. La P di Palermo declinata nelle lingue di chi ha gettato le fondamenta della città. A sottolineare ancora una volta, il ruolo di capitale non solo italiana, ma del Mediterraneo, simbolo di accoglienza di culture diverse. La giovane Sabrina Ciprì – 22 anni, palermitana, allieva dell’Accademia di Belle Arti e della cattedra di Design Grafico guidata da Fausto Gristina – firma il logo ufficiale di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. Quattro P, appunto, perché quattro sono i Canti del Teatro del Sole, il cuore della città; quattro le lingue incise sulla stele conservata alla Zisa.
“In realtà questo logo è nato per caso perché non c’erano molte basi. Avevo un’idea, questo sì, ho cercato di schematizzarla il più possibile. Anche nella scelta dei colori, mi son fatta guidare dall’istinto: volevo che chiunque li guardasse, potesse immaginare Palermo. Con il mare, le cupole, le luminarie della festa, il verde, i teatri”. Sabrina Ciprì non si è fidata delle sue intuizioni e ha chiesto aiuto. “Ho mandato diverse mail – con l’aiuto e i contatti della professoressa Cinzia Ferrara – a grafici internazionali in diverse parti del mondo, chiedendo aiuto. Mi hanno risposto tutti, dandomi consigli: ho scoperto così, per esempio, che la P nella lingua araba classica non esiste, e si usa la B, ovvero quella dell’antica “Balarm”.
Altri hanno corretto sfumature, persino curve o punti. Ma su una cosa sono stati tutti d’accordo: è un logo dinamico, chi estrapola anche una sola lettera può comprendere subito l’essenza del messaggio”.
Sabrina Ciprì viene premiata con una borsa di studio di mille euro e con uno stage presso Gomez & Mortisia, che si è aggiudicata la campagna di comunicazione per l’avvio di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)





























