giovedì 26 aprile 2018

NON SOLO A FAVARA, UNA VIA INTITOLATA A CALOGERO MARRONE "GIUSTO FRA LE NAZIONI". Ma anche la sua casa natale sarebbe da salvaguardare e valorizzare

ECCO LA LETTERA INVIATA, ANCORA UNA VOLTA, AL SINDACO DI FAVARA PER INTITOLARE UNA "VIA " AL PARTIGIANO CALOGERO MARRONE .
ASPETTO CHE IL SINDACO MI CONVOCHI.
ISTITUTO STUDI E RICERCA CALOGERO MARRONE
per lo studio della storia contemporanea,dell’antifascismo e della Resistenza
Palazzo Cafisi – 92026 FAVARA (AG.)
AL SIGNOR SINDACO
FAVARA
Oggetto: Reitero Richiesta di Incontro. 
Signor Sindaco,
33 giorni or sono, tramite mail, indirizzata al suo ufficio, mi sono permesso di chiederLe un incontro, a nome dell’Istituto Studi e Ricerca Calogero Marrone per lo studio della storia contemporanea, dell’antifascismo e della Resistenza, in ordine alla problematica relativa all’intitolazione di una “Via” al “Perlasca” di Favara.
Non è pervenuta, purtroppo, allo stato attuale, nessuna risposta, né tantomeno sono stato convocato per l’auspicato incontro.
Capisco che i doveri del Suo Ufficio sono, tanti, tantissimi e che vi sono molte priorità, cui dare risposta e che, molto probabilmente, non ha avuto un momento di respiro per fissare un appuntamento per discutere di… “cose serie”.
Calogero Marrone, la sua storia, il senso di abnegazione dello stesso, il coraggio civile di questo Uomo che ha sacrificato la propria vita per salvare quella di centinaia di ebrei ed antifascisti, credo che meriti un po’ di attenzione da parte della massima Autorità istituzione del Comune di origine dell’Eroe favarese.
Ella, purtroppo, ripeto, fino a questo momento, sicuramente per gli innumerevoli impegni istituzionali, non ha trovato il tempo necessario per dedicargli qualche secondo del Suo preziosissimo tempo.
Avremmo evitato d’importunarLa, se con “Verbale di deliberazione della Giunta comunale” da Lei presieduta, la n. 120 del 22.09.2016, non avesse revocato la delibera delle precedente Amministrazione civica, la n. 72 del 02.06.2016, con la quale era sta deliberata l’intitolazione della “Via” a Calogero Marrone.
Con la presente, pertanto, reitero l’invito per un incontro da tenersi, spero, il più presto possibile, considerato, tra l’altro, che sull’argomento, già in data 09 febbraio 2018 (prot. n. 7472 ), avevo sollecitato - congiuntamente all’A.N.P.I. - l’intitolazione di Una “Via” e che, purtroppo, nulla si è fatto in tale auspicato senso.
IL PRESIDENTE
Rosario Manganella


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giovedì 15 febbraio 2018

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mercoledì 25 aprile 2018

POLEMICHE COLLATERALI: LADRI DI IDEE O CONDIVISIONI SOTTACIUTE? In margine all'abbattimento della Piazzetta, e non solo


Fermo immagine dal filmato di Calogero Conte


E Giovanni Salvo ci fa sapere che...



"Ho appreso con piacere che la mia idea di collegare i luoghi di Racalmuto con le pagine del libro Le Parrocchie di Regalpetra continua.
A quanto pare nel progetto di riqualificazione della Piazzetta è prevista una lapide con una frase estratta dal libro di Sciascia... dove si parla dell'antico luogo, appunto la Piazzetta, in cui persisteva la gogna, lu cuddraru.
Sono contento, gli uomini passano le idee restano."




schermata della bacheca facebook di Giovanni Salvo






Per pura coincidenza nello stesso torno di tempo
 ci arrivano echi castronovesi 
 riverberati da un Post pubblicato da Nino Di Chiara 


Schermata 2018-04-25 alle 22.43.32.jpg






IL FUTURO DI PALERMO? NEL PASSATO. Due anni fa, mostra del libro antico alla Biblioteca Comunale di Palermo



Ottima iniziativa realizzata con l'apporto straordinario di Totò Pedone e Teresa Milia

























martedì 24 aprile 2018

STANNO ABBATTENDO LA PIAZZETTA. Sui social si dibatte con passione, e partecipazione

Le rievocazioni dell'antica Piazzetta mi facevano auspicare il suo ripristino ma l'abbattimento dell'esistente, di qualsiasi esistente, senza sapere l'idea del nuovo, all'interno di una idea nuova e globale dell'idea paese, semplicemente mi inquieta. 

Racalmuto purtroppo non è Castelbuono dove le amministrazioni si avvicendano ma integrano e rafforzano l'identità del paese stesso nella continuità e nell'omogeneità di un progetto ideale comune. Ma non era stato annunciato il ripristino dei basoli? 

Per quello credo ci sarebbe stata maggiore accondiscendenza.

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STORICO O ANTICO?


affaccia, beddra, di ssa finistredda...
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IL PANE DELLA PACE CONDIVISO IN SICILIA. Un incredibile itinerario a cavallo da Castronovo a Caltabellotta di settanta novelli cavalieri guidati da Nino Di Chiara


Il gentiluomo si raccostò al nostro Cristoforo, il quale faceva segno di volersi licenziare, e gli disse: – padre, gradisca qualche cosa; mi dia questa prova d'amicizia –. 
E si mise per servirlo prima d'ogni altro; ma egli, ritirandosi, con una certa resistenza cordiale, – queste cose, – disse, – non fanno più per me; ma non sarà mai ch'io rifiuti i suoi doni. Io sto per mettermi in viaggio: si degni di farmi portare un pane, perché io possa dire d'aver goduto la sua carità, d'aver mangiato il suo pane, e avuto un segno del suo perdono –. 

Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, cap. IV




Il pane della pace
di 
Nino Di Chiara


Un grazie particolare all'amico Anthony Cerniglia che a sorpresa ha fatto preparare, al panificio Cusimano di Misilmeri (a cui vanno i nostri ringraziamenti), il pane inquadrato nella foto con la scritta "Via della Pace ".


Il semplice pane, una volta forse unico sostentamento dei contadini, abbinato a questo viaggio lungo la via che portò il nostro protagonista, il grande Federico terzo d'Aragona, da Castronovo a Caltabellotta per firmare la Pace con i suoi cugini Angioini di Napoli e che mise fine, anche se temporaneamente, alla guerra del Vespro ( 31 agosto del 1302 ).


Un pane, - oggetto di contesa tra le grandi multinazionali, convinte che sia più buono se fatto con il grano canadese, e i produttori di grano del Sud Italia, costretti a vendere un grano antico a basso costo, - fa da padrino ad un viaggio lungo 716 anni attraversando il cuore dei Monti Sicani, toccando Filaga, Palazzo Adriano, Chiusa Sclafani, Bisacquino, Giuliana, San Carlo.

Un viaggio semplice a dorso di cavallo o di mulo, semplice come il nostro pane, come tutti i nostri prodotti agricoli massacrati da una politica cieca e inetta; come il nostro meraviglioso territorio che aspetta di essere ripopolato; l'ho scritto diverse volte nei miei post: abbiamo bisogno di recuperare le nostre radici ed il nostro passato... e subito, con la speranza che già non sia e non sarà troppo tardi.

Un viaggio che i circa 70 cavalieri partecipanti non hanno potuto completare perché il maltempo ci ha bloccato quasi alla fine: a San Carlo il gruppo si è sciolto, ma lo completeremo in seguito.


E se con questa pioggia pesante il nostro protagonista, sempre il buon Federico III, ci volesse far sapere che la pace sia stata firmata proprio a San Carlo?


venerdì 20 aprile 2018