Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
giovedì 2 novembre 2017
mercoledì 1 novembre 2017
COME UNA SERENATA. Versi titillati con violino
A passu lientu di malincunia
un arcu di viulinu si lamenta
pari ca zurrichìa ammeci canta
pari ca arridi quannu
si scripenta.
Ascunta stu viulinu
ca ti sona,
mentri duormi, na canzuna,
di luntanu,
di vicinu nun lu vidi
e nun lu sienti,
iu fuvu un sunaturi
ca si penti.
Lu suonu fu pi tia,
un t’affacciasti;
aspetta ormai lu suonu
di campani: la notti
è longa, sai?, lu viulinu
jì a sunari contradanzi
e sirinati,
chjanciennu, ntre un paisi
ddrà vicinu.
“Pizzo Don Elia”, 12 luglio 2010
leggendo il verso di Lorca: mil violines caben en la palma de mi manos,
mille violini si
concentrano nel palmo della mia mano.
A passo lento
di malinconia
un archetto di violino si lamenta
sembra che titilli invece canta
sembra che rida invece esso si
spreme.
Ascolta questo violino,
che ti suona,
mentre dormi, una canzone,
da lontano,
da vicino non lo vedi
e non lo senti,
io sono stato un
suonatore
che si pente.
Il
suono era per te,
non t’affacciasti;
attendi ormai il suono
delle
campane: la notte
è lunga, sai?, il vioino
è andato a suonare contradanze
e serenate,
piangendo, in un paese
lì vicino.
martedì 31 ottobre 2017
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