venerdì 14 aprile 2017

EROI TRASCURATI. Commenti al post di ieri: "Caduti tante volte. Filippo Villa e altre vittime..."

Ritengo opportuno riproporre i commenti pubblicati su fb relativi al post di ieri, non solo per una più pratica lettura ma anche perché testimoniano un vivo interesse e offrono utili spunti per ulteriori ricerche.
A riprova dell'interesse suscitato noto che oltre ai tanti like, il post, nello stesso giorno in cui è stato pubblicato, ha avuto una ventina di condivisioni e oltre 1500 visualizzazioni.


Grazie di cuore a Piero Carbone da Racalmuto, che ci sta dando un'enorme mano d'aiuto nella nostra ricerca su Filippo Villa...

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Giovanna Marotta Grazie di cuore anche da parte mia
Piero Carbone da Racalmuto sì, in effetti, il post è stato sollecitato da una esplicita richiesta di informazioni su Filippo Villa da parte di Anna Sabrina Salvaggio  e dell'amica Concetta Rizzo.
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Michele Curcuruto Giorgio De Cristoforo...tu che scrivesti questo articolo sul giornale "La Sicilia".....raccontaci quello che ricordi ancora su questo tragico incidente in una miniera di Racalmuto....
Piero Carbone da Racalmuto Trovo sorprendente questo inaspettato commento-esortazione di Michele Curcuruto, profondo conoscitore del mondo minerario siciliano. Con piacere ricordo di averlo incontrato qualche mese fa a Palazzo Moncada di Caltanissetta alla mostra di Croce Armonia. Magari il suo invito-esortazione a Giorgio De Cristoforo avesse seguito!
Michele Curcuruto intanto ti ringrazio...perche' ti ricordi di me...Giorgio De Cristoforo...e' ancora vivo e vegeto...e spero che vorra' unirsi a questo pezzo di storia di Racalmuto mineraria...con altri suoi ricordi... Per quanto riguarda questo incidente in miniera del 1962...debbo dire che quando questa notte ho letto gli articoli del giornale..ho pensato in un primo momento che doveva esserci stato uno sbaglio...perche' in genere gli incidenti in miniera avvenivano uisualmente in quelle pericolosissime di zolfo...e non in quelle di sale...In effetti questo incidente deve essere motivato con una incuria...scarsa professionalita'...dei minatori delle saline di quegli anni... che si preparavano l'esplosivo con metodi non legali e pericolosissimi...e magari fumando in sottosuolo....Tra l'altro ritengo che a quei tempi i padroni delle saline davano a cottimo il lavoro di estirpazione del sale...cosi' che c'erano tanti padroncini...ognuno con il suo cantiere...i quali usavano ogni mezzo...illegale... per produrre piu' sale...Ricordo di avere letto in documenti del Corpo delle Miniere....questa triste realta' del mondo...poco professionale...dei minatori...chiamiamoli cosi',,,ma erano lavoratori improvvisati.... delle miniere siciliane...PURTROPPO IL MONDO MINERARIO SICILIANO FU ...ARCAICO...E SE RAFFRONTATO CON LA PROFESSIONALITA' DI QUELLO DELLA SARDEGNA... COME HO AVUTO DI APPROFONDIRE SU FB...IN QUESTI ULTIMI ANNI......NE ESCE UN QUADRO DESOLANTE....CON TUTTA LA TRISTEZZA DEL DOLORE IMMENSO DELLE FAMIGLIE DEI MINATORI SICILIANI........COMUNQUE MI PIACEREBBE ESSERE CONTRADETTO...PERCHE' IO NON SONO NIENTE E NESSUNO....ciao Piero Carbone da Racalmuto...
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Totò Castelli Vivevo già a Ribera, dove ero emigrato da alcuni anni con la famiglia, ed ho seguito con profonda commozione il tragico evento dai quotidiani isolani. Ho concepito allora la ballata "Minatori di Regalpetra" che tu conosci.
Piero Carbone da Racalmuto e faremo conoscere... la prossima estate ormai: è una ricchissima e significativa testimonianza anche per il fatto che sei di Racalmuto paese delle miniere e per averla apprezzata la grande Rosa Balistreri, Piera Lo Leggio, lo sai, vorrebbe farla sentire anche a Licata
Totò Castelli Verrò con piacere.
Piero Carbone da Racalmuto domenica 6 settembre 2015 - A RIESI E A RACALMUTO. Ricordi e monumenti di tragedie sul lavoro
http://archivioepensamenti.blogspot.it/.../a-riesi-e...
...Altro...

Salvatore Mulè Sebbene fosse un adolescente di 6/7 anni , conservo un ricordo inamovibile, l'ospedale affianco la chiesa del carmelo, le urla strazianti di tante persone sul pianerottolo della scalinata tra la chiesa e l'ingresso dell'ospedale, è un evento che di tanto in tanto ed in particolare quando si parla di miniere , riaffiora, se ricordo bene l'incidente è avvenuto nella miniera di gibillini.
Calogero Messana Lavorava alla Miniera Gibellini nella officina, assieme a mio Padre. Faceva parte della squadra di soccorso. Intervenuto alla Cardillo assieme a Giuseppe Salvo di Montedoro, ritrovato ancora in vita nel fondo della Miniera.
Calogero Nalbone Gli incidenti sul lavoro nelle miniere sono ricordi scioccanti impressi nella mia memoria di ragazzino.
Calogero Messana L'incidente è avvenuto nella miniera di Sale di Cardillo. Lui lavorava a Gibellini e venne chiamato per soccorrere in quell'altra miniera come volontario. Ho cercato notizie sull'incidente ma nell'Archivio di Stato di Caltanissetta mancano i documenti di quella miniera. Anche al Corpo delle Miniere non mi hanno saputo dare notizie.
Michele Curcuruto ...presso l'Archivio di Stato di Caltanissetta e' stato depositato a suo tempo l'archivio Vecchio Zolfo....del Corpo delle Miniere...in quanto ormai storico....non piu' in attivita'....mentre l'archivio del sale...e' tutto rimasto presso il Corpo delle Miniere...in quanto minerale ancora in estrazione...LA VERITA' E' CHE UNA SOLA VOLTA IL CORPO DELLE MINIERE DI CALTANISSETTA SI E' APERTO ALLE RICERCHE STORICHE...GRAZIE AD UN INGEGNERE DIRIGENTE DI ELEVATO LIVELLO CULTURALE...Salvatore Adamo....
Anna Sabrina Salvaggio Giovanna Marotta, leggi i commenti perché possono esserci pure utili... 😉
Basta Ori Sapete se i sopravvissuti sono ancora in vita e presenti a Racalmuto?
Ve ne sarei grata per l'informazione
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Piero Carbone da Racalmuto Giovanni Brunetto stava e sta raccogliendo dati e informazioni in proposito per un'iniziativa (poi rinviata) che prevedeva la consegna di una pergamena alla memoria nell'ambito di una manifestazione artistico-culturale con l'intervento di alcuni artisti tra cui Totò Castelli, Piera Lo Leggio, il Coro Terzo Millennio. Non potremo non coinvolgere a questo punto Michele Curcuruto e Giorgio De Cristoforo.
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Basta Ori La ringrazio Signor Piero Carbone da Racalmuto per queste testimonianze.
Personalmente le ritengo doppiamente coinvolgenti; per primo perché riguardano fatti storici del Paese in cui vivo; inoltre suscitano in me un ulteriore interesse poiché mi occupo di "Sicurezza" (sono entrata alcune volte in Miniera per lavoro) e leggendo altri libri come ad esempio "Le Parrocchie di Regalpetra" di Sciascia, sto avendo la possibilità di conoscere quella che è stata la Vita storica e mal pagata delle Miniere autoctone.

Grazie ancora.

Oriana Penzillo


Maria Mulè:
Grazie Piero,ho sempre sentito raccontare dai miei di queste persone...Filippo Villa mi ha accompagnata per tutta la vita,vivendo nella strada a lui intitolata... Peccato se ne sia quasi persa la memoria
Mi piacerebbe parlarne ai miei ragazzi...Sai per fine mese sto organizzando una manifestazione al centro,voglio i ragazzi conoscano più cose possibili.Sai cosa dico sempre loro che vengono da un pianeta parallelo e nulla sanno e nulla conoscono di questo in cui vivono...
Passa dal centro così te ne parlo se ti va...
Buona giornata😊

con piacere! a presto. Buona giornata

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giovedì 13 aprile 2017

CADUTI TANTE VOLTE. Filippo Villa e altre vittime degli incidenti sul lavoro nelle miniere di Racalmuto: tra pietà ed eroismo

"Pane e morte è l'espressione più appropriata
 per indicare il frutto percepito dai lavoratori nelle miniere". 
Eugenio Napoleone Messana


Ringrazio Giovanni Brunetto per gli articoli fattimi pervenire su una disgrazia avvenuta nel 1962 nelle miniere di Racalmuto, le disgrazie o più tecnicamente gli "incidenti sul lavoro"  purtroppo e tragicamente cadevano con una certa frequenza e in una di queste ne è stato coinvolto il padre quarantaduenne, una disgrazia particolarmente grave per il numero delle vittime; è stata documentata dalla stampa locale e nazionale ed emergono anche esempi di generoso altruismo: tra i soccorritori vi hanno perso la vita il giovane Michelangelo Cardillo, uno dei proprietari della miniera andata a fuoco, e Filippo Villa che lavorava in un'altra miniera lì vicino. 

Ciò mi dà la possibilità di rispondere indirettamente alla richiesta di notizie su Filippo Villa pervenutami da due amiche, una delle quali ne farà materia di studio e approfondimento con i ragazzi delle scuole primarie. 

Il capitolo delle miniere  è imprescindibile dall'economia e dalla società racalmutesi, fonte al contempo di ricchezza, di sfruttamento, di sudato lavoro, eppure sembra che il paese, dopo il tracollo dei vecchi sistemi lavorativi, abbia voltato le spalle a questo aspetto della sua storia, per non aver saputo riciclare le vecchie miniere a risorsa economica seppure sotto l'aspetto culturale, memoriale, museale. 
Quasi una sorta di rimozione. 

Assurge tristemente a simbolo il monumento ai caduti sul lavoro trascurato, trasandato per anni, nonostante le periodiche segnalazioni sul web, nonostante le dolorose rimostranze di quei cittadini che sono rimasti orfani proprio a causa delle tante disgrazie in miniera. 
Perfino una recente proposta di commemorazione e rievocazione storica, con il coinvolgimento di scolaresche, artisti, parenti dei tanti caduti, e nonostante la gratuita disponibilità di operatori culturali, è caduta nel nulla. 


L'articolo su "La Sicilia" di Sabato 28 aprile 1962 







Altri articoli






Da:
1969


Testimonianza sull'incidente occorso nella miniera di "Sacchitello" il 26 aprile 1962
(non1961 come erroneamente riportato nel testo del Messana)

e sul generoso gesto di eroismo di Filippo Villa.











mercoledì 12 aprile 2017

GUERNICA IN SICILIA? Filippo Grillo ci riprova a Partinico con un collage, sognando il pacifista Danilo Dolci

















ph ©pierocarbone (Partinico, domenica 9 aprile 2017)
Ringrazio Nicolò D'Alessando, che ha procurato l'incontro, 
per la foto scattata a me con Filippo Grillo

martedì 11 aprile 2017

SERENATE DI IERI E DI OGGI. "Labbruzza duci" del gangitano Nicola Pinello. Presentata oggi in versione jazz al Conservatorio di Palermo


Quando qualche giorno fa ho pubblicato il post dedicato al musicista Francesco Paolo Frontini che ha raccolto e pubblicato alla fine del 1800 i canti siciliani della tradizione popolare, l'amico Damiano Sabatino, lui di Petralia Soprana, estimatore di musica, mi ha suggerito di cercare su you tube "Labbruzza duci", serenata composta da un gangitano.

Grazie a internet, detto fatto, in pochi secondi andavo sulla piattaforma you tube e trovavo la canzone suggerita da Damiano.

Bella, ma ancor più bella l'ho trovata nel testo leggendo in calce la nota di Giuseppe Paternostro e Vincenzo Pinello, docenti universitari che mi onorano della loro amicizia.
Ripropongo la conversazione su fb e il suggerimento di Vincenzo Pinello dopo avergli condiviso il post.

E, come le ciliegie, anzi in questo caso le note, una ne chiama altre, la segnalazione di Damiano sull'amica musicista si traduce subito in amicizia su fb, appena in tempo per rivolgere gli auguri e un "in bocca al lupo" a Valentina Migliore, musicista, cantante, che oggi, in mattinata, al Conservatorio di Palermo si laurea in canto presentando la versione jazz della serenata "Labbruzza duci" di Nicola Pinello.





conversazione su fb  

Damiano Sabatino
 Piero, cerca sugli you tube la canzone "Labbruzza duci", è stata scritta da un gangitano. Una mia amica si sta laureando in canto e la presenta in versione jazz. In pratica l'ha musicata in 6/8!
*
Vincenzo Pinello
 Grazie! Ti propongo questa versionehttps://www.youtube.com/watch?v=Iu7gjI5hURk . Un abbraccio
*
Piero Carbone da Racalmuto Vincenzo grazie, ecco perché non trovavo più il commento tuo e di Giuseppe Paternostro: avevo sbagliato link. A coloro che si incuriosiscono della canzone raccomando di leggerlo per una migliore "intelligenza" del testo e per gustare ancora di più la canzone




Note su you tube a corredo della canzone


Francesco Paolo Pinello 

Musica e parole del Prof. Nicola Pinello, arrangiamento di Filippo Paternò
Francesco Paolo Pinello 

Un omaggio a mio padre, Nicolò Pinello (autore del testo e della musica di "Labruzza duci"), e un ringraziamento a Giuseppe Péaternostro e a mio cugino, Vincenzo Pinello (Università degli Studi di Palermo). Grazie a Filippo Paternò per l'esecuzione.

(Giuseppe Paternostro e Vincenzo Pinello, Università degli Studi di Palermo, "La canzone popolare italiana fra implicazioni diastratiche e riusi colti", in "In Verbis", Lingue Letterature Culture, anno V, n. 2, 2015, Rivista del Dipartimento di Scienze Umanistiche, Università degli Studi di Palermo, Carocci editore, pp. 131-132)



Gaetano Salvo 

testi e musica del Prof. Pinello 
Francesco Paolo Pinello 

esecuzione Dario Spatafora

Il Post su Frontini

sabato 8 aprile 2017

"MPARAMU LU SICILIANU / LEARN SICILIAN" DA NEW YORK A "MAREDOLCE"


Come è già avvenuto nel 2013 per la prima edizione di Mparamu lu sicilianu / Learn Sicilian
il dirigente Vito Pecoraro, i docenti e gli alunni dell'Istituto Comprensivo "Maredolce"
 accoglieranno i soci italoamericani di "Arba Sicula", 
nel Parco di Maredolce tra l'omonimo Castello e la Chiesa di san Ciro.

Il presidente di "Arba Sicula", prof. Gaetano Cipolla,
 farà dono alla scuola palermitana della grammatica, "revised edition", da lui curata.








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