martedì 6 settembre 2016

LA "RABBIA" NEL 1907, IN ITALIA E ALTROVE. Parola di Zagarrio


Il problema di sempre:

scienza senza pregiudizi o pregiudizio come scienza?

Manzoni ci ha messi sull'avviso.



Il fenomeno



I rimedi


sabato 3 settembre 2016

L'UOMO DEL PLATANI E LA CASA DEL MAVARO. Intorno ad una riscoperta e connesse sfide



Excursione estemporanea, in data 11 agosto 2011, con Giovanni Alessi, in contrada Mavaro, lungo il Platani, all'incrocio dei territori di Cianciana, Alessandria della Rocca e Sant'Angelo Muxaro.

La vicenda di una casa abbandonata che si appresta a divenire osservatorio naturalistico d'eccellenza. E non solo.

Con passione ed entusiasmo, si può. 

Si possono superare financo montagne di difficoltà burocratiche: Giovanni Alessi lo sa in quanto ideatore e coordinatore-responsabile del Progetto curato dall'Associazione ARCI di Cianciana.




Il video su You Tube




Foto 











































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video e foto ©piero carbone

venerdì 2 settembre 2016

E LA NAVE "SI NNI VA", A MARSALA. Il trapanese Mario Gallo lancia lai e proteste

Proteste? Non pervenute.

Torre Marausa

Con questo post, faccio eco solidale alle appassionate considerazioni che il mio amico Mario Gallo ha pubblicato tempo fa sulla sua bacheca facebook: si tratta del "volo" fatto da una nave rinvenuta a Marausa.
Una nave "involata"?

Quali siano stati gli ulteriori sviluppi, non so.
So della "indignata amarezza" di Mario.
Amare, le constatazioni dell'amica Flora Restivo: inducono a un mea culpa generale.

Come dar loro torto? Chissà quante navi, reali o metaforiche, solcano mari che non dovrebbero?!
(P. C.)



Torre di Mezzo



LA NAVE ROMANA DI MARAUSA
Bettu meu...! - Chi bboli, signupatri!? -a vacca 'o pottu? - No, signupatri! si la futteru i marsalisi! - e u Sinnacu (cu lu Senaturi) chi fannu! - Sinni futtinu! -e ddocu ti lassu! VERGOGNA!

Maria Panfalone
Simpatico il dialogo, ma qual è il fatto?

Mario Gallo 
CHE LA NAVE ROMANA TROVATA NEL MARE DI MARAUSA, ANZICHE' A TRAPANI, FINISCE A...MARSALA!
Flora Restivo
E dove sta la novità? E' con noi stessi, con la nostra strafottenza, il nostro poco amore per ciò che abbiamo...che dobbiamo avercela. Vennu, pigghianu e si ni vannu, frischi e tennari!

Mario Gallo
...rappresentanza locale; avrebbero fatto...casino, proclamato il digiuno di massa, s'avissiru fatti sèntiri.
I trapanesi, che s'infiammano per i Misteri e per la squadra di calcio e si la passiano con la movida notturna, della nave romana non sono neppure informati ma comunque si nni...futtinu pure loro (ma cu mi lu fa ffari!) .
E così i cugini lilibetani, ciaciari ma sperti, pigghiaru di prima e s'arruffianaru cu dda bedda cascia da Reggioni Siciliana (ti li raccumannu!): e si fici a frittata.

I miei cari amici, ai quali partecipo la mia indignata amarezza, possono fare qualcosa di eclatante, fari casinu, attivare le aggregazioni cittadine a loro portata (associazioni, musei,parrocchie, sindacati, giornalisti, circoli, amici e parenti, vecchi e picciriddi e così via)?
Scusate le parolacce, ma quannu ci voli...
Un saluto per tutti, Mario Gallo

P.S.
Può darsi che il sottoscritto, che alberga in altri lidi, non sia sufficientemente informato, che gli interventi in difesa della "trapanesità" del relitto ci siano stati; ma ritengo, comunque che sia mancato e manchi il coinvolgimento dell'intera comunità che avrebbe potuto e potrebbe essere elemento decisivo." M. G.


Immagini ricavate da un'antica cartolina.

giovedì 1 settembre 2016

NON È UNA CASA DI CAMPAGNA. IL PAPA POLACCO LO SAPEVA. Riscontri e incontri agrigentini



- Cerca qualcuno?
Quando mi sentii rivolgere questa domanda ho compreso che davo l'impressione di essere perplesso e smarrito poiché mi muovevo, avanti e indietro, su pochi metri dello stesso marciapiede, guardando sempre dalla stessa parte, scuotendo la testa.
- No, grazie, - risposi. - Stavo leggendo la lapide. Ma è mai possibile?
Additai la lapide e tutto lo stato di degrado e abbandono intorno.
- Ah, sì, la lapide del Papa! - completò l'uomo con la paglietta estiva. E mi raccontò il fatto e l'antefatto. 

Il Papa, durante la sua visita nel 1993, mentre, provenendo da Agrigento Bassa, stava salendo lungo la via Imera a piedi, poiché era energico, riconobbe la chiesetta dove era stato ventinove anni prima quando ancora non era Papa; si fermò e impartì la benedizione ai presenti. 



Non mi ha raccontato soltanto questa circostanza, il signor Antonio Sciumè, con il quale ci si era nel frattempo presentati.

La chiesetta in realtà fungeva da Parrocchia quando Karol Wojtyla, arcivescovo di Cracovia, vi celebrò messa per ben tre volte, anzi fu ospite addirittura nella foresteria della clinica Borsellino nei cui locali si trovava la Parrocchia di Santa Gemma Galgani, invitato dall'allora parroco, don Ingenito, che aveva incontrato l'arcivescovo polacco in visita alla Valle dei Templi.


Il racconto del signor Sciumè venne da lì a poco confermato, alcuni passi avanti, dal  dottor Paolo Cilona con il quale mi sarei dovuto incontrare quella mattina, perché doveva consegnarmi il libro che aveva scritto sul Presidente Mattarella, dove si cita l'episodio della inaugurazione del disegno a china più lungo del mondo, una mostra di Nicolò D'Alessandro, da me curata, tenutasi a Racalmuto nel 1991, quando  Sergio Mattarella era ministro alla Pubblica Istruzione.

La rievocazione dell'evento agrigentino e altri discorsi lasciarono in secondo piano lo stato di abbandono dei luoghi che erano stati teatro della duplice visita  papale. 

Prima di congedarci venne precisato che la clinica  era stata chiusa, dopo la morte del titolare, e la Parrocchia era stata trasferita in un edificio nuovo delle vicinanze.



erbacce nel tempo



Alla mia dx: Paolo Cilona, Antonio Sciumè. 

P. S.
Sarebbe da suggerire alle giovani artiste polacche Beata Kukawska e Agnieszka Smiech, che in questo periodo stanno completando un omaggio al Monocolo di Racalmuto, di realizzare un disegno en plein aire dinanzi a questo sito agrigentino per testimoniare, alla stregua dei viaggiatori dei secoli scorsi, curiosi e incuriositi, la presenza di un loro connazionale famoso e  importante da queste parti.




ph ©archivio piero carbone (Agrigento, Via Imera, 22 agosto 2016)