venerdì 2 settembre 2016

E LA NAVE "SI NNI VA", A MARSALA. Il trapanese Mario Gallo lancia lai e proteste

Proteste? Non pervenute.

Torre Marausa

Con questo post, faccio eco solidale alle appassionate considerazioni che il mio amico Mario Gallo ha pubblicato tempo fa sulla sua bacheca facebook: si tratta del "volo" fatto da una nave rinvenuta a Marausa.
Una nave "involata"?

Quali siano stati gli ulteriori sviluppi, non so.
So della "indignata amarezza" di Mario.
Amare, le constatazioni dell'amica Flora Restivo: inducono a un mea culpa generale.

Come dar loro torto? Chissà quante navi, reali o metaforiche, solcano mari che non dovrebbero?!
(P. C.)



Torre di Mezzo



LA NAVE ROMANA DI MARAUSA
Bettu meu...! - Chi bboli, signupatri!? -a vacca 'o pottu? - No, signupatri! si la futteru i marsalisi! - e u Sinnacu (cu lu Senaturi) chi fannu! - Sinni futtinu! -e ddocu ti lassu! VERGOGNA!

Maria Panfalone
Simpatico il dialogo, ma qual è il fatto?

Mario Gallo 
CHE LA NAVE ROMANA TROVATA NEL MARE DI MARAUSA, ANZICHE' A TRAPANI, FINISCE A...MARSALA!
Flora Restivo
E dove sta la novità? E' con noi stessi, con la nostra strafottenza, il nostro poco amore per ciò che abbiamo...che dobbiamo avercela. Vennu, pigghianu e si ni vannu, frischi e tennari!

Mario Gallo
...rappresentanza locale; avrebbero fatto...casino, proclamato il digiuno di massa, s'avissiru fatti sèntiri.
I trapanesi, che s'infiammano per i Misteri e per la squadra di calcio e si la passiano con la movida notturna, della nave romana non sono neppure informati ma comunque si nni...futtinu pure loro (ma cu mi lu fa ffari!) .
E così i cugini lilibetani, ciaciari ma sperti, pigghiaru di prima e s'arruffianaru cu dda bedda cascia da Reggioni Siciliana (ti li raccumannu!): e si fici a frittata.

I miei cari amici, ai quali partecipo la mia indignata amarezza, possono fare qualcosa di eclatante, fari casinu, attivare le aggregazioni cittadine a loro portata (associazioni, musei,parrocchie, sindacati, giornalisti, circoli, amici e parenti, vecchi e picciriddi e così via)?
Scusate le parolacce, ma quannu ci voli...
Un saluto per tutti, Mario Gallo

P.S.
Può darsi che il sottoscritto, che alberga in altri lidi, non sia sufficientemente informato, che gli interventi in difesa della "trapanesità" del relitto ci siano stati; ma ritengo, comunque che sia mancato e manchi il coinvolgimento dell'intera comunità che avrebbe potuto e potrebbe essere elemento decisivo." M. G.


Immagini ricavate da un'antica cartolina.

giovedì 1 settembre 2016

NON È UNA CASA DI CAMPAGNA. IL PAPA POLACCO LO SAPEVA. Riscontri e incontri agrigentini



- Cerca qualcuno?
Quando mi sentii rivolgere questa domanda ho compreso che davo l'impressione di essere perplesso e smarrito poiché mi muovevo, avanti e indietro, su pochi metri dello stesso marciapiede, guardando sempre dalla stessa parte, scuotendo la testa.
- No, grazie, - risposi. - Stavo leggendo la lapide. Ma è mai possibile?
Additai la lapide e tutto lo stato di degrado e abbandono intorno.
- Ah, sì, la lapide del Papa! - completò l'uomo con la paglietta estiva. E mi raccontò il fatto e l'antefatto. 

Il Papa, durante la sua visita nel 1993, mentre, provenendo da Agrigento Bassa, stava salendo lungo la via Imera a piedi, poiché era energico, riconobbe la chiesetta dove era stato ventinove anni prima quando ancora non era Papa; si fermò e impartì la benedizione ai presenti. 



Non mi ha raccontato soltanto questa circostanza, il signor Antonio Sciumè, con il quale ci si era nel frattempo presentati.

La chiesetta in realtà fungeva da Parrocchia quando Karol Wojtyla, arcivescovo di Cracovia, vi celebrò messa per ben tre volte, anzi fu ospite addirittura nella foresteria della clinica Borsellino nei cui locali si trovava la Parrocchia di Santa Gemma Galgani, invitato dall'allora parroco, don Ingenito, che aveva incontrato l'arcivescovo polacco in visita alla Valle dei Templi.


Il racconto del signor Sciumè venne da lì a poco confermato, alcuni passi avanti, dal  dottor Paolo Cilona con il quale mi sarei dovuto incontrare quella mattina, perché doveva consegnarmi il libro che aveva scritto sul Presidente Mattarella, dove si cita l'episodio della inaugurazione del disegno a china più lungo del mondo, una mostra di Nicolò D'Alessandro, da me curata, tenutasi a Racalmuto nel 1991, quando  Sergio Mattarella era ministro alla Pubblica Istruzione.

La rievocazione dell'evento agrigentino e altri discorsi lasciarono in secondo piano lo stato di abbandono dei luoghi che erano stati teatro della duplice visita  papale. 

Prima di congedarci venne precisato che la clinica  era stata chiusa, dopo la morte del titolare, e la Parrocchia era stata trasferita in un edificio nuovo delle vicinanze.



erbacce nel tempo



Alla mia dx: Paolo Cilona, Antonio Sciumè. 

P. S.
Sarebbe da suggerire alle giovani artiste polacche Beata Kukawska e Agnieszka Smiech, che in questo periodo stanno completando un omaggio al Monocolo di Racalmuto, di realizzare un disegno en plein aire dinanzi a questo sito agrigentino per testimoniare, alla stregua dei viaggiatori dei secoli scorsi, curiosi e incuriositi, la presenza di un loro connazionale famoso e  importante da queste parti.




ph ©archivio piero carbone (Agrigento, Via Imera, 22 agosto 2016)

mercoledì 31 agosto 2016

I POST DEL MESE. Agosto 2016

▼  agosto (28)

lunedì 29 agosto 2016

PITTORI SOLIDALI. Asta benefica pro terremotati organizzata dall'Associazione L'Altra Sciacca. Partecipano anche artisti racalmutesi


L'Associazione non profit L'altra Sciacca coordinerà l'asta di beneficenza
 in favore dei terremotati




I locali dove si terrà l'asta di beneficenza

Ex Collegio dei Gesuiti

L'artista saccense Vincenzo Crapanzano, tra i promotori dell'iniziativa, 
dona una sua opera


Nicolò Rizzo consegna una sua opera del 1992 a Vincenzo Crapanzano per l'asta di beneficenza
Alfonso Rizzo consegna una sua incisione
 per l'asta di beneficenza

Donazione di Leonardo Rocca tramite Nicolò Rizzo.
"Come promesso, Nicolò, mi associo a questa iniziativa e consegno 2 mie litografie del 2005 a Crapanzano Vincenzo per l'evento che si terra' a Sciacca per la raccolta fondi destinati ai terremotati; e una per te Nicolò, per l'evento che organizzerà l'associazione agrigentina."
L'associazione agrigentina a cui fa riferimento Leonardo Rocca è l'AICS
 presieduta da Giuseppe Petix. 
L'associazione diramerà un comunicato ufficiale.

In visita, ieri, a Vincenzo Crapanzano nel suo studio.


Il gesto di vicinanza ai terremotati delle Marche da parte dei racalmutesi Nicolò e Alfonso Rizzo riveste un particolare significato dal momento che tra le vittime del disastroso evento c'è anche il racalmutese Nicolò Piazza, un ex segretario comunale in pensione, che si trovava occasionalmente ad Amatrice, paese della moglie Rita Giovannelli. 
Il dr Nicolò Piazza ritornava annualmente a Racalmuto in visita ai parenti 
e per incontrarsi con gli amici. 




L'Associazione L'Altra Sciacca
L’AltraSciacca (idee e progetti per il futuro della nostra città) è un’associazione di promozione sociale senza scopo di lucro, fondata il 01/12/2007 e sita in SCIACCA (AG) .
L’AltraSciacca nasce nella convinzione che le tecnologie informatiche e telematiche, nonché l’utilizzo della Rete Internet, siano oggi più che mai strumenti fondamentali per la vita civile e la crescita individuale e sociale delle persone, strumenti mediante i quali è possibile recuperare la memoria storica e culturale della nostra città e del suo territorio.
L’informazione, la rete internet, il dialogo, la proposizione, la condivisione e lo scambio di esperienze nel variegato e complesso mondo della cultura, dell’ambiente e del sociale sono gli obiettivi che ci siamo prefissati, ritenendoli indispensabili per una corretta e indipendente valutazione dei fatti e degli avvenimenti di cui siamo spettatori/protagonisti.
Abbiamo voluto chiamare l’associazione “L’AltraSciacca” non per creare una divisione, ma per distinguerla da quella che ogni giorno avalla, con il proprio silenzio e la propria indifferenza, lo squallore quotidiano di una città con grandi opportunità e contemporanemente scarsa capacità di coglierle.
L’AltraSciacca vuol dare voce a tutti i saccensi che, come noi, hanno voglia di migliorarsi contribuendo in prima persona alle iniziative ed alle proposte che saranno avanzate, riappropriandosi della propria capacità di decidere le sorti dalla propria città e dunque del loro futuro.
L’AltraSciacca è aperta a tutti coloro che, condividendo lo spirito dell’associazione, vogliono dire basta all’immobilismo degradante, al gioco infruttuoso delle parti in politica, al deprezzamento costante e continuo del territorio e dei beni più preziosi, al solo promettere e mai concretizzare.
L’AltraSciacca è un’associazione che opera a 360° nella propria città, che si spende giornalmente grazie al servizio di giovani appassionati e volontari nell’organizzazione di iniziative volte alla promozione sociale del cittadino, che vive in funzione della propria città e dei suoi abitanti mettendone a fuoco i problemi e cercando e proponendo le relative soluzioni, mirando alla valorizzazione dei beni culturali ed ambientali.
L’AltraSciacca desidera però essere molto di più. Vuole essere un movimento di opinione capace di variare il corso apparentemente già segnato degli eventi. Il nostro auspicio è che il popolo acquisisca la consapevolezza della propria sovranità descritta dall’art. 1 della Costituzione Italiana, il quale pone al suo servizio la politica e non il viceversa come spesso accade. Un popolo, il nostro, che non deve accettare passivamente quanto gli viene imposto dall’alto, ma vuole far sentire la propria voce soprattutto quando la politica miseramente fallisce. Da questa voce che parte dal basso traggono origine e forza gli intenti della nostra associazione.
Vi invitiamo a visitare il nostro sito internet www.laltrasciacca.it per conoscerci meglio.

ph ©pierocarbone (tranne la foto di Leonardo Rocca ripresa dalla sua bacheca fb)

domenica 28 agosto 2016

VOCI RACALMUTESI PER LA GRAMMATICA SICULO-AMERICANA DI GAETANO CIPOLLA. Con Eduardo Chiarelli e Fabiola Mendolia

siciliano per tutti
Fabiola Mendolia mostra Learn Sicilian /Mparamu lu sicilianu










Registrazione di alcuni dialoghi sotto il pino allo Zaccanello.
Fabiola studia recitazione e canto: è brava e ha una bella voce.

Un altro racalmutese impegnato per i dialoghi in siciliano è Eduardo Chiarelli:
emigrato da alcuni anni a Setubal dove, tra le varie sue attività, insegna italiano
 all'università della terza età.
Spesso ai suoi allievi fa sentire le sonorità del dialetto.






notizie sull'attività di Gaetano Cipolla da:
https://www.facebook.com/BeYourBestSicilian/?pnref=story




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