sabato 2 luglio 2016

DOPO QUARANT'ANNI, UNA MOSTRA E DUE EVENTI. Disegni sconosciuti di Jean Calogero e sua corrispondenza inedita con Sciascia



Dopo la mostra del 1970 alla Galleria La Robinia di Palermo, dopo 46 anni, si inaugura oggi al MUSEO DEL DISEGNO, una mostra di 90 disegni sconosciuti di JEAN CALOGERO e la sua corrispondenza inedita con Lenardo Sciascia.

La mostra è curata da Nicolò D'Alessandro.

Nel corso dell’incontro avrò il piacere e l'onore di intrattenermi sulla corrispondenza tra Jean Calogero e Leonardo Sciascia, proveniente dall’Archivio Jean Calogero di Acicastello.

Sarà presentata inoltre una nota critica di Leonardo Sciascia mai pubblicata.

Interverrà il critico Pietro Longo.

Saranno presenti all’inaugurazione la figlia del Maestro, Patrizia Calogero e il curatore delle opere dell’Artista, Luigi Nicolosi.

La mostra è visitabile dal 2 al 20 luglio 2016 al LABORATORIO MUSEO DEL DISEGNO via Mogia, 8 Palermo, solo per appuntamento telefonico tel. 091 322030 - cell. 324 6930846.





Scorrendo le lettere sorgono alcuni interrogativi:

come mai un pittore di grande talento, quotatissimo in America e Giappone, Grande Medaglia a Parigi nel 1957, inserito nel catalogo Benefiz che consacra i pittori più autorevoli della pittura mondiale, come mai non sfonda in Sicilia e addirittura, invece di appoggiarsi ad un gallerista in forza del suo curriculum e del successo internazionale, per "entrare" a Palermo sente il bisogno di raccomandarsi non tanto ad un critico d'arte ma ad uno scrittore che si interessava d'arte e di artisti sì ma solo lateralmente rispetto ai suoi stessi interessi e lavori letterari? 
Anche Guttuso, con cui aveva collaborato negli Anni Quaranta, avrebbe potuto offrirgli qualche significativo spiraglio. 
Si vede che la pittura non disdegna il supporto delle altre arti sorelle. Biografi, esegeti e critici potranno scandagliare il terreno in cui pittori e letterati vanno a braccetto. 







Sciascia, ammiratore di tanta pittura, amico di moltissimi pittori, frequentatore attivo e coadiutore di gallerie d'arte, aiuterà Calogero a trovare una galleria importante, a segnalarlo ai cirtici d'arte dei giornali palermitani, a smuovere le pedine giuste per un servizio alla RAI, ma perché, seppure in seguito alla  disavventura con una galleria palermitana, gli consiglierà di evitare tout court non solo le gallerie palermitane ma quelle siciliane tutte?

Chissà se altre lettere inedite faranno comprendere meglio le ragioni di un tale consiglio?
Ho cercato alla Fondazione Sciascia di Racalmuto alla quale Sciascia aveva donato "tutte" le lettere ricevute in cinquant'anni di attività letteraria, ma non ho trovato nulla. Smarrite?
 Non c'è neanche "la bella tempera di Jean Duphy", promessa da Calogero  a Sciascia: o perché Sciascia non l'ha ricevuta o perché non si tratta di ritratto di scrittori, ma se Sciascia l'ha ricevuta e di ritratto di scrittori dovrebbe arricchire la collezione esposta in Fondazione secondo le intenzioni dello Scrittore.
Lo stesso dicasi del bozzetto donato da Calogero a Sciascia e a cui tanto piacque: "Ti ringrazio per il grazioso bozzetto. Palermo, 10.X.1970".



Il mondo degli inediti è veramente un sorprendente mondo sommerso: coltivarlo e farlo emergere potrebbe tornare utile a una maggiore comprensione del mondo emerso, ad esso parallelo. 

E non è sorprendente che iniziative personali, di piccole realtà private, svolgano una sorta di supplenza di quello che probabilmente dovrebbero fare istituzioni pubbliche dotate  di pubblici supporti?



Jean Calogero (Catania 1922 - 2001). Nel 1947 è a Parigi e nel 1949 firma il suo primo contratto artistico con la Galerie Hervè di Parigi che in quegli anni, seguiva gli sviluppi della giovane pittura europea. Innumerevoli le mostre parigine, negli anni cinquanta, le esposizioni americane a New York e Los Angeles e ancora in Giappone e nelle maggiori gallerie italiane. Nel 1957 la città di Parigi lo premia con la Grande Medaglia d’Argento, massimo riconoscimento ad artisti viventi e, nel 1959, viene inserito nel catalogo internazionale dell’arte BENEZIT tra i pittori più autorevoli della pittura mondiale. Dagli inizi degli anni settanta è più presente in Italia, mantenendo però il suo studio parigino. Parigi e la Sicilia costituiranno la linea preferenziale dei suoi sogni pittorici. Alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Palermo si può ammirare una sua pregevole tela.











Foto dell'Archivio Jean Calogero

venerdì 1 luglio 2016

I POST DEL MESE. Giugno 2016



    mercoledì 29 giugno 2016

    SONO FIGLIO DI "BURGISI". Fino a quando sopravviveranno alcune tradizioni racalmutesi?



    Gagliardetto realizzato recentemente dall'Associazione 
    Cero dei Burgisi: richiama il fazzoletto utilizzato dai contadini 
    per fasciarsi il collo o coprirsi la testa sotto il sole, durante il lavoro.
    Logo disegnato da Alfonso Rizzo


    Il Gruppo dei burgisi su facebook




     Saga del "ciliu" (cero) dei "burgisi" 
    (borgesi ovvero proprietari terrieri anche piccoli o piccolissimi ma che vivevano del proprio senza bisogno di fare  "li iurnatara", giornatari,  cioè ricorrere ad altri lavori a giornata; possedevano normalmente la casa di abitazione in paese o anche la casa di campagna detta "robba", gli strumenti di lavoro, compresi gli animali per il trasporto o per arare la terra) 



    Notizie riprese da:


    In quanto figlio di burgisi, e celibe, potevo prendere la bandiera, non l'ho presa,
    ma nel 1978, in occasione della Festa del Monte,
    ho avuto modo di interessarmi delle superstiti bandiere del "ciliu" 
    di cui dirò in un prossimo post: 
    sto riesumando ricordi e raccogliendo testimonianze.


    martedì 28 giugno 2016

    SICILIA... CHE? La proposta di Nicola Romano, oltre "voragini" ed "appigli"

    Neo-logismi accesi o parole come neon spenti?
    E per parafrasare il titolo dell'ultimo suo libro di poesie,
    credo che la proposta non abbia la pretesa
     di essere un "appiglio" per colmare semantiche "voragini" di sorta o altrui,
    semmai c'è a monte tanta sapienza e ironia e autoironia da intenderla però seriamente
    senza alcuna intenzione censoria o pretesa esclusiva o "esclusivizzante".
    Di che si tratta?
    Il poeta Nicola Romano ha lanciato una proposta su 
     LETTERATURA DELLA SICILIANITUDINE
    Gruppo facebook ideato e promosso da Pietro Ciccarelli:





     Ringrazio l'amico Nicola per l'affettuosa citazione e in omaggio alla proposta cito 
    dal suo penultimo libro pubblicato, che ho molto apprezzato,
     la poesia "Sole"
    perché, al di là dei nomi, la Sicilia è come il "suo" sole
    da cui ognuno rapisce un raggio
    e lo frantuma "in mille aghi"
    per giungere all'estremo "tornante del viale"
    per comprendere "i segni del viaggio"
    e dunque
    i termini geminati dalla parola "Sicilia" 
    diventati a loro volta sostantivi quasi autonomi
    - sicilitudine sicilinconia sicilianitudine - 
    etc. etc. etc.
    veicolano in fondo significati
    riconducibili alla parola-madre che li ha generati
    per rimanerne, la Sicilia-Sole, a sua volta infarinata
    dal pulviscolo di esperienze sentimenti immagini idee individuali.








    Nicola Romano declama una sua poesia in occasione della presentazione a Sciacca 
    del libro recentemente pubblicato
     Voragini ed appigli, Pungitopo edizioni, Patti 2016

    Link:









    PITTORI SICILIANI A PAVIA. I Collura e Guttuso



    "Dopo Renzo Collura ...altro siciliano a Pavia" 


    Con il suddetto, lapidario commento, 
    con giusto orgoglio di figlio di artista di siciliano,
    Athos Collura ha condiviso l'annuncio
    dell'Assessorato alla Cultura della città di Pavia





    Assessore alla Cultura
    Giacomo Galazzo:

    "Renato Guttuso. La forza delle cose
    è la mostra autunnale 2016 
    per le Scuderie del Castello Visconteo.
    Un grande appuntamento
     e una prestigiosa collaborazione con gli Archivi Guttuso, 
    della quale siamo molto orgogliosi."

    L'assessore Giacomo Galazzo con Athos Collura
    ph Giuseppe Stafforini

    Renato Guttuso è di Bagheria, Renzo Collura di Grotte, Athos Collura di Palermo:
    pittori che non stanno mai fermi, se la loro pittura procede.
    Anche carsicamente.

    Link correlati: