lunedì 1 giugno 2015

DALLE ROBBE AL CASTELLUCCIO. Programma di un viaggio/escursione. Foto di Emanuele Carreca e Angelo Cutaia







Inizialmente la visita dalle nostre parti dei gruppi archeologici di Trapani e Salemi comprendeva Naro, Racalmuto e Milena, successivamente è saltata per motivi logistici la tappa a Naro, infine è stato invertito l'ordine dei paesi da visitare per cui sabato 30 maggio è stato dedicato a Racalmuto e domenica 31 maggio a Milena, in ordine cronologico quindi il percorso si è svolto dal Castelluccio di Racalmuto alle "robbe" di Milena o Milocca. 



Va detto che le "robbe" e il Castelluccio sono da intendere come una sineddoche ovvero la parte per il tutto, il tutto in realtà sono i paesi di Racalmuto e Milena che vi stanno a monte, apprezzati per i loro mondi a cui rimandano tra arte, letteratura, monumenti, musei, archeologia, nicchie naturalistiche, prodotti tipici, etc. 
Mondi che in gran parte  sono risultati esplorazioni di un'inedita Sicilia tutta da scoprire e valorizzare, anche oltre Racalmuto e oltre Milena, naturalmente. Ciò che si prefiggono i gruppi archeologi "Drepanon" e "Xaire".
Ma ognuno cerca di fare la propria parte.

 La "due giorni" con gli "amici" archeologi del trapanese e di alcuni paesi del palermitano è stata ricca di esperienze, osservazioni e spunti su cui successivamente varrà la pena soffermarsi per non lasciare cadere nel vuoto l'occasione di un reciproco arricchimento umano e culturale.

Le foto pubblicate in questo post sono di Emanuele Carreca Angelo Cutaia e documentano alcuni momenti di un percorso riccamente articolato.



Foto di Emanuele Carreca

A Racalmuto. Sabato 30 maggio 2015











Foto di Emanuele Carreca
A Milena. Domenica 31 maggio 2015








Foto di Angelo Cutaia

A Racalmuto. Sabato 30 maggio 2015

















Foto di Angelo Cutaia

A Milena. Domenica 31 maggio 2015









Altre foto










Promemoria 

Lettera del Presidente del Gruppo Archeologico Drepanunm

Cari Soci e Simpatizzanti,

vi ricordo che sabato 30 e domenica 31 Maggio 2015 faremo il viaggio/escursione a Racalmuto e Milena, anticipato dalla conferenza al Palazzo Riccio di Morana.

A Racalmuto saremo guidati da Piero Carbone e Angelo Cutaia: ci accoglieranno   il presidente del Centro sociale "Villa Grisafi" Giuseppe Guagliano, il sindaco Emilio Messana e l'assessore alla cultura Salvatore Picone.

A Milena saremo guidati da Giuseppe Palumbo, ispettore onorario della Sopr. BB. CC. AA di Caltanissetta.

Il programma prevede:
-    giovedì 28 Aprile – Ore 17,00 – Conferenza al piano terra Pal. Riccio di Morana, informazioni sul percorso escursionistico;

-    sabato 30 Maggio:
·    ore  6,30         Partenza dal bar Holiday con pullman GT;
·    ore  7,00         fermata al bar Enny di Alcamo (soci di Alcamo e Salemi);
·     ore 7,20         fermata allo svincolo per Terrasini (soci di Terrasini);
·    ore  7,40         fermata in via Regione Siciliana a Palermo (soci di Palermo);
·    ore 10,15         arrivo a Racalmuto, incontro/accoglienza con il sindaco di Racalmuto e visita guidata alla Fondazione “Leonardo Sciascia”;
·    ore 11,30         passeggiata per il belvedere, visita al Santuario di M.SS. del Monte, al Teatro Regina Margherita, alla Chiesa Madre, alla Chiesa dell’Itria e di San Giuseppe, al Circolo Unione (Mostra su L. Sciascia), Statua di bronzo di L. Sciascia, Fontana dei “novi cannola”, Centro Padre Cipolla;
·    ore 12,45        Visita guidata al Castello dei Chiaramonte;
·    ore 13,45        Avviarsi presso la Villa Grisafi per la pausa pranzo con mpignolati e sfincioni (*)
·    ore 15,00       “Per un Antiquarium a Racalmuto”. Illustrazione di una proposta.
·    ore 15,30        salire sul pullman, partenza alla volta del Castelluccio di Racalmuto, visita guidata e declamazione libera di poesie…
·    ore 18,30           partenza per Agrigento
·    ore 19.00        arrivo in hotel, cena, sistemazione nelle camere e pernottamento.

-       domenica 31 Maggio:
·      ore 7,00      sveglia;
·      ore 7,30      colazione;
·      ore 8.30      partenza per Milena;
·      ore 9.30      arrivo e visita dell’antiquarium “Arturo Petix”;
·      ore 12,00     visita guidata alle tholoi;
·      ore 13,30     pausa pranzo (con sacchetti preparati dall’hotel);
·      ore 15,00     visita guidata al villaggio neolitico;
·      ore 16,30     visita guidata alla casa museo d’arte contadina;
·      ore 17,30     partenza per Trapani;
·      ore 20,05    fermata in via Regione Siciliana a Palermo (soci di Palermo);
·       ore 20,25   fermata allo svincolo per Terrasini;
·      ore 20,45    fermata al bar Enny di Alcamo (soci di Alcamo e Salemi);
·      ore 21,15     arrivo a Trapani e fine del viaggio.

(*)  Per il pranzo si possono prenotare le pietanze tipiche locali: li mpignulàti (particolare focaccia salata con pasta sfoglia, tritato, cipolla e olive - diam. circa cm 15 e lo sfincione .
Nelle pasticcerie locali  si possono acquistare i taralli.

CORDIALI SALUTI
Il Direttore del Gruppo Archeologico Drepanon

                                                        Antonella Altese



domenica 31 maggio 2015

I POST DEL MESE. Maggio 2015


venerdì 29 maggio 2015

IL CASTELLUCCIO OCCHIUTO E VISIBILE A TUTTI. Excursus storico di Angelo Cutaia



GIBILLINA - IL CASTELLUCCIO SVEVO
DI RACALMUTO
di
Angelo Cutaia

Castelluccio è la denominazione attuale della torre-palazzo sveva nei documenti indicata Gibillina; la Giblina del Fazello.
Un tetragono parallelepipedo di roccia, dalle perfette proporzioni geometriche, che a tal punto è immedesimato col territorio da sembrare generato dal costone roccioso dal quale emerge, come i cristalli di celestina fuoriescono dalla matrice.

   
Saliamo sulle sue mura  e  godiamoci una incomparabile vista, dalle Madonie al Mare Africano, dall’Etna ai Monti Sicani.




La probabile torre preesistente venne chiamata Gibillina a causa della sua posizione, a quota 720 m. l. m., sulla cima di un monte (in arabo gebel) in seguito detto delli Gibillini.
Fu rimaneggiata (o forse ricostruita)  e ampliata in epoca sveva per essere destinata a sollazzo e masseria.
Il fortino, posto sull’allineamento dei castelli di Mussomeli (analogia costruttiva dei muri) e Naro (impianto arabo-normanno), è ortogonale a quello di Racalmuto, del quale costituisce il battifredo.
Adiacente alla trazzera medioevale idrisiana Sutera-Girgenti (resti di aggiacatu nei pressi) domina e sorveglia l’Alta Valle del Platani e buona parte della Sicilia centro meridionale. E’ in contatto visivo con i castelli di Caltanissetta, Enna, Mazzarino, Naro, Favara, Agrigento, Caltabellotta, Torre del Salto, Guastanella, Muxaru, Rocca Motta, Cammarata, Monte Conca, Sutera, Mussomeli, ecc., fungendo da ponte ottico per la trasmissione dei messaggi.

Presenta caratteristiche architettoniche tipiche del periodo normanno-svevo:
-       visibile da grande distanza per “marchiare” il paesaggio;
-       posizione dominante e panoramicità;
-       pianta rettangolare con lati di base che sono proporzionati secondo la divina proporzione del numero aureo 0,618;
-       pareti piane e lisce e forma parallelepipeda;
-       notevole spessore dei muri portanti realizzati in pietra e malta di calce;
-       volte reali in conci calcarei al piano terra;
-       corsi orizzontali di pietre sbozzate da un lato nei muri esterni;
-       cantonali in calcarenite tagliati a fil di sega;
-       feritoie ogivali strombate;
-       latrine ricavate nello spessore dei muri esterni;
-       concio della chiave di volta diviso secondo l’asse verticale di simmetria.
Il superstite gruppo di lecci (aglianni) della parete nord del monte, potrebbe costituire il relitto di un più vasto impianto boschivo, annesso al piccolo forte per utilizzarlo in tempo di pace come residenza venatoria.




Nel secolo XIV passa in potere della famiglia Chiaramonti, alla quale viene erroneamente attribuito il suo ampliamento.
Confiscato da Re Martino nel 1392, assieme ad altri domini chiaramontani fu devoluto a Guglielmo Raimondo Moncada conte di Caltanissetta ed in seguito, per la fellonia di questi, assegnato a Filippo De Marinis signore di Favara.
Nel 1561 Ferdinando De Silva, marchese di Favara, sposa una De Marinis e  prende possesso del Castelluccio  ricevuto per atto dotale.
Nel 1568 Maria De Marinis acquista il castello e 2/3 del feudo Gibillini. Il restante terzo formò il feudo della Balatazza, sul quale sorse nel 1635 il comune di Montedoro.
Nel 1615 Beatrice De Marinis e Sanchez De Luna vendono il feudo e la fortezza a Luigi Arias Giardina, principe di Santa Ninfa e Ficarazzi.
Nel 1798 Giulio Antonio Giardina e Grimaldi, principe di Ficarazzi, concede in enfiteusi il solo feudo al sacerdote racalmutese Nicolò Tulumello.
Diego Giardina Naselli fu l’ultimo feudatario fino al 1812, anno dell’abolizione del feudalesimo.
Nel 1862 vi si asserragliarono quattrocento rivoltosi filoborbonici. Erano giovani racalmutesi che protestavano contro la leva forzosa.
Durante l’ultima guerra fu saccheggiato degli infissi e del tetto.
Negli anni Cinquanta uno dei fittavoli cede la campana della chiesa di S. Gaetano alla chiesa rurale del Serrone ed asporta, dall’alloggiamento visibile sopra l’ingresso principale, uno stemma ormai illeggibile.
Nel 1971 i fittavoli lo usucapiscono dai numerosi eredi dei principi Trigona di S. Elia.
Nel 2002 viene acquistato dall'ing. Angelo Cutaia  che inizia i lavori di consolidamento e protezione.

Racalmuto,  7 Maggio 2015


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Il Castelluccio e l'arte




Ph ©piero carbone

giovedì 28 maggio 2015

OMAGGIO ALLA CHAPMAN. Una mostra fotografica permanente a Milena su una civiltà che sembra esotica


Un destino fotografico accomuna Milena a Montedoro, grazie a due donne, una di origine inglese, Louise Hamilton Caico,  alla quale ho dedicato diversi post, e l'altra americana, Charlotte Gower Chapman, entrambe hanno documentato un mondo che a loro poté sembrare "curioso", "primitivo" e dunque degno di essere raccontato, studiato, fotografato.

All'interno dell'Antiquarium "Arturo Petix" di Milena, a cura di Giuseppe Palumbo, sono esposte le foto che la sociologa americana Chapman inserì nel libro dedicato al "villaggio" nisseno, frutto della ricerca sul campo effettuata negli Anni Venti del secolo scorso.
Straordinario documento di una civiltà che a quasi un secolo di distanza sembra lontana e distante, esotica come quella Maori della Polinesia, ma qui, nel mondo evocato e documentato da quelle foto sono le "nostre" radici.
Non soltanto quelle dei milenesi che a quel tempo si chiamavano milocchesi.
Noi eravamo!





























2 maggio 2015
Visita all'Antiquarium in occasione dell'incontro per programmare le tappe dell'escursione del 30 e 31 maggio a Racalmuto e a Milena
da parte dei gruppi archeologici "Drepanon" di Trapani e "Xaire" di Salemi.
Da sx: Angelo Cutaia, Giuseppe Palumbo, Leonardo Lombardo, Antonella Altese.  

Giuseppe Palumbo


Giuseppe Palumo con Antonella Altese, presidente del Gruppo archeologico Drepanon





Links correlati:

Quando il libro della Chapman venne presentato a Montedoro



Ph piero carbone