mercoledì 8 aprile 2015

VERRANNO DA TRAPANI E SALEMI. Grazie a facebook, una vecchia notizia ne annuncia una nuova


Mi fa piacere che oggi, 8 aprile 2015,  facebook autonomamente ricordi l'iniziativa di un anno fa riproponendo una vecchia locandina.

Questa notizia ripescata  la intendo di buon auspicio, come un'anticipazione della visita a Racalmuto e a Milena, per la fine di maggio, da parte degli amici archeologi di Trapani e Salemi. 
Non sarà una semplice visita ma un'occasione ricca di spunti. Notizie più dettagliate verranno date in seguito.


Ancora siamo in fase preparatoria.
Il prossimo 2 maggio, con Angelo Cutaia di Racalmuto e Peppe Palumbo di Milena,  accoglieremo la Presidente del Gruppo archeologico "Drepanon" di Trapani, dottoressa Antonella Altese, e il Presidente del Gruppo archeologico "Xaipe" di Salemi, dottor Leonardo Lombardo: con loro concorderemo e perlustreremo il percorso storico-archeologico delle due giornate di visita tra  Racalmuto e Milena. 
Nello stesso giorno incontreremo le autorità civili e religiose dei due paesi per predisporre logisticamente modalità e tempi per le visite ai luoghi prescelti.





La fotografa Louise Hamilton Caico dopo cent'anni ritorna a Racalmuto, sui luoghi dello "scatto". Inaugureranno la mostra il prof. Gaetano Cipolla e una delegazione dell'associazione siculoamericana, da lui presieduta, "Arba sicula"
Locandina ripescata e riproposta da fb. 
Esattamente un anno fa veniva annunciata una delle tante iniziative programmate, come si evince dalle firme, nel periodo in cui Racalmuto era governata dai commissari straordinari.



Il Calendario annuale delle escursioni dei Gruppi archeologici "Drepanon" e "Xaire"


Un vecchio invito per la presentazione di un libro di Antonella Altese



Post sulla mostra dell'anno scorso:







martedì 7 aprile 2015

ERMARE. Sul punto in cui l'occaso si fa sera

Fermai la macchina sul ciglio della strada
e in quattro scatti, cinque...
ho impresso che 


il sole s'adagiò su morbida erba


poi


scivolò



sdrucciolevolmente
nell'acqua




gorgogliando.
Chissà quali interni pensieri!


Tra mondo e mondo,

  • la solita sera.





Ph ©pierocarbone  (6 aprile 2015)

lunedì 6 aprile 2015

QUANDO BUFALINO "BEVVE" L'ACQUA DEL RAFFO. Pubblicazione di una (s)fortunata cartolina




La cartolina


Sedici personaggi de "I Promessi Sposi" - L'Innominato
 disegnati da Nino Lupica

Data del timbro: 12.4.1989
Il testo: 
N. B. Scritta tanti mesi fa, non impostata per distrazione, ritrovata per caso dentro un libro.

Grazie per il puntuale, eccellente libretto (fa venir sete!) Un saluto caro - Gesualdo Bufalino



Il libro a cui si riferisce




Mia nota.
Questa cartolina rischiò due volte di non pervenirmi: la prima volta perché distrattamente dimenticata dentro un libro; la seconda volta a causa del codice di avviamento postale errato. Eppure è arrivata. Direi miracolosamente. Ne sono contento.  P. C.

domenica 5 aprile 2015

BUONA PASQUA IN NATURA


A u G u R i  
a
Tu T t I




B u O n A   P a s Q u a



Con le parole del detto antico
 suggeritemi da una carissima amica
 auguro ad ognuno
 di essere fortemente unito a ciò o alle persone a cui più tiene
 al punto da essere

pampina di canna  e lippu di brivatura


foglia di canna e muschio di fontana


sabato 4 aprile 2015

LA PROCESSIONE DELLE OMBRE DI RENZO COLLURA. Grotte come Tebe e oltre, tramite l’arte






Tra laico e profano, ogni corteo, sommamente quello connotato come processione, non è fine a se stesso, è solo un tragitto, un percorso, un condiviso cammino verso una meta. L’arte ce lo fa capire più ogni altro discorso.

Così scriveva infatti il teologo Cosimo Scordato nel testo di presentazione a quella che risulterà essere l’ultima mostra di Renzo Collura tenuta nella chiesa di San Francesco Saverio a Palermo dal 17 al 25 marzo 1989, durante la Settimana Santa:

“Ma allora che cosa è la Processione delle Ombre che il Collura ci offre in una sequenza di ricordi che riesumano la vita religiosa di un paese ancora scandito dai suoni della campana, organizzato intorno ai segni del sacro?

È solo una rievocazione dei ricordi di una infanzia che ha visto scivolare dinanzi ai suoi occhi sbarrati folle di persone radunate e profondamente coinvolte da processioni, celebrazioni, memorie di defunti, ricordi che ancora oggi fanno irruzione come qualcosa di indelebile?

Ma l’arte, seppure così affine allo sguardo fantastico e creativo di un bambino vive anche di una osservazione che sa prendere della realtà le distanze almeno di un pennello.”

“Distanza di un pennello” in Colllura, dice Cosimo Scordato, distanza che, allontanando dal prossimo terreno di osservazione che è Grotte, avvicina l’umanità del suo tempo - rappresentata con i suoi riti scanditi teatralmente - all’umanità che l’ha preceduta nei millenni, all’umanità di Edipo quando afferma: 


Tebe è carica di fumi, impasto di preghiere, di singhiozzi.

Cosa è cambiato da allora? Quali fumi? Quali preghiere? Quali singhiozzi?

Il pittore Renzo Collura osservava i riti di Grotte, l’umanità di Grotte, ma non racchiudeva il suo sguardo a Grotte, ci vuol dire il teologo. In quello sguardo eravamo e sono compresi anche  quelli che grottesi non erano e non sono.  Quello sguardo trascende l’anagrafe e la Processione delle Ombre, apolide come apolide è un’ombra, alla fine risulta laicamente una metafora. Per colui che l’ha concepita e rappresentata è stata una metafora premonitrice, l’ignara vigilia che l’avrebbe visto trapassare nel regno delle ombre, ombra tra ombre. Ma un’ombra che vive.  Non solo pittoricamente, si spera.







Testo e foto della chiesa San Francesco Saverio ©piero carbone
Ringrazio Athos Collura per avermi messo a disposizione la documentazione fotografica dell'attività pittorica del padre Renzo. Quadro pubblicato: La croce di carta -1986.