sabato 21 marzo 2015

A CHE SERVE LA POESIA NELLA GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA?

Poeti, uscite dalle vostre nicchie,
aprite le finestre, aprite le porte,
per troppo tempo vi siete rintanati
nei vostri mondi chiusi.
Scendete, scendete
dalle alture...

...

Gli alberi ancora cadono
e nei boschi noi non andiamo più.
Non c'è tempo per rifugiarsi in essi
mentre l'uomo brucia la sua casa...









Con questi versi di Lawrence Ferlinghetti, estrapolati dal suo Manifesto populista, mi unisco idealmente a quanti oggi celebrano la Giornata mondiale della poesia che cade nel giorno riccamente simbolico di primavera. 

Non a caso con versi nella traduzione di Nat Scammacca poiché, dinamicamente, questo geniale siculoamericano trapiantato alle falde  trapanesi del Monte Erice, fece da ponte tra la poesia della beat generation americana e il drappello di autori siciliani chiamati bellicosamente Antigruppo che ad essa guardava come stimolo e come modello. 

La casa di Nat in via Argenteria km 14 è stata materialmente la testa di ponte di questo flusso ideologico-poetico siculo americano e la Terza Pagina del settimanale Trapani Nuova l'aeroporto di oltreoceanici arrivi e sicule partenze nonché campo di sperimentazione più che campo di addestramento. 

Tutto in un movimento poesiocentrico che voleva contrastare il potere dovunque e comunque esso si annidasse. 

Che esercito di strani combattenti, armati di parole, i poeti!

Rivoluzionari. Sognatori. Ahinoi, profeti.












venerdì 20 marzo 2015

DA CASTELLAMMARE A RACALMUTO. DA "MAREDOLCE" A "MAREDOLCE"






Il Corteo storico "Santa Rita" di Castellammare del Golfo l'11 luglio 2014 è stato a Racalmuto, in occasione della Festa del Monte; sabato 21 marzo 2015 sarà a Palermo in occasione del Progetto "La scuola adotta la città accogliente" in particolare  dell'apertura del Castello di Maredolce a cura dell'Istituto comprensivo "Maredolce" e del Liceo scientifico "Basile" in collaborazione con l'Associazione "Maredolce". 



Arricchiranno il corteo i ragazzi della primaria e della secondaria di primo grado con i loro messaggi affidati a cromatici cartelloni, la Tribal Band e il Gruppo corale strumentale "Musica in...canto" dell''Istituto Maredolce. 




Questa l'ordinanza del comune di Palermo, da Maredolce a Maredolce, dalla scuola Maredolce al castello Maredolce:


"Ordinanza Dirigenziale n. 281 dell'11 marzo 2015

Chiusura al transito veicolare al passaggio del Corteo storico medievale di Castellammare del Golfo che avrà luogo il 21 marzo 2015, con partenza dalle ore 15 da via Spica (plesso Oberdan) sino alle ore 17 circa al Castello di Maredolce (e comunque al termine della sfilata), seguendo il senso di marcia lungo le seguenti vie:

via Spica, via Oreto (tratto), via della Conciliazione, via Fichidindia, via San Ciro, via Conte Federico, via Giafar (incrocio via Conte federico), vicolo Castellaccio.



Non si può non pensare con gratitudine agli artefici a vario titolo del Corteo: Mimma Asaro, presidente dell'Associazione "Rosa d'inverno", Anna Longo, don Franco Giuffrè, parroco della parrocchia "Santa Rita" di Castellammare del Golfo,  e al "gancio", Vita Asaro, che ha reso possibile queste trasferte intercomunali.


















giovedì 19 marzo 2015

PERCHÉ HANNO TOLTO LE GIGANTOGRAFIE DI SALEMI? Prima e dopo la sindacatura di Sgarbi



L'altro giorno sono stato a Salemi, è stato un piacevole ritorno: è una cittadina ricca di storia, di monumenti, di tradizioni. Ma questa volta vi ho trovato un neo:  entrando nell'atrio del complesso che ospita i Musei Civici ho avvertito un vuoto.





All'inizio non sapevo a cosa attribuire quella strana sensazione, opposta alla prima volta che era stata di segno opposto e di compiaciuta meraviglia.  



Varcando la soglia ho puntato spontamente lo sguardo sulla parete di fronte, c'era una scritta su un grande cartello sovrastato da una sequela di riquadri bianchi, anzi, vuoti. Ecco, vuoti, non bianchi! 





Di colpo mi sono ricordato che l'intera parete era occupata da gigantografie e rinviavano senza ombra di dubbio ad uno dei Musei che c'era all'interno, il Museo della Mafia. 
Mi sembrò strano allora, inedito, ma notai che provocava nel visitatore un senso di attesa per scoprire cosa mai potesse contenere un tal museo. 


Le gigantografie riproducevano i ritratti di uomini simbolo della lotta alla mafia: Falcone e Borsellino, Sciascia e Danilo Dolci, se non ricordo male. Sciascia mi rese familiare l'ambiente e il Museo che avrei visitato. 
Le guide dissero subito che l'aveva voluto Sgarbi, il quale nel periodo della sua sindacatura ha dato impulso a tante iniziative culturali per Salemi. 
Il personaggio televisivo mi lasciava perplesso ma questa operazione e l'interesse che aveva saputo suscitare per la cittadina di cui era sindaco, il movimento che aveva saputo imprimere al flusso culturale ed al turismo lo facevano vedere sotto altra luce. 

"Sessanta pullman arrivarono una volta, da tutta Italia", mi dice un'amica salemitana; anche se non sono stati sessanta, quei pullman di turisti arrivati tutti in una volta non si sarebbero però più visti a Salemi dopo la decadenza di Sgarbi. 




Ora, la parete spoglia del grande atrio lo faceva rimpiangere, e non solo e non tanto per la parete privata delle gigantografie, ma anche all'interno tante sale da lui ideate e arricchite con materiali anche suoi sono state rese più francescane. Le tracce sgarbiane insomma sono state rese meno palpabili, ad iniziare dalle gigantografie dell'atrio, appunto. 

Ma perché mai? 
Per valutazioni estetiche o per considerazioni politiche? 

Sarebbe interessante o curioso sapere quali.



Dopo lo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose della sua amministrazione, Salemi è stata amministrata da una terna di commissari; le indagini alla fine non hanno trovato un granché dei presunti indizi ed ritornata alla consueta vita democratica con l'elezione della nuova amministrazione e del nuovo sindaco. Ma l'atrio dei Musei Civici rimane ancora spoglio di quelle gigantografie.

Ritorneranno?

Chissà se i salemitani, alcuni, se non proprio tutti, come si addice in democrazia, si accontenterebbero delle sole gigantografie senza rimpiangere antichi entusiasmi? 












Foto: Salemi, 17 marzo 2015 ©archivioepensamentiblog

mercoledì 18 marzo 2015

ANTICHI DETTI E SCIENZA MODERNA, SECONDO SMARAGDOS





Smaragdos voleva comprendere come è fatto il corpo umano e ha notato che non sempre la reazione nervoso-sensoriale è la stessa dinanzi alla medesima causa o a cause della medesima natura, per cui ha condensato in uno dei suoi soliti almanaccamenti codeste considerazioni eziologiche e ha provato a trasferirle sul piano morale per vedere se almeno lì certe incongruenze sarebbero state più logiche, sebbene di una logica tutta loro :

"Si può comprendere quando si pensa che gli altri deliberatamente offendano noi perché ci vogliono offendere e non comprendere quando noi deliberatamente offendiamo gli altri?".


Allo stato attuale delle ricerche non pare ci sia una risposta incontrovertibile e definitiva. La scienza morale, che è più complicata di quella "fisica", necessita di altri studi e di altre osservazioni sul campo.

In attesa di risolutorie sentenze, sopperisce l'empirica massima di cosiddetta saggezza popolare: La spina n capu di l'antri è moddra comu la sita. La spina conficcata nelle carni altrui è piacevole come seta che scivola sulla pelle.

Chi, invece, non si sente sufficientemente corroborato dalla saggezza popolare, cita parabole evangeliche dove debitori graziati si trasformano in creditori esigenti. Smaragdos non è solito abusare nel ricorso a certe citazioni. Ma la morale identica è.


Coraldo, Marzuchi & Jacopino, Passeggiando con Smaragdos. Parainedito.




Nota  parzialmente pubblicata su fb il 15 marzo 2015 alle ore 15.56


Ph archivioepensamentiblog. Pietre antiche ed erbe pungenti a Segesta (17 marzo 2015)

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martedì 17 marzo 2015

CARLO PULEO RICORDA IN FOTO BUTTITTA, SCIASCIA, VITTORINI...


Tra febbraio e marzo, Carlo Puleo ha condiviso sulla mia bacheca facebook una serie di scatti che penso valga la pena riproporre nelle contrade del blog: non solo foto, ma ricordi, istantanee di storia. Equivalgono ad una testimonianza.

Non ho voluto escluderne alcuna, nonostante la tentazione motivata dalla discrezione laddove fotografato anch'io, per non penalizzare valentissimi compagni di scatto fotografico.

Per il momento ricambio con un pensiero per la cortesia. Poi si vedrà.

Fotografare ed essere fotografati sono due aspetti dello stesso tributo reso a Mnemosine, la della della memoria, figlia del Cielo d della Terra, madre alle muse protettrici delle arti: Clio, Euterpe, Talia, Melpomene, Tersicore, Erato, Polimnia, Urania, Calliope.

Carlo ha avuto la fortuna di conoscere e fotografare tanti numi protetti dalle muse secondo le loro specialità: pittura, poesia, teatro...



Dedica a Carlo Puleo.Ignazio Buttitta e Leonardo Sciascia,
1987 , foto autoscatto .C.Puleo.



Sciacca 1987. Convegno letterario.
Ignazio Buttitta, conversa con Pietro Amato e Leonardo Sciascia.
Foto C. Puleo.



Un voltocolomba di Carlo Puleo.
Fusione in bronzo .1990


Da sinistra: Sciascia ,L'editore. Leonardo, Ignazio, ,Elio Vittorini e due sconosciuti. Forse a te sono noti?



1986 ,Ignazio Buttitta.Lia Pasqualino Noto e
Leonardo Sciascia. foto Carlo puleo .



15 marzo · Modificato ·

Porto Empedocle. 1987.
Al migrofono Leonardo Sciascia. Fra i presenti:
Gesualdo Bufalini, Andrea Camilleri e Ignazio Buttitta.
Foto Carlo Puleo.

Nello sfondo : Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri.
In primo piano: Ignazio Buttitta, mentre dedica un suo libro a
Camilleri.1987. Foto Carlo Puleo. Pubblicata sul Catalogo.


Teatro Politeama Palermo.
Carlo Puleo, consegna il premio :Pigna D'argento, al
figlio di Salvatore Quasimodo. Alessandro.
il riconoscimento, in memoria del grande Poeta.


Una delle ultime foto ,scattate a Ignazio Buttitta.
"Un abbraccio a chi ama la poesia."
Foto ,Carlo Puleo.


Ciao Piero, questa mattina , nella mia confusione,
Ho trovato queste foto. foto C. Puleo.
 — con Pino Apprendi.