sabato 9 novembre 2013

"TRAMUNTANEDDA" SICILIANA E "SAUDADE PORTUGUESA"


Ho intercettato casualmente su fb Eduardo Chiarelli, un emigrato racalmutese a Setúbal, in Portogallo, una bella e operosa cittadina, ricca di storia, con un porto importante, che s'affaccia sull'Oceano Atlantico; ne è seguito il dialogo che qui mi piace pubblicare.  All'insegna di un diversificato eppur comune sentimento del tempo e, direi, della terra.



TRA "SAUDADE" PORTOGHESE E SICILINCONIA NOSTRANA.

Dialogo con Eduardo Chiarelli


Eduardo Chiarelli
29 ottobre 2013
Ce ne stavamo a fare da bersaglio al sole cocente, con le nostre schiene scure e nude, curvi su una terra anch’essa scura e nuda, quando all’improvviso il più anziano si raddrizzò facendo forza con le mani sui reni, come a volerne sbloccare i cardini, e con un sorriso beato stampato sul viso esclamò:
- Ahhh! la Tramuntanedda".
Altri lo imitarono in silenzio, lo feci anch´io, chiusi gli occhi e per un brevissimo istante sentii una brezza accarezzarmi la schiena sudata, e dopo aver goduto anch’io di quel momento di refrigerio, riaprii gli occhi e vidi l’aria ridiventare incandescente, allora qualcuno prima di riabbassarsi, sputò sulle mani e guardando il sole mormorò:
- Minchia! Chi chiaru di luna!

Piero Carbone
Bel quadretto! L'hai scritto tu?

Eduardo Chiarelli
Sì, ti piace?
É successo a li Lavanchi quasi trent'anni fa, e soltanto adesso ho capito come solo il contatto con la terra ci permette di fonderci con gli elementi. Einstein diceva che l'essere umano è una parte dell'intero che chiamiamo universo.

Piero Carbone
Anche Borges.


Eduardo Chiarelli
Caro Piero, devi sapere che è da più di 40 anni che mi domando: “Chi è quel bambino che fa da chierichetto che appare in tutte le foto di matrimonio dei miei genitori, nel lontano 30 aprile del 1969?”. L'altro giorno, me lo ha detto mia zia Sistina che conosci bene, ciao e a risentirci.

Piero Carbone
Che piacere sentire di questi ricordi! Con tua zia, che so emigrata in Germania da tanti anni, siamo cresciuti assieme a lu Carminu. Ciao.
A proposito di ricordi, sul mio blog ogni tanto scrivo di Racalmuto.

Eduardo Chiarelli
Mi fa piacere che ti sia ricordato, anch'io sono nato a lu chianu di lu Carminu, ma non vivo in Germania, per mia fortuna vivo in Portogallo, un paese bello quasi quanto la Sicilia, con gli aranci, i limoni, gli ulivi e i fichi d india, con estati meno calde e inverni meno freddi dei nostri, con tanta acqua buona, ma lu paisi è paisi… Come si dice da noi, lu figliu scravaglieddu a so mà ci pari bieddu. Ciao, un abbraccio .

Piero Carbone
Posso pubblicarlo sul blog?

Eduardo Chiarelli
Se lo consideri all’altezza, certo che puoi, anzi ne sarei lusingato, perché apprezzo molto quello che fai.
Io ho capito quanto fosse umanamente ricco il mio paese solo dopo averlo lasciato, solo dopo aver sentito nella carne i morsi della saudade come si dice qua, tu invece lo hai fatto in loco, come si può dedurre dai tuoi poemi in siciliano.
I personaggi del quadro, come lo chiami tu, parlavano nni l'arti di lu viddanu ed io, da giovane irriverente, ridevo, perché pensavo: “Arte è dipingere o suonare il violino, non zappare o trasportare pietre”.
Mi sbagliavo, ed oggi posso dire che nessun professore potrà mai insegnarmi quanto quegli Uomini mi hanno insegnato .

Piero Carbone
Questi sentimenti e questa consapevolezza non sono né scontati né comuni. Sai? Del Portogallo mi piace molto il Fado: anche se non capisco il portoghese, lo ascolto spesso, è una musica che mi trasmette tante sensazioni.

Eduardo Chiarelli
Gli strumenti che accompagnano il Fado si dice che piangano, e i testi sono pieni sempre di tanta nostalgia: per la patria lontana, per gli amori perduti, per la gioventù volata via, ecc. Per questo è naturale che ti trasmetta tante sensazioni, ed è anche per questo che i fadisti si sentono a loro agio quando interpretano canzoni napoletane o malinconiche, anzi, una volta ho sentito una registrazione di Amalia Rodriguez, che è stata forse la più grande fadista di sempre, cantare Vitti na crozza, che, come saprai, è tutt’altro che allegra , anche se la melodia e il ritmo mettono un po’ fuori strada .

Beh, visto che ho stuzzicato il tuo interesse, vorrei dirti alcune cose sulla lingua "portoghesa", che dici di non capire, come per esempio che si utilizzano tantissime parole tipicamente siciliane: truscia, cantunera, capizzagliu, scancarata, aggarrari, accanzari, custura, giarra, taccia (chiodino), cruscenti, lavuri, e tanti modi di dire: per dire “l’altro ieri” dicono avant’ieri; tutto ciò è dovuto al fatto che questo paese ha subito le stesse dominazioni della Sicilia, e quelle che hanno lasciato tracce più profonde sono state quella romana e quella araba, infatti, la città dove vivo, Setubal, al tempo dei romani si chiamava Citobriga, mentre tutte quelle che cominciano per Al come Alcacer, Alcantara, Algarve, Almerin, sono arabe, un po’ come Alcamo in Sicilia.

Per quanto riguarda la lingua, si è dimostrata l’universalità di riflesso della lingua siciliana anche perché il portoghese si parla in Brasile, Angola, Mozambico, Capo Verde, São Tomé e Príncipe, Goia in India e Macao in Cina .




Piero Carbone
Grazie per le notizie interessanti sul Fado e sul rapporto tra il dialetto siciliano e la lingua portoghese. In sintonia con le tue annotazioni, ti dico che a me piace tanto il travaso delle poesie dal siciliano in spagnolo e viceversa. Da quello che scrivi comunque nascono altre curiosità su di te.

Eduardo Chiarelli
Adesso faccio il commercialista insieme a mia moglie nel nostro ufficio che si chiama "Regalpetra ", ma la mia vera vocazione è dipingere e fare artigianato, lavoro molto con la Pro-loco della città dove vivo, dipingendo e creando oggetti, come souvenirs per esempio, a patto che abbiano a che vedere con la regione. Poco tempo fa mi hanno commissionato un quadro, per mandarlo come regalo al sindaco di una città francese il cui nome è Pau e con cui Setúbal è gemellata.



Piero Carbone
Auguri per il tuo lavoro e la tua “vocazione”; grazie anticipatamente per quello che, ne sono sicuro, scriverai ancora.

Eduardo Chiarelli
Amo del mio paese ogni basolo, ogni zolla arsa dal sole e ogni faccia che rivedo in Piazza , amo persino il cimitero dove riposano i miei morti all’ombra dei pioppi e degli aranci.

Amore che si trasforma in rabbia, quando vedo l’inerzia in cui è condannato, e che non mi ha permesso restarvi, anche se mi consente di ritornarvi, sempre che posso, perché è, in assoluto, l’unico posto al mondo dove posso riposare e rigenerarmi veramente: mi basta contemplare l’immobile paesaggio che lo circonda, per sentirmi pervadere da una pace infinita e la rabbia svanisce nell’aria, come miasma che fuoriesce dalla zolfara.




Traduzione:
- Ahhh! la Tramuntanedda" = Ahhh! la Tramontanella!
- Minchia! Chi chiaru di luna! = Minchia! Che chiaro di luna!
a li Lavanchi = (in contrada) Lavanchi 
a lu Carminu = al Carmelo (quartiere che prende nome dalla chiesa omonima)
a lu chianu di lu Carminu = al Piano del Carmelo
truscia = fagotto
cantunera = cantone
capizzagliu = testiera (briglia)
scancarata = sbilenco
aggarrari = afferrare
accanzari = acquistare, maturare, conseguire, ottenere
custura = cucitura
giarra = giara
cruscenti = pasta lievitata 
lavuri = campo di frumento






Portugal Fado Musichttp://www.youtube.com/watch?v=0WVTq6vmps0
Fado Coimbra Serenata Monumental Queimahttp://www.youtube.com/watch?v=f3WGttZdksg
Amalia Rodriguez, Vitti na crozza
http://www.youtube.com/watch?v=f46toO47ab8
Cano-Pradera, Maria la portuguesa
http://www.youtube.com/watch?v=WdaChGT4ZFg



Foto di Eduardo Chiarelli; suoi sono i manufatti artistici fotografati.

giovedì 7 novembre 2013

IL CANE ITALO DI SCICLI NON AMAVA LA LETTERATURA?







Nella puntata di Uno Mattina - Storie vere, condotta da Eleonora Daniele ed andata in onda martedì 5 novembre, mi ha fatto piacere sentir parlare di Italo.
Dal minuto 14.30 al minuto 23.30 del programma si susseguono nove minuti di fitto racconto delle gesta del cane di Scicli.

Un cane che 
andava in chiesa eludendo il cartello con su scritto "divieto d'ingresso ai cani", 
seguiva i cortei funebri, 
salvava le ragazze dalle aggressioni, 
assisteva ai consigli comunali, 
partecipava ai convegni culturali, 
fungeva da guida turistica ai visitatori dei monumenti di  Scicli e dei luoghi del commissario Montalbano, accompagnava i ragazzi all'entrata e all'uscita da scuola...

A testimoniare amorevolmente e meticolosamente tutto ciò è il giornalista Giuseppe, il quale tiene a precisare che "è tutto documentato, fotografato e filmato". Anzi, anticipa che un film ispirato al cane Italo è già stato girato e sarà visibile nelle sale cinematografiche nel 2014, e conclude con una previsione: "Sarà il film più bello dell'anno".






Inutilmente ho atteso in quei lunghi nove minuti che si parlasse del libro di racconti ispirato dal cane sciclitano "di color miele, enorme" e realizzato dal siracusano Aurelio Caliri, libro  iniziato nel 2009 e pubblicato nel 2012, ancor prima che si desse inizio al film.
Eppure, altri aspetti interessanti si colgono nel racconto di Caliri. Nel nome di Italo, lo scrittore siracusano originario di Buscemi ha chiesto ad una sessantina di scrittori e artisti racconti e testimonianze quasi a far da corona a Italo nel volume a lui dedicato.
E non solo letteratura.

"I pittori di Scicli, egli scrive, gli avevano dedicato persino una mostra nella Galleria Brancati, con tanto di manifesti pubblicitari e stampa di litografie. Che bellezza!". I quadri di Sonia Alvarez e Piero Guccione sono riportati nel libro.

Ma Italo non disdegnava neanche la musica.
In proposito racconta Caliri: "Mentre ci apprestavamo ad accordare il violino e a stabilire come impostare alcuni brani, ecco che arrivò Italo il quale, scodinzolando, tranquillamente si sdraiò ai miei piedi mentre armeggiavo con la fisarmonica. [...] Il mio amico regista argentino Roberto Luis Garay, col quale lavoro da qualche anno, era venuto appositamente con la telecamera per riprenderci, alternando primi piani di noi musicisti, ed Italo, infastidito dai suoi continui spostamenti, andò a sistemarsi vicino Peppe, quasi sotto il pianoforte".

Questo e altro è testimoniato nel libro di Caliri, ma di ciò, nel programma televisivo, non si fa alcun cenno.
Dimenticanza?
Preciso disegno di non far invadere lo studio televisivo con altre storie di altri animali contenute nel libro e che avrebbero potuto rubare la scena al cane adottivo di Scicli?
O vuoi vedere che ad Italo non andasse giù la letteratura?




Link del programma televisivo:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-3895ded9-795a-4e7c-8852-383b24db37d2.html





LINKS CORRELATI

L'elenco delle altre storie e dei collaboratori:
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2012/11/flora-e-gli-altri-in-un-libro.html
Il racconto di un gatto:
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/01/racconto-sui-racconti-storie-di-animali.html
Presentazione alla sede Rai di Palermo:
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/05/senza-cabasisi-per-essere-longevi.html
Il racconto di una gazza ladra:
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2012/11/flora.html
 .

martedì 5 novembre 2013

GRAZIE PER LA SEGNALAZIONE



Ringrazio con quest'apposito post lo staff di Net-Parade.it per l'attenzione mostrata al blog "archivio e pensamenti"  ritenendolo "interessante". 







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Sperando di aver fatto cosa gradita.

Cordiali Saluti,

lo staff di www.net-parade.it





Net-Parade.it
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pensieri laterali su libri, arte, media e dintorni (per TMJ)
Arte, racconti, poesie, letteratura, tradizioni e curiosità di un siciliano immerso in sicilitudini e sicilinconie ma che aspira continuamente a liberarsene. Un blog, insomma, radicato nel passato (Archivio) per maturare, si spera non superficialmente, altri Pensamenti.
Wikiharmony blog che si occupa di alimentazione naturale, salute, benessere, bellezza e mondo delle relazioni di coppia. É un blog di tematiche di Coppia o di Salute e Armonia del corpo per chi desidera contribuire e informare su un consumo più consapevole e critico in modo naturale e vivere in amornia le relazioni
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lunedì 4 novembre 2013

LA STORIA PASSA(VA) DA CASTRONOVO


Angelo Cutaia, presidente della sezione Siciliantica di Racalmuto, ha partecipato recentemente ad un convegno di cui ce ne offre generosamente il ragguaglio. Grazie alla sua partecipazione s'accrescono i contatti già esistenti con Castronovo di Sicilia.



La via francigena e Castronovo

di Angelo Cutaia

A Castronovo, sabato 26 ottobre, si è tenuto un convegno sulla strada che collegava Agrigento con Palermo in epoca medioevale. L’interesse era rivolto alla strada quale via dei pellegrini. E proprio a Castronovo si cita in un documento la magna via francigena, ossia la grande strada dei Franchi, i quali attraversavano la Sicilia per andarsi ad imbarcare nel porto di Agrigento alla volta di Roma o della Terra Santa.

Negli ultimi anni alcune associazioni si dedicano alla individuazione delle vie francigene ed alla loro catalogazione, al fine di fornire  itinerari per i pellegrini che desiderano ripercorrere gli antichi percorsi religiosi.  Castro novo rappresenta un caposaldo per il riconoscimento del percorso dei pellegrini fra Palermo ed Agrigento.



I relatori, Burgio, Margagliotta, Benincasa si sono soffermati sulla documentazione relativa alla statio Petrina, oggi il casale di S. Pietro, miracolosamente conservatosi dall’epoca bizantina;  ed al rahalbiat, ossia il posto di ristoro del periodo arabo, dove oggi è il convento dei Cappuccini. Castronovo , crocevia frequentato nei secoli, ospitò il primo parlamento baronale del 1391, una antica fiera e, non a caso, fu a capo della omonima comarca.

Purtroppo il percorso della strada francigena non è stato interamente rintracciato. Non appena completato sarà proposto ai moderni pellegrini. Questo il compito dei ricercatori, questo il nostro augurio, per valorizzare il territorio della Sicilia interna, ancora poco conosciuto nelle sue valenze culturali ed ambientali.

Angelo Cutaia 01 11 13







Foto di Angelo Cutaia

domenica 3 novembre 2013

UN OMAGGIO A SALVATORE COPPOLA


Sul profilo facebook di ieri "A me mi piace la poesia",  Pietro Ciccarelli, giornalista sportivo di lungo corso, poeta di tempra e animatore di diversi profili fb seguitissimi, con mia sorpresa ha voluto rendere "un omaggio a Salvatore Coppola" riportando la poesia "Fotografia sculuruta" e la copertina del libro pubblicato da Salvatore con la sua casa editrice.
Mi fa piacere ritrovarmi a ricordare Salvatore in comunanza ideale con un altro amico.



Na tomba annuvricata
  e chjina di lippu
 la data scancillata
 lu nomu ca un si leggi
 un ancilu chi prega
 na cruci arrugginuta 
e grasti senza hiuri. Sculuruta,
 la fotografia. Nni li pigna 
s'aggiuccanu li ciavuli pi notti. 
"Signori, si chjui!" 

Una tomba annerita
e ricoperta di muschio
la data abrasa
il nome non si legge
una croce arrugginita 
e vasi senza fiori. Sbiadita
la fotografia. Sui pini
si annidano le cornacchie per la notte.