mercoledì 2 ottobre 2013

CRONACA DEL PREMIO "MARTOGLIO". A cura di Alfio Patti

Ripropongo con piacere,  non solo condividendolo su fb ma anche ripubblicandolo sul blog, l'articolo di Alfio Patti sulla cerimonia del Premio "Martoglio" di quest'anno. 




La poesia in dialetto siciliano: al “Martoglio” di Grotte gode ottima salute. Premio per il teatro a Gianfranco Jannuzzo

di Alfio Patti


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da sx: Antonio Liotta (editore), Eliana Lo Castro Napoli, Aristotele Cuffaro, Alfio Patti
Un nutritissimo pubblico ha assistito all’undicesima edizione del Premio di Poesia Dialettale “Martoglio” di Grotte (AG) tenutasi nell’androne del Palazzo di città con tutta la rappresentanza dell’Amministrazione comunale, sindaco in testa, Paolino Fantauzzo.
La manifestazione, avvenuta il 28 settembre, voluta e ideata da Aristotele Cuffaro nel 2003, mira a “preservare e diffondere la cultura siciliana”.
Dal 2003 ad oggi, infatti, sempre più numerose sono state le raccolte di poesia in dialetto siciliano che sono pervenute da ogni parte della Sicilia.alfio 5
La giuria del Premio è composta da eminenti studiosi, scrittori e poeti siciliani. Quest’anno, il poeta e scrittore palermitano, Salvatore Di Marco, ha lasciato la presidenza per “l’avanzare degli anni” ma rimanendo a disposizione del Premio “assicurando la mia vicinanza – ha scritto nella lettera di dimissioni – e il mio sostegno tutte le volte che sarà necessario”. Salvatore Di Marco ha dato al Premio prestigio e qualità. La sua lunga attività di poeta e studioso della poesia siciliana ha molto contribuito nella scelta dei poeti e la individuazione della nuova poesia siciliana, il suo evolversi e il fiorire del neo-dialetto.
La presidenza della Giuria, all’unanimità, è stata assegnata ad Alfio Patti, catanese, già componente della Giuria che per l’occasione ha sottolineato come la poesia siciliana al “Martoglio” di Grotte “goda ottima salute” e come il Premio funga da “osservatorio sulla poesia siciliana contemporanea”. Quest’ anno, però, l’ undicesima edizione del premio “Martoglio” è stata particolare: la Giuria ha deciso di invitare tra i vincitori di contratto delle passate edizioni i poeti Piero Carbone e Salvatore Carlucci i quali hanno recitato, rispettivamente, le poesie delle raccolte “Venti di sicilinconia” e ‘Ncimaturi.
da sx: Salvo Carlucci, Alfio Patti, Gianfranco Jannuzzo, Piero Carbone
da sx: Salvo Carlucci, Alfio Patti, Gianfranco Jannuzzo, Piero Carbone
 Nel  2006, per il “Martoglio” nasce la Sezione del Premio dedicata al cinema, al teatro ed al mondo dello spettacolo, per iniziativa del noto critico cinematografico Gregorio Napoli ormai scomparso.Il suo intento era quello di premiare un attore o regista siciliano, di cinema, teatro o televisione, che si fosse particolarmente affermato e distinto nel suo campo specifico almeno a livello nazionale.
Da allora il Premio ha visto avvicendarsi sul palcoscenico di Grotte personaggi del calibro di Ciprì e Maresco, Roberta Torre, Pasquale Scimeca, Ficarra e Picone, Giovanni Cacioppo, Francesco Bellomo, Roy Paci, Pino Caruso.
Dal 2010, dopo la scomparsa del suo fondatore Gregorio Napoli al quale il Premio è stato intitolato,  subentra la moglie Eliana lo Castro Napoli titolare della rubrica di critica cinematografica sul Giornale di Sicilia,  il produttore teatrale Francesco Bellomo e il capo-redattore del giornale La sicilia di Catania Maria Lombardo.
Questi ultimi hanno assegnato il premio edizione 2013 all’attore Gianfranco Jannuzzo.
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La conduzione, anche per questa edizione speciale, è stata affidata a Francesco Bellomo, noto produttore cinematografico e teatrale siciliano, coadiuvato dalla miss Anna Rita Granatiero.



LINKS CORRELATI.
Locandina
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Video
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Foto

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Giornali e articoli
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venerdì 27 settembre 2013

BUONE NOTIZIE PER RENZO COLLURA E LUIGI INFANTINO

Nel complimentarmi per l'esito lusinghiero della sua mostra di pittura  ai Musei Civici di Pavia con migliaia di visitatori paganti, Athos Collura si schermisce e dirotta il discorso sugli amici comuni, sulla Sicilia in generale, su Palermo, su Racalmuto e Grotte in particolare di cui è originario suo padre.


Ma oltre al solito, decennale o forse ventennale (sic!) rammarico palermitano per la retrospettiva sempre programmata e mai realizzata da dedicare a suo padre Renzo, valente pittore nonché attivo e fattivo direttore della Civica Galleria d'arte moderna "Empedocle Restivo"; assieme all'altro ultradecennale rammarico della sfumata Fondazione grottese "Renzo Collura" alla Torre; assieme a queste notizie "grigie" ne trapela una più luminosa, quella dell'interessamento all'opera di Renzo Collura da parte di critici e operatori culturali nelle plaghe lombarde dove l'apprezzamento di Philippe Daverio è notorio.

Ma una notizia  non grigia me la riserva, sebbene indirettamente, anche per Racalmuto e consiste nell'interessamento di Enrico Stinchelli, il musicologo di fama e celeberrimo conduttore del programma La Barcaccia su Radio 3,   per il tenore racalmutese Luigi Infantino.

Athos mi regala anche il personale ricordo di avere conosciuto Infantino a Palermo in occasione della Lucia di Lammermoore in quanto facente parte del coro del Teatro Massimo. Una passione per il canto e l'opera lirica soppiantata ma non cancellata da quella della pittura.



La ghiotta notizia accende la mia curiosità e mi spinge a contattare Enrico Stinchelli nel modo immediato offerto dalla rete. Chiedo l'amicizia e di far parte del suo Official Fan Group. Vengo accettato nel gruppo e tra i suoi amici: è l'occasione per confermare il giudizio su Luigi Infantino  e inviarmi un paio di links.

Sorpresa nella sorpresa, dalla Germania  si inserisce nel dialogo il cantante Nicola Romano che lavora presso Staatstheater Darmstadt 2. Bass Extra - Chor, anch'egli orgoglioso del nostro tenore Luigi Infantino ma sollecitamente collegato all'altro tenore racalmutese Salvatore Puma: i due tenori come i Dioscuri, inscindibili nel ricordo e nella comune appartenenza.



Piero Carbone:
Grazie per avermi accettato nel gruppo.
17 settembre alle ore 23.32 nei pressi di Palermo
A Nicola Romano e Monica Highlander Paccagnella piace questo elemento.

Enrico Stinchelli:
benvenuto!


Piero Carbone:
come ti avevo scritto, so che ti stai interessando di Luigi Infantino; ne sono orgoglioso anche come suo concittadino.



Enrico Stinchelli:
è stato un grandissimo artista, ho conosciuto la figlia a Roma



Enrico Stinchelli:

http://www.youtube.com/watch?v=f_eSX_kdxX4


Luigi Infantino "E la solita storia del pastore" L`Arlesiana
Luigi Infantino sings "E la solita storia del pastore from L`Arlesiana by Francesco Cilea with orchestra Milano 1958


Piero Carbone:
qualche anno fa a Racalmuto si è organizzato un premio a lui intitolato in collaborazione con la moglie, poi, purtroppo non se n'è fatto più nulla; noi siciliani siamo fatti così, sprechiamo la bellezza.



Enrico Stinchelli:
mi dispiace, ma speriamo che a Racalmuto vengano intraprese nuove iniziative, perché siamo davanti a
un grande artista davvero, eccone un'altra testimonianza:

http://www.youtube.com/watch?v=MLJHrsiljhI



GIUSEPPE TADDEI & LUIGI INFANTINO "ALL`IDEA DI QUEL METALLO"

Giuseppe Taddei and Luigi Infantino sings " All`idea di quel metallo" from Il Barbiere di Siviglia by Gioachino Rossini (1792-1868)Orchestra Sinfonico di Milano della RAI
Fernando Previtali, conductor
Milano 195018 settembre


Nicola Romano:
Grande Infantino e non dimentichiamo Salvatore Puma.
22 settembre


Nicola Romano:
Benvenuto, caro Paesano Piero Carbone, onorato di vederla in questa pagina.



Riporto di seguito l'annuncio di Enrico Stinchelli sulla sua bacheca fb del varo di un nuovo ciclo del programma La Barcaccia:


22 settembre
Signore e signori, oggi alle 13 inizia un nuovo ciclo di Barcaccia su Radio3, da Matera. Siamo al 25mo anno, di un programma quotidiano dedicato all'opera lirica, caso - credo - unico al mondo. Oltre 5000 puntate! La più grande soddisfazione è quella di aver fatto conoscere, giocando, uno dei patrimoni più importanti per l'umanità, vanto della cultura italiana, e di aver fatto ciò coinvolgendo anche coloro non propriamente appassionati d'opera ma disposti a divertirsi con noi, e a entrare nel meccanismo delicato che separa la passione dall'apprendimento. Un saluto a tutti e a tra poco!




Links correlati:
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2012/10/un-teatro-e-tre-tenori-racalmuto.html

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2012/10/il-bel-canto-e-la-macchina-parlante.html

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/03/athos-al-castello-di-pavia.html

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/03/rottamare-per-innovare-athos-pavia.html

martedì 24 settembre 2013

INIZIA LA SCUOLA, MA NON PER TUTTI



Analfabeti puri, analfabeti di ritorno e... sognatori.
Alcune riflessioni e una testimonianza. 


1. Disegno originale realizzato dai ragazzi di un villaggio africano





L'analfabetismo

Da www.mondoerre.it


CHE COS’È


• È un grave deficit intellettuale nella vita di una persona e riguarda il diritto di accesso all’istruzione e alla cultura. In pratica vuole dire non saper leggere, né scrivere, o tutte e due le cose insieme.

• L’analfabetismo colpisce 990 milioni di persone (il 22% della popolazione mondiale), di cui il 64% sono donne. La maggioranza degli analfabeti vive nel Sud del mondo dove non è facile frequentare una scuola o si è costretti a lavorare per sopravvivere.


A. IN ITALIA:
OGGI:

• gli analfabeti “puri” sono 2.080.000;

• due terzi di analfabeti (1.400.000) hanno tra i 45 e i 65 anni;

• in gran parte sono dislocati nel Sud e nelle isole;

• un 60% di italiani, poi, sono “analfabeti funzionali”, cioè faticano a leggere, non sanno costruire una frase corretta, non comprendono il senso di un articolo e non arrivano alla fine della prima pagina di un romanzo.

IERI:

• nel 1861, “l’alfabetismo coinvolgeva l’80% della popolazione. Il restante 20% comprendeva anche chi sapeva appena scrivere il proprio nome, evitando la croce” (Gian Luigi Beccaria);

• da allora, la cultura scolastica si è diffusa nelle città e nelle campagne, per merito di maestre innamorate della professione;

• grandi sacche di popolazione analfabeta sono sopravvissute fin dopo la seconda guerra mondiale;

• con l’estensione della scuola dell’obbligo a 8 anni, elementari + medie (1964), è aumentato il livello di istruzione secondaria.


Per altri dati clicca il link
2. Disegno originale realizzato dai ragazzi di un villaggio africano

Diritto all'istruzione per tutti

Dichiarazione dei diritti dell'uomo (ONU 1949)

Articolo 26 
1. Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita
almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali.
L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e
professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione
superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del
merito.
2. L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità
umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà
fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza,
l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire
l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da
impartire ai loro figli.


 
e per i bambini in particolare

Dichiarazione dei diritti del fanciullo (ONU 1959)

Principio settimo:
 il fanciullo ha diritto a una educazione, che, almeno a livello elementare deve essere gratuita e obbligatoria. 
Egli ha diritto a godere di un educazione che contribuisca alla sua cultura generale e gli consenta, in una situazione di eguaglianza di possibilità, di sviluppare le sue facoltà, il suo giudizio personale e il suo senso di responsabilità morale e sociale, e di divenire un membro utile alla società. 
Il superiore interesse del fanciullo deve essere la guida di coloro che hanno la responsabilità della sua educazione e del suo orientamento; tale responsabilità incombe in primo luogo sui propri genitori 11 fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giuochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto.



Una testimonianza a Palermo

Mi ha colpito non molti anni fa la raccolta di una maestra dell'Africa centrale, appellata "mamma Africa", di penne, quaderni e altro materiale di cancelleria per i suoi alunni che "laggiù" facevano lezione, quando potevano, sotto un albero, dopo avere percorso chilometri e chilometri a piedi. 
Seduti per terra ma... proiettati lontano.                                     P. C.




Un ringraziamento alla missionaria suor Eulalia per  l'invio dei disegni qui riprodotti.