giovedì 28 marzo 2013

UNO PIU' BELLO DELL'ALTRO



Alla Fondazione Sciascia, nella serata del 23 marzo scorso, il maestro Mannella con lo ieratico Coro ce le ha fatte ascoltare in sequenza, le terzine musicate del giovane Nicolò Tinebra Martorana, facendo lievitare gli interventi dei vari relatori in un clima leggero e festoso; ora ce le vien centellinando a due a due, nell'auditorium virtuale del web, e noi ci gustiamo questi piccoli gioielli musicali come "fiori d'amore". Uno più bello dell'altro.  








Fior di margherita, 
Vorrei baciare l’esili tue dita 
E saper se ti sei di me invaghita.

22 novembre 1894



*
Fiore di prato 
Viverti voglio eternamente a lato
 E godermi il fulgor d’un guardo amato



Fior di viola:

mercoledì 27 marzo 2013

VOGLIA IL CIELO





Evgenij Evtušenko, Arrivederci, bandiera rossa. Poesie degli Anni Novanta, cura e traduzione di Evelina Pascucci, Newton Compton Editori, Roma 1995



lunedì 25 marzo 2013

NON LO FANNO APPOSTA





A far di Regalpetra il paese degli eretici non è, si badi, la somma di tanti eretici, è qualcosa di diverso, di strutturale, è l'atteggiamento di coloro che vi si trovano a nascere, un'aria che tira, il bisogno di libertà. Deriva dal carattere. L'eresia, gli abitanti di questo paese, ce l'hanno scritta nei geroglifici del sangue. Ne hanno dato prova lungo l'erta dei secoli.
Senza averlo appreso dai toscani, come pretende il Malaparte per il resto degli italiani,  i regalpetresi già da molto tempo sono stati bravi a "sputare in bocca ai potenti, ai Re, agli Imperatori, ai Vescovi, agli Inquisitor!, ai Giudici, alle Signorie, ai cortigiani d'ogni specie ". Ai baroni, ai conti e ai gerarchi spocchiosi.
Da un affollato,  turgido  libro  s'apprende che Don Enrico il podestà una mattina trovò il lucchetto della sua farmacia imbrattato di sterco umano, proprio così, con un messaggio in rima "incolonnata":
Qua la faccio
qua la lascio
merda al duce
merda al fascio.

Al colpevole di sì grave dileggio, mentre ancora in ceppi stava per essere tradotto in carcere, don Enrico fece teatrale gesto di generosità regalandogli dieci lire, per comprarsi il tabacco, disse. Ma quello gliele ributtò in faccia.
Uscito dal carcere, l'autore delle rime fu accusato falsamente di un omicidio e per questo condannato all'ergastolo: il podestà gli testimoniò contro, naturalmente, e si ebbe uno sputo a parabola prima ascendente poi discendente da parte dell'imputato in gabbia.  Lo sputo volante venne accompagnato nell'aereo tragitto dal seguente sottofondo:
-       Non mi hai comprato con l'elemosina e ora mi svendi con la calunnia, cornuto!

Dello stesso Messana,  estensore del libro,  si dice avesse…









Da Eretici a Regalpetra, Grillo Editore, Enna 1997. Prefazione di Claude Ambroise.


domenica 24 marzo 2013

IN SEGNO DI SPERANZA



Anche Racalmuto

in segno di speranza

pur vivendo una delle pagine più prosaiche della sua storia

ha celebrato la Giornata mondiale della poesia

 con le poesie ottocentesche del  giovane Nicolò Tinebra Martorana

per l'occasione  musicate dal compositore Domenico Mannella 

ed eseguite dal Coro "Terzo Millennio"



Fior di viola, 
Perch’il vederti spesso a me s’invola?
 Tu sai ch’un tuo sorriso mi consola




*
Fiore di rosa, 
Dolce profumo di violetta ombrosa, 
Al tuo pensier vanisce ogn’altra cosa.