Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
domenica 17 febbraio 2019
venerdì 15 febbraio 2019
giovedì 14 febbraio 2019
UN CARTELLO LACUNOSO. Solo sale e ragione? Perché non anche gesso, zolfo, pittura, bel canto (con il pittore Pietro D'Asaro e i tenori Puma e Infantino)?
Il Sindaco di Racalmuto, con toni trionfalistici, ha annunciato sulla sua bacheca Facebook che sarà installato un cartello ai diversi ingressi del paese. Ne sono scaturiti sapidi commenti che non riporto per non buttarla in politica, viste le prossime elezioni amministrative, ma vengono riportati quelli inerenti l'altra politica, quella culturale, che non ha scadenze e manco particolari ricorrenze nel senso che dovrebbe essere fatta sempre. E in un certo modo.
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Giovanni Salvo
ma scusate cosi' tanti gemellaggi non finiscono con l'annullarsi l'un l'altro. Averne tanti e' come non averne manco uno. Scusate ma non colgo.
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Piero Carbone da Racalmuto se uno rafforza l'altro tutti ne vengono rafforzati, altrimenti va a finire come le cittadinanze onorarie. Anzi, qualcuno si può prendere la briga di farci sapere con chi abbiamo l'onore di essere concittadini come racalmutesi a iniziare da Mussolini se non mi sbaglio in poi fino ad Ambroise e... Leo Gullotta e...
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Questo cartello sarà posto nei tre ingressi principali del paese, in onore delle comunità gemellate con la nostra città. Il sale, la ragione, la cultura, la passione civile del grande scrittore Leonardo Sciascia, segnano e proiettano la nostra identità. Un'idea di Salvatore Picone e Carmela Matteliano portata avanti insieme al dott. Calogero Ferlisi e al Rag. Renato Volpe.
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Piero Carbone da Racalmuto Egregio signor Sindaco, la trovo attenta ad attribuire l'idea del cartello, alla fine è solo un cartello con i nomi delle città gemellate, peccato che per il trentennale del gemellaggio con Castronovo di Sicilia, lei e l'assessore al ramo Salvatore Picone oltreché il responsabile del settore Culturale Renato Volpe vi siete pupiati con i rappresentati di Castronovo senza interpellare e coinvolgere quelli che erano stati nel 1986 gli artefici del gemellaggio, risultando lacunosi anche dal punto di vista organizzativo perché così come il principe Gioeni di Castronovo è stato impersonato dal castronovese che lo aveva impersonato nel 1986, allo stesso il Conte Ercole Terzo Del Carretto poteva essere impersonato dal racalmutese che lo aveva impersonato nel 1986.
Se lo chiedevate vi avrei suggerito il nome, visto che oltre al gemellaggio ho curato anche la recita.
E poi dite di voler valorizzare le risorse del territorio! Manco a costo zero lo avete saputo fare!
P.S. Parlo per esperienza diretta, circa il trentennale, perché come ogni anno ero sotto il palco a godermi e a fotografare la Recita come tanti affezionati racalmutesi.
E poi, invece di ripetere sempre e come un cliché le stesse cose, visto che si nomina il sale perché non lo zolfo e il gesso e la pittura e il bel canto: un mondo da valorizzare. E che dire del paese dei tenori Puma e Infantino?
Il fatto è che il criterio giornalistico nel gestire la memoria collettiva e la cultura non sempre coglie nell'essenza.
Il nome di Sciascia deve essere utilizzato per includere e promuovere non per escludere e obliare.
Altrimenti nel nome di Sciascia si cannibalizza e si desertifica.
Il nome di Sciascia deve essere utilizzato per includere e promuovere non per escludere e obliare.
Altrimenti nel nome di Sciascia si cannibalizza e si desertifica.
Giovanni Salvo
ma scusate cosi' tanti gemellaggi non finiscono con l'annullarsi l'un l'altro. Averne tanti e' come non averne manco uno. Scusate ma non colgo.
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Piero Carbone da Racalmuto se uno rafforza l'altro tutti ne vengono rafforzati, altrimenti va a finire come le cittadinanze onorarie. Anzi, qualcuno si può prendere la briga di farci sapere con chi abbiamo l'onore di essere concittadini come racalmutesi a iniziare da Mussolini se non mi sbaglio in poi fino ad Ambroise e... Leo Gullotta e...
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| Schermata Facebook 2019-02-13 alle 21 |
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| Schermata Facebook 2019-02-13 alle 21.43.47 |
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mercoledì 13 febbraio 2019
VIVEVAMO IN CASE DI GESSO. Poesia di Calogero Restivo
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IL MARE PER NOI
Il mare per noi
che vivevamo in case di gesso
che si appoggiavano le une alla altre
come vecchi ubriachi per non cadere
erano i fianchi dei monti
che si tingevano di verde
nei mesi di aprile e maggio.
Prima e dopo
il giallo assillante
di sabbia di deserto
e delle stoppie riarse.
Per noi che vivevamo
chiusi come in una riserva
dai monti che circondavano il paese
il mare era un colore
ed un racconto che scopriva
quando si incominciava a sillabare
nei vecchi libri di lettura.
Non era facile capire però
quanto era grande
e quanta acqua conteneva
cento-mille volte forse
la vasca della Fontana
da cui si attingeva acqua
e torcicollo le donne
che altere e quasi regali
le brocche le portavano sulla testa
difese solo da una "spera"
di vecchio scampolo di stoffa.
Attaccati alle gonne
occhi affamati e nasi gocciolanti.
Poi arrivavano i poveri
che si dicevano diventati ricchi
all'altro capo del mondo
che raccontavano
che l'America era così lontana
che occorreva navigare trenta giorni
e forse più circondati sempre
da acque torbide smosse da venti
con onde alte come palazzi
che in quel paese li facevano alti
fino a "grattare" il cielo.
Noi bambini ascoltavamo
la bocca aperta
come quando attorno al braciere
i vecchi
raccontavano le storie di Orlando
eroe innamorato della bella Angelica
che si fece scoppiare il fegato
a soffiare inutilmente nel corvo
per cercare l'aiuto che non venne
senza capire ma rapiti
dal suono nenia delle prole
che conciliavano il sonno.
Poesia tratta dalla raccolta L'erba maligna di Calogero Restivo,
Edizioni Lampi di stampa, Milano
che vivevamo in case di gesso
che si appoggiavano le une alla altre
come vecchi ubriachi per non cadere
erano i fianchi dei monti
che si tingevano di verde
nei mesi di aprile e maggio.
Prima e dopo
il giallo assillante
di sabbia di deserto
e delle stoppie riarse.
Per noi che vivevamo
chiusi come in una riserva
dai monti che circondavano il paese
il mare era un colore
ed un racconto che scopriva
quando si incominciava a sillabare
nei vecchi libri di lettura.
Non era facile capire però
quanto era grande
e quanta acqua conteneva
cento-mille volte forse
la vasca della Fontana
da cui si attingeva acqua
e torcicollo le donne
che altere e quasi regali
le brocche le portavano sulla testa
difese solo da una "spera"
di vecchio scampolo di stoffa.
Attaccati alle gonne
occhi affamati e nasi gocciolanti.
Poi arrivavano i poveri
che si dicevano diventati ricchi
all'altro capo del mondo
che raccontavano
che l'America era così lontana
che occorreva navigare trenta giorni
e forse più circondati sempre
da acque torbide smosse da venti
con onde alte come palazzi
che in quel paese li facevano alti
fino a "grattare" il cielo.
Noi bambini ascoltavamo
la bocca aperta
come quando attorno al braciere
i vecchi
raccontavano le storie di Orlando
eroe innamorato della bella Angelica
che si fece scoppiare il fegato
a soffiare inutilmente nel corvo
per cercare l'aiuto che non venne
senza capire ma rapiti
dal suono nenia delle prole
che conciliavano il sonno.
Poesia tratta dalla raccolta L'erba maligna di Calogero Restivo,
Edizioni Lampi di stampa, Milano
ph ©piero carbone
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https://archivioepensamenti.blogspot.com/2016/09/calogero-restivo-ritorna-al-suo-paese.html
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martedì 12 febbraio 2019
IL MIO AMICO GALLO? LE PENSA TUTTE. Ve ne presento alcune
"Vespi siciliani" di Mario Gallo pubblicate su
"Lumie di Sicilia" (Firenze - Trapani)
"Lumie di Sicilia" (Firenze - Trapani)
Tutti i numeri finora pubblicati di "Lumìe di Sicilia" si possono consultare in pdf su
http://www.trapaninostra.it
http://www.trapaninostra.it
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