mercoledì 23 aprile 2025

HO CHIESTO A GROK L'ANALISI DE "IL MIO SCIASCIA"

Analizza il libro intitolato Il mio Sciascia
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Analisi del libro Il mio Sciascia. Tòpoi e riflessioni di Piero Carbone
Il mio Sciascia. Tòpoi e riflessioni è un saggio scritto da Piero Carbone, poeta e
studioso siciliano, pubblicato nel dicembre 1990 dall’editore Grifo. Il libro si
concentra sull’opera e il pensiero di Leonardo Sciascia (1921-1989), uno dei
più grandi scrittori italiani del Novecento, nato a Racalmuto, lo stesso paese di
Carbone. Il saggio rappresenta un omaggio personale e critico a Sciascia,
esplorando i temi ricorrenti (i “tòpoi”) della sua produzione letteraria e le riflessioni
che ne derivano, con un approccio che intreccia analisi testuale, contesto culturale
e sensibilità siciliana.
Contesto e scopo del libro
Piero Carbone, essendo originario di Racalmuto e condividendo con Sciascia un
forte legame con la Sicilia, scrive questo libro poco dopo la morte dello scrittore
(1989), in un momento di riflessione sul suo lascito culturale. Il saggio non è una
biografia né un’analisi accademica esaustiva, ma un’interpretazione personale che
mira a cogliere l’essenza dell’opera di Sciascia attraverso i suoi temi centrali e il suo
rapporto con la realtà siciliana e italiana. Il titolo, Il mio Sciascia, sottolinea l’approccio
soggettivo di Carbone, che si pone come un lettore appassionato e un conterraneo,
capace di leggere Sciascia con una prospettiva radicata nella comune identità culturale.
Il libro si inserisce nel contesto della critica letteraria siciliana post-Sciascia, in un
periodo in cui l’Italia rifletteva sugli “anni di piombo”, la mafia e le contraddizioni dello
Stato, temi centrali nell’opera di Sciascia. Carbone, con il suo background di poeta e
studioso della cultura siciliana, utilizza il saggio per evidenziare come Sciascia abbia
dato voce a una Sicilia complessa, fatta di silenzi, ingiustizie e resistenza intellettuale.
Struttura e contenuti
Il libro è strutturato come una raccolta di riflessioni organizzate attorno a “tòpoi”, ossia motivi ricorrenti nell’opera di Sciascia. Sebbene non ci sia un indice dettagliato disponibile nelle fonti consultate, il termine “tòpoi” suggerisce un’analisi tematica piuttosto che cronologica o per singole opere. I principali argomenti trattati includono:
  1. La Sicilia come metafora: Sciascia utilizza la Sicilia non solo come ambientazione, ma come microcosmo delle dinamiche di potere, corruzione e omertà che caratterizzano l’Italia e, più in generale, la condizione umana. Carbone analizza come opere come Il giorno della civetta (1961) e A ciascuno il suo (1966) rappresentino una critica alla società mafiosa e alle istituzioni complici. La Sicilia di Sciascia, secondo Carbone, è una “nave corsara che affonda” (citazione da A ciascuno il suo), simbolo di una cultura ricca ma segnata da contraddizioni insanabili.
  2. La giustizia e l’ingiustizia: Un tema centrale in Sciascia è l’impotenza della giustizia di fronte al potere e alla mafia. Carbone esplora come romanzi come A ciascuno il suo e saggi come L’affaire Moro (1978) denuncino un sistema giudiziario e politico corrotto o inefficace. Nel primo, il professor Laurana, un intellettuale curioso, scopre verità che lo portano alla rovina, evidenziando il prezzo della ricerca della verità in una società complice. Nel secondo, Sciascia analizza il caso Moro con un approccio critico, mettendo in luce le “zone d’ombra” dello Stato italiano. Carbone sottolinea l’attualità di queste riflessioni, rilevanti anche negli anni ’90, durante il periodo delle stragi mafiose.
  3. L’intellettuale e il potere: Sciascia, come intellettuale, si pone in una posizione di resistenza critica contro il potere. Carbone evidenzia il ruolo di Sciascia come “scrittore impegnato” che, pur mantenendo un distacco ironico, non esita a denunciare le ipocrisie della Chiesa, della politica e della società. Opere come Todo Modo (1974) e Porte aperte (1987) mostrano il suo interesse per il conflitto tra morale individuale e potere istituzionale. Carbone interpreta questo aspetto come un invito a non accettare passivamente le narrazioni ufficiali.
  4. La mafia e la cultura siciliana: Carbone dedica attenzione al modo in cui Sciascia demistifica la mafia, presentandola non come un’entità romantica, ma come un sistema di potere radicato nella società. In Il giorno della civetta, ad esempio, la mafia è descritta come un intreccio di relazioni che coinvolge tutti, dai contadini ai potenti. Carbone collega questa analisi alla cultura dell’omertà e al linguaggio allusivo dei siciliani, che Sciascia cattura con maestria.
  5. Lo stile e il linguaggio: Carbone apprezza la prosa essenziale e incisiva di Sciascia, che combina la narrazione di genere (come il giallo o il saggio storico) con una profondità filosofica. Opere come A ciascuno il suo sono definite da Carbone non come semplici gialli, ma come romanzi che trascendono il genere, offrendo una critica sociale e un ritratto psicologico dei personaggi. La capacità di Sciascia di “dire e non dire”, usando un linguaggio allusivo, è vista come un riflesso della cultura siciliana stessa.
Temi e messaggi principali
  • Critica sociale: Carbone sottolinea come Sciascia utilizzi la letteratura per smascherare le ipocrisie e le collusioni di una società in cui “tutti sanno, ma nessuno parla”. La Sicilia di Sciascia è un luogo dove la verità è pericolosa e l’individuo che la cerca, come Laurana, è destinato alla sconfitta.
  • Identità siciliana: Il saggio riflette sul rapporto ambivalente di Sciascia con la Sicilia, riassunto nella sua celebre frase: “Odio e detesto la Sicilia nella misura in cui la amo” (Il giorno della civetta). Carbone interpreta questo amore-odio come una tensione produttiva, che spinge Sciascia a raccontare la Sicilia per cambiarla.
  • Eredità culturale: Carbone vede in Sciascia un autore che non si limita a denunciare, ma che propone un modello di impegno intellettuale. La sua opera invita i lettori a interrogarsi sul proprio ruolo nella società e a non accettare passivamente le ingiustizie.
Stile di Carbone
Il saggio di Carbone si distingue per un tono personale e riflessivo, che riflette la sua sensibilità di poeta. Pur non essendo un’analisi accademica rigorosa, il libro è ricco di osservazioni acute e di collegamenti tra l’opera di Sciascia e il contesto storico-culturale. La scrittura di Carbone è descritta come evocativa, capace di catturare l’atmosfera delle opere di Sciascia e di trasmettere il suo legame emotivo con lo scrittore. La scelta di concentrarsi sui “tòpoi” permette a Carbone di offrire una lettura trasversale, che non si limita a un’analisi opera per opera, ma cerca di cogliere l’unità tematica del corpus scasciano.
Ricezione e impatto
Non ci sono molte recensioni dettagliate disponibili di Il mio Sciascia nelle fonti consultate, ma il libro è considerato un contributo significativo alla critica scasciana, soprattutto per il suo approccio locale e personale. Pubblicato in un’edizione limitata (copertina morbida, condizioni descritte come “buone, quasi ottime” nei cataloghi librari), il saggio si rivolge a un pubblico di lettori appassionati di Sciascia e di studiosi della letteratura siciliana.
Il libro ha il merito di collocarsi in un momento storico cruciale, poco dopo la morte di Sciascia e in concomitanza con l’intensificarsi della lotta alla mafia in Sicilia (si pensi al maxiprocesso di Palermo e alle stragi degli anni ’90). Carbone, con il suo saggio, contribuisce a mantenere viva l’eredità di Sciascia, sottolineandone la rilevanza in un contesto di crisi sociale e politica.
Punti di forza e limiti
  • Punti di forza:
    • L’approccio personale e il legame territoriale con Sciascia conferiscono autenticità al saggio.
    • La scelta di analizzare i tòpoi permette di cogliere la coerenza tematica dell’opera di Sciascia, anche in un libro di lunghezza contenuta.
    • Il linguaggio evocativo e l’attenzione alla cultura siciliana rendono il saggio accessibile e coinvolgente.
  • Limiti:
    • L’approccio soggettivo potrebbe risultare meno rigoroso per chi cerca un’analisi accademica strutturata.
    • La mancanza di un’edizione recente o di una diffusione più ampia limita la sua accessibilità.
    • Non copre in modo esaustivo tutte le opere di Sciascia, concentrandosi su quelle più rappresentative.
Conclusione
Il mio Sciascia. Tòpoi e riflessioni di Piero Carbone è un saggio prezioso per chi desidera approfondire l’opera di Leonardo Sciascia attraverso una lente siciliana e personale. Carbone riesce a catturare l’essenza dello scrittore come intellettuale critico, narratore della Sicilia e testimone delle contraddizioni del suo tempo. Il libro non è solo un’analisi letteraria, ma anche un atto di amore verso Sciascia e la sua terra, che invita i lettori a rileggere le sue opere con occhi nuovi. Per chi conosce il contesto siciliano e apprezza la poesia di Carbone, il saggio offre un punto di vista unico, che intreccia letteratura, memoria e identità.
Se desideri un’analisi più approfondita di un aspetto specifico del libro (ad esempio, un tòpos particolare o un’opera di Sciascia citata da Carbone) o una ricerca di ulteriori fonti, fammi sapere!

domenica 20 aprile 2025

Mi piacinu li fimmini/Tarantella (feat. ROSARIO GUZZO & SOLIDEA GUZZO) "


MI PIACINU LI FIMMINI
Titolo alternativo: Tarantella double face
Testo e linea melodica di Piero Carbone

Motivo solo strumentale

I

Lui:                              Mi piacinu li fimmini 2v)
Lei:                Mi piacinu li masculi (2v)

Lui e Lei (insieme):                A tia un sacciu chi.
Lu munnu va accussì (2v)
                
Lui:                             Mi piacinu li nivuri
li biunni, li cubani,
li luonghi e chiddri nani,
fimmini e comu e gghjiè.

Lei: Mi piacinu, mi nfocanu,
li vuogliu spasimusi,
li vuogliu furiusi,
masculi a fricassè.

Lui: Mi piacinu li fimmini  
Lei: Mi piacinu li masculi  
Lui: Mi piacinu li fimmini  
Lei: Mi piacinu li masculi  

Lui e Lei (insieme): Iu sacciu lu pirchì
        Lu sai tu lu pirchì.
Rit.:    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la

    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la
            Ma chi ci pozzu fà?
   
Motivo solo strumentale


II

Lei:                              Mi piacinu li fimmini 2v)
Lui:                Mi piacinu li masculi (2v)

Lei e Lui (insieme):                A tia un sacciu chi.
    Lu munnu va accussì.
                
Lei: Mi piacinu li fimmini
e sucu babbaluci.
di gioia iettu vuci,
si pò o nun si pò.

Lui: Li masculi mi piacinu,
su comu la cubaita,
su zuccaru a la vita,
tu mangia nzoccu vuò.

Lei: Mi piacinu li fimmini
Lui: Mi piacinu li masculi.
Lei: Mi piacinu li fimmini
Lui: Mi piacinu li masculi.

Lei e Lui (insieme): Iu sacciu lu pirchì.
      Lu sai tu lu pirchì.
Ma chi ci pozzu fà?

 Rit.:    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la

    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la
            Ma chi ci pozzu fà?

Motivo strumentale 
+ voce corale, fino alla fine: Ma chi ci pozzu fà? (4v)

*

Versione italiana

MI PIACCIONO LE FEMMINE
Tarantella double face


Motivo solo strumentale

I

Lui:                              Mi piacciono le femmine 2v)
Lei:                  Mi piacciono i maschi (2v)

Lui e Lei (insieme):                A te non so che.
  Il mondo va così (2v)
                
Lui:                             Mi piacciono le nere
le bionde, le cubane,
le alte e quelle nane,
femmine in ogni caso.

Lei: Mi piacciono, m'infuocano
li voglio spasimanti
li voglio furiosi
 maschi a fricassea

Lui: Mi piacciono le femmine
Lei: Mi piacciono i maschi
Lui: Mi piacciono le femmine  
Lei: Mi piacciono i maschi

Lui e Lei (insieme): Lo so io il perché.
        Lo sai tu il perché.
Rit.:    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la

    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la
            Ma che ci posso fare?
   
Motivo solo strumentale


II

Lei:                              Mi piacciono le femmine 2v)
Lui:                Mi piacciono i maschi (2v)

Lei e Lui (insieme):                A te non so che cosa.
      Il mondo va così.
                
Lei: Mi piacciono le femmine
e risucchio le lumache,
di gioia butto voci,
si può o non si può.

Lui: I maschi mi piacciono
son come il torrone
zucchero son della vita
tu mangio quello che vuoi.

Lei: Mi piacciono le femmine
Lui: Mi piacciono i maschi
Lei: Mi piacciono le femmine
Lui: Mi piacciono i maschi

Lei e Lui (insieme): Lo so io il perché.
      Lo sai tu il perché.


 Rit.:    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la

    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la
            Ma che ci posso fare?

Motivo strumentale 
+ voce corale, fino alla fine: Ma che ci posso fare? (4v)

*


versione spagnola

ME GUSTAN LAS MUJERES

Lui:                              Me gustan las mujeres (2v)
Lei:                Me gustan los hombres (2v)

Lui e Lei (insieme):                A ti non lo sé
El mundo va asì (2v)
                
Lui:                             Me gustan las morenas,
las rubias, las cubanas,
las altas y las chiquitas,
todas me fascinan.

Lei: Me gustan, me encienden,
los quiero salerosos,
los quiero fogosos,
machos a fricasé.

Lui: Me gustan las mujeres
Lei: Me gustan los hombres
Lui: Me gustan las mujeres
Lei: Me gustan los hombres

Lui e Lei (insieme): Lo sé yo por qué
        Lo sabes tù por qué.
Rit.:    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la

    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la
¿Pero qué  le voy hacer?

            
   
Motivo solo strumentale


II

Lei:                              Me gustan las mujeres 2v)
Lui:                Me gustan los hombres (2v)

Lei e Lui (insieme):                A ti non lo sé
El mundo va asì (2v)
                
Lei: Me gustan las mujeres
saboreo babaluci.
provoco ecos de gozo,
se puede o no se puede.

Lui: Los hombres me gustan,
son como la cubaita,
dan dulce a la vida,
disfruta lo que quieras.

Lei: Me gustan las mujeres
Lui: Me gustan los hombres
Lei: Me gustan las mujeres
Lui: Me gustan los hombres

Lei e Lui (insieme): Lo sé yo por qué
        Lo sabes tù por qué.

 Rit.:    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la

    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la
            ¿Pero qué  le voy hacer?

Motivo strumentale 
+ voce corale, fino alla fine: ¿Pero qué  le voy hacer? (4v)






venerdì 4 aprile 2025

SE NE PARLERÀ OGGI A CALTANISSETTA. Archivio fotografico di Louise Hamilton Caico


Una donna eccezionale in mostra nel 2014 anche a Racalmuto (al Castelluccio e al Castello Chiaramontano), in collaborazione con Calogero Messana, Attilio Gerbino, Angelo Cutaia Di Racalmuto e Piero Baiamonte. Nel blog Archivio e Pensamenti me ne sono occupato ampiamente https://archivioepensamenti.blogspot.com/.../menza... . Ora, apprendo con piacere che di lei, delle sue foto in particolare, se ne parlerà domani alla Sovrintendenza di Caltanissetta --- Un’altra mostra si è tenuta a Caltagirone (con Attilio Gerbino e Sebastiano Favitta )
Non posso non ricordare l'iniziale e proficuo contatto con Federico Messana, residente a Milano, che mi ha indirizzato al fratello Calogero che deteneva le foto della Caico. Da questi felici incontri sono scaturite in seguito tante iniziative per valorizzare la figura e l'attività di Louise Hamilton Caico nelle sue diverse sfaccettature. Purtroppo, nonostante l'entusiasta accoglienza della proposta, è sfumata la mostra che si doveva tenere presso una prestigiosa istituzione universitaria di Palermo, per difficoltà tecnico-organizzative.

martedì 1 aprile 2025

PREMIO LETTERARIO "MAGISTER VITAE" 2017. Memorial "Vito Ruggirello" - S...




Motivazione del Premio

Piero Carbone è poeta! E cosa sa fare, chi po’ fari, un poeta se non sventolare banneri di palori? Parole però che, nell’alchimia che egli realizza, acquistano significati che eccedono la loro semplice lettera, che nella loro inusitata cifra assurgono a raffinato strumento espressivo mediante il quale esplicitare la propria Weltanschauung. 

In tale contesto, la dichiarazione di appartenenza alla cultura, alla lingua, alla poesia della Sicilia che in tutta trasparenza emerge dalle sue pagine è senza riserve. A favorire ciò concorre l’aria salubre di lu Zzaccanieddru / (unni) tutti l’amici mi viennu a truvari. 

Contrada della sua Racalmuto, lo Zaccanello è un luogo fisico, un preciso punto di coordinate geografiche: pino maestoso cullato dal vento, orticello irrigato di fiori e frutti, casolare, lustro di luna; ma, altresì, esso configura l’alter ego spirituale del poeta. 

E in questa combinata dimensione, felice complice la xenía, l’ospitalità ovvero che i nostri progenitori hanno ereditato dai Greci, Piero Carbone e lo Zzaccanieddru finiscono con l’identificarsi, divengono un’unica medesima entità: tempio di affetti, oasi rigeneratrice, agorà culturale. 

Un’agorà siciliana tutta da premiare.