archivio e pensamenti: C'È MAFFIA E MAFFIA
Può la cultura, senza negarsi, essere maffiosa? o "maffietta"?
Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito
Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
domenica 3 luglio 2016
FESTA DEL MONTE DI RACALMUTO. L'offerta della Contessa e di una Popolana
Il testo della Recita del venerdì
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| edizione del 1982 |
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| edizione del 1988 |
L'offerta della Contessa e di una Popolana
La Recita nel tempo
Recita del 1986
con personaggi racalmutesi e castronovesi (Giuseppe Caruso, Nino Tirrito, Paolo Scibetta)
in occasione del gemellaggio tra Racalmuto e Castronovo di Sicilia
link correlato
sabato 2 luglio 2016
DOPO QUARANT'ANNI, UNA MOSTRA E DUE EVENTI. Disegni sconosciuti di Jean Calogero e sua corrispondenza inedita con Sciascia
La mostra è curata da Nicolò D'Alessandro.
Nel corso dell’incontro avrò il piacere e l'onore di intrattenermi sulla corrispondenza tra Jean Calogero e Leonardo Sciascia, proveniente dall’Archivio Jean Calogero di Acicastello.
Sarà presentata inoltre una nota critica di Leonardo Sciascia mai pubblicata.
Interverrà il critico Pietro Longo.
Saranno presenti all’inaugurazione la figlia del Maestro, Patrizia Calogero e il curatore delle opere dell’Artista, Luigi Nicolosi.
La mostra è visitabile dal 2 al 20 luglio 2016 al LABORATORIO MUSEO DEL DISEGNO via Mogia, 8 Palermo, solo per appuntamento telefonico tel. 091 322030 - cell. 324 6930846.
Scorrendo le lettere sorgono alcuni interrogativi:
come mai un pittore di grande talento, quotatissimo in America e Giappone, Grande Medaglia a Parigi nel 1957, inserito nel catalogo Benefiz che consacra i pittori più autorevoli della pittura mondiale, come mai non sfonda in Sicilia e addirittura, invece di appoggiarsi ad un gallerista in forza del suo curriculum e del successo internazionale, per "entrare" a Palermo sente il bisogno di raccomandarsi non tanto ad un critico d'arte ma ad uno scrittore che si interessava d'arte e di artisti sì ma solo lateralmente rispetto ai suoi stessi interessi e lavori letterari?
Anche Guttuso, con cui aveva collaborato negli Anni Quaranta, avrebbe potuto offrirgli qualche significativo spiraglio.
Si vede che la pittura non disdegna il supporto delle altre arti sorelle. Biografi, esegeti e critici potranno scandagliare il terreno in cui pittori e letterati vanno a braccetto.
Sciascia, ammiratore di tanta pittura, amico di moltissimi pittori, frequentatore attivo e coadiutore di gallerie d'arte, aiuterà Calogero a trovare una galleria importante, a segnalarlo ai cirtici d'arte dei giornali palermitani, a smuovere le pedine giuste per un servizio alla RAI, ma perché, seppure in seguito alla disavventura con una galleria palermitana, gli consiglierà di evitare tout court non solo le gallerie palermitane ma quelle siciliane tutte?
Chissà se altre lettere inedite faranno comprendere meglio le ragioni di un tale consiglio?
Ho cercato alla Fondazione Sciascia di Racalmuto alla quale Sciascia aveva donato "tutte" le lettere ricevute in cinquant'anni di attività letteraria, ma non ho trovato nulla. Smarrite?
Non c'è neanche "la bella tempera di Jean Duphy", promessa da Calogero a Sciascia: o perché Sciascia non l'ha ricevuta o perché non si tratta di ritratto di scrittori, ma se Sciascia l'ha ricevuta e di ritratto di scrittori dovrebbe arricchire la collezione esposta in Fondazione secondo le intenzioni dello Scrittore.
Lo stesso dicasi del bozzetto donato da Calogero a Sciascia e a cui tanto piacque: "Ti ringrazio per il grazioso bozzetto. Palermo, 10.X.1970".
Il mondo degli inediti è veramente un sorprendente mondo sommerso: coltivarlo e farlo emergere potrebbe tornare utile a una maggiore comprensione del mondo emerso, ad esso parallelo.
E non è sorprendente che iniziative personali, di piccole realtà private, svolgano una sorta di supplenza di quello che probabilmente dovrebbero fare istituzioni pubbliche dotate di pubblici supporti?
E non è sorprendente che iniziative personali, di piccole realtà private, svolgano una sorta di supplenza di quello che probabilmente dovrebbero fare istituzioni pubbliche dotate di pubblici supporti?
Jean Calogero (Catania 1922 - 2001). Nel 1947 è
a Parigi e nel 1949 firma il suo primo contratto artistico con la Galerie
Hervè di Parigi che in quegli anni, seguiva gli sviluppi della giovane
pittura europea. Innumerevoli le mostre parigine, negli anni cinquanta, le
esposizioni americane a New York e Los Angeles e ancora in Giappone e nelle
maggiori gallerie italiane. Nel 1957 la città di Parigi lo premia con la Grande
Medaglia d’Argento, massimo riconoscimento ad artisti viventi e, nel 1959,
viene inserito nel catalogo internazionale dell’arte BENEZIT tra i pittori più
autorevoli della pittura mondiale. Dagli inizi degli anni settanta è più
presente in Italia, mantenendo però il suo studio parigino. Parigi e la Sicilia
costituiranno la linea preferenziale dei suoi sogni pittorici. Alla Galleria
Civica d’Arte Moderna di Palermo si può ammirare una sua pregevole tela.
Foto dell'Archivio Jean Calogero
venerdì 1 luglio 2016
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mercoledì 29 giugno 2016
SONO FIGLIO DI "BURGISI". Fino a quando sopravviveranno alcune tradizioni racalmutesi?
Gagliardetto realizzato recentemente dall'Associazione
Cero dei Burgisi: richiama il fazzoletto utilizzato dai contadini
per fasciarsi il collo o coprirsi la testa sotto il sole, durante il lavoro.
Logo disegnato da Alfonso Rizzo
Il Gruppo dei burgisi su facebook
Saga del "ciliu" (cero) dei "burgisi"
(borgesi ovvero proprietari terrieri anche piccoli o piccolissimi ma che vivevano del proprio senza bisogno di fare "li iurnatara", giornatari, cioè ricorrere ad altri lavori a giornata; possedevano normalmente la casa di abitazione in paese o anche la casa di campagna detta "robba", gli strumenti di lavoro, compresi gli animali per il trasporto o per arare la terra)
Notizie riprese da:
In quanto figlio di burgisi, e celibe, potevo prendere la bandiera, non l'ho presa,
ma nel 1978, in occasione della Festa del Monte,
ho avuto modo di interessarmi delle superstiti bandiere del "ciliu"
ma nel 1978, in occasione della Festa del Monte,
ho avuto modo di interessarmi delle superstiti bandiere del "ciliu"
di cui dirò in un prossimo post:
sto riesumando ricordi e raccogliendo testimonianze.
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