domenica 12 giugno 2016

IN VIRTUALE DIALOGO (ANCHE CON GLI ANONIMI)




Ringraziando, desidero condividere con tutti, in virtuale dialogo, i generosi riscontri, non solo in termini numerici, si capisce, anche con gli Anonimi che, pur se autori di commenti non firmati, e ultimamente con commovente assiduità, onorano il blog delle loro visualizzazioni.


Ecuba:
Tacere? Non tacere? Lamentarsi? Di che? 

Euripide, Le Troiane, scena III 


MEGLIO NON VEDERE? Una poesia inedita. "Forsi è la cuscenza chi farsìa"




Forsi è la cuscenza chi farsìa



A chi censura,
 a chi omette,
 a chi maldigerisce
la verità.


A tia
ca talìi e un vidi.
A tia
 ca ascunti e un sienti.
A tia
ca ammucci tuttu
e mancu ti nni pienti.

Uorbu ciapànu,
è miegliu ca nun vidi
pirchì si mi vidissi
la cuscenza
ti rinfacciassi tutti li piccata
c’a’ fattu comu un Giuda
chi tradisci.

Hiaccàti li campani
pi la missa ti pàrinu
o cordi di chitarra
lassati lienti pi nun si lassari.

Lu stessu arzìanu li cordi sdillintati.
Nun sunnu senza suonu, li campani,
e forti lu battagliu battaglìa.

Ma tu si surdu? No!
Ci sienti, eccomu!
 E’ sulu la cuscenza chi farsìa.

Giovedì 3 luglio 2014
©piero carbone 








A te, / che guardi e non vedi. A te, / che ascolti e non senti. / A te, / che sottaci tutto e manco te ne penti. // Orbo e straorbo, / è meglio che non vedi / perché se mi vedessi / la coscienza / ti rinfaccerebbe tutti i peccati / che hai commesso come un Giuda / che tradisce. // Fesse le campane / per la messa ti sembrano, / o corde di chitarra / lasciate lente per non  spezzarsi. //  Ugualmente stridono le corde lasse. / Non sono senza suono , le campane, /  e forte  è il battagliare del battaglio. / Ma tu sei sordo? No! / Ci senti, eccome! / E’ soltanto  la coscienza che vacilla.

testi e foto ©piero carbone

sabato 11 giugno 2016

NEL NOME DI RITA ATRIA A SCIACCA, DOMANI

ECUBA 
Su, misera, solleva la testa. Su la gola da terra: Troia ormai non c'è più. 
Più non c'è la sua regina. La sorte è mutata. Rassegnazione. Naviga ora il tuo mare. 
Euripide, Le Troiane, III Scena










VOCE ANONIMA
Ecuba, Ecuba, che dici? Che gridi? Dove va il suono delle tue parole?
IV Scena






CORO
 Per mare sarò trascinata via, lontano dalla mia terra?
ECUBA
Non so. Ma la immagino, la sento, la sciagura.
IV scena




Foto e immagini dai profili facebook:
Associazione antimafie "Rita Atria": presidio di Sciacca
Quello che che le donne (evento)
Liceo classico "Fazello" di Sciacca
Salvatore Terranova
Piera Lo Leggio




PADRI E FIGLI, NEI GIARDINI DELL'ARTE

LEI PORTAVA... LUI PORTAVA... E SI COMBINAVA IL MATRIMONIO. Un esempio di "pitàzzu"




Un contratto nuziale, volgarmente detto pitàzzu

Lei portava in dote “sei coperte da letto, delle quali una cosidetta di comparsa, una al trapunto, un’altra all’ago, una tessuta al mattone, un’altra di color rosa e l’ultima imbottita denominata cottonina”.

E poi: 
“Sei paia di lenzuola di media qualità, quattro fodere per materassi di immordo, dodici paia di fondine per guanciali, dodici paia di calze, sei paia di mutande, sei abiti per donna di scarsa qualità, otto asciugamani, due tovaglie da tavola ed otto salviette, sedici fazzoletti per testa ed otto per naso, otto grembiali, quattro corpetti, due mantelline di panno di cui una nuova e l’altra usata, tre paia di calzature, due paia di orecchini, tre anelli ed un fermaglio d’oro, due paia di portali, due giraletti, una cassa cosidetta carriola”.

Lui portava case, appezzamenti di terreni a “Grotta di Mò” e “la ventesima parte del sottosuolo di are settantatre e centiare trentadue circa pari a tumoli tre circa, sita in contrada Mulona”.

in Il giardino della discordia. Racalmuto nella Sicilia dei Whitaker, Coppola Editore, Trapani 2006