domenica 10 aprile 2016

AVVERTENZA: PERCHÉ ORA SONO “PIERO CARBONE DA RACALMUTO”. Note facebucchiane

Nel riproporre su "Archivio e Pensamenti" la Nota pubblicata ieri sul mio nuovo profilo Facebook "Piero Carbone da Racalmuto", informo che, in seguito ad un attacco di pirateria informatica, è stato bloccato il vecchio profilo "Piero Carbone" con tutti i suoi contenuti, compresi gli "amici".

Tramite il nuovo profilo chiederò di nuovo l'amicizia a ciascuno dei vecchi contatti, ma se qualcuno si imbatte in questo post e ancora, per mancanza di tempo o involontaria svista, non ha ricevuto la mia richiesta di amicizia, può farlo lui stesso nei miei confronti. Anzi, gliene sono grato.
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PERCHÉ ORA SONO “PIERO CARBONE DA RACALMUTO”

Nicola Romano a Piero Carbone da Racalmuto
Tutte le scuse sono buone, per presentarsi alla stregua di Jacopone da Todi, Giovanni da Verrazzano o Jacopo da Lentini...

Piero Carbone da Racalmuto
Carissimo Nicola, di ragioni per creare un altro profilo ce ne sono almeno altre due, anzi, tre: 
la prima è che mi hanno rubato l'account e ho perso tutto, il che mi dispiace assai; 
la seconda, per distinguerlo inequivocabilmente dal vecchio profilo hackerato; 
la terza, in omaggio al nipote di Sciascia, tal Fabrizio Catalano, che, da ex direttore del teatro Regina Margherita di Racalmuto, condividendo i giudizi negativi su Racalmuto e i paesani racalmutesi del dimissionario Di Grado, dopo 25 anni, dalla Fondazione Sciascia, anzi, rafforzandoli, ha definito i racalmutesi inetti, ingrati... Racalmuto? il peggiore di tutti! 

Beh, di fronte a così generosi giudizi di gente che da Racalmuto tramite un certo racalmutese Sciascia, uno di paese insomma, ha avuto soltanto vantaggi, tu, da racalmutese, che avresti fatto? 
Se dirsi racalmutese o sciasciano è bello quando conviene, non si può certo far finta di niente o prendere le distanze quando non conviene più per scansare cotanti giudizi. 

Noblesse, anche se di paese, oblige!
Ti apprezzo ancora di più!


Piero Carbone da Racalmuto
Grazie.

IL TEATRO "BIONDO" DI PALERMO COME "PORTA A PORTA" DELLA TV DI STATO? Roberto Alajmo farà quanto promette?



Ieri Roberto Alajmo, giornalista, scrittore, direttore del Teatro Biondo di Palermo, ha scritto una nota su fb dopo l'ospitata a "Porta a Porta" di Riina junior al quale mette "a disposizione il Biondo" per presentare il suo libro.

 Preventivamente mi chiedo: ma accogliendolo, sol perché figlio di cotanto padre già condannato per reati di mafia, come novello "autore" in un pubblico e prestigioso teatro, non si rischia di rafforzare la serie "la mafia che tira", giornalisticamente, mediaticamente, editorialmente? (Ma non mi riferisco direttamente a Riina junior direttamente, si capisce, parlo in generale).

Prima delinquono, "inquinano" e ammazzano, poi scrivono e vengono coadiuvati nella scrittura dai giornalisti, pubblicati da fior e non da fior di editori, sceneggiati in tv, premiati magari col Premio Sciascia-Racalmare (sic!) presieduto da giornalisti scrittori, accolti nel talk show da giornalisti che scrivono, intervistati a teatro... e tutto questo per far capire che?
Mangiamo hamburger per invogliare ad essere vegani? 

Talvolta bisogna deliberatamente rinunciare alle occasioni di visibilità ad ogni costo, e questo sì che è costoso. Questo sì che sarebbe un segnale, un gesto che segna la differenza. 
Altrimenti diventeremo obesi facendo arricchire la filiera di chi produce e vende hamburger. E i dietologi. P. C.




Roberto Alajmo

14 ore fa ·
"Ve la dico in un altro modo? Visto che nessuno lo vuole accogliere, se Riina Junior vuole presentare il suo libro a Palermo gli metto a disposizione il Biondo. Però Il giornalista lo scelgo io".

sabato 9 aprile 2016

venerdì 8 aprile 2016

“GUERRA” E STREPITI NEL NOME DI SCIASCIA! A CHE PRO? Note facebbucchiane

...sempre teatro di guerre e ammazzatine è stata la Sicilia, un secolo sì e un secolo pure, come, ad esempio, al tempo dei Normanni: si dice che la loro invasione venne agevolata dall’appello del Signore di Catania Ibn ath Thumma, in lotta con il signore di Agrigento per rivalità terriere. 
I Normanni approfittarono della ghiotta occasione e con la scusa dell'aiuto conquistarono l'intera Isola.

Come al tempo del giogo angioino.
"...lo maledisse, gli rese onte per onte, sangue per sangue, spezzò il suo scettro, troncò il corso alle sue esterne ambizioni, la sua schiatta per due secoli combatté."
Michele AMARI, La guerra del Vespro

Il Vespro è un ricordo del passato, non verranno dragoni dal mare, ma speriamo che non rotolino balle di ridicolo da Monte Cucco e Monte Pellegrino.






Mia Nota pubblicata su fb il 7 aprile 2016


UNA “GUERRA” NEL NOME DI SCIASCIA? 
Una riunione a Palermo per l’omonima Fondazione


PIERO CARBONE·GIOVEDÌ 7 APRILE 2016

Che leggo!
(tra virgolette le citazioni dall’articolo di cui al link http://www.malgradotuttoweb.it/caso... )


“Resa dei conti”! Di Grado diffidente e aspramente critico verso Racalmuto e i racalmutesi!; al consigliere Nino Catalano "sarà chiesto, probabilmente, se condivide le opinioni del figlio" scagliatosi ingiuriosamente contro Racalmuto e i racalmutesi; "non sarà semplice mantenere toni freddi, dopo le dichiarazioni di Di Grado (“La Fondazione? Un errore farla a Racalmuto”) e Fabrizio Catalano contro Racalmuto".
 
E che è? Una guerra? Nel nome di Sciascia! 

"Non ci sarà Antonio Di Grado che già da tempo aveva presentato le sue dimissioni dal consiglio d’amministrazione...". 
Altre dimissioni da tempo presentate?! E perché non si è saputo prima e non hanno provveduto da tempo alla sostituzione? Forse per mancanza di tempo: è da due o tre anni che, invano, ho chiesto e richiesto i verbali delle sedute alle quali ho partecipato come membro di diritto, in quanto assessore alla cultura, del consiglio d'amministrazione senza alcuna risposta. 
Che solerzia!

E' questa l'eredità morale di cui si doveva essere depositari? 
In fondo si tratta di una riunione di del consiglio di amministrazione di una Fondazione culturale voluta da Sciascia e a lui intestata! 

Ma perché si dovrà tenere a Palermo, se la sede è a Racalmuto? 
Per avere un campo neutro? 
Ma Palermo è un campo neutro o aggraverà dei costi di trasporto una semplice riunione di routine! Sciascia lo temeva di essere amministrato post mortem come un "bene culturale", burocraticamente parlando, intendendo e operando!

P.S. Per essere precisi: il pino della foto a corredo dell’articolo non c'è più!











Il quadro è opera di Milluzzo e si trova nella Biblioteca comunale di Palermo, sede decentrata di Brancaccio




giovedì 7 aprile 2016

POST DIMISSIONI DI GRADO DALLA FONDAZIONE SCIASCIA: TELENOVELA O TELETRAGEDIA? Sul web

Contrada Noce, 1986. 
Sciascia con il Sindaco di Hamilton e consorte


Nota pubblicata su fb 7 aprile 2016 (e dialogo con Flora Restivo)

SCIASCIA, SCIASCIANI, LETTERATURA & MAFIA E I CONTI DELLA STORIA. Sul dopodimissioni del prof Antonio Di Grado



Antonio Di Grado14 h · (sulla sua bacheca fb in data odierna dopo la trasmissione Porta a Porta)
Che vergogna, quell'intervista a Riina jr. Crolla perfino l'alibi di Vespa: non serviva certo a "conoscere la mafia" di cui nulla abbiamo appreso, ma solo a esibire l'incredibile facciatosta e la criminosa omertà di una ottusa marionetta. E a vendere un libro, ovviamente: un libro che gronda sangue proprio perché non ne parla affatto.

Piero Carbone
e il Premio "Sciascia-Racalmare" di un anno fa a un autore killer della Stiddra, pluriomicida non pentito ed ergastolano è stato da meno? Come Direttore letterario e componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Sciascia anche allora, credo, sarebbe stato opportuno far sentire la sua posizione ufficialmente.
Commenti

Flora Restivo
Mi chiedo se ci sia un limite allo schifo, al degrado morale cui siamo arrivati.Pure i premi letterari agli stiddari! Speriamo che il Nobel della pace non vada all'Isis! Magari quella giuria, anch'essa tutt'altro che perfetta, premierà Lampedusa (col cavolo!). Mi piace · Rispondi ·

4 hPiero Carbone
e non sai gli sviluppi grotteschi che la storia ammannisce per conto proprio: recentemente, a tre giorni dalle dimissioni dalla Fondazione Sciascia del prof. Antonio Di Grado, alcuni hanno proposto come suo successore il Presidente (ora ex) di quel Premo Sciascia-Racalmare" che aveva premiato il libro dello striddraro ergastolano non pentito: sapessi che tripudio di articoli alcuni giornalisti, in territori sciasciani, gli hanno dedicato! In quel frangente, ci fu chi tacque, ma ci fu chi prese posizione pubblicamente proponendo addirittura le dimissioni del Presidente del Premio e si beccò attacchi giornalistici inverecondi (è un classico: chi non riesce a controbattere con i ragionamenti, ricorre alle offese).
Di quegli attacchi ora la storia sta presentando il conto!