giovedì 10 marzo 2016

L'ACQUA VIRTUALE DEL RAFFO








Scinniti, schetti di San Giulianu,
 ca l'acqua di lu Raffu è mezza vinu





Chianciti, schetti di San Giulianu,
 ca l'acqua di lu Raffu unn'è cchiù vinu!






Foto di copertina: Pietro Tulumello
ph piero carbone (Fontana monumentale di Palazzo Mirto)

mercoledì 9 marzo 2016

LE DONNE DI MILENA NEL 1892, QUANDO MILENA SI CHIAMAVA MILOCCA. Quello che la Storia vuol dimenticare



anno di pubblicazione 2013





Presentazione del libro a Montedoro, 9 luglio 2014
alla "Raccolta civica" di Calogero Messana




Nella copertina del libro, "Le donne della rivolta di Milocca" di Francesco Guadagnuolo, tecnica mista

ph ©piero carbone

martedì 8 marzo 2016

A CIASCUNO LA SUA FOLLIA. Quando sui giornali si legge inopinatamente di sé


Alcuni eccedono inopinatamente in opinionismo 
rasentando il gratuito, anzi, oltrepassandolo: 
grazie, ma le mie opinioni vorrei apprenderle da me
e, credo, anche altri le loro da sé

in Salvatore Scalia, La follia del Paese della Ragione, 
"La Sicilia", 7 marzo 2016, pag. 11



Follie!... follie!... delirio vano è questo!... in quai sogni mi perdo...

"Traviata", Atto Primo, Scena V


https://www.youtube.com/watch?v=BTpBupm9XPM



in



domenica 6 marzo 2016

STUPIDI. Dialogo tra L. e S.



L.
D'accordissimo, questa è la base in una società dove va smarrendosi il senso del dovere e della propria onestà.
Ma per continuare, come scrittori, a partecipare come Vittorini e Pasolini a cambiare gli altri, a cambiare la società non credi sia necessario non accontentarsi di essere se stessi, ma lottare perché anche gli altri imparino a essere se stessi?

S.
Uno scrittore, un artista, se ha qualcosa da dire, se sa dirlo, fa per gli altri nell'atto di fare per sé.

L.
A non accettare per loro parte verità rivelate o fabbricate come tu dici?
Anche questa nostra libera conversazione non è un riaprire il dialogo tra noi, senza barriere?

S.
Dovremmo sempre dialogare, polemizzare magari: ma sempre con cordialità, direi, senza malanimo, senza aggressioni. Invece, tante cose vanno oggi sotto il segno dell'aggressione. E l'aggressione è figlia della stupidità. Flaubert e, da noi, più tardi, Brancati hanno visto il segno della stupidità dominare la vita. Lo hanno previsto. Ed ecco che ci siamo.



Da: Leonardo Sciascia - Davide Lajolo, Conversazione in una stanza chiusa, Sperling & Kupfer editori, Milano 1981.


In perfetta sintonia con Luigi Russo:

Mi incuriosisce inoltre un titolo:
Critica come fraternità
http://www.minimaetmoralia.it/wp/critica-come-fraternita-marco-strappato/