sabato 5 dicembre 2015

SINTITI CHI SUCCESSI A RACALMUTU. Rosa Balistreri lo sa, e ce lo canta



La prima volta l'ho sentita cantare un paio d'anni fa, esattamente il 10 novembre 2013, a  Gibellina, da un gruppo musicale che allietava un simposio poetico autunnale al quale fui invitato da Rosanna Sanfilippo e Marco Scalabrino. Mi incuriosì. Ma non ebbi modo di riascoltarla mai più fino a quando un giorno la  ritrovai inaspettatamente in rete. La condivisi su fb e sparì di nuovo. Ora, sempre facebook me la ripropone come "ricordo": non posso fare a meno di condividerla anche sul blog. Rievocando anche sapori e colori.

screen capture:
http://www.culturasiciliana.it/Page/Rosa%20Balistreri/canzoni%20inedite/ROSA%20A%20RACALMUTO%20restaurata%20burgio.html


SINTITI CHI SUCCESSI
A RACALMUTU

Sintiti chi successi a Racalmutu:
truvarunu un tabutu scupirchiatu
e dintra c’era ‘nu sbirru curnutu
ca purtava lu diavulu attaccatu.

Lu diavulu gridava “aiutu, aiutu”
stu sbirru a mia mi porta carzaratu,
sintiti chi successi a Racalmutu
truvarunu un tabutu scupirchiatu.

Aiutu, aiutu lu munnu è pirdutu
li monachi si vonu maritari
e la badissa sona lu liutu,
li munacheddi scinnunu a ballari.

Lu cappillanu cu lu parautu
a li novizi ci lu fa sunari
e quannu po è scoppiu lu palluni
li picciliddi porta a suttirrari.
Zum zum

Sintiti chi successi a la Licata
'nda lu cunventu di li cappuccini
c’era na donna mala maritata
c’avia la casa china di parrini:

quattru davunu focu alla pignata
e quattru ca spinnavanu jaddrini
e lu priori sutta la frazzata
facia la cuva di li puddicini.


Altra interpretazione della stessa canzone di Rosa Balistreri:
http://www.culturasiciliana.it/Page/Rosa%20Balistreri/canzoni%20inedite/sapiti%20chi%20successi%20a%20racalmutu%20ambra.html
















Ph ©piero carbone

venerdì 4 dicembre 2015

OGGI, IL POETA GIOVANNI MELI ALLO STERI. Studiosi ed estimatori a convegno (l'eresia non c'entra)




"Sedimi 'ncantu, zittu ed arriposa.
Ch'eu ti dirrò comu passau la cosa."

G. Meli, La Fata Galanti, Cantu Secunnu




Oggi,
 a Palazzo Steri,

 ex Tribunale dell'Inquisizione
con annesse carceri per reprobi ed eretici,

ora sede del Rettorato dell'Università di Palermo, 

 ha inizio il Convegno sul poeta Giovanni Meli 
nel bicentenario della sua morte.




Il programma di oggi

GIOVANNI MELI, 200 anni dopo
Poesia, Scienza, Luoghi, Tradizione

Palermo-Cinisi-Terrasini, 4-7 dicembre 2015 SCHEMA DI PROGRAMMA

 Palermo, 4 dicembre, ore 15.30-19.00 Steri, Sala Magna

  Presiede Michela Sacco Messineo 
Apertura del Convegno – Saluti delle Autorità
SALVO ZARCONE (Palermo), Meli progressista?
ALBERTO BENISCELLI (Genova), Tra Lucrezio e la Nuova Scienza: le affinità elettive, secondo Meli
GAETANO CIPOLLA (New York), La traduzione di Meli in inglese: problemi e soluzioni ANTONIO DI GRADO (Catania), Trambusto in Arcadia. A proposito del Don ChisciottiFERNANDO GIOVIALE (Catania), “L'apa fa meli ed àutru lu divora”. Don Chisciotte e Sancio fra "cortegianeria" e "intelligencija"
NICOLÒ MINEO (Catania), Storia della Buccolica 
NUNZIO ZAGO (Catania), Implicazioni antidilliche nella Buccolica del Meli





ph ©pierocarbone

giovedì 3 dicembre 2015

SE I GIORNALI OMETTONO. Minimali di Smaragdos




I giornali che omettono intenzionalmente notizie, tolgono zeri di credibilità alla cifra iniziale del loro valore presunto. Zeri apparenti ma che formano le decine le centinaia le migliaia. Se togliete al dieci lo zero, cosa resta?

Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito.

mercoledì 2 dicembre 2015

CHE C'AZZECCA L'ABATE MELI CON LA NUTELLA? Che lo sappia il comico Sasà?

Che c'azzecca la Nutella con il poeta settecentesco Giovanni Meli conosciuto semplicemente come l'abate Meli? Quello di un surciteddu di testa sbintata, per intenderci.
Direttamente e apparentemente nulla.  

Ma non è detto. 

Ci rifletterò.  Mi informerò. 

Non inganni la dolcezza che li accomuna, ma quel diavolo di dialetto, sempre-vivo e sempre-morto, potrebbe riservarci delle sorprese. 

Se scoprirò qualcosa non lo terrò soltanto per me.

Intanto, ne approfitto per ricordare che quest'anno ricorre il secondo centenario della morte del poeta Meli e si terrà a giorni un articolatissimo convegno.



Sasà Salvaggio in una eloquente espressione. 
Foto dalla sua bacheca fb


Dal contenuto al contenitore: barattoli personalizzati. di Nutella.
 Screen capture da fb: Le creazioni di Lucia



Link correlati:

OH, MELI, MELI! UN PROGRAMMA TUTTO PER LUI. Il Centro Studi filologici e linguistici siciliani lo ricorda



L'ABATE MELI PARLA "MIRICANU". Gaetano Cipolla da New York gli ha prestato la voce



GIOVANNI MELI IL POETA, ANCHE PER GLI AMERICANI. Il libro di Marco Scalabrino per il bicentenario



IL DIALETTO E LA TOP TEN. Libro e intervista di Roberto Sottile


martedì 1 dicembre 2015

OMBRA, TRA PALMA E PALMA. Poesia arabo-siciliana


O spasimanti ca ummira faciti
comu du parmi all'uocchiu di lu suli,
nun sacciu nzoccu, muti, vi diciti,
paroli notti e juornu arrifriscati.

P. C.




O spasimanti che ombre proiettate
come due palme sotto il sole a picco
non so quello che, muti, confidate:
parole notte e giorno rinfrescanti.

Trad.: P. C.





E le due palme paion due amanti
che per paura di nemici si faccian
scudo in forte castello;
Ovver scoperti, s'ergan lì ritti
a confonder chi venne e lor mal pensieri.

Abd ar Rahman
ibn Abi al Abbas, al trabanishi
in 
Michele Papa, I poeti arabo-siciliani (IX - XI Sec.)
Prefazione di Mario Soldati, Introduzione di Muftah El Sherif
Niccolò Giannotta Editore, Catania1973


Dal tramonto del sole infino
all'aurora, bevemmo vin
temperato come Sole,
Quando i raggi del Sole battean sul
Nilo, come punte di lance su corazze.

Abu al Hasan 'Ali
ibn 'Abd ar Rahman
ibn Bisr (o il Basar) il segretario.
Trad.: Michele Papa


Maria Dolores Pradera
 canta
 Palmero sub a la palma






ph ©piero carbone