domenica 1 novembre 2015

LA ROSA TRA I PEPERONCINI. In natura non si recrimina, si compete. E Smaragdos...


Stamattina, appena ho messo piede a terra, mi sono indirizzato verso la finestra per godermi i colori novembrini della campagna, colori cangianti, frutti che si avvicendano ad altri frutti, terra arata dove c'era l'orto, il rigoglioso orto estivo, ma ugualmente è una festa di verdi e marroni con altri ortaggi altri frutti altri fiori. 



Stavo distogliendo lo sguardo per andare a svolgere le consuete mansioni mattutine quando venni attratto dal colore rosso dei peperoncini, mi piace godermeli nella svariata varietà come fiori e come fiori li avevo seminati nell'aiuola davanti alla porta, li avevo collocati lì perché l'aiuola era troppo grande rispetto alla preesistente piantina troppo piccola, una pianta con roselline non più grandi di un confetto, poco più grandi di un'unghia, rosse e delicate, con un piccolo stelo: da bomboniera.

"Sarà stata subissata dagli svettanti e cespugliosi peperoncini, alti più di mezzo metro", ho pensato. Mi avvicino per controllare meglio e... qual è la sorpresa? 



La rosellina c'era, alta, svettante, in orgogliosa competizione con gli slanciati peperoncini. Non era sola, ma in compagnia di un bocciolo. 
Da lontano sarebbe sembrata peperoncino tra peperoncini, invece era rosa, come sempre era stata, anche se,  per miracolo, non più nana.   






Nel mondo non vegetale, a quanto pare,  funziona diversamente, almeno così sembra leggendo in giro aforismi e riflessioni varie, quasi apologhi involontari di natura.




"Non importa che gli altri facciano bene, anzi, è peggio".

Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito.






















Ph ©piero carbone (Zaccanello, 1 novembre 2015)

sabato 31 ottobre 2015

I POST DEL MESE. Ottobre 2015

▼  ottobre (31)

giovedì 29 ottobre 2015

UN POETA FUTURISTA A RACALMUTO. Giacomo Giardina di Godrano


Non zappo nuvole!


da sx.: 
Nuccio Mula, Carmelo Gueli, Cosimo Randazzo, Giacomo Giardina,  Piero Carbone, Manuela Sciascia. 
Alle loro spalle, Nuccio Vara, autore e regista del docufilm "Bosco per verso"

Notizie biografiche


da Giacomo Giardina, Rocca Busambra. Poesie Disegni Testimonianze, 
a cura di Nicolò D'Alessandro, edizione Movimento Comunità di Base, 1978




Links correlato: http://archivioepensamenti.blogspot.it/2015/09/elegia-o-protesta-antichi-manifesti-e.html

Foto: archivio piero carbone

mercoledì 28 ottobre 2015

UN POMERIGGIO A GUASTANELLA. Commento e foto di Giovanna Lauricella


Passeggiate nel tempo




Qualche giorno fa, coincidenza fortunata ha voluto che ricevessi pressoché contemporaneamente le foto di Rita Rosamaria Lombardo e il testo di recensione al suo libro sul Monte Guastanella da parte di Marco Scalabrino e li ho combinati, diciamo così, insieme per rendere meglio l'idea del luogo e le suggestioni che esso promana. 

Il post ha avuto molte visualizzazioni e su fb tanti like e commenti, tra i quali quelli di Giovanna Lauricella che ha pubblicato alcune belle foto, abbinate a un testo del dott. Francesco Cimino.

"Sono stata in quel sito quindici giorni fa. Escursione fantastica! Ho pubblicato un album Pomeriggio a Guastanella."

Col suo assenso qui lo ripropongo.

"Il mito di Minosse - precisa nel prosieguo del commento - e della sua morte violenta per mano di Cocalo è noto. Il problema riguarda l'identificazione della città di Camico, che in genere viene collocata nei pressi di Sant'Angelo Muxaro. Devo dire però, alla luce anche di quanto ho visto a Guastanella, che l'ipotesi della Lombardo è molto suggestiva."


A Guastanella, tra mito, storia, archeologia, natura e paesaggio.

"L'altura di Monte Guastanella (609 m) si innalza ripida ed isolata in un paesaggio arido ed inospitale (non condivido! n.d.r,). Il sito, di evidente importanza strategica, è interessato da due insediamenti medievali (costruiti su una preesistente struttura proto storica probabilmente sicana, scavata nella roccia, che si estende, a diversi livelli , per 10000 mq. n.d.r.); un fortilizio, collocato sulla cima più alta, ed un villaggio, testimoniato dalla concentrazione di tegole e frammenti ceramici dell'XI-XIII secolo. Ad est del monte, a ca. 20 m al di sopra del fondo valle, esiste ancora una piccola grotta e due tombe scavate nella roccia, risalenti alla tarda età del bronzo.



Un sentiero stretto e ripido conduce ad un poderoso muro di cinta che sbarrava l'ingresso all'area del castello (ca. 1200 mq), sviluppato su quattro livelli altimetrici. Costruito direttamente sulla roccia, il muro (ca. 0,75 m di spessore) è realizzato con pietre appena sbozzate, legate con malta. Le strutture meglio conservate sono due camere ipogee, una grande cisterna coperta a botte e un silo scavato nella roccia gessosa (2, 3, 4). Il castello presenta una omogeneità di progettazione tra le camere scavate nella roccia e le strutture in muratura, da fare propendere per un unico momento costruttivo. Ma rimane molto dubbia la datazione del complesso fortificato che le fonti citano dall'XI al XV secolo. Nel 1995-96 è stato condotto uno scavo archeologico dalla Soprintendenza di Agrigento. Il Castello di Guastanella, in disfacimento totale, rientra nella tipologia dei fortilizi parzialmente rupestri.


Scheda compilata dal dott. Francesco Cimino

http://www.icastelli.it/castle-1234808865-castello_di_guast…