Invece della sintesi, i politici agrigentini, per non scontentare nessuno avevano semplicemente messo assieme i due elementi, tesi e antitesi, come si suol dire e solo per modo di dire, il diavolo e l'acqua santa, visto che nessuno è il diavolo e tutti si sentono l'acqua santa.
I discendenti di Empedocle in tal modo avevano ridotto e semplificato la soluzione del filosofo agrigentino il quale voleva tenere unti nella sua teoria del mondo non due ma ben quattro elementi: terra aria acqua e fuoco!
Comunque, l'unione moderna dei due "elementi" politici ovvero la santa alleanza è saltata, i proponenti si son dovuti dimettere, ed è spuntata fuori, nella giornata odierna, la candidatura di un noto giornalista. Pesce d'aprile, codesta candidatura? O lo era quella precedente?
Mi è saltato il virticchio di scrivere una Nota su facebook che, credo, vale la pena riproporre sul blog in contraltare a consimili notizie precedentemente pubblicate, con perfetta sincronia, sempre in data odierna, giorno del famoso pesce d'aprile.
"Che confusione!" ha commentato un amico.
Ho commentato a mia volta con un trattino che potrebbe risultare dirimente: con-fusione.
A CHE SERVE IL PESCE D'APRILE
I giornalisti dalle mie parti aspettano il primo di aprile per candidarsi a sindaco. Poverini! Non sanno a quale santo votarsi! Nel caso andasse male, diranno che hanno scherzato! Chi giornalista non è, non banalizzando le altre notizie, almeno lo dice di lanciare nonnotizie.
Ma un'altra ragione materiata di sociologica o ontologica sostanza probabilmente vi è sottesa nella scansione calendariale: come nel settimo giorno della Genesi, forse lo fanno per rilassarsi e riposarsi con una notizia leggera (o scherzevolmente falsa) dopo aver creato per sei giorni un mondo di notizie pesanti e vere. E' un pesce d'aprile!
(Camera caritatis: in tutto questo, qualche clic o visualizzazione in più non fa male a nessuno: notizia insufflata, visualizzazione assicurata).
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