lunedì 16 marzo 2015

IL PERSONAGGIO SMARAGDOS. UN PUZZLE



Smaragdos (con Birribaida di Misilindo)?


Abbozzo (o ipotesi) di rappresentazione del personaggio Smaragdos.
*
Ma chi è? 
Se parla chiaro lo accusano di banalità, se cerca di essere profondo risulta criptico,  dovrebbe non parlare ma sarebbe il massimo del dire col non dire di fatto, che sarebbe colto come il massimo del poter dire. Alludere, bollato come illudere. Estrinsecismo, secondo alcuni, allora? Cripticismo, secondo altri? Né co' gli uni né co' gli altri. Eppure, non interessato a qualsiasi forma di ricattatorio silenzio. Spendersi, piuttosto, da prodigo, per spandere parvenze di verità. La veritàààà! Antro infinito. Misterioso. Latomie nostrane. Oracolo foresto. O forse della terza via di un pensare fantastico si tratta? Forse. Forse una giostra, un duello, un torneo. Non con lance e armature, con mazze balestre filecce. Sì con scudi parlanti istoriati. Lui, fatto di parole, romanzesco. Con le parole: casa dell'essere. Scontro di nuvole nel cielo.
Sembra una saga ma saga non è. Parole. Parla.

Coraldo, Marzuchi & Jacopino, Passeggiando con Smaragdos. Parainedito

domenica 15 marzo 2015

GALEOTTO FU IL CACIOCAVALLO. L'albanese Altin Raxhimi ne vuole ricercare l'etimologia





screen capture reporter.al



Altin Raxhimi, giornalista albanese di grande cultura e sensibilità, mi ha promesso che mi farà avere la versione italiana dell'articolo che sta scrivendo sul caciocavallo.

"Mi farà tantissimo piacere inviare i miei articoli che parlano di caciocavallo e kashkaval, il suo cugino balcanico. È una serie di tre reportages...  
La versione albanese è già pubblicata, qui sotto i link... Una versione inglese sarà pronta tra una settimana..."

Con grande curiosità attendo. 

Mi fa piacere darne notizia, ma soprattutto  svelare i collegamenti che rendono plausibile questo interessamento al kashkaval balcanico. Per diretta esperienza conoscevo soltanto quello poliedrico di Godrano e i modi dire a cui tale conformazione rinvia.

screen capture reporter.al

Causa di tutto è l'etimologia; Altin avrebbe voluto consultare il Dizionario etimologico del Varvaro che viene citato nell'articolo sulle origini della cassata siciliana scritto dal prof Trovato e pubblicato sul blog archivioepensamenti qualche tempo fa. Addirittura è documentato l'utilizzo del caciocavallo nella preparazione della cassata. 

Galeotto, dunque, è stato l'articolo sulla cassata del professore Trovato pubblicato sul blog e intercettato tramite internet dall'albanese Altin Raxhimi. Chissà se risulterà una notizia tanto interessante da farne arrivare eco al Colloque di lexicographie dialectale et étymologique / che si terrà in Corsica, a Corti, il prossimo ottobre e a cui parteciperà il prof. Trovato. Sarebbe come una chiusura del cerchio.

screen capture reporter.al



Questo uso di internet mi gratifica. E non è vero che il virtuale obbligatoriamente smaterializza il reale, le persone, le relazioni sociali, qualche volta ne è tramite e li favorisce; reali sono infatti le persone di cui si parla e reale è il sapere che si condivide, anche se, capisco, diversamente reali sono una bella forma di caciocavallo o una gustosissima cassata che si gustano non soltanto con gli occhi.

screen capture reporter.al 


I link con i post in albanese:



sabato 14 marzo 2015

ALZARSI CON LE STELLE DI ONOFRIO LO DICO




Mio padre che si alzava
con le stelle alte dell'Orsa
raccoglie stelle ogni notte
a tutte le finestre

per il suo desiderio
di lucciola tra il grano.




in Onofrio Lo Dico, La luna sulla porta, Salvatore Sciascia Editore, Caltanissetta-Roma 2008


Immagine scannerizzata della composizione di Agostino Tulumello, già pubblicata nel post 

venerdì 13 marzo 2015

CLIC CLIC. CIN CIN!



Qualche tempo fa sembrava un miraggio,  ieri è stata la vigilia 
con un numero di visualizzazioni prossimo alla cifra tonda.

Oggi, a cifra tonda oltrepassata, come promesso, il brindisi, 
che appena qualche giorno fa avevo preannunciato:




A cifra tonda, un brindisi! 
Ma un grazie tondo fin da ora. 
A tutti.







Cin cin di Smaragdos un tantinello brisé:

Tanti  clic possono non fare una claque. 

Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchette,
clic
clic
clic
chchch...
cin cin



Link correlato: http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-38384

mercoledì 11 marzo 2015

SOPRAVVISSERO SOLTANTO I PIATTI. Da Setúbal la storia di Giovanni Ricciardello originario di Catania



SICILIANI NEL MONDO.

Lo scorso mese mi aveva scritto Eduardo Chiarelli da Setúbal, in Portogallo, proponendomi la lettura della storia di un amico. Implicita, una discreta proposta di pubblicazione sul blog. Non se ne fece niente o per meglio dire ha riposato in standby.  Ma, come si dice in siciliano, non la buttai darriè lu cuòzzu.


Ora, per tanti motivi e recenti coincidenze con altri post pubblicati in questi giorni, mi pare ne cada opportuna la pubblicazione per proporla ai tanti visitatori del blog, siciliani e non, residenti o incardinati in Sicilia o sparsi per il mondo, poiché, dentro e fuori un blog, tanto per dire, è l'umanità che si rifrange in mille raggi di luce attraverso il siculo prisma di cristallo.           (P. C.)







Una discreta proposta
di
Eduardo Chiarelli

Ciao, Piero, ti va di leggere una storia? Questa volta non sono io a scriverla, ma un Siculo discendente.

Il mio Amico Giovanni Ricciardello insegna Scienze alle scuole medie superiori, è un personaggio molto noto nella “nostra” città, non solo perchè sempre interessato a tutte le iniziative, sportive e culturali, ma anche perchè molto attento e a volte critico, per quanto riguarda l´Amministrazione Comunale.

Ha scritto e pubblicato un libro sul “ Vitoria”, storica squadra di calcio locale, e spesso scrive sul "Setubalense” il giornale della regione

Questa volta non ha pubblicato uno dei suoi commenti, ma ha voluto raccontare, brevemente, la storia di suo padre Carmelo, morto prematuramente, quarant'anni or sono. 

Giovanni parla, legge e scrive correttamente l'italiano e pur considerandosi orgogliosamente “Setubalense” si sente fortemente legato alla Sicilia e ai Siciliani.

Come puoi vedere si può esseri affetti da “paesite” anche se si è nati altrove.

Sarà forse questa la dimostrazione che la nostra è davvero, una terra “Encantada” ?

Quanto segue è la traduzione di ciò che ha scritto. Ciao, un abbraccio. Eduardo.

P. S.
Ti mando questa bella foto, mandatami dal mio amico fotografo André. questa è la piazza principale di Setubal , dedicata a Bocage, un poeta molto irriverente vissuto nel XVIII sec.





Omaggio a mio padre
di
Giovanni Ricciardello



E' in questo mese di febbraio che decorre il 40 anniversario della scomparsa di mio Padre, morto all'età di quarantasei anni.

Carmelo Licciardello nacque a Catania il 13 Aprile del 1928.

Visse tutta la sua infanzia, gioventù e inizio dell'età adulta, a Catania.

Durante la II Guerra Mondiale, l'Italia fu flagellata dai suoi effetti devastanti, prima con l'occupazione nazista, e poi con la riconquista da parte delle forze alleate.

Catania, così come tutta la Sicilia, fu  teatro di battaglie e di pesanti bombardamenti.

La casa dei suoi genitori, (i nonni Francesca e Concetto) fu completamente distrutta dai bombardamenti, le uniche cose rimaste intatte furono solo alcuni piatti, che ancora oggi conserviamo come reliquie.

Con l'inasprirsi della guerra, la famiglia (donne e bambini) dovettero lasciare la città e trasferirsi in una fattoria che mio nonno possedeva nell'entroterra .

Mio nonno Concetto era il Comandante del Porto di Catania, per cui dovette rimanere in città insieme ai figli minori, Saro e Carmelo, mentre i più grandi, Giuseppe e Francesco si trovavano al fronte. Il primo fu fatto prigioniero dagli Inglesi, in Eritrea, mentre il secondo sopravvisse per miracolo, visto che la nave su cui era imbarcato, fu silurata e affondata nel Mediterraneo da un sommergibile Americano.

Tutti sopravvissero alla Guerra.

Con appena tredici anni, mio Padre dovette interrompere gli studi, e per tre anni lavorò in una fabbrica tedesca, costruendo armi, e caricando casse di munizioni.

Questo era un argomento che lo rattristava, e del quale non parlò mai in mia presenza.

Mio Padre era un eccellente sciatore, il vulcano Etna sovrastava la città, per cui, era per lui facile andarci quando era innevato, d'altronde il viale principale di Catania si chiama Via Etnea, proprio per via del vulcano.

Nel 1956 concluse il corso di Comandante della Marina Italiana, nella Scuola Superiore Navale di Catania.

Il 27 Luglio del 1958, sposò nella chiesa di San Giuliano, mia madre, naturale di Setúbal, dall'unione nacquero due figli, io e mio fratello Luigi.

Rimase così nella nostra Città fino alla morte, sopraggiunta nel 1975.

Era molto legato a Setúbal, e amava tutta questa regione, detta dei “tre castelli”.

Divenne anche tifoso del nostro “Vitoria” e applaudiva con entusiasmo i nostri goal anche quando si giocava contro squadre Italiane, come l'Inter o la Fiorentina.

Era un uomo intelligente, colto , erudito e raffinato, sempre con un libro in mano, sua principale compagnia nelle lunghe ore passate in mare.

Era sopratutto un uomo buono. Provato dalla guerra e umanizzato dal mare.

Lascia molta “Saudade” persino a Luigi che era troppo piccolo per ricordarsene e ai cinque nipotini , Leonor, Madalena, Vera, Ricardo e Ines, che non erano neppure nati.

Lascio qui, una sentita, emozionata e “Saudosa” evocazione della sua memoria.

Articolo pubblicato originariamente in portoghese con il titolo "Homenagem a meu Pai" su "Segunda-Feira", 02 fevereiro 2015.