martedì 16 dicembre 2014

LILIANA E LA CAROVANA DI MUSE AL CASTELLO CHIARAMONTANO


Liliana Arrigo era stata al Castello Chiaramontano il 3 agosto di quest'anno in veste di poetessa avendo partecipato al raduno  "Poeti @ Racalmuto".
Ma questa volta vi è ritornata non solo con poeti e poesie ma chiamando a raccolta, oltre a Calliope, una corona di altre amabili Muse: quella della musica, del canto, delle arti visive: Euterpe, Talia, Polimmnia. Anche Erato, la musa della poesia amorosa che con la lira ancor più provoca desiderio.

Vi aleggiava Clio, colei che rammemora la Storia, nel ricordo dei personaggi in costumi storici del Medioevo che hanno sfilato alcuni mesi addietro mentre altri costumi moderni, sobri, elegantissimi, hanno fatto sicuramente onore alla dea. Un desiderio è stato espresso per realizzare costumi storici da fare sfilare per la Festa del Monte: speriamo si realizzi.


Ma hanno animato sale e atrii del castello anche tante, tante altre belle "muse" con sembianze e fattezze delle nostre donne con cui abbiamo familiarità e che vediamo ogni giorno: sembrano semplicemente umane e invece sono muse, muse che rendono la vita amabile, piacevole, piena. 

Liliana, con la sua associazione "Libero canto di Calliope", ha voluto così regalare un pomeriggio di extraordinarie sensazioni. Noi la ringraziamo.  Le Muse fanno bene al paese.

I nomi degli artisti partecipanti e degli operatori che hanno permesso la realizzazione dell'evento si possono leggere sulla locandina. Personalmente, mi ritengo onorato per essere stato invitato estemporaneamente da Liliana a recitare una poesia. 
La documentazione fotografica è di Carmelo Capraro.

















































































Sabato scorso, 13 dicembre, l'evento al Castello Chiaramontano di Racalmuto voluto e realizzato da Liliana Arrigo che ringrazio anche per avermi estemporaneamente coinvolto.

L'esauriente documentazione è di Carmelo Craparo, che ringrazio per il generoso consenso alla pubblicazione

archivioepensamenti. Le Muse fanno bene al paese.

lunedì 15 dicembre 2014

NUBI COME PENSIERI

Era notte.
Ora è giorno.


Assonanze
di tacite
intese



Di latte
nel cielo 
una colomba



In silenzio
di nubi


Parlare con l'aria 
è felicità


Mi levo,
tra filo e filo
di case
vedo
bambagie di futuro


domenica 14 dicembre 2014

TU, L'ULIVO







Quando il caldo dura


Foglie di sparto
E vento di sciorcco
Caldo mediterraneo.
Amori andalusi
E passioni della mia terra.
Sotto l’ulivo centenario
All’ombra mi riparo
Dal caldo delle stoppie
Rinfuocate.
Tu, l’ulivo.

L’ulivo è ricco d’ombra
Ma spossato, tronco cavo
Per colonie di formiche.
È generoso il grembo della terra.
Fammi assopire
Sotto la tua ombra.



 





Sicilia che brucia, Edizioni Grifo, Palermo 1990
Copertina di Nicolò D’Alessandro



sabato 13 dicembre 2014

CAMILLERI SÌ, CAMILLERI NO




Camilleri, sì? Camilleri, no? 
No, non si tratta di questo: sarebbe una questione mal posta. Sarebbe l'ennesimo, inutile referendum. Forse utile ai giornalisti che semplificano eccessivamente e ammiccano a presunte polemiche e a corrucciati duelli che tanto attirano il pubblico, ma non utile ad affrontare una questione, un problema, qualsiasi esso sia, per comprenderlo e arricchirlo con altri apporti e ragionamenti altri. 
E questo non vale solo per Camilleri s'intende!
Nè può considerarsi "critica letteraria" il commento di quel giornalista (non certo l'ultimo) che, a prescindere dalle considerazioni precedenti, concludeva con aria di realistica saggezza: "è pur sempre il primo in classifica nelle vendite!".

Le vendite, in sé e solo in sé, non sono un biblico criterio ermeneutico.

Qui di altro si conciona.

Il ventaglio di commenti che ripropongo, col consenso dei rispettivi autori, è stato causato da un link che ho condiviso su facebook dal blog culturale di Minimum fax "Minima et Moralia": potrebbe offrire spunti di riflessione non solo nel merito delle questioni sollevate ma intorno a un metodo ovvero al modo di intendere lo scambio di opinioni diverse anche sui social network.




Stralcio di un'intervista al "re dei traduttori" Jean Paul Manganaro:

"[...]E, visto che ci siamo, cosa pensa di Camilleri?
"Non lo considero un vero scrittore, ma un autore di consumo. E attenzione: il boom di Camilleri in Francia non c'è mai stato: alcuni editori hanno comprato i diritti a prezzi altissimi ma non c'è stato ritorno. Insomma, una grande disdetta".

Come se lo spiega?
"Il fatto è che Camilleri scrive per un tipo di società e di lettore che gli va a genio. Queste condizioni non possono essere identiche altrove. Non c'è piena fusione col tessuto sociale. [...]"

Salvatore Ferlita, "Jean Paul Manganaro: Camilleri? Un autore di consumo", "Repubblica" del 10 dicembre 2014. 

Per leggere l'intera intervista clicca il link:


Piace a Lillo Mendola e Giovanni Salvo.


Lillo Mendola
10 dicembre

D'altronde lo ha ammesso lui stesso in una recente intervista alla Rai. Montalbano è un prodotto in serie si muove nei meandri della quotidiana cronaca.



Piero Carbone

tutto non si può



Angelo Campanella

I romanzi di Camilleri con protagonista Montalbano sono certamente di consumo, ma non dimentichiamo che Camilleri è autore anche di ottimi romanzi storici, come "Il re di Girgenti", "La concessione del telefono", "La mossa del cavallo" (per citarne solo alcuni). Nei romanzi storici Camilleri ha ampiamente dimostrato di essere un autentico scrittore e di sapere padroneggiare le lingue e i registri linguistici, di sapere consultare documenti d'archivio e di saperne scrivere ad hoc. quanto il traduttore afferma sul pubblico internazionale è vero, ma questo è valido per tutti gli scrittori.
Nei miei viaggi all'estero, mi piace andare per librerie per rendermi conto dei gusti letterari nei vari paesi e i libri di Camilleri li ho visti in bella mostra nelle librerie di Francia, Germania, Spagna, Grecia. Scusate se è poco.



Lillo Mendola

I romanzi con Montalbano sono una cosa, una sorta di filone d'oro da sfruttare, ha già scritto la morte del commissario , epperò sono serviti a far scrivere le vere opere: i romanzi storici.Sarei curioso di capire come l'abbiano tradotto e reso Salvo in tedesco



Piero Carbone

Caro Angelo, hai fatto bene a integrare con le tue considerazioni critiche, condivisibilissime, le valutazioni del traduttore siculo-francese; discutere fondatamente su un autore, ma ciò vale non solo per Camilleri, rilevando punti forti e punti deboli, credo che sia più onesto e rispettoso di un frainteso, o peggio: interessato, tifo. Anche Camilleri penso apprezzrebbe una sincera critica e la preferirebbe a un acritico tifo.



Angelo Campanella

@Lillo Ho letto La pensione Eva in francese e ho notato che il traduttore ha provato a riprodurre la lingua ibrida di Camilleri storpiando le parole, che restano riconoscibili e comprensibili. Credo, quindi che il lettore francese possa avere un'idea dell'interessante scelta linguistica di Camilleri. Posseggo anche un Camilleri in neogreco, ma non sono in grado di valutare le scelte del traduttore, per la pochezza del mio neogreco (lo capisco a stento).



Alfredo Polizzano

Al di la di tutto ciò che si potrebbe dire sul "filone d'oro Montalbano" e della riconoscibilità di Cammilleri all'estero, al mio personalissimo gusto Cammilleri non piace: è vero che la peculiarità degli scrittori siciliani sia uno stile di scrittura non semplice e a volte troppo arzigogolato, Bufalino e Sciascia ci hanno abituato a neologismi funzionali al testo, ma la lingua e lo stile di Cammilleri li trovo a volte esasperanti coupe de teatre a scene altrimenti banali. Bisogna sempre distinguere una bella storia da una storia scritta bene. D'altra parte noi siciliani siamo troppo fortemente nostalgici anche di ciò che non abbiamo vissuto e non mi stupisce che i "romanzi storici" siano così apprezzati (altro filone d'oro sfruttato dal nostro autore?).




Foto (proprie) di stucchi del Serpotta (Palermo)



venerdì 12 dicembre 2014

IL MAESTRO FLAUBERT E IL GIOVANE MAUPASSANT




In Francia, Flaubert, un maestro, un mostro sacro, fa sinceri complimenti a un "giovanotto", addirittura dà consigli gratis per risultare ancora più bravo.

Raro, molto raro, dalle nostre parti! Parti molto estese, si capisce: solcano il mare.

Sovente i maestri e mostri sacri non disdegnano  circondarsi di ruffiani, di questuanti e di cretini. 



Stralcio di una delle due lettere pubblicate su




" [...] Ma ho fretta di dirvi che considero Palla di sego come un capolavoro! Sì, giovanotto! Né più, né meno, questa è l’opera di un maestro. È molto originale nella concezione, interamente ben ideata e di uno stile eccellente. Il paesaggio e i personaggi sono ben visibili e la psicologia è forte. In breve, sono rapito; due o tre volte ho riso ad alta voce (sic).
La reazione scandalizzata di Madame Brainne mi dà le vertigini! Da non crederci…
Vi ho scritto su un piccolo pezzo di carta le mie osservazioni da pedante. Tenetene conto, mi sembrano buone.
Questo piccolo racconto resterà, siatene certo! Che bei grugni quelli dei vostri borghesi! Non uno che sia malriuscito. Cornudet è immenso, e vero. La suora sfigurata dal vaiolo, perfetta, e il conte «mia cara bambina», e la fine! La povera ragazza che piange mentre l’altro canta La Marsigliese, sublime. Ho voglia di sbaciucchiarvi per un quarto d’ora! Sì, davvero, sono così contento! Divertito e ammirato! [...]"
Lattera di Flaubert a Guy de Maupassant, Croisset, 1 febbraio 1880