giovedì 6 novembre 2014

MINIMALI DI NOVEMBRE. Il callo e la beffa?





1.
In un famoso Sketch, il comico Ciccio Ingrassia pesta il piede al comico Franco Franchi e invece di chiedere scusa lo apostrofa così:
- Ma come ti permetti di mettere il tuo piede sotto il mio!

Ma è solo uno sketch, sperando che nella vita reale non capiti mai una cosa del genere: tra non comici, ci sarebbe il danno, anzi, il callo pestato e la beffa.


2.

Si sentono tante notizie, tanti commenti e uno si convince che non si debbano lanciare bombe nelle abitazioni che ospitano civili ma mi pare altrettanto doveroso, che da quelle stesse case che ospitano civili, missili non ne debbano essere lanciati. Altrimenti, tutto diventa un bersaglio, indiscriminatamente.



3.
Se le parole sono pesanti sono pesanti per tutti e nella doppia direzione, non solo quelle che come frecce ci colpiscono ma anche quelle scagliate prima nella direzione opposta. Il fatto è che a volte ci si dimentica perfino di averle scagliate, non per questo, una volta arrivate a destinazione, fanno meno male.

Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito.



Nella foto, la Fontana durante i lavori di restauro (1990)
ph ©pierocarbone

mercoledì 5 novembre 2014

martedì 4 novembre 2014

NATICHE PENSANTI

1.



Natiche pensanti. Natiche agognanti. Natiche pesanti

Che tristezza vedere appollaiate natiche sulla stessa poltrona che il medesimo proprietario delle natiche aveva criticato velenosamente fino al giorno prima come scomoda, deformante, bislacca.

Non era critica, allora! 
Ma stridore d'amore irrealizzato, lamento antico di uva irraggiungibile, rovescio di desiderio lontano,  utopia,  sofferenza di natiche distanti dall'amata affossatura di una poltroncina agognata!

In politica, ma non solo. E' il voltagabbanismo di sempre: dove c'è odore di potere, apparenza di vincenti...

Unni scura nun agghjorna, si dice in dialetto, un modo di dire che è in nuce un racconto e rimanda a mille e mille altri racconti: dove lasci uno la sera precedente non lo ritrovi all'indomani mattina, giusto il tempo di un pernottamento e già ha cambiato lido, pronto a dormire in un altro nido.  
Nel vecchio nido si lasciano ogni volta le penne vecchie, i vecchi pensieri, i vecchi convincimenti.  
Anche i serpenti lo fanno, mutare pelle, ma con minore frequenza, e comunque restano i serpenti che erano. 
A coloro, invece, che sono di repentina, radicale e frequente muta,  capita di lasciare in un nido le penne dell'upupa e ritrovarsi in un altro, quelle del cuculo: verso incluso.



1. Scultura di Salvator Dalì, fotografata al Teatro-Museo Dalí di Figueres. Ph ©archivioepensamenti



lunedì 3 novembre 2014

AVA, GROTTESE. AVO, MONTEDORESE?

Tranne il cognome "Chiarenza" della mia nonna materna, con tutta evidenza grottese, i cognomi di tutti gli altri nonni (Petruzzella, Capobianco, Carbone) affiorano con più o meno frequenza e con alcune variazioni nei registri parrocchiali o nelle carte notarili di Racalmuto, dal Novecento in giù, ma questa segnalazione montedorese dell'amico Messana allarga il campo di indagine sulle mie origini o lo restringe, a seconda dei punti di vista. 
Comunque, ardua scienza, l'onomastica! Richiede tante competenze.
Sarà per questo che, di rinvio in rinvio,  timoroso, non ho intrapreso indagini genealogiche come si deve.  Ma è un desiderio, direi un bisogno, che prima o poi, in qualche modo, uno cerca di esaudire.

Intanto, continuo a fantasticare sul radicamento topografico tramite le prime tre lettere del mio cognome speculari alle prime tre lettere del paese dove sono nato.





Ciao Piero,

Nelle  mie  ricerche  su Montedoro mi sono spesso imbattuto  in documenti in cui compare  il  Tuo cognome. Molti  nei registri Parrocchiali  della  Chiesa di Montedoro.
Oggi ho riscontrato un Atto  di vendita  di  due Carbone  Giovanni e  Angela, fratello e sorella,  che cedono una tenuta di Terra  nel Feudo Gibellini, contrada cappello d'Azzaro.

Il cognome  non esiste  più a  Montedoro , ma  nel  1700/1800, era  presente:  che  tu  sia  un oriundo Montedorese... o delli Gibellini ??

Saluti, Calogero




sabato 1 novembre 2014

IL NOME NON SI LEGGE



Fotografia sculuruta


Na tomba annuvricàta 

e chjina di lippu

la data scancillata

lu nomu ca un si leggi

un ancilu chi prega

na cruci arruggiunuta

e grasti senza hiuri. 

Sculuruta, la fotografia.

Nni li pigna

s’aggiuccanu li ciavuli pi notti.


- Signori, si chjui!






Una foto sbiadita


Una tomba annerita
e ricoperta di muschio
le date scancellate
il nome non si legge
un angelo che prega
la croce arrugginita
e vasi senza fiori.
Sbiadita la foto.
Tra i pini
s'annidano le gazze
per la notte.

- Signori, si chiude!







in Pensamenti

©foto pierocarbone