lunedì 21 luglio 2014

SE IN FESTA È LA LEGALITÀ



Il 19 e 20 luglio si è svolta a Racalmuto la "Festa della legalità" organizzata dal gruppo "Insieme per il bene comune".
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/07/insieme-per-il-bene-comune.html

Ringrazio i ragazzi per avermi coinvolto in questa significativa iniziativa.
Anche la musica, i pensieri, le riflessioni, le poesie, l'esperienza scolastica dell'adozione di un monumento, nella fattispecie il castello di Maredolce di Palermo da parte dell'Istituto comprensivo omonimo, possono contribuire a veicolare e a rafforzare un messaggio di legalità.




Gabriele Campanella con Ciccio Carrara, direttore della banda musicale 



A destra: Serena Micciché

Da sx: Anita Sciortino e Luisa Agrò


Da sx: Salvatore Picone, assessore alla cultura e alla legalità, Piero Carbone,
Mariolina Lo Giudice, Giuseppe Grizzanti, Calogero Giudice


Onorevole Tonino Moscatt





Avv. Emilio Messana, sindaco di Racalmuto


Locandina della manifestazione



Litania interrotta
Poesia interpretata da Giuseppe Grizzanti e Serena Micciché



Il servizio di Telestudio 98

sabato 19 luglio 2014

INSIEME PER IL BENE COMUNE


FESTA DELLA LEGALITÀ A RACALMUTO

In un comune come RACALMUTO dopo anni di commissariamento la LEGALITÀ torna grazie alla nostra idea e all'appoggio e sostegno datoci dall' Amministrazione Messana.
NUN MANCATI...

Gruppo 
“Insieme per il bene comune” 
composto da Luisa Agrò (responsabile dell’iniziativa), Anita Sciortino, Fabrizio Nazareno Mantione, Luigi Falletti, Calogero Giudice, Mariolina Lo Giudice, Giuseppe Grizzanti, 
Giuseppe Brucculeri e Serena Miccichè.


Piazza Umberto I o Piazza Castello

Luisa Agrò
Ringrazio pubblicamente l'assessore alla cultura e alla legalità Salvatore Picone e all'Associazionismo e Partecipazione Carmela Matteliano
per la loro disponibilità. Posso dire che l'amministrazione Messana è 
sensibile a queste iniziative nate da gruppi spontanei e che porterà la
trasparenza e la legalità nel nostro Paese... Sono fiduciosa...


Scalinata via della Repubblica o del Monte


Da fb

Luisa Agrò
Ti ringrazio per aver dato a disposizione le tue poesie per questa importante iniziativa.

Piero Carbone
Onorato per averle utilizzate come ambasciatrici di messaggi per la legalità.


1
Era ura!

A don Pino Puglisi





Cuntenti mi susivu sta matina,
n piettu mi criscieru rosi e hiuri.



Ci li detti, di cu nun m’aspittava,

sutta li tempii, quattru cutuluna.



Parlà lu Papa propiu ad Agrigentu,

lu dissi arsìra lu teleggionali.



Lu dissi e ripitì li so palori:

“Mafia è piccatu. Piccatu sociali”.


Nel 1993 Papa Giovanni Paolo II ridiscese in Sicilia e col dito puntato come un fra cristoforo fece risuonare le sue parole al Piano di San Gregorio: “Convertitevi! Anche per voi arriverà il giudizio di Dio!”. Lassù in alto il tempio della Concordia sembrò tremare.

La Valle dei Templi echeggiò quelle parole che furono udite fino a Punta Bianca. Quattro mesi dopo, il 15 settembre, veniva ucciso a Palermo Padre Puglisi, parroco di Brancaccio.

La Chiesa si scosse. Invertì la rotta. Si parlò di scomunica per i mafiosi. “Martiri per la giustizia” vennero detti i caduti di mafia che testimoniavano la loro fede.

Le parole del Papa, per lo storico della Chiesa don Cataldo Naro, rimandavano senza mezzi termini “al dovere dei cristiani di Sicilia di resistere alla mafia”.*




*La poesia e la relativa nota sono state pubblicate in Pensamenti, Coppola editore, Trapani 1998


Scalinata via della Repubblica o del Monte

2

LITANIA INTERROTTA


“Unn’erumu junti?...”
Nino MARTOGLIO, San Giuvanni Decullatu,
atto II, scena I.
-       San Carlo Alberto Dalla Chiesa.
-       Ora pro nobis.
-       San Cesare Terranova.
-       Ora pro nobis.
-       San Pio La Torre.
-       Turi!
-       Chi c’è? Nina.
-       Come che c’è? Sei sicuro
che queste son litanie
giuste?
-       Certo!
-       Non mi pareva. Nomi
da telegiornale, strani,
mi parevano.
-       Che vai pensando? Prega.
Son tutti santi freschi.
Il Papa l’ha detto.
-       E allora… Sia fatta la volontà…
Se l’ha detto il Papa! Ma
Dimmi…
-       Che c’è?
-       Perché li hanno ammazzati?
Quali miracoli hanno fatto?
-       E che ne so io? Son morti.
Zitta, piuttosto, e prega.
Attacca.
-       Dov’eravamo giunti?
-       San Pio La Torre.
-       Ora pro nobis.
-      

Da Sicilia che brucia, Grifo Edizioni, Palermo 1990


Scalinata via della Repubblica o del Monte

 3

C’ERA E C’È

Rit.:
Nun si vidi
 Nun si senti
Nun hiatia
Eppuru c’è

I
Nuddru chi la muntua
Nuddru chi l’addumanna
Ognunu sapi quannu
La vuci grossa fa.
Rit.

Si tu però fa finta
Ca iddra un c’era e un c’è
A tradimientu arriva
Arriva quannu e gghiè.
Rit.

III
A tanti duna pani
Duna travagli strani
È pani mmilinatu
A tutti ntussicà.
Rit.



Testo di una canzone inedita 









venerdì 18 luglio 2014

MEGLIO TARDI CHE MAI, SE NON È TROPPO TARDI




Di fronte al rischio chiusura della Fondazione Sciascia per il mancato finanziamento da parte della Regione Siciliana, Giancarlo Macaluso e Gaetano Savatteri scoprono l'acqua calda invocando a firma congiunta un cambiamento di rotta (Cambiare o Morire) e sulle colonne di "Malgrado tutto web" parlano teatralmente di un eventuale "omicidio culturale". 

Solo ora se ne accorgono? 

E dove sono stati finora, nel periodo della lenta agonia, quando altri, in dolorosa solitudine, ha sollevato da parecchi ma parecchi anni gli stessi interrogativi e invocato gli stessi rimedi, anzi, il "loro" giornale, su cui si rammaricano e lanciano gli alti lamenti oggi, si è posto contro quei rilievi e quelle critiche. 

L'ho sempre detto, se tanti  sedicenti sciasciani invece di criticare il dito avessero, con più apertura e obiettività, guardato la luna, forse la notte oggi sarebbe rischiarata da qualche seppur esile barlume, pur nelle tenebre incombenti e, a quanto pare, ostinate. 
Il problema economico è diventato impellente soltanto oggi, ma in passato non di questo si trattava, anzi!


E allora?
Altro che essere definito "nemico storico" di Malgrado tutto,  da condannare all'ostracismo mediatico per stupide ragioni:  dopo la primissima stagione di costruttiva collaborazione, ci ha separati semmai una diversa visione culturale e un diverso atteggiamento teorico e pratico, al di là di ogni utile prudenza e tornacontistica convenienza, nell'affrontare problemi che qualcuno si ostinava a non riconoscere nemmeno tali.

Come nel ballo della cordella,  c'è chi è stato fermo ad indicare sempre gli stessi problemi irrisolti e contemporaneamente ad essere costruttivo quando le circostanze glielo hanno permesso. Resistenza culturale è stata in questo caso, anche a costo di essere additato  come oppositore della Fondazione mentre ne era un disinteressato coadiutore esterno.

Comunque, meglio tardi che mai. 
Ora che finalmente alcuni sono su posizioni ravvedute, si possono incominciare a raccogliere le forze comuni per combattere la stessa battaglia e, purché nessuno cerchi di saltare in testa al corteo per "capitanarlo" specialmente se ieri era nelle retrovie a frenarlo, si può pensare a convogliare il comune sentire di tanti racalmutesi, di tanti sciasciani senza vincolo geografico, di politici, intellettuali, imprenditori, di tanti cittadini che ritengono la cultura un valore. 

Facciamoci sentire ma coinvolgendo  gli altri, potenzialmente tutti coloro vogliono sentirsi partecipi della stessa battaglia, magari raccogliendo le firme, liberi contributi, con i gazebo, o sul web; organizzando dei semplici incontri preliminari, aperti, plenari, affinché quello che seguirà scaturisca da un modo nuovo, corale, democratico, partecipativo, di affrontare i problemi e ribadire condivisi valori. 
Altrimenti, la Fondazione,  anche se, speriamo,  "salvata", sarebbe destinata ad una seconda morte.







Ph pierocarbone