Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
giovedì 26 dicembre 2024
giovedì 19 dicembre 2024
ANNIVERSARIO RENZO COLLURA. Pubblicati gli Atti AIPI (curati da Dagmar Reichardt) con un intervento di Stefan Çapaliku
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In coincidenza dell'anno in cui cade il 35° anniversario della morte di Renzo Collura (che cade il 19 dicembre) sono stati pubblicati gli Atti del Congresso AIPI - tenutosi a Siviglia dal 7 al 9 novembre 2024 - il volume edito da Franco Cesati Editore contenente gli le relazioni esposte nella sessione “BENVENUTI AL NUOVO SUD-Costellazioni, collaborazioni e trasformazioni transculturali” del XXV congresso AIPI “Raccontare la realtà. Italia ieri e oggi” (Palermo, 27-29 ottobre 2022).
Tra le relazioni vi è quella di Stefan Çapaliku, Renzo Collura disperso in Albania, accolta con vivo interesse dalla curatrice Dagmar Reichardt che così ha l'ha preannunciata nell'Introduzione agli Atti : "... ci offre il piacere di poter leggere un ricordo dell’ex soldato e artista siciliano Renzo Collura, “disperso in Albania”, raggiungendoci “dall’altra sponda” del Mar Adriatico, lo scrittore - italofilo - Stefan Çapaliku (n. 1965). Autore di vari romanzi albanesi (tradotti in diverse lingue, tra cui l’italiano) che trattano della storia e della vita nei Balcani di oggi; Çapaliku, nato a Scutari, ha vinto nel 2024 il Premio nazionale dell’Albania per il miglior romanzo."
Lo scrittore albanese, nei sei paragrafi del suo intervento, ripercorre gli aspetti e i legami albanesi di Renzo Collura:
1. Renzo Collura, un Ulisse partito per la guerra
2. Renzo Collura si ferma a Scutari
3. Benardina Qerraxhija, la Circe di Renzo
4. Le lettere mai spedite
5. Renzo Collura si ferma a Durazzo
6. Epilogo o Maiora Premunt
Così scrive Stefan Çapaliku del Maestro Collura nel suo intervento:
"I sentimenti albanesi non lo abbandoneranno e come testimoniano molti contemporanei arbëresh, divenne amico di questa comunità e si avvicinò persino alla chiesa arbëresh per contribuire con i suoi progetti pittorici. Sarà direttore della Galleria Di Arte Moderna di Palermo fino al 1977, anno in cui si dedicò interamente alla sua arte.
Il suo ciclo pittorico La danza della morte rimane un capolavoro, non solo suo, ma anche del tempo che lo ha ispirato. Il lavoro di Renzo è stato apprezzato anche dal celebre critico italiano Philippe Daverio, che gli ha prestato particolare attenzione attraverso un documentario televisivo."
E facendo eco a quanto si sta istituendo in Albania per valorizzare la figura di Renzo Collura così conclude: "Nella sua città natale, a Grotte, è stato recentemente costruito un museo a lui dedicato."
Dopo l'incontro con Athos Collura, figlio di Renzo, e a testimonianza dell'interesse per il Renzo Collura "albanese" ritrovato, risale a qualche anno fa la pubblicazione ben accolta in Albania di Stefan Çapaliku, Renzo Collura. Un artista disperso in Albania, Editore Botimet Fishta, Tirana 2020.
sabato 30 novembre 2024
venerdì 29 novembre 2024
domenica 20 ottobre 2024
ZZITAGGIU MEDIEVALE. Antonino Del Carretto e Costanza Chiaramonte
domenica 29 settembre 2024
BONANNO A RACALMUTO. Domani la cerimonia di consegna del quadro Unicuique suum
Racalmuto, Aula Consiliare, 30 settembre 2024 ore 11:00
Manifesto
giovedì 5 settembre 2024
IL PITTORE GIUSTO BONANNO A PALAZZO ZIINO. Racalmuto tra i patrocinatori
ALLEGRO MA NON TROPPO
Mostra di pittura di Giusto Bonanno
Promossa dall’Assessorato alla Cultura della città di Palermo e dalla Confcommercio
Con il patrocinio di: Fondazione Orestiadi, Fondazione Umberto Mastroianni, Comune di Racalmuto, Tonnara di Scopello e altre Istituzioni.
Palermo, Palazzo Ziino
Dal 5 Settembre al 5 Ottobre 2024
Inaugurazione: Giovedì 5 Settembre, ore 17:00
Presentazione critica di Fulvio Abbate.
Testimonianza critica di Piero Carbone
"ALLEGRO MA NON TROPPO" è la mostra personale dell'artista Giusto Bonanno, che propone una retrospettiva che attraversa la sua evoluzione artistica, dagli esordi nell’informale fino alle più recenti opere, tra cui le "figure emblematiche" e i "Cantieri".
La ricerca di Bonanno si spinge oltre l'apparenza, esplorando l'interiorità stessa della pittura. L'artista ci conduce in un viaggio profondo nel "nucleo ultimo" del colore, rivelando la morfologia nascosta e la verità segreta della pittura, superando i confini tra figurativo e astratto. È come se Bonanno avesse deciso di svelare il "contenuto" rimasto finora celato in ogni avventura iconica, mostrando la sostanza essenziale e autentica della sua arte.
La mostra sarà visitabile dal pubblico con ingresso libero tutti i giorni ore 15:00 alle 18:30. Mercoledì chiuso.
giovedì 18 luglio 2024
sabato 6 luglio 2024
venerdì 7 giugno 2024
MAREDOLCE NELLE TERRE D'ARGINE. Da Palermo a Carpi - Teatro Comunale 21 ...
giovedì 6 giugno 2024
venerdì 17 maggio 2024
GIANA GUAIANA CANTA "COMU FANNU A RACALÒ"
giovedì 1 febbraio 2024
"L'UOMO CHE EBBE DUE FUNERALI" AL TEATRO DELLA POSTA VECCHIA. Agrigento, 3 e 4 febbraio 2024
LINK
mercoledì 31 gennaio 2024
TRA NEBBIE E NUBI. Post in progress...
Le nebbie e le nubi completano il paesaggio, insaporiscono un luogo, un monumento, un momento, che rendono di volta in volta unico pur rimanendo sempre lo stesso.
O, cambiando la prospettiva, vedere la realtà dalle nebbie e dalle nubi, non come contorno ma come soggetto.
La sostanza è la stessa ma diversa la visione
di ciò che, tangibile, resta e di ciò che, intangibile, muta, cangia, si dissolve...
il sogno diventa realtà, la realtà diventa sogno.
mercoledì 10 gennaio 2024
PREMI. Post in progress
Premi e riconoscimenti vari: occasioni d'incontro e nove conoscenze. Con divertimento. Come in un gioco...
2013
martedì 9 gennaio 2024
GIUDIZI. Post in progress...
CONTRIBUTI CRITICI E COMMENTI
Mi piace premettere ai vari giudizi e commenti che mi riguardano la seguente riflessione di Luigi Russo sulla critica:“La critica, quella famosa critica, di cui oggi si incomincia a scoprire ingenuamente la necessità è già liberalismo, ed essa non è un fatto arbitrario, un post factum, una cosa che può esserci e può non esserci, ma è la stessa coscienza riflessa dell’azione, e però è un’azione più illuminata. E là dove non si vuole critica, dove la si combatte come una nemica, sorge il surrogato, la calunnia”.
E’ la storia ad insegnarci che “è sempre la censura che genera gli scandali, e dove manca la libertà, fatalmente ivi nasce una vita licenziosa”.
FLORILEGIO
Sicché mi domando subito: c'è o no una relazione, magari implicita, con altro e più antico neologismo - divenuto famoso - come sicilitudine? No, lì siamo sul terreno sociologico e non letterario. [...] Nel nostro poeta racalmutese non ci troviamo davanti ad un "concetto" elaborato su stanze di razionalità speculativa, quanto invece davanti ad una "categoria" tutta poetica della sua liricità capace di agire sulla creatività e sui suoi impianti di scrittura. [...] Ecco, perciò, una nuova liricità del canto rabbiosamente dolente e parimenti misurato e sommesso, ecco il lungo trasferirsi della condizione siciliana dalle sicilitudini alle sicilinconie. [...] Non a caso io, letta e riletta la nuova silloge dialettale di Piero Carbone, Venti di Sicilinconia, mi sono persuaso che egli adesso, per dirla con Ignazio Buttitta, si stia facendo la peddi nova, la sua nuova pelle.
Da Salvatore Di Marco, La poesia di Piero Carbone tra "sicilinconie" e modernità, 2009
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Torino, 13 gennaio 2012. Gentile Carbone, finalmente, liberatomi da pressanti impegni, sono riuscito a leggere il suo Venti di sicilinconia. Mi scuso per l'immenso ritardo nel rispondere, e mi complimento anche per la sapienza metrica e la ricchezza del suo lessico. Grazie ancora per l'omaggio e auguri dal suo Gian Luigi Beccaria.
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La sua poesia è un’accusa contro l’erosione del siciliano, ma anche contro i poeti che non respirano l’aria di oggi, usando una lingua solo per ricordare il passato, quando dovrebbero esprimere i temi e le preoccupazioni del tempo in cui vivono, magari con ironia sottile, senza dure recriminazioni. Gaetano Cipolla, 2014
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...le parole più succose, sceglie una ad una quelle con le quali strutturare compiutamente sul foglio il suo mondo e, finanche, provare a vagheggiare quanto finora è stato indicibile. Marco Scalabrino, 2015
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Tutto un insieme di suoni, di note i suoi versi, apparentemente a schema libero, ma con cadenze musicali che prescindono dalla conta delle sillabe o che la inseguono in una lingua che non è quella ufficiale, l’italiano, ma un dialetto particolare, vissuto dal poeta fin dalla più tenera età e da lui sapientemente piegato alla musica. Salvatore C. Trovato, 2021
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Carbone è il poeta prestato alla musica, i cui testi subiscono qualche volta la sorte di essere musicati con risultati estetici ed emozionali diversi a seconda di chi li canta. Sciroccu di l’arma ripropone il tòpos del “vento del sud” già presente in Pino Daniele (Scirocco d’Africa, 1998), ma che nel disco diventa il vento che al tempo stesso accarezza e disturba ma che, alla fine, si fa alito leggero di un’atavica ninna nanna per il riposo del corpo e per la pace dell’anima. Roberto Sottile, 2021
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Ogni poesia fa storia a sé e Piero Carbone si inserisce a pieno titolo nella grande tradizione della poesia siciliana che adopera la “lingua” comune dell’Isola. In alcune poesie è posta nell’epigrafe o è inserita nel suo corpo, una citazione di personaggi e autori di vaglia, sia italiani che stranieri (Tomasi di Lampedusa, Baudelaire, Verga, Cervantes, Borges…), con cui l’autore imbastisce e intrattiene come un dialogo in un percorso che attraversa il suo mondo poetico. Gaetano Celauro, 2022
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...mi sembra che nella poesia di Piero Carbone vi siano due motivi che la collocano felicemente all’interno del perimento tracciato dalla neodialettalità. Uno squisitamente linguistico, testimoniato dell’assunzione nel proprio universo poetico di parole non dialettali. [...] L’altro motivo è più esplicitamente concettuale ed è la capacità da un lato di edificare una fondata cosmogonia del mondo, tesa tra storia e contemporaneità, e dall’altro di accogliere nel perimetro della propria poetica i temi cari all’ermetismo e alla poesia post-avanguardista: in primo luogo la ricomposizione dell’io poetico, soggetto attivo di cognizione e sentimento, fantasia, fuga, riflessione, interazione, sottrazione, mimetismo, lateralità. Vincenzo Pinello, 2022
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Si dice "albero" e si pensano le "radici", le stesse radici non eludibili - le sue - che Carbone fa venire fuori da una consolidata coscienza poetica tra etica ed estetica, e per di più attraverso un linguaggio "terragno" che, alla stregua d'una vox clamantis, lo induce a definire in maniera originale e suggestiva le tante riflessioni sugli uomini e sulle "cose" del mondo. Nicola Romano, 2022
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...Tu, caro Piero, fai parte di una dimensione che non appartiene soltanto a una tua volontà e alla tua voglia di scrivere in lingua siciliana; in questo percorso che potrebbe sembrare inattuale, al di là della collocazione linguistica del tuo comporre, fai parte di quella scuola siciliana che ogni tanto produce dei fiori straordinari, tali perché non nascono sui margini delle strade ma nel pieno humus della terra, della vera cultura siciliana che ha avuto a che fare con tutto quello che è reale, pensiamo a Franco Scaldati, paragonabile per il suo dialetto, mutatis mutandis, al napoletano di Eduardo De Filippo... Ogni volta che parli dello scirocco, delle piante, della tonalità dell'aria, è come se ti rapportassi a una dimensione lirica originaria e innocente, una dimensione assolutamente vera in cui non lesini la partecipazione della tua anima con tutto quel tuo peso di nostalgia, del nostos.... Salvatore Lo Bue, Presentazione on line della raccolta Pensamenti. Vientu e Stizzania, 2022
https://www.facebook.com/spazioculturalibri/videos/4821920347906179
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E se noi percepiamo, sentiamo, quello che il poeta sente e trasmette, significa che il linguaggio è consono e conforme all’intenzione poetica, senza il quale, come si sa, non sussiste liricità, fondamento di ogni opera d’arte. Nicola Lo Bianco, 2023
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La combinazione di poesia e musica crea, infatti, una unità transmediale e sinestetica sui generis e trasmette all’uditore un messaggio congeniale nei confronti di un Nuovo Sud. Dagmar Reichardt, 2024
domenica 7 gennaio 2024
sabato 6 gennaio 2024
MIEI TESTI MUSICATI DA ALTRI COMPOSITORI. Post in progress...
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