Al Pensionato "San Saverio", quante chiacchierate "culturali" passeggiando sotto i portici con il Direttore della Biblioteca Aurelio Pes!
Non finiva mai di citare Goethe e la sua teoria del colore. Coltissimo, alto era il suo stile nella scrittura.
Ha sostenuto criticamente, e generosamente, i sogni e la creatività di tanti studenti universitari creativi.
Ha sostenuto anche lo spettacolo "Zmaragdos", arti in coordinamento e ricerche etnografiche che ho ideato e realizzato con un gruppo di studenti fuori sede.
PRESENTAZIONE
vorrebbe non riconoscere altro compito se non quelle d'una piatta vita di doveri estrinseci, smanii d'incontrare la sapienza.
Da quel momento, egli cercherà di affidare a un'idea che tutte compagini, e con altri uomini nei quali si riconosce, queste sue istanze profonde.
Nascerà allora in embrione un'idea di teatro, che è la forma
rituale in grado di generare dall'antico, un nuovo e più radioso
corpo, capace di simbolo, di trascendenza, d'un discorso insomma
più generale e umano.
"Zmaragdos, lo spettacolo voluto e interamente elaborato dagli
studenti fuori sede dell'Opera Universitaria, è nato proprio così
Credo sia stato Pietro Carbone il primo a tentar di cucire pertinacemente
intorno a sé una trama di apporti e di techiche, che assumevano via via
le sembianze di Salvatore Nocera, Gaetano Di Mora, Giacomo Sorce,
Giuseppe Agnello, Salvatore Buscemi, Angelo Baccarella, Filippo Cammarata:
questo artigiano, quello pittore, quest'altro attore o poeta o scultore.
Tutti, o quasi, talenti sommersi, che l'occasione non mancherà però di porre
in bella evidenza; ma anche così duttili da rapirsi dai ruoli prefissati, se è vero
che qui è poi anche il poeta a costruire la scena, l'artigiano
a occuparne lo spazio recitativo, e così via.
Ne verrà un'immagine sfaccettata, e pur congruente, di pietra
preziosa, specchio dei nostri volti e dei nostri desideri; abile
inoltre a racchiudere in unità le moltitudini che la animano
e la infuocano.
E queste moltitudini si esprimeranno con il gesto, con la voce,
con il canto, ipotesi di teatro totale che, attraverso il folklore
e la memoria, schiude all'orditura della semina la trama del ter-
riccio, al nostro essere individuale la sua dimensione naturale
cosmica.
Aurelio Pes
Da quel momento, egli cercherà di affidare a un'idea che tutte compagini, e con altri uomini nei quali si riconosce, queste sue istanze profonde.
Nascerà allora in embrione un'idea di teatro, che è la forma
rituale in grado di generare dall'antico, un nuovo e più radioso
corpo, capace di simbolo, di trascendenza, d'un discorso insomma
più generale e umano.
"Zmaragdos, lo spettacolo voluto e interamente elaborato dagli
studenti fuori sede dell'Opera Universitaria, è nato proprio così
Credo sia stato Pietro Carbone il primo a tentar di cucire pertinacemente
intorno a sé una trama di apporti e di techiche, che assumevano via via
le sembianze di Salvatore Nocera, Gaetano Di Mora, Giacomo Sorce,
Giuseppe Agnello, Salvatore Buscemi, Angelo Baccarella, Filippo Cammarata:
questo artigiano, quello pittore, quest'altro attore o poeta o scultore.
Tutti, o quasi, talenti sommersi, che l'occasione non mancherà però di porre
in bella evidenza; ma anche così duttili da rapirsi dai ruoli prefissati, se è vero
che qui è poi anche il poeta a costruire la scena, l'artigiano
a occuparne lo spazio recitativo, e così via.
Ne verrà un'immagine sfaccettata, e pur congruente, di pietra
preziosa, specchio dei nostri volti e dei nostri desideri; abile
inoltre a racchiudere in unità le moltitudini che la animano
e la infuocano.
E queste moltitudini si esprimeranno con il gesto, con la voce,
con il canto, ipotesi di teatro totale che, attraverso il folklore
e la memoria, schiude all'orditura della semina la trama del ter-
riccio, al nostro essere individuale la sua dimensione naturale
cosmica.
Aurelio Pes