Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
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domenica 8 febbraio 2026
venerdì 10 ottobre 2025
PREMIO "ANTONIO VENEZIANO" IV EDIZIONE 2025 - MENZIONE D'ONORE
Ringrazio il Presidente e la Giuria del Premio Letterario "Antonio Veneziano" per la Menzione d'onore conferitami per il libro POESIE SOTTO IL PINO. VIENTU E STIZZANIA nel corso della cerimonia tenutasi venerdì 10 ottobre 2025 al Teatro della Consolazione di Palermo.Libro edito da Spazio Cultura Libreria Macaione, Palermo 2022; Prefazione del prof. Salvatore C. Trovato; in copertina "Immagine mediterranea" di Salvatore Caputo; direttore della collana "Spazio Poesia" Nicola Romano.
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lunedì 9 gennaio 2023
PREMIO FIMIS 2022 (POESIA) - N. Macaione ("Spazio Cultura") consegna tar...
Lancio della notizia
COMUNICATO STAMPA
delle Associazioni Culturali “Studio 71” Palermo e “Friends Of Isola delle Femmine -Pittsburg”
Venerdì 16 Dicembre 2022 alle ore 16:30 presso l’Hotel Eufemia di Isola delle Femmine, Via Nazionale n. 30, verranno consegnati i premi:
FIMIS 2022 “Una vita per l’Arte”
La giuria del premio, alla sua XV edizione, anche quest’anno ha voluto assegnare l’ambito riconoscimento a personalità che si sono distinte per il loro impegno nel mondo delle arti, della scrittura, della fabbrilità, nella ricerca e nel sociale.
Il Premio è stato conferito:
per la Pittura a Andrea Volo; per la Scultura a Calogero Barba; per la Fotografia a Melania Messina; per la Poesia a Piero Carbone; per l’Attività Culturale al Museo Internazionale delle Marionette “A.Pasqualino”; per l’Incisione a Giovanni D’Alessandro; per la Comunicazione a Felice Cavallaro; per la recitazione a Sergio Vespertino; per l’Attività sociale a “Diving Center Saracen”; per la Musica a Giuseppe Milici; per la Critica d’Arte ad Aldo Gerbino; per il Territorio a I.C. Statale “F.Riso”; per il Teatro al Teatro Stabile Biondo Palermo; per la Ricerca Scientifica a Anna Grassellino; Premio speciale per le attività sociali a Renato Costa.
Add. stampa e p.r.
Mariella Calvaruso
giovedì 2 novembre 2017
CON ANNA MARIA BONFIGLIO IL 24 NOVEMBRE. Amicizia, musica e poesia
con il doppio piacere
di "incontrare" anche pubblicamente la poesia dialettale
di Anna Maria Bonfiglio
di Anna Maria Bonfiglio
e condividere l'evento con
Nicola Romano,
Tommaso Romano,
il mezzosoprano Lorena Scarlata,
il pianista Salvatore Scinaldi,
gli amici ed estimatori di Anna Maria,
gli amici ed estimatori di Anna Maria,
gli "amici" in Facebook
e i lettori del blog "Archivio e Pensamenti"
e i lettori del blog "Archivio e Pensamenti"
naturalmente!
D'amuri e di raggia.
Il Presidente dell'Associazione Kaleidos-Natale Patti
invita la S.V. alla presentazione del libro di Anna Maria Bonfiglio
D’AMURI E DI RAGGIA
(Edizioni agemina)
che avrà luogo a Palermo il giorno 24 novembre 2017, alle ore 17,30 nel salone dell’Istituto dei ciechi Florio Salomone, via Angiò 27.
Relatori:
Prof. Piero Carbone da Racalmuto
Prof. Tommaso Romano
Coordinerà l’evento il poeta Nicola Romano
Interventi musicali:
Lorena Scarlata (mezzosoprano)
Salvatore Scinaldi (pianista)
Seguirà un drink di ringraziamento. Vi aspettiamo!
invita la S.V. alla presentazione del libro di Anna Maria Bonfiglio
D’AMURI E DI RAGGIA
(Edizioni agemina)
che avrà luogo a Palermo il giorno 24 novembre 2017, alle ore 17,30 nel salone dell’Istituto dei ciechi Florio Salomone, via Angiò 27.
Relatori:
Prof. Piero Carbone da Racalmuto
Prof. Tommaso Romano
Coordinerà l’evento il poeta Nicola Romano
Interventi musicali:
Lorena Scarlata (mezzosoprano)
Salvatore Scinaldi (pianista)
Seguirà un drink di ringraziamento. Vi aspettiamo!
Alcune suggestive chiavi interpretative dell'attività poetica di Anna Maris Bonfiglio si possono ravvisare nella recensione della raccolta "Album" del critico Francesco Carbone.

![]() |
| Insiemenell'arte, Trimestrale di cultura, informazione, attualità e spettacolo edito dall'Associazione Scrittori e Artisti, anno 10 - n. 3/4 - Luglio-Dicembre 1991. |

venerdì 9 settembre 2016
COMPLICE È IL PAESAGGIO, NEL ROMANZO DI GIUSEPPE ROMANO. Presentazione oggi al Museo del disegno
Oggi al Museo del disegno
Palermo, via Mogia 8
Presentazione del romanzo di Giuseppe Romano, Come una carezza
Edizioni Arianna
Con interventi di Piero Carbone, Salvo Ferlito, Nicola Romano
Di un romanzo se ne può parlare da diversi punti di vista, quello recentemente letto di Giuseppe Romano,
che si presenta oggi al Museo del Disegno, Come
una carezza (Edizioni Arianna), ne offre parecchi sul versante esistenziale
e sociologico, e altri relatori sicuramente li scandaglieranno, io invece sono
tentato di soffermarmi su un aspetto meno analitico, apparentemente meno introspettivo: il
paesaggio.
![]() |
| http://www.edizioniarianna.it |
La ragione è dovuta al ricordo di alcuni appunti sulla
campagna toscana confrontata con quella siciliana risalenti ad un
appunto domestico di giovedì 15 ottobre 1998.
L’input per rileggere quegli antichi appunti me lo ha dato
il riferimento al paesaggio con le sue descrizioni nel romanzo di Giuseppe Romano.
Nel Capitolo I, il paesaggio
amico, familiare, spensierato, vien fuori da cromatissime quanto veloci
pennellate:
“…con gregge da pascolare si dirigeva per colline e campi
verdi, inebriandosi di quei paesaggi. Le belle giornate di quel fine marzo gli
garantivano parecchie scorribande per i prati ancora verdi delle montagne; da
lì scorgeva gli aguzzi tetti delle case ed il campanile della chiesa…
Passo
dopo passo Antonio sentiva soltanto il crepitio delle suole consumate contro il
brecciolino. Quando prese le pecore da pascolare, non aveva altri pensieri per
la testa che godere di quella libertà, tra i campi sparsi di ginestre e gli
odori intensi della natura.”, pag. 21.
Nel Capitolo II, il
trasferimento della famiglia del protagonista, Antonio, da Bisacquino a
Castelnuovo in Val di Cecina, viene sancito dal paesaggio, non inerte contenitore
o spettatore ma compartecipe del destino dei migranti che lasciavano alle
spalle una situazione problematica e andavano incontro al sogno di una vita
migliore.
Il viaggio viene scandito in
due tempi che assumono il valore di una rappresentazione scenica: il paesaggio
che si lascia e il paesaggio che si trova.
Il paesaggio che si
lascia.
“Sedeva accanto al finestrino, quasi accucciato nel suo
sedile di antico vagone di terza classe,
dove attraverso i vetri sporchi ammirava per la prima volta l’azzurro del mare
e le onde increspate rincorrersi una dopo l’altra.
Il suo volto imberbe, dove
spuntavano occhi azzurri e profondi, nascondeva un forziere nel quale erano
nascosti segreti inconfessabili. Li avrebbe portati con sé, lontani da
Bisacquino, seppellendoli nel piano silenzioso amaro del dolore”. Pag. 29
Come un intermezzo.
“Quel treno procedeva veloce verso luoghi lontani e sconosciuti.
La notte
trascorsa su quel vagone, cigolante e rumoroso, acuiva nel silenzio respiri
profondi di viaggiatori stanchi…”.
Pag 29
“La Sicilia era alle spalle.
La strada ferrata serpeggiava
tra boschi e anonimi paesi, tra ponti e stazioni sonnecchianti.
La Toscana fino
a quel momento era soltanto una macchia marrone nelle cartine geografiche della
classe elementare.” Pag. 30
“Nei giorni a seguire, Antonio e la sua famiglia
cominciarono a prendere dimestichezza con il nuovo mondo: la nuova casa
condivisa con i parenti, facce nuove e scolpite nella loro secolare memoria,
case strette le une alle altre a formare un reticolo urbano ordinato, immutato
ed immutabile.
Quello non era Bisacquino, non assomigliava per nulla a
qualsiasi paese della Sicilia. La gente era sempre intenta a lavorare, andava
via di fretta ed amava riunirsi in associazioni politiche;
lì trascorrevano le
serate attorno ad un buon bicchiere di Chianti e a volte si scatenavano in
chiassose feste paesane. ” pag 31
“La vita a Castelnuovo Val di Cecina si trascinava monotona
fra la bottega del panettiere, i campi da coltivare e la fattoria. […]
La
nostalgia si era impossessata delle sue giornate e dei suoi pensieri,
permeandolo di malinconia. Così l’anno 1959 volgeva al termine e l’autunno
aveva ingiallito i rami di alti castagni, faggi, sugheri ed ebani.
Le piogge
abbondanti avevano riempito i letti dei fiumiciattoli vicni al borgo e la
temperatura gradualmente si era irrigita”. Pag. 31
Giovanni Papini:
La campagna che sento io, la campagna mia, è quella di Toscana, quella dove ho imparato a respirare e a
pensare; campagna nuda, povera, grigia, triste, chiusa, senza lussi, senza
sfoggi di tinte, senza odori e festoni pagani, ma così intima, così familiare,
così adatta alla sensibilità delicata, al pensiero dei solitari.
Campagna un po’
monacale e francescana, un po’ aspra, un po’ nera, ove senti lo
scheletro di sasso sotto la buccia erbosa, e i grandi monti bruni spopolati si
rizzano a un tratto, quasi a minaccia delle valli placide e fruttifere.
Campagna sentimentale della mia fanciullezza; campagna
eccitante e morale della mia gioventù, campagna toscana magra ed asciutta,
fatta di pietra serena e di pietra forte, di fiori onesti e popolani, di
cipressi risoluti, di quercioli e di pruni senza moine, quanto mi è più bella
delle campagne famose del sud, colle palme e gli aranci e i fichi d’India e la
bianca polvere e il furente sole d’estate” (Un
uomo finito).
Vitaliano Brancati
“Toscana: il paese, che scorre ai due lati del treno, sembra
conservato in un armadio: appassito dal tempo più che dalla stagione. […]
Campagne magre, al confronto di quelle siciliane. I miei amici e conterranei,
che sospirano amaramente al pensiero di vivere in paesi e cittadine, si
confortino pensando che quanto manca alle nostre città, al paragone di queste,
manca a queste campagne al paragone delle nostre.
I campi siciliani sono metropoli vegetali: e questi,
paesini. […] In quelle campagne, si vive una vita intensa.
Qui invece, in
questi campi, la vita vegetale esiste senza dubbio, ma al confronto di quella
che si svolge in Sicilia, è rada, impacciata, leggermente provinciale come,
nella sfera dei rapporti umani, la società dei paesini”.
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martedì 28 giugno 2016
SICILIA... CHE? La proposta di Nicola Romano, oltre "voragini" ed "appigli"
Neo-logismi accesi o parole come neon spenti?
E per parafrasare il titolo dell'ultimo suo libro di poesie,
credo che la proposta non abbia la pretesa
di essere un "appiglio" per colmare semantiche "voragini" di sorta o altrui,
E per parafrasare il titolo dell'ultimo suo libro di poesie,
credo che la proposta non abbia la pretesa
di essere un "appiglio" per colmare semantiche "voragini" di sorta o altrui,
semmai c'è a monte tanta sapienza e ironia e autoironia da intenderla però seriamente
senza alcuna intenzione censoria o pretesa esclusiva o "esclusivizzante".
Di che si tratta?
Il poeta Nicola Romano ha lanciato una proposta su
LETTERATURA DELLA SICILIANITUDINE
Gruppo facebook ideato e promosso da Pietro Ciccarelli:
Ringrazio l'amico Nicola per l'affettuosa citazione e in omaggio alla proposta cito
dal suo penultimo libro pubblicato, che ho molto apprezzato,
la poesia "Sole"
perché, al di là dei nomi, la Sicilia è come il "suo" sole
da cui ognuno rapisce un raggio
e lo frantuma "in mille aghi"
per giungere all'estremo "tornante del viale"
per comprendere "i segni del viaggio"
per comprendere "i segni del viaggio"
e dunque
i termini geminati dalla parola "Sicilia"
diventati a loro volta sostantivi quasi autonomi
- sicilitudine sicilinconia sicilianitudine -
etc. etc. etc.
veicolano in fondo significati
riconducibili alla parola-madre che li ha generati
per rimanerne, la Sicilia-Sole, a sua volta infarinata
dal pulviscolo di esperienze sentimenti immagini idee individuali.
Nicola Romano declama una sua poesia in occasione della presentazione a Sciacca
del libro recentemente pubblicato
Voragini ed appigli, Pungitopo edizioni, Patti 2016
Link:
venerdì 27 settembre 2013
BUONE NOTIZIE PER RENZO COLLURA E LUIGI INFANTINO
Nel complimentarmi per l'esito lusinghiero della sua mostra di pittura ai Musei Civici di Pavia con migliaia di visitatori paganti, Athos Collura si schermisce e dirotta il discorso sugli amici comuni, sulla Sicilia in generale, su Palermo, su Racalmuto e Grotte in particolare di cui è originario suo padre.
Ma oltre al solito, decennale o forse ventennale (sic!) rammarico palermitano per la retrospettiva sempre programmata e mai realizzata da dedicare a suo padre Renzo, valente pittore nonché attivo e fattivo direttore della Civica Galleria d'arte moderna "Empedocle Restivo"; assieme all'altro ultradecennale rammarico della sfumata Fondazione grottese "Renzo Collura" alla Torre; assieme a queste notizie "grigie" ne trapela una più luminosa, quella dell'interessamento all'opera di Renzo Collura da parte di critici e operatori culturali nelle plaghe lombarde dove l'apprezzamento di Philippe Daverio è notorio.
Ma una notizia non grigia me la riserva, sebbene indirettamente, anche per Racalmuto e consiste nell'interessamento di Enrico Stinchelli, il musicologo di fama e celeberrimo conduttore del programma La Barcaccia su Radio 3, per il tenore racalmutese Luigi Infantino.
Athos mi regala anche il personale ricordo di avere conosciuto Infantino a Palermo in occasione della Lucia di Lammermoore in quanto facente parte del coro del Teatro Massimo. Una passione per il canto e l'opera lirica soppiantata ma non cancellata da quella della pittura.
La ghiotta notizia accende la mia curiosità e mi spinge a contattare Enrico Stinchelli nel modo immediato offerto dalla rete. Chiedo l'amicizia e di far parte del suo Official Fan Group. Vengo accettato nel gruppo e tra i suoi amici: è l'occasione per confermare il giudizio su Luigi Infantino e inviarmi un paio di links.
Sorpresa nella sorpresa, dalla Germania si inserisce nel dialogo il cantante Nicola Romano che lavora presso Staatstheater Darmstadt 2. Bass Extra - Chor, anch'egli orgoglioso del nostro tenore Luigi Infantino ma sollecitamente collegato all'altro tenore racalmutese Salvatore Puma: i due tenori come i Dioscuri, inscindibili nel ricordo e nella comune appartenenza.
Ma una notizia non grigia me la riserva, sebbene indirettamente, anche per Racalmuto e consiste nell'interessamento di Enrico Stinchelli, il musicologo di fama e celeberrimo conduttore del programma La Barcaccia su Radio 3, per il tenore racalmutese Luigi Infantino.
Athos mi regala anche il personale ricordo di avere conosciuto Infantino a Palermo in occasione della Lucia di Lammermoore in quanto facente parte del coro del Teatro Massimo. Una passione per il canto e l'opera lirica soppiantata ma non cancellata da quella della pittura.
La ghiotta notizia accende la mia curiosità e mi spinge a contattare Enrico Stinchelli nel modo immediato offerto dalla rete. Chiedo l'amicizia e di far parte del suo Official Fan Group. Vengo accettato nel gruppo e tra i suoi amici: è l'occasione per confermare il giudizio su Luigi Infantino e inviarmi un paio di links.
Sorpresa nella sorpresa, dalla Germania si inserisce nel dialogo il cantante Nicola Romano che lavora presso Staatstheater Darmstadt 2. Bass Extra - Chor, anch'egli orgoglioso del nostro tenore Luigi Infantino ma sollecitamente collegato all'altro tenore racalmutese Salvatore Puma: i due tenori come i Dioscuri, inscindibili nel ricordo e nella comune appartenenza.
Piero Carbone:
Grazie per avermi accettato nel gruppo.
17 settembre alle ore 23.32 nei pressi di Palermo
A Nicola Romano e Monica Highlander Paccagnella piace questo elemento.
Piero Carbone:
Grazie per avermi accettato nel gruppo.
17 settembre alle ore 23.32 nei pressi di Palermo
A Nicola Romano e Monica Highlander Paccagnella piace questo elemento.
domenica 30 giugno 2013
LA POESIA "NON TIRA"
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