sabato 27 dicembre 2014

LA NEVE, IL SINDACO E IL MEDICO

Mia madre ancora si ricorda della nivera dove negli anni del secondo dopoguerra si produceva il ghiaccio e con gli asini venivano anche dai paesi vicini a caricarlo in blocchi, lo avvolgevano con la paglia e i sacchi di iuta per preservarne quanto più possibile la durata. 

Se non erro, l'elenco dei paesi era cospicuo e anche curioso, poiché venivano financo dalle parti montagnole dove d'inverno la neve doveva essere familiare. 
Se non è vero, è suggestivo: il paese a valle che rifornisce di ghiaccio i paesi a monte. 

Ma anche senza suggestioni, l'esistenza e l'attività della neviera restano ben documentate anche nella diuturna utilità medica, "sia di giorno che di notte". Addirittura, stante il documento riportato, fin dal 1903.



L'ex "neviera".  A destra, ciò che rimane dell'edicola di San Mattè

Atto di appalto a trattativa privata per la vendita della neve in capo al Sig Borsellino Salvatore, di condizione Caffettiere,  per £ 150 (19 settembre 1903).
             Tra le parti si conviene quanto appresso:



            Art. 1. “L’appaltatore si obbliga di vendere al pubblico la neve sia direttamente che per mezzo di suo rappresentante, al prezzo di centesimi venti per ogni Kilogrammo sino al Trenta settembre e dal primo ottobre al trentuno Dicembre del corrente anno al prezzo di centesimi quaranta.”

            Art. 3 “L’appaltatore si obbliga di non far mancare neve in qualsiasi tempo e non adempiendovi sarà passibile di una multa di lire cinquanta per ogni giornata; e se dopo sei giorni non fornirà l’esercizio di neve per una quantità non inferiore a cinquanta Kilogrammi, il presente contratto sarà di diritto rescisso con semplice avviso amministrativo del Sindaco. 
In questo caso lo appaltatore perderà il premio suddetto e sarà responsabile dei danni di un nuovo appalto.”  

            Art. 5. “L’appaltatore si obbliga anche di adempiere scrupolosamente alla vendita della neve sia di giorno che di notte. Per la notte la richiesta dovrà essere giustificata da un ordine del Sindaco o di un medico, poiché la notte ha l’obbligo di venderla per i soli ammalati.”



 Edicola accanto la "neviera", com'era ancora negli anni Ottanta.
  
          


Foto ©pierocarbone:

2 commenti:

  1. Ne conosco una di nivera al lato nord del Castelluccio, sempre più cadente; un figureddra di la "Mmaculateddra' nella dismessa curva di Caracuollu tra breve al macero. Questo Comune con tanti bravi muri fabbri pronti a far qualcosa come hanno dimostrato nel recupero del bordo dell'odiata fontana della Piazzetta , non ha neppure il destro di un semplice atto di pietà conservatrice. Che cavolo di amministratori abbiamo avuto abbiamo ed avremo a Racalmuto. Tutti buoni a parlare, nessuno che si svegli per "fare". Insomma si vuol dare ragione a Tommasi di Lampedusa!

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  2. Interessante la notizia di quest'altra "nivera." Purtroppo l'inerzia è sempre latente, appunto per questo bisogna "pungerla" anche con la conoscenza.

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