venerdì 31 luglio 2020

GESSO "RIFORMATORE" IN SICILIA. A Mussomeli, busto di Pio IX in Piazza per le sue idee




Mussomeli, patria di Paolo Emiliani Giudici, merita speciale menzione per prove di grande ardimento a favore della causa siciliana.

Giorni prima del 12 gennaio alquanti giovani delle famiglie più cospicue, i quali, concittadini e amici del grande storico della letteratura italiana, aveano comuni con esso lui aspirazioni e ideali politici, entusiasti del nuovo pontefice, che erasi fatto iniziatore di riforme liberali, si riuniscono in casa di don Salvatore Sorce e scendono in piazza, seguiti da immenso popolo e alla testa un mezzobusto in gesso di Pio IX, portato da maestro Carmelo Piparo, fra gli evviva al papa riformatore e alla Costituzione.


MULÈ BERTÒLO_La rivoluzione del 1848 e la provincia di Caltanissetta, Caltanissetta - Tip. dell’Ospizio prov. di beneficenza, 1898 - pag 286
Internet:https://www.liberliber.it/online/autori/autori-m/giovanni-mule-bertolo/la-rivoluzione-del-1848-e-la-provincia-di-caltanissetta/




Incipit:


Carissimo Nenè,
DEDICA
A Te, che nel 1859 mi fosti collega negli studi di estetica e di filosofia sotto la guida del chiarissimo Matteo Ardizzone e da quel tempo mi sei legato con vincoli indissolubili di sincera e costante amicizia; a Te, che, sin da giovanetto, della libertà ti facesti un ideale, un culto, una religione; a Te, che nella Camera elettiva entrasti con la fede, fortemente sentita, nelle libere istituzioni e dopo cinque legislature ne uscisti con la fronte alta e con le mani pulite; a Te consacro e dedico queste povere pagine.
Non te l’avrai certo a male, se guardi al cuore, che ti vuol tanto bene.
Amami come ti ama 
Caltanissetta, 1898



Il tuo amico
G. MULÈ BERTÒLO
Palermo

Onorevole
COMM. AVV. ANTONINO DPISA
già deputato al Parlamento
.

Giovanni Mulè Bertòlo

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Giovanni Mulè Bertòlo
Figlio di Michele Mulè e Angela Bertòlo aveva sei sorelle e quattro fratelli. I nonni furono tra i primi abitanti del comune natio di Villalba. Rimase orfano di padre a nove anni. Si sposò, civilmente nel 1898 a 61 anni, con la sua cameriera di venti anni più giovane.
Morì ad 81 anni il 12 gennaio 1917 alle 14,30.
Studia prima filosofia ed estetica a Palermo e poi giurisprudenza a Catania, dove consegue l’abilitazione notarile nel 1862 a 25 anni; quindi si trasferisce a Caltanissetta dove lavora prima come funzionario e poi, dal 1887, come segretario generale nell’Amministrazione Provinciale nissena; carica che manterrà ininterrottamente per i successivi 18 anni, fino a tutto 1905.
Fu presente in modo attivo in varie organizzazioni civili che si svilupparono nella città, tra queste la CRI.
Abitò, fino al 1912, in una casa attigua alla Chiesa di Sant’Agata al Collegio dove oggi una targa marmorea lo ricorda, dal 1912 si trasferì in campagna poco lontano il centro cittadino in Via Messina.
È stato un cittadino onorario di Caltanissetta, esperto di storia della città in epoca prefascista.
Diede un importante impulso alla crescita della Biblioteca Scarabelli di Caltanissetta, alla quale donò 4.400 opere tra opuscoli, giornali e manoscritti che si riferivano alle vicende della provincia nissena, opere che iniziò a raccogliere sin dal 1876.
Note biografiche tratte e riassunte da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Mulè_Bertòlo

mercoledì 29 luglio 2020

Ezio Noto & Disìu - "Sciroccu di l'Arma". Canzone e videoclip




Nell'aria soffia una nuova canzone.


Nota redazionale sul video
"Sciroccu di l'Arma", online.
Il videoclip realizzato con pochissimi mezzi, un lavoro nato da amore puro, da un considerevole spunto di Raffaella Daino protagonista nel brano e nel video, le visioni e i suggerimenti di Marco Milone, le riprese di Raffaella e Pina Vullo, il supporto tecnico di Francesco Barbata. I meravigliosi musicisti Disìu, la partecipazione preziosa di Graziano Mossuto, il testo di Piero Carbone.


Immagine di copertina del cd di Giovanni Proietto


Annuncio redazionale  della canzone


“Sciroccu di l’Arma” brano nuovo e videoclip nell’aria da questa notte.
Esce questa notte 29 luglio 2020 una nuova canzone accompagnata da un videoclip che anticipa l’uscita del disco “Lu Paradisu è ccà” di Ezio Noto & Disìu. 

Un soffio caldo “Sciroccu di l’Arma”, canzone frutto dalla collaborazione con il poeta Piero Carbone che ha scritto il testo e Ezio Noto autore della musica. 
Il brano si avvale di un testo in inglese liberamente ispirato all’originale scritto e cantato da una storica artista e amica Raffaella Daino. 
Altra importante collaborazione in “Sciroccu di l’Arma” quella con il maestro Graziano Mossuto che ha impreziosito le sonorità del brano con “friscalettu” e fisarmonica. 
Poi i meravigliosi Disìu con Mauro Cottone violoncello, Totò Randazzo basso, Roberto Ligammari batteria, Valeria Cimò voce e percussioni, Libero Reina e JeanMike Primo chitarre. 
Preziosa la produzione artistica e la supervisione di Marco Milone (Cattivo Costume) e Francesco Barbata (Disco33). 
Anche il videoclip è nato da un lavoro di amore puro, da un considerevole spunto di Raffaella Daino protagonista anche nel video, le visioni e i suggerimenti di Marco Milone, le riprese di Raffaella e Pina Vullo. 
Da questa notte ci sarà una canzone in più da cantare, un nuovo sogno da sognare.

Mia nota personale
Con grande emozione e gioia vedo realizzarsi un'idea, un progetto, un incontro tra le mie parole e la musica di Ezio Noto.

Un ringraziamento agli artisti e a coloro che con il loro contributo hanno permesso la realizzazione della canzone, del cd e del videoclip. Un ringraziamento particolare ad Ezio, attratto inizialmente dai versi pubblicati sul web.
Anche la data in cui viene pubblicata la canzone mi è particolarmente cara, coincidendo con il compleanno di mio padre, che sicuramente avrebbe apprezzato, e con  orgoglio, il tutto. 

martedì 28 luglio 2020

UN SONORO ANNUNCIO: "SCIROCCU DI L'ARMA" CON EZIO NOTO & DISÌU. Nel cd di prossima uscita "Lu Paradisu è ccà"

Link del videoclip



Lancio

28 luglio 2020
“Sciroccu di l’Arma” brano nuovo e videoclip nell’aria da questa notte.

Esce questa notte 29 luglio 2020 una nuova canzone accompagnata da un videoclip che anticipano l’uscita del disco “Lu Paradisu è ccà” di Ezio Noto & Disìu. 
Un soffio caldo “Sciroccu di l’Arma”, canzone frutto dalla collaborazione con il poeta Piero Carbone che ha scritto il testo e Ezio Noto autore della musica. 

Il brano si avvale di un testo in inglese liberamente ispirato all’originale scritto e cantato da una storica artista e amica Raffaella Daino. 

Altra importante collaborazione in “Sciroccu di l’Arma” quella con il maestro Graziano Mossuto che ha impreziosito le sonorità del brano con “friscalettu” e fisarmonica. 

Poi i meravigliosi Disìu con Mauro Cottone violoncello, Totò Randazzo basso, Roberto Ligammari batteria, Valeria Cimò voce e percussioni, Libero Reina e JeanMike Primo chitarre. 

Preziosa la produzione artistica e la supervisione di Marco Milone (Cattivo Costume) e Francesco Barbata (Disco33). 

Anche il videoclip è nato da un lavoro di amore puro, da un considerevole spunto di Raffaella Daino protagonista anche nel video, le visioni e i suggerimenti di Marco Milone, le riprese di Raffaella e Pina Vullo. 

Da questa notte ci sarà una canzone in più da cantare, un nuovo sogno da sognare.


In copertina del cd un disegno appositamente realizzato dal maestro Giovanni Proietto

lunedì 27 luglio 2020

TRA SIENA E CALTANISSETTA, TRA POLIFONIA E GESSO. Sono usciti gli atti dei relativi convegni


Dopo il blocco del lockdown, sono usciti quasi contemporaneamente gli Atti dei convegni celebrati in tempi diversi dove sono stato diversamente presente: POLIFONIA MUSICALE a Siena nel settembre 2018, invitato da Dagmar Reichardt, e LA SICILIA DEL GESSO a Caltanissetta gennaio 2018, non alieno dalla sua origine.











 

 
 


domenica 26 luglio 2020

SULLA PRESENTAZIONE DEGLI ATTI "LA SICILIA DEL GESSO" OGGI A CALTANISSETTA. Precisazioni per non reiterare equivoci

Sono felice per la presentazione oggi a Caltanissetta, presso la chiesa di San Filippo Neri alle ore 19,  degli Atti relativi al Convegno "La Sicilia del gesso" al quale mi sento particolarmente legato. 


Per evitare che il moderatore dell'incontro Salvatore Picone trascini anche la "Strada degli scrittori", che in locandina rappresenta, nella velenosa e falsa insinuazione del giornale "Malgrado tutto", in seguito ad un suo precedente articolo, circa i miei reali contributi in favore del rinato interesse in Sicilia per il gesso che hanno avuto, per la loro parte - non esclusiva ma peculiare, grande o piccola che sia - un naturale epilogo nel suddetto Convegno di Caltanissetta, adduco, in favore della verità, alcune autorevoli e irrefutabili dichiarazioni pubbliche e pubblicate sul web. 

Per conoscenza, la Redazione in solido di "Malgrado tutto" così, in maniera irridente, aveva scritto nell'articolo inequivocabilmente titolato  "Le bugie di Carbone con le gambe di gesso (5/02/2020): 
"Così sul suo blog ha messo in fila una filippica, una delle sue solite prediche, per dimostrare che il convegno sul gesso l’aveva inventato lui e che quei cattivoni di “Malgrado tutto” volevano togliergli il merito."






La Sicilia del gesso. Stratificazioni, tecniche costruttive e cultura, a cura di Marina Castiglione e Giuseppe Giugno, Edizioni Lussografica, Caltanissetta 2020,  Introduzione di Marina Castiglione, pag. 14



screen shot bacheca Alchimia-Associazione di Promozione Sociale e Culturale 4/01/2019



screen shot bacheca di Marina Castiglione 10/01/2019





https://www.caltanissettalive.it





screenshot bacheca di piero Carbone, 23 luglio 2018
Brochure di presentazione del Convegno




VALE PER TUTTI. O NO? Pensamenti sotto il pino sul principio di non contraddizione


Il criterio vale sempre, non possono darsi due o tre verità contrapposte: vale anche per i cosiddetti "ragazzi", in dialetto "carusi", quarantenni, cinquantenni, e sessantenni di "Malgrado tutto" con il loro mentore a spron battuto Cavallaro: qualcuno sta mentendo. 
Su tante cose o sono bugiardi loro o è bugiardo chi sostiene che sono loro i bugiardi. 
I fondatori dello "storico" foglio "cittadino di commento e cultura" ad esempio: prima sapevamo e leggevamo che erano tre. L'altra sera, invece, abbiamo letto e ascoltato che sono due e soltanto due. E il terzo? Omesso. Cancellato. Kaputt.
Sono curioso di sapere come andrà a finire, perché tutte le vicende umane, sosteneva il buon Falcone, hanno una fine. E secondo me, la pantomima, eclatante, spudorata, senza freni inibitori, dell'altro ieri sera al castello chiaramontano per celebrare i primi quarant'anni del giornale diretto da sempre (o quasi) dal grottese Egidio Terrana, accelera l'incubazione di tanti indizi. 
Attribuendola agli altri, è stata buttata giù la maschera. 
Non so se i ragazzi di "Malgrado tutto" e il loro mentore sanno il latino ma vale anche per loro, anche se sono giornalisti, l'oraziana constatazione: De te fabula narratur.
Ne va di mezzo l’idea di giornalismo. Ne va di mezzo l’idea di cultura. Ne va di mezzo l’immagine di un paese.



Numero Unico - Novembre 1980.
Direttore Responsabile: C. (Carmelo) Arrostuto 
da https://www.malgradotuttoweb.it/le-nostre-prime-pagine-raccontano-2/


sabato 25 luglio 2020

PICCOLI PENSAMENTI DI SMARAGDOS SUI GENETLIACI E LA GLICEMIA ALTA. Tutti, malgrado tutto, possono dire tutto quello che vogliono?



Non si possono avallare tante falsità, tante omissioni, tante rappresentazioni faziose per gli altri e idilliache per sé e gli amici, tanta ingratitudine e tanta supponenza in una volta sola seppure enfatizzate in occasione della spasmodica autoesaltazione del pluridecennale genetliaco di un giornale. 
Non so se fortunati o da compiangere coloro che, dinanzi a tale fenomenologia, prima o poi, e per motivi imponderabili, sono beatamente incorsi, incorrono o incorreranno nel fenomeno della "invisibilità dell'evidenza e che altri, sempre sulla Lettera rubata di Poe, ha chiamato eccesso di evidenza" (Leonardo Sciascia, L'affaire Moro, Sellerio, Palermo 1978, pag. 45).*
Malgrado tutto, tutti hanno diritto a mettere nel proprio caffè lo zucchero che vogliono, ma con i rischi che la glicemia alta comporta. È la medicina, bellezza!**

Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito***

*Chi ne ha vaghezza può trovare pensamenti similari, sempre piccoli, s'intende, in altri Post di questo stesso blog.
** Anche se a malincuore si è dovuto scrivere questo Post perché la sua assenza avrebbe invalidato indirettamente tanti Post precedenti.

***Questo Post che state leggendo non esiste perché l'autore è stato condannato da un noto giornale all'ostracismo o morte mediatica. Roba da spettri!


SULLA PROPOSTA DI AMEDEO FALCI AL CONVEGNO "LA SICILIA DEL GESSO" E I RELATIVI ATTI PUBBLICATI. Un Parco del Gesso in Sicilia



Al Convegno di Caltanissetta del 12 gennaio 2019 "La Sicilia del gesso", Amedeo Falci, nel suo intervento, ritenne che finalmente fosse giunto il tempo di lanciare ufficialmente un'idea da lungo tempo maturata ovvero la costituzione in Sicilia di un Parco del gesso alla stregua  delle vie del gesso così  come esistono in Emilia dalle parti di Carpi o  delle tante vie del vino. L'idea fu bene accolta e sottoscritta dai convegnisti e altri sostenitori.

Negli Atti del convegno, però,  pubblicati nel febbraio 2020, la relazione  di Amedeo Falci con la "sua" proposta  operativa del Parco del gesso non c'è. L'assenza è stata subito notata quando in anteprima sono state anticipate in pdf, tra gli addetti ai lavori, la copertina con le pagine di Presentazione, Prefazione e l'Indice degli Atti. A quanto pare, secondo i curatori del volume, la relazione non è pervenuta in tempo. E non solo la sua.

Si sanno i termini temporali - a quo -  ovvero quando e come è nato e si è svolto  il Convegno,  ma non le ragioni della improcrastinabilità della pubblicazione degli Atti - ad quem - tali da non potere attendere la ricezione delle relazioni che ne sono rimaste fuori, pertanto, in favore del processo che si prefigge di valorizzare il ritrovato mondo del gesso,  che  ci si augura vada oltre il Convegno e gli stessi Atti, ritengo di fare cosa memoranda riproponendo il post e il video di Amedeo Falci con la sua proposta di costituire un Parco del gesso in Sicilia. Un Parco che comprenda tutta l'area, interprovinciale, gessoso-solfifera.

Va ribadito in ogni caso il plauso a chi meritoriamente ha voluto e realizzato la pubblicazione degli Atti.  Per amore del rinato interesse verso il mondo del gesso - si spera fecondo, ininterrotto  e operativo -, osservazioni ed eventuali integrazioni come le presenti, e altre che potrebbero seguire, in cartaceo o sul web, sono tassativamente da intendersi come desiderio disinteressato di arricchire  un  dialogo così come sul web è nato: nel rispetto di tutti, dei motivi che legano ciascuno al mondo del gesso, nella fedeltà dei fatti.


Post del 16 gennaio 2019

ANCHE IN SICILIA "LE VIE DEL GESSO". Terza tappa di un fecondo percorso dal blog "Archivio e Pensamenti" al Convegno di Caltanissetta "La Sicilia del gesso" e oltre

" ...si sono fatte Le vie del vino, fare Le vie del gesso in certe aree è più facile. Dobbiamo essere tutti uniti...  Le condizioni per fare un Parco ci sono. Se tutti ci sediamo attorno a un tavolo, umilmente, scordandoci le nostre presunzioni e arroganze di cultura che abbiamo, può essere che ci riusciamo. Questa è la mia proposta." Alberto Amedeo Falci. 
Intervento al Convegno di Caltanissetta La Sicilia del gesso, sabato 12 gennaio 2019 (Sala magna del Consorzio Universitario).

Da sx:
Ing. Alberto Amedeo Falci, Prof.ssa Marina Castiglione, 
Prof. Giovanni Arnone, Presidente del Consorzio Universitario di Caltanissetta


Intervento dell'ing. Alberto Amedeo Falci.
Video


Ieri, nel chiedere l'amicizia su Facebook all'ingegnere Alberto Amedeo Falci che aveva lanciato l'idea di un Parco del gesso interprovinciale al Convegno di Caltanissetta "La Sicilia del gesso", mi complimentavo per la fulmineità della proposta.

Mi ha colpito la risposta: l'idea c'era già, e da tempo, ma era mancata l'occasione per proporla.

Fa piacere constatare che il lavoro di riscoperta e promozione del mondo del gesso che ho iniziato spontaneamente nel luglio 2018 e proseguito nei mesi successivi, tramite il blog "Archivio e Pensamenti", abbia riscontrato entusiasmo e consensi di tanti e da tante parti della Sicilia, innescando processi virtuosi ovvero favorendo in qualche modo non solo virtualmente ma anche di fatto un clima propizio alla nascita di idee e iniziative che, a quanto pare,  erano, inespresse, nell'aria e quasi in incubazione o isolate. Purtroppo da troppo tempo. 

Il Convegno "La Sicilia del gesso", organizzato da Marina Castiglione, che ha coinvolto il mondo accademico, e Giuseppe Giugno, con il patrocinio del Consorzio Universitario  di Caltanissetta e dell'Associazione Culturale "Alchimia", a cui ho contribuito concretamente oltre ad ispirarlo con un propedeutico lavoro di sensibilizzazione, ne è stato il primo risultato. Altri a sua volta il Convegno ne ha prodotto.

Ora, la proposta del Comitato Promotore "La Terra promessa è sotto i nostri piedi" mira non solo a riscattare il gesso dal lungo silenzio  ma anche a proiettarlo "progettualmente" nel futuro con il coinvolgimento di "quanti vorranno aderire".  P. C.



Screen shot Facebook 15 gennaio 2019


VIE DEL GESSO
Documento del Comitato Promotore
Caltanissetta, mercoledì 16 gennaio 2019

C’è una Terra promessa sotto i nostri piedi. 
 E questa terra è fatta di gesso. 
Da anni Caltanissetta attende di recuperare la sua identità riscoprendo i circuiti minerari legati all’estrazione e lavorazione dello zolfo. Nell’attesa di un sempre procrastinato rilancio della legge regionale per la realizzazione del Parco Geominerario della Sicilia, siamo rimasti fermi, soprattutto nella nostra città. A Villarosa, a Valguarnera, a Casteltermini, a Sommatino, a Riesi, a Montedoro, a San Cataldo iniziative private e pubbliche hanno recuperato parte degli impianti di archeologia industriale o del patrimonio etno-antropologico consentendone la fruizione a fini turistici sebbene manchi un sistema di messa in rete. Da noi persino la sistemazione di un unicum come il Cimitero dei minatori morti durante l’incidente di Gessolungo del 1881 è parziale e il sito difetta nella gestione.

A pensarci la civiltà dello zolfo è durata un paio di secoli e ha segnato il paesaggio esclusivamente nelle cave. Perché lo zolfo era merce ed era merce che veniva estirpata con il sangue e la fatica e veniva venduta per scopi prevalentemente bellici arricchendo pochi proprietari.

Invece esisteva in superficie, sopra gli strati di zolfo e sopra quelli di sale, un altro minerale che è stato meno invasivo, meno drammatico nei suoi aspetti socio-lavorativi, un minerale che non è stato narrato: il gesso.

Vero “collante” del nostro territorio è proprio il gesso, balatino, alabastrino, tripolino che sia: da Valguarnera a Partinico, da Villafrati a Sant’Angelo Muxaro, da Marineo a Caltanissetta, da Salemi a Sutera, da Favara a Pietraperzia, da Racalmuto a Montedoro esso cementa un’ampia parte della Sicilia centrale con propaggini importanti in quella occidentale e, ancora oggi, molte cave sono in produzione.

Un minerale che contrassegna siti archeologici, habitat botanici, grotte, forme carsiche epigee o superficiali, serre montuose, regie trazzere, masserie e bagli, centri urbani, cave e relitti di fornaci, pozzi e ovili, decori artistici per l’architettura laica e quella religiosa. Un minerale “pacifico”, che non ha causato guerre né direttamente né indirettamente. Molti dei siti siciliani “Natura 2000” (SIC e ZPS) rientrano all’interno della stratificazione gessoso-solfifera e sono già tutelati da apposite norme: basterebbe aggiungere a questi itinerari il ripristino di alcune strade della transumanza, la manutenzione di fornaci, il recupero di antichi mulini in gesso, dei laboratori d’arte, etc..

Un materiale ecologico e duttile come il gesso è oggi alla base di progetti europei per il recupero dei centri storici in Francia e in Spagna, esso, quindi, è un possibile alleato per uno sviluppo sostenibile e per la crescita di un indotto non soltanto turistico.

La proposta delle “Vie del gesso” è emersa all’interno del Convegno La Sicilia del gesso, svoltosi a Caltanissetta il 12 gennaio e che ha visto seduti attorno ad un tavolo geologi, naturalisti, architetti, botanici, etnomusicologi, linguisti, imprenditori, docenti, scultori, storici dell’arte. La proposta, avanzata da Amedeo Alberto Falci al termine della sua relazione e immediatamente abbracciata da tutti i presenti, è una proposizione politico-culturale analoga e qualitativamente più ricca del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, un parco di oltre duemila ettari situato nell’entroterra romagnolo tra Imola e Faenza.

Una doppia scoperta: quella di sentirsi uniti attorno ad un argomento sinora ignorato e, soprattutto, attorno ad un progetto comune al quale si comincerà a lavorare da subito con quanti vorranno aderire mettendosi in contatto con il comitato promotore. Un progetto bello e possibile.


Comitato promotore
Marina Castiglione, Università degli Studi di Palermo; Giuseppe Giugno, PHD e Presidente dell’Associazione culturale Alchimia (Caltanissetta); Giuseppe Agnello, scultore, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo (Racalmuto); Antonino Anzalone, imprenditore (San Cataldo); Giovanni Arnone, Presidente Consorzio Universitario di Caltanissetta; Calogero Barba, docente e artista (San Cataldo); Laura Bonura, docente e socia del CSFLS (Partinico); Michele Brescia, Associazione mineralogica e della cultura della solfara di Sicilia (Caltanissetta); Maria Teresa Campisi, Università degli Studi Enna-Kore; Piero Carbone, scrittore (Racalmuto); Mario Cassetti, architetto e Dirigente scolastico (Caltanissetta); Enrico Curcuruto, geologo e docente del Liceo Scientifico delle Scienze applicate “S. Mottura” (Caltanissetta); Angelo Cutaia, ingegnere (Racalmuto); Fiorino Ettore, perito minerario e collezionista di minerali (Caltanissetta); Amedeo Alberto Falci, ingegnere e naturalista (Caltanissetta); Manlio Geraci, scultore (Palermo); Amedeo Giammusso, perito minerario (Caltanissetta); Lillo Giuliana, scultore (Caltanissetta); Leandro Janni, Presidente regionale di Italia nostra Sicilia; Paolo Lo Iacono, Presidente Ordine degli architetti (Caltanissetta); Francesco Longo, docente del Liceo Scientifico “S. Savarino” (Partinico); Antonella Mamì, Università degli Studi di Palermo; Vincenzo Ognibene, architetto e scultore (Palermo); Giuseppe Palumbo, ispettore onorario per i beni culturali del Museo “Antiquarium Arturo Petix” (Milena); Nino Pardi, docente dell’Istituto “Virgilio” di Mussomeli (Sutera); Arcangelo Pirrello, geologo (Caltanissetta); Fabiola Safonte, Presidente IRPAIS, Istituto di Ricerca e Promozione delle Aree Interne della Sicilia.




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foto e video ©piero carbone


"Può un social contribuire alla ricerca scientifica sollecitando gli studiosi a riunirsi e a lavorare in èquipe? È quello che è accaduto la scorsa estate, quando sul blog “Archivio e pensamenti” di Piero Carbone, attivo operatore culturale di Racalmuto, ha avuto inizio un dialogo a distanza tra architetti, etnomusicologi, linguisti, antropologi, storici. Tema del dibattito: il gesso. A proposito di questo minerale poco studiato ma molto usato, sono emersi interessi diversi e ricordi d’infanzia sopiti attorno a cui si è costituita una piccola comunità che ha cominciato a interagire."
Marina Castiglione

domenica 19 luglio 2020

RICORDANDO IL 19 LUGLIO DI TANTI ANNI FA. Quell'apologo premonitore: I topi maffiosi


I TOPI MAFFIOSI. Come in una favola antica o moderna?
topi... come in una favola antica
gatti... come in una favola moderna
in mezzo... la realtà

*
RICORDANDO IL 19 LUGLIO DI TANTI ANNI FA. Quell'apologo premonitore
*
"Ma lasciamo Tentiètnikov per seguire Cicicov"
Nicolaj GOGOL, Le anime morte









sabato 18 luglio 2020

COSE DI GESSO: TRA SOGNI ANTICHI E PENSAMENTI MODERNI. Una Pagina su Facebook

LINK DELLA PAGINA "COSE DI GESSO"


Nel luglio del 2018, traendo spunto dalle mie origini familiari, pubblicavo un post che, rimbalzato sul blog "Archivio e Pensamenti" per essere da lì rinfocolato e rilanciato, a suo modo avrebbe dato vita, direttamente o mediatamente, ad un processo virtuale di conoscenze, coinvolgimenti e curiosità sul mondo negletto del gesso che sarebbe diventato, progressivamente, e direi sistematicamente, con metodo, un po’ meno negletto e un po’ più reale. 

In questa Pagina, in ideale collegamento con quanto già adunato, fatto e scritto, di cose vecchie e cose nuove si tratterà. Cose di gesso.