sabato 28 febbraio 2015

CONVERSAZIONE INTERROTTA CON IGNAZIO APOLLONI



Dopo Nat Scammacca, Crescenzio Cane, Carmelo Pirrera e le loro compagne Vira e Nina, anche Ignazio Apolloni è venuto meno, ieri.


La conversazione è interrotta solo materialmente, la continueremo idealmente per ricordare quello che hanno fatto, quello che hanno scritto, i giovani "rivoluzionari" dell'Antigruppo.

L'Antigruppo merita di essere ricordato. 

Lo merita ciascuno di quelli che l'hanno animato.  L'elenco sopra citato  va arricchito con altri nomi.

Hanno sognato, hanno a loro modo lottato. Hanno scritto per evadere ma soprattutto per cambiare il mondo. Solo i poeti posso aspirare a tanto, servendosi delle parole.













 


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venerdì 27 febbraio 2015

QUALCUNO STA INSCATOLANDO L'ARIA DELLA VALLE DEI TEMPLI

NÉ SI VENDE NÉ SI REGALA  
L'ARIA DEI TEMPLI IMBARATTOLATA
SI MOSTRA

Dopo la cartolina della Valle dei Templi con la scritta HOLLYWOOD sul fianco della collina ai piedi delle sacre colonne doriche, Toto  Cacciato ci riprova a dialogare con i suoi templi, questa volta ne ha incapsulato l'aria, citando un imbarattolamento famoso, ma in in realtà egli, con il rinvio hollywoodiano o con l'aria imbarattolata, continua un dialogo civilmente risentito con i mezzi e il linguaggio dell'arte che gli sono propri.  

Sulla scia di tali intendimenti mi piace intendere la dedica di Toto Cacciato ad "Archivio e Pensamenti" per esorcizzare, spero e credo, con la parola o con il gesto dell'imbarattolamento dell'aria ogni nuvolaglia di aria fritta.  (P. C.)





La cartolina, per segni e per immagini.


Aria della Valle dei Templi

di Toto Cacciato


In questa cartolina la mia più recente ideazione, effimera, leggera…che pur lascia un segno nella memoria.

Ideazione  “dadaista”, eterea,  ma  sottilmente
pregnante, un pretesto per dire ancora della Valle, dopo che  tutto è stato detto: della sua pietra, della sua storia, della composizione architettonica, dello spirito dell’arte  classica che attraversa il tempo infinito.

Vi è in questa ideazione, l’opportunità strategica, intuita da Duchamp, di liberarsi dai convenzionali “prodotti dell’arte” proprio nel sito in cui aleggia il sommo pensiero dell’armonia architettonica.

L’ideazione, nella sua “concreta banalità”, manifesta anche un quesito, tanto difficile quanto ineluttabile: la massificazione dell’arte, il turismo seriale, inscatolato come prodotto industriale.



Cartolina dedicata a “Archivio e Pensamenti”, e a Piero Carbone, amico, poeta e scrittore, intellettuale vigile delle tradizioni, della storia e attento alle innovazioni.
        

giovedì 26 febbraio 2015

SE TI SCANNERIZZO GLI ARTICOLI ANTICHI. #Giornale di Sicilia


Grazie all'Associazione "Ergo Sum Racalmuto" sono state digitalizzate le pagine di cronaca del Giornale di Sicilia - Edizione di Agrigento afferenti l'universo racalmutese. Meritevole iniziativa.

Hanno contribuito alla nascita dell'Associazione:Rosario Alaimo Di Loro Carmelo Borsellino Luigi Falletti Calogero Infuso Cesare Sciabarrà Gaetano Scimè Nicolò Vignanello. 

Ad occuparsi della digitalizzazione e scannerizzazione sono stati Nicolò Vignanello, Renato Volpe e Luigi Falletti. 

Emergono come dal nulla fatti e ricordi. Ma nulla non sono: cronache sui più disparati aspetti di una comunità che sembrano irreali nella loro lontananza e forse rappresentano la malta o piccoli conci di future ricostruzioni storiche o ripensamenti antropologici: sport, politica, cultura, economia, tradizioni, eventi minuti o eclatanti, le pionieristiche iniziative della Pro Loco, le paesane epifanie sciasciane, gli emigrati, centripeti echi...

Questo è anche il mio omaggio al corrispondente locale Peppino Troisi. 

Più di una volta i suoi articoli mi lambiscono: la sua credo sia stata la mia prima intervista. Il mondo lontano dei giornali si materializzò un pomeriggio di luglio del 1988 a casa   mia con affabilità, parlando di festa del Monte,  cinquantenario dell'incoronazione, carrettieri,  lavandaie e lorchiano bodas de sangre.

Giuseppe Troisi era un corrispondente locale del "Giornale di Sicilia"; poteva sembrare secondaria o marginale la sua attività giornalistica visto che viveva del suo lavoro come impiegato ma col tempo avrei capito che era proprio questa autonomia che lo faceva essere libero e poteva dirsi veramente al servizio della notizia. 

Col tempo avrei capito che si poteva essere giornalisti pubblicisti ma anche professionisti  con un'ottica rovesciata, non servendo ma servendosi delle notizie,  di quelle dette e di quelle non dette, a seconda della bisogna,  per andare oltre o per raggiungere altro, altre mete, altri traguardi più remunerativi, più prossimi al potere. Siamo nella tipologia del giornalismo come mezzo e non come fine e il giornalista pronto a tutti i ruoli e a tutti gli incarichi. 

Un buon motivo per rivalutare quello che poteva apparire la modesta o marginale attività del corrispondente locale. Più che un doppio lavoro, un dopolavoro, eppure più prossimo alla figura del giornalista puro.













screen capture dal sito http://www.ergosumracalmuto.org/



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mercoledì 25 febbraio 2015

GLI UOMINI PRUNI E GLI UOMINI PRONI




E gli uomini, come emerge da ricerche speciosissime decifrando un alfabeto che non ha né l'alfa né la beta, secondo papiri plastificati, ritrovati alla base di colonne nell’inabissata Atlantide, gli uomini, ma anche le donne, dopo che erano morti, si andavano a rannicchiare in due bacinelle in bilico come quelle di una bilancia:


le bacinelle oscillavano al cielo sempre appesantite dagli uomini-pruni o dagli uomini-proni; i “pruni” erano irti e spinosi; i "proni", flessibili e stomachevoli. 


Da qui il detto: attàccati a stu prunu! 

E i proni lo facevano. 

Ora non si sa.

Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito.








Nella foto: Quadro di Beppe Vesco esposto a Palazzo Comitini, Palermo.

lunedì 23 febbraio 2015

CIAO, NINA! CIAO, NAT!

Ha vissuto per Nat, compagna  e complice di vita e di sogni.
Dopo la morte di Nat si è prodigata per perpetuarne il ricordo e farne riconoscere il valore che non gli era stato riconosciuto adeguatamente in vita.

Di questo mi parlava Nina qualche mese fa, l'ultima volta che ci siamo incontrati a Trapani, e di questo avremmo parlato la prossima volta con Nina Scammacca assieme a Nicolò D'Alessandro, Giacomo Pilati, Marco Scalabrino e tanti altri amici.

Solo che al previsto appuntamento Nina non ci sarà più, ha raggiunto il suo Nat: non soltanto di Nat si dovrà parlare e scrivere in futuro ma anche di Nina, del suo ruolo, del suo valore. Ci sarà sicuramente tanto da dire e da scrivere. Ma oggi è il giorno della commozione. Del ricordo affidato alle immagini.

Racalmuto (Aula consiliare), 1990
Incontro con Stanley Barkan e Nat Scammacca,
A dx, Ignazio Navarra.

Racalmuto, 1990. Col gruppo folkloristico "A virrineddra"

Racalmuto, 1990
Da sx: Stanley Barkan, Enzo Sardo, Nat Scammacca, Vincenzo Milioto,
Ignazio Navarra, Nicolò D'Alessandro


Racalmuto, 1990


 
In omaggio a Barkan e Scammacca 
leggo una poesia di Lawrence Ferlinghetti, loro amico.

Agrigento (Camera di commercio), "Poesia in Via Atenea", 1993
Agrigento, 1993
Da sx: Nuccio Mula, Vincenzo Milioto, Piero Carbone, Nat Scammacca, Enzo Alessi.

Traapani, casa Scammacca, 1996.
Nat Scammacca con Ben Monreale

1996. Con Nina Di Giorgio Scammacca e e Nat Scammacca


Trapani, Galleria d'arte "L'urlo di Rosaria", 2014
In prima fila, la prima a sinistra, Nina Di Giorgio Scammacca.



Quante cose ci sarebbero da dire su Nat, su Nina! Sullo scrittore, sul poeta, sull"'agitatore' Nat! Sulla sua compagna di vita e di sogni Nina! Tanto è stato detto e scritto, ma molto ancora ci sarà da testimoniare e scrivere. Una vita intensa, la loro.



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http://www.lasberla.com/Cronaca-trapani/6186-in-ricordo-di-nina-di-giorgio-scammacca#.VOxXPLOG-6o
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https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10205219621723307&set=a.1054504576054.10100.1629014785&type=1&theater
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http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/11/farfalle-trapanesi-una-presentazione-da.html
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http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/05/11/il-poeta-beat-trapanese-scammacca-storia-di.html




domenica 22 febbraio 2015

"MONUMENTO AL CORAGGIO" DI CALOGERO RESTIVO



Quando ricevo posta in paese entro in una sorta di ansia perché non vedo l'ora di aprire quella busta o quel pacco e vedere di cosa si tratta o, se lo so, non vedo l'ora di leggere ciò che mi scrivono, di scorrere una rivista, sfogliare il libro di un amico.
- Ma è arrivata? - mi chiedono i mittenti se vedono ritardare la risposta che ne confermi la ricezione. 

A volte non lo so nemmeno io, per saperlo debbo andare in paese, non sempre infatti riesco ad identificare la posta arrivata dalla descrizione che me ne fa mia mamma nella cui abitazione la posta approda come un gabbiano dopo un lungo volo, né mi va di tartassarla con domande precise perché la metterei in ambasce, da pochi indizi però me ne faccio un'idea.

Ma alla domanda, qualche giorno fa,  di Calogero Restivo, non ho saputo rispondere perché la posta a volte resta religiosamente sigillata per  una sorta di rispetto, specialmente se mia madre, da certi indizi o a naso, se la prefigura di una certa importanza, di una certa riservatezza. Il mistero rimane intatto.
Cosicché, all'attesa trepida di Restivo si è aggiunta trepida la mia, non vedendo l'ora di andare in paese per rifornirmi di affetti, di sapori tradizionali e aprire finalmente la busta con il libro atteso.
E in effetti, l'ho trovato, con dedica.



E' stata una piacevole sorpresa, anche se me l'aspettavo, si trattava infatti di una raccolta di poesie, quella che non mi aspettavo era la traduzione in rumeno. "Traducere ín limba română de Daniel Dragominescu, Ana-Maria Oncescu".
L'ho sfogliato, nel giro di qualche ora l'ho letto e vi ho ritrovato l'inconfondibile voce, con il tono e la cadenza di un sentimento antico, di una sensibilità moderna.
Non mi diffondo oltre per non interferire con me stesso visto che della poesia di Restivo mi sto occupando per altri versi.
Tra tante poesie lette, ne ho scelto una per  condividerla con amici e visitatori che bazzicano da queste parti. A loro vorrei dedicarla, a voi, al coraggio di ciascuno. 
















sabato 21 febbraio 2015

ATTENTI A QUEI DUE, SECONDO L'ANONIMO






Signor Cavallaro apprezzo la sua genorisita e l’impegno di coinvolgere tutti per valorizzare Racalmuto,pero coinvolgere Carbone e Taverna persone che contestano lapiu piccola decisione mi sembra fuori luogo.



Commento anonimo di Anonimo pubblicato, dopo l'approvazione redazionale, in coda all'articolo che contiene le ecumeniche intenzioni programmatiche di Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della sera in pensione, all'indomani della sua elezione a segretario tesoriere della Fondazione "Leonardo Sciascia" di Racalmuto, contenute nel suo articolo: "Fondazione Sciascia, le idee di Felice Cavallaro: “Operazione porte aperte”' ("Malgrado tutto, 19 febbraio 2015)


Screen shot



Taverna e Carbone sono rei di parlare, rei di fare cultura e di possedere due armi di distruzione di massa, gli artigianali blog "contraomnia Racalmuto" e "archivioepensamenti" dove scrivono.
Servono altri capi di accusa per condannarli?



E se Carbone e Taverna  avessero ragione?
In via ipotetica non si può escludere. L'Anonimo lo esclude. E se fossero persone avvedute? L'Anonimo lo esclude. 

E se hanno ragione, come si giustifica semmai il silenzio o il frastornato assenso che c'è attorno alla scelta di Cavallaro e alle sue dubbie e sicuramente poco trasparenti modalità? Mi riferisco alle modalità di composizione e ai tempi di proposizione della terna.

Calogero Taverna mette in guardia dalle mille insidie burocratiche e finanziarie che insidiano la Fondazione e si strappa l'anima affinché se ne colga la gravità e si appianino. Questa sarebbe contestazione di minuzie? 

A poche ore dalla votazione, tanti politici in carica e non, sentiti telefonicamente, riguardo alle modalità statutarie e ad eventuali altre incongruenze, dicevano di non saperne nulla e affermavano candidamente di cadere dalle nuvole, ma tanti altri che ne avevano contezza hanno ugualmente taciuto. Perché? 

Solo voci isolate, isolatissime. Alcuni si sono esposti e hanno avuto le... forze morali per parlare. Ma non bastonateli per carità! Almeno taccia dopo chi ha taciuto prima. 

Quante altre cose ci sarebbero state da chiarire! 
E' mai credibile, o normale, ad esempio, che si propongano tre personalità per una carica senza che le persone interessate ne sapessero nulla e non avessero dato preventivamente la loro disponibilità e lo apprendano, con sorpresa, non si sa da dove né quando, come candidamente confessa Cavallaro? 
"Quando appresi della “terna”, cosciente delle grandi qualità del poeta e del critico, sperai nella saggezza dei grandi elettori..."
  E intanto i 60 giorni di tempo utili per la votazione scorrevano. E se qualcuno fosse stato eletto e non avesse  accettato o per qualche incompatibilità o impedimento non avesse potuto accettare? 

Chi ha interesse a tacitare i problemi che, da diverse specole, vengono sollevati? 

E non dimentichi l'Anonimo e chi si trova nella sua situazione che il passato è un criterio per valutare la validità o la credibilità di ciascuno. 

Va notata una piccolissima differenza tra 

chi, unitamente a decine, a centinaia di giovani, adulti, anziani, colti e meno colti, casalinghe e laureate, laici ed ecclesiastici, insegnanti, impiegati, contadini, minatori, pensionati, disoccupati,  studiosi, sportivi, emigrati... ha cercato di essere attivo, di valorizzare il paese, la sua storia, le sue feste, le sue tradizioni, le sue foto, le sue carte, le sue radio, i suoi "fogli" cittadini, la sua arte, i suoi gruppi folkloristici, le sue pietre, le sue fontane, le sue chiese, i suoi castelli, il suo teatro, le sue campagne, le sue miniere, i suoi dolci, il suo vino, le sue tradizioni,  i suoi emigrati, i suoi tenori, i suoi scrittori e uomini d'ingegno, i suoi poeti, i suoi eretici, i suoi santi... non a scopo di lucro o strumentalmente per conseguire cariche, 

e chi questo non lo ha fatto o non lo ha fatto con le stesse disinteressate modalità.

Pertanto, riguardo al già fatto va dato atto a Felice Cavallaro che ha  riconosciuto l'impegno di tanti racalmutesi che si sono prodigati in mille iniziative, anche se di tanti, di molti, non sa.

Avere un futuro dietro le spalle potrebbe essere un triste e malinconico bilancio ma avere un passato pieno di tante cose è una inalienabile ricchezza. C'è bisogno di citare Vittorini che definiva triste la situazione di chi non può attingere nulla dal suo passato?
Anche per questo essere anonimi non ha senso, non si sa chi parla, ammesso che dietro questo anonimo ci stia una persona reale e non sia una finzione, come qualcuno in rete va ipotizzando.


I citati Carbone e Taverna, da cui l'Anonimo mette in guardia il neosegretario tesoriere Cavallaro, e  sicuramente non solo da loro, lo creda bene l'Anonimo, hanno anche un passato da difendere per la semplice ragione che qualche cosa in passato l'hanno fatta e non aspettavano certo né Cavallaro né altri per esistere, per fare quello che assieme a tanti altri hanno sempre fatto,  né hanno voglia e tempo di esibire manfrine per acquisire benemerenze ai suoi occhi, ben contenti invece di collaborare con chiunque si metta a disposizione del paese non necessariamente supportato da cariche o incarichi e non soltanto nei dì di festa. 

venerdì 20 febbraio 2015

LETTERA APERTA ALLA FONDAZIONE "LEONARDO SCIASCIA" PER IL NEOELETTO FELICE CAVALLARO



Lettera aperta alla Fondazione "Leonardo Sciascia" per il neoeletto Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera in pensione.



Apprendo dal web le dichiarazioni programmatiche che Felice Cavallaro, nella qualità di tesoriere segretario subentrante, esprime all’indomani del suo insediamento: ne apprezzo lo slancio e auguro ogni progresso in avanti. 



Parimenti dal web, adeguandomi ai tempi, rispondo e ringrazio per il riconoscimento di versatile e “magistrale “ organizzatore culturale nei miei confronti, unitamente o alternativamente ad Angelo Cutaia, “l’ingegnere del Castelluccio”. 



Sono, come sempre, e impegni vari permettendo, disponibile a fare quello che ho sempre fatto per il mio paese, in termini di studi e contributi critici ovvero con parole, opere e libere mansioni: mettermi a disposizione disinteressatamente.

Noto preliminarmente che nessun cenno è stato fatto ai miei rilievi pubblicati sul web circa le modalità di composizione e presentazione della terna, modalità che attengono al regolamento statutario e non alle singole persone stimabilissime; poteva rappresentare l’occasione per chiarire utilmente alcuni punti dubbi visto che con sostituzioni di componenti del Consiglio si avrà sempre a che fare. 

Ma, a parte il suddetto rilievo, circa il mio coinvolgimento ipotizzato da Cavallaro, sono rammaricato nel dover rinviare ogni decisione fino a quando non verrà proposto concretamente il progetto nei modi e nelle sedi opportune e non certo, nonostante la reciproca familiarità, tramite il giornale “Malgrado tutto web”, specialmente se con esso la Fondazione non ha alcun esclusivo vincolo, non accettando, per quanto mi riguarda, per la mia dignità che non prescinde dal riconoscimento di competenze e abilità organizzative, non accettando, ribadisco, di essere denigrato, calunniato, offeso, condannato come da novelli inquisitori all’ostracismo mediatico giusto giusto nel nome di Sciascia da un giornale, da giornalisti, additati da Cavallaro come “eccellenza”, “coscienza critica”, “spinta del nuovo” e contemporaneamente, nella stessa sede, essere riconosciuto maestro di alcunché per coadiuvare l’azione di un’istituzione sciasciana. 
Che siano colpe, scrivere, sollevare obiezioni, enucleare problemi e organizzare eventi culturali a Racalmuto (non a scopo di lucro)?

Natura delle presunte colpe a parte, se ad un uomo si toglie la dignità, nulla gli resta, anche competenze e abilità si dissolvono: mi pare di poter avocare a supporto gli insegnamenti del nostro concittadino scrittore e maestro.

Mi dispiace, ringrazio, e resto in fiduciosa attesa che “financo” nella comunicazione si dia segno di discontinuità col passato per realizzare, secondo le ampie e strategiche dichiarazioni programmatiche, un’apertura a 360 gradi verso tutti. Per il bene e una lunga vita della Fondazione, va da sé. Non contro qualcuno o qualcosa, ma per l’instaurazione di un nuovo corso.


P.S.
Colgo l’occasione, nel segno del nuovo corso, stante una pregressa richiesta reiterata negli anni, di poter ottenere finalmente copia integrale dei verbali delle sedute del consiglio di amministrazione alle quali il sottoscritto ha partecipato come membro di diritto pro tempore in quanto assessore alla cultura del comune di Racalmuto. Là dovrebbero trovarsi alcuni rilievi, alcune proposte operative e considerazioni ad hoc circa le reiterate assenze che il “Consiglio ha registrato in passato” per le quali Cavallaro oggi dice di non conoscerne bene “le dinamiche”; assenze per le quali qualche consigliere, invece di rammaricarsene, ebbe a reagire accusando di “insolenza” chi aveva sollevato il problema. Grazie

                                                                             Cordialmente, Piero Carbone

Palermo, 20 febbraio di quaresima 2015




         
Racalmuto, 12 novembre 2014.
Alla mia sinistra:  Felice Cavallaro, la statua di Sciascia, Gilberto Idonea


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